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	Commenti a: Per soldi, non per amore. Contropiano dalle cucine	</title>
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		<title>
		Di: Per soldi, non per amore &#124; Estro-Verso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-285337</link>

		<dc:creator><![CDATA[Per soldi, non per amore &#124; Estro-Verso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 20:20:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] segue [&#8230;]]]></description>
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		<title>
		Di: «Contropiano dalle cucine». Quarant’anni per (non) pensarci - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-285133</link>

		<dc:creator><![CDATA[«Contropiano dalle cucine». Quarant’anni per (non) pensarci - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2015 12:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] rispondere alla riproposizione di Contropiano dalle Cucine [Federici 1975], si può partire proprio dall’articolo firmato da Nicole Cox e Silvia Federici [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] rispondere alla riproposizione di Contropiano dalle Cucine [Federici 1975], si può partire proprio dall’articolo firmato da Nicole Cox e Silvia Federici [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Ned		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284974</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ned]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 23:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non entro nel dibattito sul salario delle casalinghe (anche se lo trovo di difficile attuazione e problematico sotto molteplici aspetti) dico solo che omosessualità ed eterosessualità non sono condizioni di lavoro. E i rapporti sessuali tra due persone che si sono sposate per amore (l&#039;amore, la passione, l&#039;eros non è una sovrastruttura, è un sentimento che gli esseri umani provano) non sono &quot;lavoro&quot; sono l&#039;espressione di una passione erotica e di un sentimento reciproco (quando questo sentimento c&#039;è)..chiamatemi romantico ma io la penso così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non entro nel dibattito sul salario delle casalinghe (anche se lo trovo di difficile attuazione e problematico sotto molteplici aspetti) dico solo che omosessualità ed eterosessualità non sono condizioni di lavoro. E i rapporti sessuali tra due persone che si sono sposate per amore (l&#8217;amore, la passione, l&#8217;eros non è una sovrastruttura, è un sentimento che gli esseri umani provano) non sono &#8220;lavoro&#8221; sono l&#8217;espressione di una passione erotica e di un sentimento reciproco (quando questo sentimento c&#8217;è)..chiamatemi romantico ma io la penso così.</p>
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		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284973</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 22:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284957&quot;&gt;Stefano&lt;/a&gt;.

m, cerco di spiegarmi meglio, per chiarire le cose di fondo sulle quali sono d&#039;accordo e quelle sulle quali non lo sono. 
Ciò su cui sono d&#039;accordo sono le rivendicazioni delle donne di allora, sia per quanto riguarda l&#039;aspetto economico che quello dell&#039;emancipazione. E certo conosco un po&#039;, non in maniera approfondita, le vicende storiche legate alle lotte per lo Stato sociale. 

Detto questo non credo di far confusione, più che altro perché non volevo intendere che sia il capitalismo a dare o non dare certe cose. Questo credo di averlo detto, per quel che posso capirne, nel negare ogni naturalizzazione e antropomorfizzazione che cerca di descriverlo. Il capitalismo è un nome che abbiamo dato a un modo di fare, non può avere logiche. Quel che cercavo di dire è che differentemente dal passato, nel capitalismo si dà una certa ricchezza, e si può distribuirla. Senza capitale non c&#039;è nulla da distribuire. Questo non vuol dire ovviamente che è solo nel capitalismo che si può produrre questa ricchezza. Ma qualsiasi sistema immagini, sono le persone che accettano o meno di condividere le risorse.

Venendo al punto del lavoro domestico, l&#039;indipendenza (diverso sarebbe il caso in cui una donna si creasse la sua indipendenza economica lavorando per estranei come domestica) e il riconoscimento che quelle donne cercavano non potevano ottenerle in quel modo, e infatti l&#039;hanno ottenute in un altro modo, poiché avrebbero preso uno stipendio per essere mogli, che avrebbe significato ugualmente essere economicamente dipendenti. Il che non è di per sé una cattiva cosa, solo mi pare che volessero altro. Non è la logica capitalistica ad essere contraria allo Stato sociale, è la logica umana (più che contraria, con atteggiamenti conflittuali in merito). Se tutti siamo assistiti dallo Stato mi dici chi produrrebbe già solo il cibo che mangiamo? Se immaginiamo una società diversa, moderna, nella quale tutti partecipano alla produzione secondo le proprie possibilità e condividono le risorse secondo i propri bisogni hai comunque una società nella quale le donne fanno i figli, a meno che un giorno inventeranno degli uteri artificiali, e nella quale tutti lavorano, certo meno che oggi e senza la pressione e le ingiustizie di oggi. Mi dici cosa cambia dal punto di vista del lavoro domestico e del lavoro di cura? Forse si smetterà di educare i figli, fargli da mangiare, si lasceranno al loro destino gli anziani?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284957">Stefano</a>.</p>
<p>m, cerco di spiegarmi meglio, per chiarire le cose di fondo sulle quali sono d&#8217;accordo e quelle sulle quali non lo sono.<br />
Ciò su cui sono d&#8217;accordo sono le rivendicazioni delle donne di allora, sia per quanto riguarda l&#8217;aspetto economico che quello dell&#8217;emancipazione. E certo conosco un po&#8217;, non in maniera approfondita, le vicende storiche legate alle lotte per lo Stato sociale. </p>
<p>Detto questo non credo di far confusione, più che altro perché non volevo intendere che sia il capitalismo a dare o non dare certe cose. Questo credo di averlo detto, per quel che posso capirne, nel negare ogni naturalizzazione e antropomorfizzazione che cerca di descriverlo. Il capitalismo è un nome che abbiamo dato a un modo di fare, non può avere logiche. Quel che cercavo di dire è che differentemente dal passato, nel capitalismo si dà una certa ricchezza, e si può distribuirla. Senza capitale non c&#8217;è nulla da distribuire. Questo non vuol dire ovviamente che è solo nel capitalismo che si può produrre questa ricchezza. Ma qualsiasi sistema immagini, sono le persone che accettano o meno di condividere le risorse.</p>
<p>Venendo al punto del lavoro domestico, l&#8217;indipendenza (diverso sarebbe il caso in cui una donna si creasse la sua indipendenza economica lavorando per estranei come domestica) e il riconoscimento che quelle donne cercavano non potevano ottenerle in quel modo, e infatti l&#8217;hanno ottenute in un altro modo, poiché avrebbero preso uno stipendio per essere mogli, che avrebbe significato ugualmente essere economicamente dipendenti. Il che non è di per sé una cattiva cosa, solo mi pare che volessero altro. Non è la logica capitalistica ad essere contraria allo Stato sociale, è la logica umana (più che contraria, con atteggiamenti conflittuali in merito). Se tutti siamo assistiti dallo Stato mi dici chi produrrebbe già solo il cibo che mangiamo? Se immaginiamo una società diversa, moderna, nella quale tutti partecipano alla produzione secondo le proprie possibilità e condividono le risorse secondo i propri bisogni hai comunque una società nella quale le donne fanno i figli, a meno che un giorno inventeranno degli uteri artificiali, e nella quale tutti lavorano, certo meno che oggi e senza la pressione e le ingiustizie di oggi. Mi dici cosa cambia dal punto di vista del lavoro domestico e del lavoro di cura? Forse si smetterà di educare i figli, fargli da mangiare, si lasceranno al loro destino gli anziani?</p>
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		<title>
		Di: Silvia Contarini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284970</link>

		<dc:creator><![CDATA[Silvia Contarini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 17:55:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Jamila per questa stimolante ripresa del dibattito degli anni &#039;70 sul salario al lavoro domestico. Allora la proposta mi lasciava perplessa, e così ora, non tanto per l&#039;analisi politica soggiacente, anzi, ma perché anche se si riuscisse a minare la &quot;naturalizzazione&quot; del lavoro domestico, si finirebbe per istituzionalizzare la figura della casalinga. Neppure l&#039;idea di valorizzare il &quot;care&quot; mi ha mai entusiasmato: il lavoro di cura richiede dedizione e sacrificio, virtù &quot;femminili&quot;; mi pare non abbia senso positivizzarle ed estenderle anche agli uomini. La società del &quot;care&quot;, che avrebbe per modello bambinaie, infermiere, badanti, assitenti etc. (che ha qualcosa di cattolico...) non farebbe che deresponsabilizzare lo stato dai suoi obblighi sociali. È la critica che ho mosso al libro, peraltro molto interessante, di Cristina Morini, Per amore o per forza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Jamila per questa stimolante ripresa del dibattito degli anni &#8217;70 sul salario al lavoro domestico. Allora la proposta mi lasciava perplessa, e così ora, non tanto per l&#8217;analisi politica soggiacente, anzi, ma perché anche se si riuscisse a minare la &#8220;naturalizzazione&#8221; del lavoro domestico, si finirebbe per istituzionalizzare la figura della casalinga. Neppure l&#8217;idea di valorizzare il &#8220;care&#8221; mi ha mai entusiasmato: il lavoro di cura richiede dedizione e sacrificio, virtù &#8220;femminili&#8221;; mi pare non abbia senso positivizzarle ed estenderle anche agli uomini. La società del &#8220;care&#8221;, che avrebbe per modello bambinaie, infermiere, badanti, assitenti etc. (che ha qualcosa di cattolico&#8230;) non farebbe che deresponsabilizzare lo stato dai suoi obblighi sociali. È la critica che ho mosso al libro, peraltro molto interessante, di Cristina Morini, Per amore o per forza.</p>
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		<title>
		Di: jamila mascat		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284964</link>

		<dc:creator><![CDATA[jamila mascat]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 20:36:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284957&quot;&gt;Stefano&lt;/a&gt;.

M. grazie per le precisazioni (doverose) sulle battaglie per lo stato sociale e i costi militanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284957">Stefano</a>.</p>
<p>M. grazie per le precisazioni (doverose) sulle battaglie per lo stato sociale e i costi militanti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Adriana Perrotta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284963</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adriana Perrotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 16:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284962&quot;&gt;jamila mascat&lt;/a&gt;.

OK]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284962">jamila mascat</a>.</p>
<p>OK</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: jamila mascat		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284962</link>

		<dc:creator><![CDATA[jamila mascat]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 15:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284960&quot;&gt;Adriana Perrotta&lt;/a&gt;.

grazie adriana. se sei d&#039;accordo vorrei inserire il tuo commento nel post e aggiungere il link ad Overleft.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284960">Adriana Perrotta</a>.</p>
<p>grazie adriana. se sei d&#8217;accordo vorrei inserire il tuo commento nel post e aggiungere il link ad Overleft.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: m		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284961</link>

		<dc:creator><![CDATA[m]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 10:08:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284957&quot;&gt;Stefano&lt;/a&gt;.

Mi permetto di prendere spunto esattamente da questa frase: 

&quot;Il marito condivideva il suo reddito con lei&quot;

Questa penso sia una delle motivazioni più forti delle battaglie per retribuzione del lavoro domestico. La posizione sociale e culturale (prima ancora che produttiva) decisa per la donna come &quot;colei destinata alla cura dei figli, della casa e del marito&quot; la rendevano economicamente dipendente dal proprio coniuge. 
Non aveva nessuna possibilità di indipendenza economica e questo era uno dei motivi che non le permetteva di potersi staccare dal nucleo familiare in caso ne avesse desiderio che fosse per mancanza d&#039;amore o per vera e propria violenza. 
La donna per sfuggire alle mura domestiche non aveva nessuna risorsa economica, quindi nessuna possibilità di farlo.
Questo non vuol dire che c&#039;è stato un momento nella società pre-capitalistica dove le donne stavano meglio o avevano più diritti o altro. 
Però attenzione a non confondere alcune cose: non è il capitalismo che &quot;da la maternità&quot; o altri diritti. La logica capitalista è profondamente lontana e contraria a ogni forma di stato sociale, che non genera profitto ed è solo spesa. 
Lo stato sociale è il frutto di anni e anni di cruente battaglie tra classi sociali, battaglie in cui sono state riportate molte vittorie tra cui proprio la maternità/paternità. 
Una forma di ridistribuzione del capitale che è costata diversi morti in piazza, scioperi e conflitti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284957">Stefano</a>.</p>
<p>Mi permetto di prendere spunto esattamente da questa frase: </p>
<p>&#8220;Il marito condivideva il suo reddito con lei&#8221;</p>
<p>Questa penso sia una delle motivazioni più forti delle battaglie per retribuzione del lavoro domestico. La posizione sociale e culturale (prima ancora che produttiva) decisa per la donna come &#8220;colei destinata alla cura dei figli, della casa e del marito&#8221; la rendevano economicamente dipendente dal proprio coniuge.<br />
Non aveva nessuna possibilità di indipendenza economica e questo era uno dei motivi che non le permetteva di potersi staccare dal nucleo familiare in caso ne avesse desiderio che fosse per mancanza d&#8217;amore o per vera e propria violenza.<br />
La donna per sfuggire alle mura domestiche non aveva nessuna risorsa economica, quindi nessuna possibilità di farlo.<br />
Questo non vuol dire che c&#8217;è stato un momento nella società pre-capitalistica dove le donne stavano meglio o avevano più diritti o altro.<br />
Però attenzione a non confondere alcune cose: non è il capitalismo che &#8220;da la maternità&#8221; o altri diritti. La logica capitalista è profondamente lontana e contraria a ogni forma di stato sociale, che non genera profitto ed è solo spesa.<br />
Lo stato sociale è il frutto di anni e anni di cruente battaglie tra classi sociali, battaglie in cui sono state riportate molte vittorie tra cui proprio la maternità/paternità.<br />
Una forma di ridistribuzione del capitale che è costata diversi morti in piazza, scioperi e conflitti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Adriana Perrotta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/08/13/soldi-non-amore-contropiano-dalle-cucine/#comment-284960</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adriana Perrotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 07:04:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Suonano datati lo stile sloganistico, siamo nel pieno degli anni Settanta (così si parlava e si scriveva per smuovere le coscienze e invitare alla lotta), il rubricare tutto a lavoro domestico (mentre il concetto di cura è ben più ampio e complesso, come hanno messo in luce le ricerche e gli studi degli ultimi 40 anni); sbrigativo non considerare l&#039;interiorizzazione di un modello di codificazione dei ruoli sessuali (derivato dalla divisione dalla del lavoro operata dal patriarcato) con tutte le conseguenze psichiche indotte, sia per gli uomini che le donne ( le interiorizzazioni di fantasie, attese paure, immagini di genere...., la naturalizzazione di un ruolo che costituisce comunque uno straccio di identità al quale aggrapparsi, per spremerne ogni goccia di contropotere). Non a caso l&#039;iniziativa dello &quot;sciopero&quot; del lavoro domestico lanciata allora fallì, perché molte dicevano che non volevano andare contro le esigenze di figli,...e quanti/e dipendevano dalle loro cure quotidiane. Sembrava che il &quot;nemico&quot; diventassero i &quot;familiari&quot; e non il sistema. Infatti allora si era in pieno &quot;separatismo&quot; di analisi, teorie e pratiche; il non aver coinvolto gli uomini, ugualmente dimidiati nella loro potenzialità dalla divisione patriarcale del lavoro, e l&#039;aver completamente sottovalutato il terreno delle relazioni tra donne e uomini, tra donne e donne, tra uomini e uomini, l&#039;ambito dell&#039;affettività della sessualità, della creatività, cioè la dimensione dell&#039;&quot;autocoscienza&quot;, fieramente avversata da alcune come terreno &quot;borghese( su questo si era separato in due spezzoni il collettivo di Lotta Femminista di Milano), ha determinato il fallimento di questo filone del femminismo che sarebbe stato allora molto importante e &quot;rivoluzionario&quot;. 
Ma la prospettiva politica: il discorso della cura come effettivo e efficace motore di cambiamento radicale del modo di produzione e consumo capitalistico-patriarcale, è quello sempre più urgente oggi. Se ne è discusso e scritto nel numero 9 della rivista in rete Overleft. Rivista di culture a sinistra, tutto dedicato a questo argomento, www.overleft.it

OverLeft
Joomla! - il sistema di gestione di contenuti e portali dinamici
OVERLEFT.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suonano datati lo stile sloganistico, siamo nel pieno degli anni Settanta (così si parlava e si scriveva per smuovere le coscienze e invitare alla lotta), il rubricare tutto a lavoro domestico (mentre il concetto di cura è ben più ampio e complesso, come hanno messo in luce le ricerche e gli studi degli ultimi 40 anni); sbrigativo non considerare l&#8217;interiorizzazione di un modello di codificazione dei ruoli sessuali (derivato dalla divisione dalla del lavoro operata dal patriarcato) con tutte le conseguenze psichiche indotte, sia per gli uomini che le donne ( le interiorizzazioni di fantasie, attese paure, immagini di genere&#8230;., la naturalizzazione di un ruolo che costituisce comunque uno straccio di identità al quale aggrapparsi, per spremerne ogni goccia di contropotere). Non a caso l&#8217;iniziativa dello &#8220;sciopero&#8221; del lavoro domestico lanciata allora fallì, perché molte dicevano che non volevano andare contro le esigenze di figli,&#8230;e quanti/e dipendevano dalle loro cure quotidiane. Sembrava che il &#8220;nemico&#8221; diventassero i &#8220;familiari&#8221; e non il sistema. Infatti allora si era in pieno &#8220;separatismo&#8221; di analisi, teorie e pratiche; il non aver coinvolto gli uomini, ugualmente dimidiati nella loro potenzialità dalla divisione patriarcale del lavoro, e l&#8217;aver completamente sottovalutato il terreno delle relazioni tra donne e uomini, tra donne e donne, tra uomini e uomini, l&#8217;ambito dell&#8217;affettività della sessualità, della creatività, cioè la dimensione dell'&#8221;autocoscienza&#8221;, fieramente avversata da alcune come terreno &#8220;borghese( su questo si era separato in due spezzoni il collettivo di Lotta Femminista di Milano), ha determinato il fallimento di questo filone del femminismo che sarebbe stato allora molto importante e &#8220;rivoluzionario&#8221;.<br />
Ma la prospettiva politica: il discorso della cura come effettivo e efficace motore di cambiamento radicale del modo di produzione e consumo capitalistico-patriarcale, è quello sempre più urgente oggi. Se ne è discusso e scritto nel numero 9 della rivista in rete Overleft. Rivista di culture a sinistra, tutto dedicato a questo argomento, <a href="http://www.overleft.it" rel="nofollow ugc">http://www.overleft.it</a></p>
<p>OverLeft<br />
Joomla! &#8211; il sistema di gestione di contenuti e portali dinamici<br />
OVERLEFT.IT</p>
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