Car sharing e noleggio a Milano

di Jan Reister

ATM ha deciso di mettere in vendita Guidami, la sua storica società di car sharing: potrebbe essere una buona notizia per la mobilità cittadina a Milano con l’ingresso nel mercato di un nuovo operatore.

Fondata nel 2004 dal Comune di Milano e dal Ministero dell’Ambiente, Guidami è una società di car sharing, o meglio di autonoleggio self service, costruita sul modello europeo dei car club. Nati prima della diffusione di smartphone e GPS, i car club permettono ai soci di condividere un parco macchine fisso gestendo un calendario condiviso di prenotazioni.

E’ un modello abbastanza rigido, basato su quote associative motivanti (io pago cica 90€ all’anno), un parco macchine molto vario (dall’utilitaria al minivan) in parcheggi fissi (3 vicini a casa mia), utilizzabili in base a prenotazioni pianificate in anticipo. Io solitamente prenoto con uno o due giorni di anticipo e per un numero di ore comprensivo di un abbondante margine in caso di ritardi e imprevisti.

L’avvento del car sharing free-flow a Milano, in cui si prende la prima macchina disponibile e la si usa finché si ha voglia, ha messo in difficoltà il servizio tradizionale di Guidami, che subisce la concorrenza dei tre nuovi operatori Car2Go, Enjoy e Twist sia sui prezzi sia soprattutto sui nuovi client. Questi sfruttano appieno la possibilità di trovare e prenotare una macchina direttamente da uno smartphone e offrono una flotta efficiente di macchine dello stesso modello e cariche di sensori (posizione, navigazione).

In questi anni Guidami ha costruito una base di utenti affezionati, nonostante la concorrenza ed i limiti sopra esposti. La mobilità urbana infatti è composta da esigenze e gradi di flessibilità differenti. Chi non ha grandi problemi di orario, si sposta da solo o in coppia, è in grado di camminare a lungo per raggiungere la prima auto disponibile e può riprenderne altrove una seconda per il tragitto di ritorno probabilmente trova conveniente il car sharing free flow come alternativa ai mezzi pubblici e al taxi.

Chi invece è legato ad orari precisi, ha una ridotta mobilità, deve trasportare persone dalle esigenze speciali (bambini, persone a mobilità ridotta) o ha bisogno di mezzi più spaziosi ha trovato finora un servizio utilissimo nel Guidami, che ha una struttura di costi più adatta all’uso organizzato e continuo, per periodi medio lunghi, da parte di un’utenza specializzata. Sono iscritto a Car2go, Enjoy e Twist e li uso saltuariamente, ma uso Guidami quando devo uscire con la famiglia e i bambini (e i loro seggiolini per auto).

Il mercato del car sharing free flow a Milano è saturo, la clientela più facile (giovani) è stata già catturata e gli operatori si fanno concorrenza sui prezzi contendendosi la stessa base utenti. Restano da sviluppare le fasce di utenti specializzate, aziendali e di nicchia, più piccole ma numericamente interessanti in una metropoli come Milano.

La vendita di Guidami potrebbe rappresentare un’occasione di rilancio del servizio, con l’ingresso di un nuovo operatore capace di affrontare i problemi dell’azienda: aumento della flotta, allargamento della base utenti, interfacce d’uso per smartphone (in Guidami ancora si prenota tutto via web), migliore elettronica in auto. Guidami potrerebbe in dote la rete di parcheggi fissi in città (con gli allacciamenti di servizi), una base di utenti consolidata, personale attento ed esperto e il patrimonio di dati sugli spostamenti degli utenti.

L’operatore più compatibile con questo scenario non è un gestore di car sharing concorrente, ma un’azienda di autonoleggio a breve termine interessata ad espandere e diversificare gli affari.

Le società di autonoleggio (Hertz, Avis, Sixt, Maggiore, Auroeuropa…) lavorano infatti prevalentemente nel settore Viaggi e subiscono in questi anni i fenomeni di reintermediazione e compressione dei margini da parte degli Over The Top (Booking, Tripadvisor, Expedia, Priceline…) tipiche di tutta la filiera: l’offerta si appiattisce sul prezzo, la fedeltà del cliente è nulla e i margini si spostano su servizi aggiuntivi (assicurazioni e optional) che nessuno vuole più o su clientela captive aziendale. Non è un caso che il settore autonoleggio a breve termine sia interessato da acquisizioni e ingresso di operatori low cost.

Già in passato a Milano Hertz ha provato a offrire un noleggio giornaliero in area urbana, con auto e furgoncini da affittare a blocchi di 3 ore, partendo dai propri garage. Se si potenziassero con un sistema di sorveglianza le decine di parcheggi Guidami in strada, l’offerta di autonoleggio a breve termine (dalle 3 ore ai tre giorni) potrebbe venire estesa a una nuova clientela urbana in un modo che attualmente è impossibile partendo solo dai garage delle società esistenti negi aeroporti e in città.

In gioco c’è il mercato costituito dalla mobilità nelle grandi aree urbane. Milano oggi è una città in cui non è necessario possedere a tutti i costi un’automobile e dove la seconda macchina in famiglia è superflua. La crisi economica rende poco interessante l’acquisto un bene che richiede un forte capitale iniziale come l’auto, se esistono alternative che permettono di affittarlo spendendo solo quel che serve.

Staremo a vedere quali saranno gli esiti di questa vendita. Da utilizzatore intensivo di car sharing e autonoleggio sono molto interessato e spero che l’esperienza di Guidami non vada persa.