Miti Moderni/9: strade

12 marzo 2015
Pubblicato da
Luigi Ghirri, Bologna - Tangenziale

Luigi Ghirri, Bologna – Tangenziale

di Francesca Fiorletta

andare per le strade, a sbattere. i viali illuminati nella notte, stretti e lunghi, le rotaie accese, larghe,  i lampioni blu, come stormi di primavera. le conifere ai lati delimitano un percorso che non conosci, ancora. segnano un perimetro di ingordigia, il metabolismo è lento, la digestione prima di andare a dormire, l’ingestione di amminoacidi complessi va tenuta sotto controllo, medico. 

smetti di fumare, guardare dalla finestra più alta, leggi l’epilogo di un libro che non ricordavi, una notte passata a leccarsi le ferite, alla fermata del tram. non passa nessuno, la rugiada è bollente, senti il fischietto di un vigile urbano, ma è solo l’upupa che albeggia, il segnale che infittisce la fine dei ricordi, l’orologio asettico, l’armadio coi ripiani lasciati vuoti, apposta per te.

riprendi a bere, tieni in mano il bicchiere carico di veleno, lo agiti piano piano, alla base, fingi di indovinarne a naso la consistenza, assapori a occhio la cantina più celebre. hai dimenticato com’era facile, un tempo, inventarsi una risata sguaiata, buttarsi a capofitto in un mare di cemento e cloruro di sodio, le piscine sopra i tetti dei palazzi, la nave scuola che fa già periferia.

allontanarsi dal centro città, ma solo di domenica, quando i nobili se ne vanno a sciare, gli uomini d’affari rimaneggiano i conti all’estero, persino gli immigrati trovano ristoro nell’orto, la selvaggina per soli adulti, la stagione della pesca volge al termine, tutti i moli sono ormai privatizzati, lo dice l’ordinanza comunale, le spiagge sono logore di pellami, la carne bovina tagliata a fette il martedì.

ascoltare i discorsi degli anziani, le passate glorie del calcetto interinale, degli esami freschi di voto all’università ti racconta il bellimbusto di Belgrado, nelle cuffie i Baustelle, a volume moderato, la frangia nera intagliata all’insù, un divaricatore al lobo sinistro, per le mani un marsupio di iuta, cucito dalle donne pakistane, l’integrazione è importante, ma non chiamatemi omosessuale.

sfogliare tante tele di fumetti, i cartelloni pubblicitari sulla strada statale, le indicazioni colorate che pretendono di spiegarti chi sei, quando hai deciso di diventare adulto, se è stato solo l’effetto dello smog, cadono ancora i meteoriti, viene da chiederti che cosa ci fai lì, senti una voce da dietro le spalle, il casello autostradale è vuoto, non hai moneta o contante, non si muore mai, alla dogana.

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Notable Replies

  1. tre tristi tigri(Bustròfedon dream)

  2. Lila says:

    Tristezza cogli se non pensio alle infinite rotaie dei treni, alle rotte non lineari finite ma infinite, così la strada quando la pensi mentre la vedi dove le luci blu si mescolano con l'autubus che passa - dentro blù e neon. Allora penso a tutto l'arrovellio che alla fine mi ha fatto dimenticare tutto dei MITI MODERNI/9.
    Bene così fuori scena lo rileggo sola in silenzio. E leggo ogni volta altri MITI MODERNI, sotto altre forme distinte da IMITI MODERNI/9: strade E poi il 9 è qualcosa che si cerca, e qui di luce seppur notturna, ce n'è tanta.. Si ci si può ballare nelle strade di notte o soli o insieme a molti
    @Lila

  3. blush grazie mille. sì, il blu e le strade che lasciano andare, è cosa triste e felice insieme, penso.

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