Le belle di Maggio

L’Abécédaire de Gilles Deleuze: E comme Enfance

“A proposito di ferie pagate mi ricordo la spiaggia di Deauville il primo anno delle ferie pagate. Uno spettacolo che per un regista di cinema doveva essere un capolavoro, con tutta questa gente che vedeva il mare per la prima volta, è prodigioso. Ho visto qualcuno che vedeva il mare per la prima volta nella sua vita. È splendido. Era una ragazzina della regione di Limousin, era con noi. Se c’è una cosa di inimmaginabile quando non la si è vista è proprio il mare. Si può dire il mare è qualcosa di grandioso, di infinito, e non vuol dire niente. Ma quando vedi il mare… e quella ragazza è rimasta 4 o 5 ore davanti al mare, completamente inebetita come un’idiota dalla nascita, e non smetteva di guardare uno spettacolo così sublime e così grandioso.

La spiaggia di Deauville era sempre stata riservata ai borghesi, era loro proprietà. Quando sono arrivate le ferie pagate e la gente che non aveva mai visto il mare… è stato grandioso. Se l’odio di classe vuol dire qualcosa… mia madre che pure era la migliore delle donne parlava dell’impossibilità di stare su una spiaggia con della gente così. Era dura. Il maggio ’68 non è stato niente in confronto!

La paura, non si poteva fermare tutto questo. Se si davano le vacanze agli operai scomparivano tutti i privilegi borghesi. Un manovale che veniva sulla spiaggia era come il ritorno dei dinosauri. Come un’aggressione. Era peggio dei tedeschi.

Quello che succedeva nelle fabbriche i padroni non lo hanno mai dimenticato. Credo che abbiano ancora una paura ereditaria. Più spaventoso del ’68 che pure ha fatto paura e ancora ne fa.

Quindi dicevo siamo rimasti con mio fratello a Deauville ed è allora che ho smesso d’essere un idiota.”

 

https://youtu.be/DR7lYynyCDA

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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