La curva del giorno nel giardino distopico

17 marzo 2015
Pubblicato da

Spazio Ostrakon

via Pastrengo 15 Milano

LA CURVA DEL GIORNO NEL GIARDINO DISTOPICO Reading di Biagio Cepollaro  il 19 marzo 2015 ore 19.00

innestato nella mostra del botanico artista Emanuele Magri

immagine

Caro Emanuele,

sto immaginando La mia curva del giorno nel tuo Giardino distopico.Potrebbe essere un ulteriore innesto e trapianto la lettura dei versi all’interno della mostra e dei tuoi attraversamenti. E lo è. Una specie di installazione dentro la tua installazione.

Come ti accennavo a voce, in fondo ciò che ci accomuna è l’interesse per il corpo e per i livelli elementari della vita, vegetali, animali, basici. La tua ingegneria genetica letteralmente mostra il volto della degenerazione. Lo sradicamento di ogni senso è innanzitutto lo sradicamento di ogni parola da se stessa e di ogni immagine da se stessa: dici che attraversi la storia dell’arte e ricombini con i frammenti di essa il non più riconoscibile volto della nostra degenerazione. Non si tratta di un moderno entusiasmo per il nonsense e neanche del liberatorio calembour: si tratta proprio di fotografia. In un certo senso di dire le cose come stanno, o come sono diventate.

 

Bene, dentro questo tuo paesaggio le mie parole prendono le mosse da semplici percezioni. E’ come se la genetica tornasse sui suoi cardini a patto di rinunciare alle antiche complessità. Prima di scrivere La curva del giorno, ho scritto il primo libro, Le qualità, di quella che dovrà essere una trilogia. Nel primo libro il prologo prende le mosse dalla semplicità dell’evento della doccia, proprio del farsi la doccia come domestico rito di rinnovamento attraverso l’acqua. Altrove è detta la cura dedicata a tagliare il pane e a mangiare la carne di altri animali. O semplicemente viene indicata la differenza di luce

avvertibile in una giornata di primavera in un parco urbano. O anche del sistemare le lenzuola ogni sera nel costruirsi il letto che torna ad essere l’antico giaciglio. Niente di più.

occorre stabilire i confini del corpo: anche una casa con le sue camere e le sue funzioni è una guaina

e aderisce ai suoi moti. dormire al riparo dalla pioggia cucinando i cibi assaporando carni di altri animali

e foglie e frutti. dormire ancora dopo ogni rientro sistemando lenzuola e coperte lavando con cura

il piatto e il bicchiere affilando il coltello per il pane occorre lasciar passare da quei confini la notte

e lasciar mescolare i corpi perché parlino tra loro

 

Leggerò dunque questa poesia nel tuo giardino distopico e suonerà forse come una battuta di dialogo con i tuoi amabili mostri. O come il progetto di ricostruire un senso concreto, anche se limitato, a dispetto dell’insensatezza. Perché qui intendo il mescolare non come deformazione ma come silenziosa e fervida formazione e costruzione.

Forse sarà la nascita o rinascita del giardino utopico dentro il giardino distopico.Come il progetto o il

sogno di un modo di stare al mondo che possa generare un senso, nel possibile di una singola vita, oltre la degenerazione.

 

O anche sarà la coesistenza dei due giardini,uno dentro l’altro, come due poli per le nostre oscillazioni. Che ne dici?

 

Biagio

 

 

Caro Biagio,

 

le cose che dici sono molto belle. Devo dire che preferisco il tuo, di mondi, utopico. Il mio speriamo che non esista mai. Ma è difficile sapere, come si dice, dove andremo a finire. Ma, appunto, come dici tu, che almeno ci sia una convivenza. E questo possiamo intanto fare. Proporre la tua lettura nel giardino distopico. Chissà che non si aprano nuove vie …

 

Emanuele

 

 

Biagio Cepollaro, nato a Napoli nel 1959, vive a Milano. Esordisce come poeta nel 1984 con Le parole di Eliodora Forum/Quinta generazione), nel 1993 pubblica Scribeide (Piero Manni ed.) con prefazione di Romano Luperini e Luna persciente (Carlo Mancosu ed.) con prefazione di Guido Guglielmi. Sono gli anni della poetica idiolettale e plurilinguista, del Gruppo 93 e della rivista Baldus . Con Fabrica (Zona ed., 2002), Versi nuovi (Oedipus ed., 2004) e Lavoro da fare (e-book del 2006) la lingua poetica diventa sempre più essenziale aprendosi a una dimensione meditativa della poesia. Questa seconda fase del suo percorso è caratterizzata da pionieristiche attività editoriali in rete che danno vita alle edizioni on line di ristampe di autori come Niccolai, Di Ruscio e di inediti di Amelia Rosselli, a cui si aggiungono le riviste-blog, come Poesia da fare (dal 2003) e Per una Critica futura (2007-2010). Nello

 

stesso periodo si dedica intensamente alla pittura (La materia delle parole, a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon, Milano, 2011), pubblicando libri che raccolgono versi e immagini, come Da strato a strato, prefato da Giovanni Anceschi, La Camera Verde, 2009. Il primo libro di una nuova trilogia poetica, Le qualità, esce presso La Camera Verde nel 2012. La curva del giorno, pubblicato nel 2014 presso L’arcolaio, costituisce il secondo libro. Sito-archivio: www.cepollaro.it

Blog dedicato alla poesia dal 2003: www.poesiadafare.wordpress.com

Blog dedicato all’arte: http://cepollaroarte.wordpress.com/

 

 

Emanuele Magri: dagli anni settanta si occupa di scrittura e arti visive. Ha creato mondi tassonomicamente definiti, nei quali sperimenta l’autoreferenzialità del linguaggio, come “La Setta delle S’arte” nella quale i vestiti rituali sono fatti partendo da parole con più significati, il “Trattato di artologia genetica” in cui si configura una serie di piante ottenute da innesti di organi umani, di occhi, mani, bocche, ecc, e il progetto “Fandonia” una città in cui tutto è doppio e ibrido. Ha sviluppato gli oggetti-parola Bandierine (dal 1990) e gli Stendardi (dal 1992), i  corpi-parola e vestiti-parola dell’universo parallelo de “La setta delle S’Arte” (dal 1995, con utilizzo di sciarade, palindromi, falsi vezzeggiativi), gli Oracoli Corporali (dal 2000, rebus con parole che indicano parti del corpo). Distopicus Garden, un progetto sull’ingegneria genetica che si avvale, per le varie fasi, di computer grafica, installazione, fotografia, video, poesia.

 

 

 

SPAZIO OSTRAKON | Via Pastrengo 15 Milano | Orari: da martedì a sabato dalle 15,30 alle 19,30 | Info:

3312565640 | info@spazioostrakon.it |  www.spazioostrakon.it

Tag: , ,

Start the discussion at eulalia.nazioneindiana.it



indiani