Blu romanzo

17 giugno 2015
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un inedito di Marosia Castaldi

 

Dogville burning vide sulla corolla dei girasoli il volto atroce di Osiride la maschera di un Tirannosaurus Rex dal volto bifronte, il volto sperduto di un cane bifronte che l’azzannava alle caviglie le rodeva le spalle

I girasoli  stremati dalla scorrere di giorni tutti uguali l’uno all’altro sempre e solo volgere la corolla i pistilli verso  il  nascente Sole, chinarlo timidi sonnolenti ai raggi dell’incipiente notte intanto volgevano il capo all’incipiente luce del disco del. Sole: il volto terrifico di Osiride Astarotte Cancer Scorpio Granchio  Pisces Tethis Tanathòs Brutus Dogville Calvario Pantalica Isola che non c’è vascello fantasma Tradimento Menzogna Inganno Biblioteca. Sortilegio che confondendosi con la voce del ento sugli altopiani di Maremma diceva ai girasoli suoi figli servi servitori scriba famigli

Ho dipinta sul volto sulle ali le mani la faccia le braccia di Faraone di Dio sulla Persona il Mantos la Maschera  in grandioso blu Egizio la pietà che ho di voi la pietà che ho di me stessa  l’ammirazione di fronte alla vostra alla mia forza devastante brutale grandiosa dipinta sul mio volto di Sole di Faraone sotto il disco solare gli occhi cerchiati di grandioso blu egizio blu indaco fenicio blu tuono blu demonio blu vento blu vortice blu tornado blu tifone blu manso blu maelstrom blu demonio blu tuono blu lampo

Blu romanzo

Patate carote desertitudine blu  mani piedi fosse comuni carta blu per avvolgere i morti per far nascere i vivi per svolgere i morti blu inferno blu paradiso blu cavalcante l’abisso l’ignoto  la sorgente blu  finito blu infinito blu tutto niente pagine blu  spazio tempo zucchini tavor  occhi bluità blu da  leggere con gli occhi le mani blu  nientità  blu totalità blu cielo mare per levare i confini blu prima dopo sopra sotto blu uomini donne vecchi bambini blu  bluire imbluirsi nascere vivere morire blu universo blu senza margini blu pagine  blu mare grembo origine acqua   baltico oceano  onde fogli quiete tempesta blu mare delle tempeste della tranquillità  d’erba di sabbia di fuoco di lacrime   e sangue vapori  blu nuvole venti carta del  cielo un ‘altro cielo un ‘altro romanzo un’ altra morte un ‘altra vita blu  un altro  aperto blu  uomini donne vecchi bambini blu la nostra vita mortale blu epifania del mondo dell’ uomo del linguaggio blu nascita luogo non  luogo blu  leggende   battaglie cavalieri blu io che li scrivo blu   suono del cielo  profondità del cuore  del  mare passioni tormenti crudeltà furore  abnegazione corpi escrementi  elementi    turbamenti    nuvole  cieli  chili  litri  lire  pensieri  totale blu

Artico blu vortice di vento blu blu egizio blu indaco fenicio blu pervinca blu polvere cilestrino blu celeste  non ti scordar di me  carta da lettere

Blu viola fucsia indaco carta da zucchero

Blu tuono blu tuono del bl blu lampo blu demonio blu lampo blu Astarotte blu Osiride

Blu Dogville burning

 

Furia L… Quiete L… Blu L… Mare delle Tempeste L… Mare della Tranquillità L… Mare d’erba di sabbia di fuoco  L… Mare d’acqua L… Di lacrime e sangue L… L’acqua del mare non lava L… Vapori nuvole venti L… Carta del cielo L… La sfera celeste L… La volta del cielo L… Un ‘altro cielo L… L’aperto L…  Gli uccelli dell’aria L… I pavoni gli aironi L… Finito L… Infinito L… Dio L…  Uomini donne vecchi bambini L… Animali L…  La nostra vita mortale L… Epifanìa del mondo dell’uomo del linguaggio L… La vita L… La morte L… Luogo L… Non luogo L… esserci L.. Non esserci L… Tutto L… Niente L… Carta del mare L… Per avvolgere i morti L… Per svolgere i morti L…Per far nascere i vivi L…  Spazio L… Tempo L… Buio L… Luce L… Grembo L… Oceano L…Onde L… Fogli L… Bluire imbluirsi L.. Leggende battaglie cavalieri L… Io che li scrivo L… Suono del cielo L… Del cuore del mare passioni tormenti crudeltà abnegazione L… Corpi escrementi turbamenti nuvole cieli chili litri pensieri L…  Blu L… Totale L.

Totale vortici di blu vento

Totale mille e una nessuna… nessuna  turbine di blu vento…

Totale… L

Pale eoliche  ali eliche di blu vento senza vento senza lame senza tormento…

Blu Osiride Blu Dogville burning… L

Ai piedi di Dogville burning dei suoi vortici di Blu vento blu tormento blu pietà blu inganno magia calunnia  menzogna tradimento. Sortilegio si accampano gli egizi i fenici i geci i romani i libanesi gli uomini di Neaderthal gli umbratili uomini e girasoli dell’Etruria i focosi cavalli di maremma dalle zampe corte e tozze

Ai piedi e dentro il ventre blu Faraone Scriba fariseo  Blu generale Blu chirurgo  Blu demonio blu lampo Blu tono blu del tuono del blu

blu lunghi coltelli blu tempesta ira furia furore del. Mondo

Ira iracondia generosità grandezza incontrastata incontrovertibilmente Blu du Dogville burning Umbratile blu

Blu etrusco  blu egizio blu demonio blu notte Blu Morte si accampani mille e uno e nessun nessun uomo   mille euno e centomila unum deinde centum deinde mille deinde centum deince altera mille  e nessun uomo

Uomini che mangiano bevono ridono ballano crepano defecano urinano si piegano si rialzano scrivono escono entrano lavorano fanno di conto comprano vendono si spostano muoiono nascono ballano ridono si rialzano lavorano escono entrano si alzano non stanno mai fermi si fermano si siedono mangiano escono con la pioggia il sole la neve crescono crepano urinano si sono attestati alle bocche dell’inferno dove è confitto l’ angelo blu e aspettiamo in questa zona di confine di sapere che ne sarà di noi e intanto mangiamo beviamo aspettiamo defechiamo facciamo l’amore abbiamo bambini abortiamo bambini mandiamo via liquidi  umori escrementi ci laviamo ci radiamo ci mettiamo davanti allo specchio nasciamo  cresciamo ci riproduciamo moriamo scriviamo parole che ridono piangono chiamano parole da leggere con gli occhi le mani confitte col fuoco nel fuoco del blu sono voci di uomini donne bambini sono un suono insopportabile tutte quante tutte insieme   è il rombo del blu per questo nell universo c’è un unico grande silenzio blu. Ma le voci riescono a uscire  dalle trame più sottili dei fogli come da un’immedicabile ferita blu come un romanzo che toglie il respiro che mette il respiro un Ur  Blank Blu  un Ur Buch Blu : la nostra vita mortale.

Enorme minuscola finita infinita nell’universo immenso sconfinato  e tace : uomini corpi fogli organismi pagine sguardi grida destini voci vita luoghi sorgivi carne anime escrementi montagne mari misteri  profondità dei cuori dei cieli passioni miserie crudeltà ferocia abnegazione silenzio noia esultazione cielata azzurrata servi padroni uomini donne vecchi bambini chili litri pensieri blu

 

 

Nota: “Mantos” termine che in etrusco significa: morte

 

Il blu della Creazione e del volto onnivoro ingordo vorace generoso grandioso bellissimo del regale reale un’ istante prima della fine si riempie di Luce

Diventava l’apoteosi della. Luce

 

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Notable Replies

  1. Marosia scrive con un flusso di coscienza continuo, ho tutti i suoi libri e arrivare fino in fondo è stato sempre e per tutti difficilissimo. La trovo essenziale e speciale nei piccoli pezzi, quando riesce a concentrare il suo immaginifico in un piccolo acquerello, o in una riflessione, come ho letto nel suo blog tempo addietro. "La donna che aveva visioni" e "la fame delle donne" secondo me sono tra i suoi libri i più riusciti, forse proprio perché è il labirinto femminile che viene fuori stravolgendo e travolgendo il lettore, la sua realtà a volte, mettendone a nudo istinti e elucubrazioni. Indubbiamente, come sottolinea Francesca, ci troviamo di fronte a una scrittura oltre il limite, una scrittura che sperimenta e si avvolge su se stessa, spesso. credo che questo sia dovuto al fatto che Marosia vive l'arte in modo completo e mescola, si lascia andare oltre misura cercando di plasmare se stessa nell'atto della scrittura, sì come quando "manipola" la materia per darle forma oggettiva. Spero tuttavia che superi questa linea di confine trovando maggiore equilibrio nel mettere a fuoco l'obiettivo della sua narrazione; se riuscirà a "sfrondarsi" secondo me farà pienamente centro.
    A lei un abbraccio.
    natàlia

  2. invece a me questo romanzo ha entusiasmato, soprattutto nella prima parte

    tra l'altro ricorda un poco (tanto è diverso) la breve storia del blu di nicola ponzio

  3. blue surrender

  4. Vero @renatamorresi, anch'io pur nella totale diversita' dei procedimenti avevo pensato al bel lavoro di Nicola.

  5. Non conoscevo Marosia Castaldi e sono grato a Nazione Indiana per aver colmato questa mia lacuna. Prima di dare un giudizio dovrei forse leggere qualche sua opera di più ampio respiro, cosa che probabilmente farò. Tuttavia non posso fare a meno di dire che questa breve lettura mi ha regalato emozioni intense. C'è un 'enfasi potente incentrata sul valore evocativo della parola, la parola come sintesi inscindibile di suono e significato. E' come un'incursione sciamanica nelle profondità della Storia e dell'esperienza umana . C'è un ritmo incalzante , un concatenarsi di associazioni che finisce per procedere quasi autonomamente , come un mantra, c'è la ricerca di una dimensione epica del narrare che coinvolge i sensi prima ancora dell'intelletto. Non è una lettura facile è vero, ma aiuta ad ampliare i propri orizzonti proprio perché ti allontana con uno schiaffo da tanta letteratura rassicurante. Ricordo quando leggevo William Burroughs tanti anni fa (sento qualche analogia, o sbaglio?) : mi spiazzava , mi lasciava perplesso, lo mollavo lì, ma poi tornavo a rileggerlo e a rileggerlo ancora. Questo stesso fascino ipnotico credo di coglierlo anche in Marosia. .

  6. questo è il più tosto, Andrea, io inizierei da "la fame delle donne"

  7. Questa successione di termini mi sembra una costruzione a freddo che utilizza varie fonti, più che un percorso emozionale. Quand'anche, preferisco testi che si rivolgano in primis all'intelletto e mi è venuta in mente, pardon per l'irriverenza, la vignetta di Altan in cui il personaggio appunto dice: "Emozionatemi, sennò debbo pensare".
    Ma non conosco l'autrice e rifuggo dal pregiudizio. Ho letto or ora le presentazioni dei suoi libri nel sito IBS: "normali" scritture, sembrerebbe. Proverò anch'io con "la fame delle donne".

  8. La scrittura sperimentale italiana soffre ancora oggi, 2015, di un grosso problema: pur essendo il "genere" più condivisibile in quanto dichiaratamente programmatico e quasi oggettivo rispetto alle scritture già date, nella pratica si fa sperimentazione quasi sempre rispetto al proprio singolo modo naturale di scrivere, invece che ai risultati comuni. Ne deriva che quello che per alcuni lettori è sperimentazione anche notevole, per altri è notevole banalità perché già assimilato in altri modi. Rimane quindi una possibile via ai teorici di queste robe: produrre ed aggiornare costantemente un manuale (o meglio uno user manual, come fosse un software) di cose già fatte, da chi e dove, rispetto a chi e che cosa, e come si sia prodotto un risultato comune da cui eventualmente ripartire per andare avanti. Ciò premesso, il pistolotto mi è servito per dire che trovo queste scritture particolari di una noia mortale, rispetto al già noto; ma può essere che aprano scenari di senso rispetto al percorso singolo dell'autrice e quindi pace, ma allora chiamatela lirica reloaded e morta qua. Concludo che tutte le variazioni sperimentali, come al solito, iniziano da un buon solfeggio iniziale e che dunque sarebbe davvero indicato rimandare ad un rimario: quale dei testi di Marosia Castaldi che state suggerendo è il suo più classico e meno sperimentale? Grazie, a buon rendere. Saluti.

  9. Ciao Giuseppe, premetto che sono del tutto d'accordo col pistolotto e in parte anche con la noia da "déjà vu", come sul fatto che un user manual non sarebbe male ci fosse (ma perché ci sia è necessario che la critica torni a fare critica in modo serio e analitico, quantomeno su ciò che viene ritenuto degno di pubblicazione da parte di case editrici più o meno grosse e più o meno, non-a-pagamento). Detto questo, il meno sperimentale è forse "la fame delle donne", e mi ripeto in modo più chiaro di quanto sopra fatto, non amo la scrittura "sperimentale" che raffazzonando di tutto e di più si perde, si diluisce, smembra (soprattutto le membra del lettore) per non dire che poco più di nulla. In questo senso dicevo che per me questa scrittura e questa autrice dovrebbero cercare in primis "misura" e lo dovrebbero fare in modo "cattivo", ipercritico al punto da sapersi tagliuzzare di continuo. Ciò non toglie che apprezzo complessivamente il mondo artistico di Marosia Castaldi, e in quel "complessivamente" ritaglio il luogo delle sue scritture, come qualcosa di ancora incompiuto. Sempre che mai lo sia.

  10. E' bello notare come una voce di dissenso aiuti a rendere più vivo il dibattito . Personalmente comprendo perfettamente le posizioni critiche di Virginialess e GiuseppeC . Potrei rispondere che il piacere che si prova nella fruizione di un testo può essere semplicemente un fatto di empatia o di abitudine a un certo tipo di letture o a un retaggio culturale comune fra chi scrive e chi legge. Ma voglio focalizzarmi sull'osservazione secondo cui negli scritti di Marosia ci troviamo di fronte a "qualcosa di già visto". Vorrei far notare che mai come oggi assistiamo ad una sempre maggiore decontestualizzazione della forma artistica e io lo vedo come un fenomeno positivo. Non ho la presunzione di fornire un quadro su dove stia andando la letteratura, qui c'è sicuramente qualcuno che saprà approfondire meglio e quindi credo che comunque questa mia impressione possa essere di stimolo alla discussone. Se pensiamo al passato, anche recente, avevamo una corrispondenza puntuale fra contesto storico-sociale e arte o comunque si poteva parlare di "correnti letterarie": Oggi credo che questo non sia più così evidente, un po' perché le informazioni e i contatti fra diverse realtà si trasmettono più velocemente , o comunque viviamo in una realtà globale ben più complessa e in un sincretismo culturale in perenne rimescolamento, un po' perché c'è sempre maggiore frattura fra mercato editoriale ( che ormai è solo business e vuole imporre i suoi modelli e le sue mode ) e chi davvero cerca di fare letteratura seguendo il proprio istinto creativo. Detto questo credo che riuscirei ad accogliere con curiosità anche chi decidesse di scrivere una raccolta di sonetti o un poema epico.

  11. Equanimità vuole lo stesso approccio per la lirica, con la differenza che questa è programmaticamente individuale (io, io-altro, io-mondo ecc.), dunque non misurabile ma al limite condivisibile. Inoltre, un buon rimario mette subito in chiaro orecchio e talento, come per il canto. Talento a parte, mi sono risolto sulla credibilità: se sei operaio e parli jet-set non sei credibile; se sei popolano e parli aristocratico non sei credibile; se sei ignorante e parli erudito non sei credibile ecc. Insomma, parla come sei, arriva a parlare come sei al nocciolo del tuo esserci prima che le sovrastrutture culturali ti rendano persona, cittadino, madre/padre e così via. Questo è il fondo non misurabile della lirica ed è altrettanto difficile da portare alla luce, oggigiorno.

  12. Io ci avevo provato, a parlar schietto / M'hanno cassato (ancora) un bel commento / ---> ["Una cacata pazzesca (ma blu?)"] / Così tutto ebbe inizio, democratici / A dir poco, nevvero? Allegramente / Italici italiani Italioti / Alla faccia di Molly Bloom, la quale / Poveretta, non può nemmeno adire / Le vie illegali, neanche dir la sua / Figuriamoci poi suonar la tromba! {Non si perdonerà financo un raziocinio lirico a commento, laddove l'abuso di un piccolissimo potere diviene garanzia di identità}

  13. Nel dibattito può essere utile tornare a citare il Bukowski di Pulp, quando nella ricerca delluccellino(azzurro ndr) si imbatte nel fantasma di Celine, il quale parlando di un altro autore molto stimato in giro si precipita a dire "quelluomo pensa che la noia sia un`arte". Ecco, se la discriminante tra la buona sperimentazione poetica e quella cattiva deve essere la sconfitta della noia ci si puo azzardare a ritenere riuscito questo scritto della Marosia
    P.s. for me

  14. @Eclaro Argomenti senza insultare e senza dare dell'antidemocratico a chi non tollera i suoi insulti, e non avrà problemi.

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