Parole sotto la torre

18 luglio 2015
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Parole sotto la torre, Portoscuso – IX edizione. 23-26 luglio 2015. Le verità dell’inganno

Cosa rende affascinante e misteriosa l’idea che abbiamo dell’arte? Il rapporto ambiguo col concetto di verità. La filosofia classica non aveva dubbi in merito. Gli antichi greci parlavano di aletheia (αλήϑεια): “disvelamento”. Tolto il velo del pregiudizio la verità di dimostrava nella sua interezza. Il filosofo cercava la coerenza fra il dato di fatto, la realtà oggettiva e la sua rappresentazione. È il principio di non contraddizione, su cui si basa la logica classica.

Eppure, quasi a contraltare, da sempre l’arte è il luogo dell’inganno. La vita che viene rappresentata, che sia con una scultura, un dipinto, un poema, proprio perché rappresentata e non vissuta è intrinsecamente falsa. Contraddittoria.

Lo schermo che il filosofo ha tolto per il disvelamento, l’artista lo ripristina. Su quello schermo, su quell’inganno, costruisce la sua verità. Un mondo coerente solo dentro l’opera: che sia un romanzo, un film, una piece teatrale.

Perché solo attraverso l’inganno, solo attraverso la verosimiglianza, l’artista può dire la verità. Una verità che va oltre al dato oggettivo e diventa universale. Non possiamo credere a nulla di quello che ci viene raccontato e proprio per questo possiamo fidarci senza remore. Mettiamo fra parentesi l’incredulità e aderiamo al mondo dipinto sullo schermo. Che così si fa lente d’ingrandimento, per quanto deformante, del mondo.
Rappresentandocelo ce lo racconta più vero del vero. Le verità dell’inganno, le uniche ammesse dalla letteratura.

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Giovedì 23 luglio

21.30 Il traduttore malinconico

Bruno Arpaia Conduce Vito Biolchini

23 Il canto dell’inganno. Dodici corti sulla meraviglia, lo stupore e la verità

A cura di Skepto International Film Festival Con Despina Economopoulou

 

Venerdì 24 luglio

19.30: La memoria presente 

Giulia Clarkson e Giulio Angioni Conduce Anna Rita Briganti

22 Notizie dal profondo Nord

Giorgio Fontana e Enrico Remmert Conduce Gianni Biondillo

23.30: Il canto dell’inganno. Dodici corti sulla meraviglia, lo stupore e la verità

A cura di Skepto International Film Festival Con Nicola Piovesan

 

Sabato 25 luglio

19.30: Resistere a vent’anni

Marco Rovelli Conduce Camilla Barone

22 Nero metropolitano

Gianni Biondillo e Maurizio De Giovanni

Conduce Anna Rita Briganti

23.30: Il canto dell’inganno. Dodici corti sulla meraviglia, lo stupore e la verità

A cura di Skepto International Film Festival Con Matt – Willis Jones

 

Domenica 26 luglio

21.00: Cantarle fuori dai denti

Daniele Sanzone e Luciana Parisi Conduce Gianni Biondillo

22.30: Verità rubate e bellezze dal profumo di passione e riscatto

Concerto dei: Lello Analfino & Tinturia in acustico

 

Il canto dell’inganno. Dodici corti sulla meraviglia, lo stupore e la verità
A cura di Skepto International Film Festival

  

Giovedì 23 luglio

Inganni a tempo determinato

I frutti sperati – 15′ – Italia

Debtfools – 9′ – Grecia/Spagna
L’homme qui en connaissait un rayon – 20′- Francia
Tuesday – 6′ – Svizzera

Venerdì 24 luglio

La verità nell’inganno: tra il surreale e l’imprevedibile (parte 1)

Deus in machina – 20′ – Italia
8 ay – 20′ – Turchia
Ehi muso giallo – 15′ – Italia

Sabato 25 luglio

La verità nell’inganno: tra il surreale e l’imprevedibile (parte 2)

Dos caras – 14′ – Argentina
A Short Film on Conformity – 10′ – Norvegia
Not funny – 15′ – Spagna
Hotel – 11′ – Spagna
A cura di Skepto International Film Festival

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One Response to Parole sotto la torre

  1. Anna Di Rufo il 20 luglio 2015 alle 11:09

    Il filosofo cercava la coerenza fra il dato di fatto, la realtà oggettiva e la sua rappresentazione. È il principio di non contraddizione, su cui si basa la logica classica.

    Stavo cercando qualche eufemismo, un modo elegante di esprimere un giudizio su questo pensiero, e purtroppo non ci sono riuscita. Certo, sarebbe facile bollare il tutto come un’incommensurabile sciocchezza, come un’ennesima dimostrazione del fallimento dell’insegnamento della filosofia ai licei. Però, mi domando: perché tirare in ballo tematiche di cui evidentemente non si hanno le competenze più basilari? Non è forse questo un lampante caso di ὕβρις?



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