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	Commenti a: Il protocollo	</title>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 16:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vogliono farci credere protagonisti di un gioco di ruolo che viene da lontano (sempre per non farci approfondire altre questioni)

http://youtu.be/gYNUOkqzcVA


P.S. su youtube la funzione mi piace/non mi piace nemica del discernimento consapevole e delle puntualizzazioni esiste da tanto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliono farci credere protagonisti di un gioco di ruolo che viene da lontano (sempre per non farci approfondire altre questioni)</p>
<p><a href="http://youtu.be/gYNUOkqzcVA" rel="nofollow ugc">http://youtu.be/gYNUOkqzcVA</a></p>
<p>P.S. su youtube la funzione mi piace/non mi piace nemica del discernimento consapevole e delle puntualizzazioni esiste da tanto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285300</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 08:46:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, grazie per la messa a fuoco, come immaginerai condivido punto per punto, anche a proposito del carattere ibrido dello spazio, che tuttavia mi pare diventi sempre più pubblico. Staremo a vedere che forme assumeranno i vari tipi di gerarchizzazione interna, anche tra i vari utenti.
Anch&#039;io Jan penso sia impossibile &quot;contestare&quot; Facebook dall&#039;interno, al limite si possono evidenziarne dei meccanismi (che, dopo essersi diffusi sul web, possono passare oltre lo schermo, su questo concordo con Sforza). Ma di tutto ciò si parla sin dal libro di Ippolita.
La mia impressione generale è che ormai ognuno si sia fatto una sua idea sui social: gli articoli in proposito fioccano e declinano qualsiasi argomento. E&#039; come se ormai avessimo capito come funzionano e ci dicessimo che li usiamo con cognizione di causa. Solo che poi, di fatto, la maggior parte delle cause ed effetti ci sfuggono o passano di mente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, grazie per la messa a fuoco, come immaginerai condivido punto per punto, anche a proposito del carattere ibrido dello spazio, che tuttavia mi pare diventi sempre più pubblico. Staremo a vedere che forme assumeranno i vari tipi di gerarchizzazione interna, anche tra i vari utenti.<br />
Anch&#8217;io Jan penso sia impossibile &#8220;contestare&#8221; Facebook dall&#8217;interno, al limite si possono evidenziarne dei meccanismi (che, dopo essersi diffusi sul web, possono passare oltre lo schermo, su questo concordo con Sforza). Ma di tutto ciò si parla sin dal libro di Ippolita.<br />
La mia impressione generale è che ormai ognuno si sia fatto una sua idea sui social: gli articoli in proposito fioccano e declinano qualsiasi argomento. E&#8217; come se ormai avessimo capito come funzionano e ci dicessimo che li usiamo con cognizione di causa. Solo che poi, di fatto, la maggior parte delle cause ed effetti ci sfuggono o passano di mente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285295</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 14:15:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parto dall&#039;&lt;a href=&quot;http://www.alfabeta2.it/2015/09/23/facebook-non-mi-piace/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; di Luca Sforza che citi, il cui nocciolo è secondo me:

&lt;blockquote&gt;
Da un sistema siffatto – totalitario, antidemocratico, antisociale – bisognerebbe fuggire dopo avere gridato: Facebook non mi piace! [...] oppure contestarlo, democratizzarlo davvero e così come un tempo si voleva portare la democrazia in fabbrica, oltre i cancelli, così bisognerebbe fare per la rete e per i social network: portare la democrazia dentro Facebook (e non solo), ridare la sovranità al popolo/demos, perché Facebook – più che una community – sia una vera società[...]
Se Facebook non è democratico, e non è neppure una società, ma purtroppo sta diventando un modello. Che troppi stanno cercando di imitare nella realtà.
&lt;/blockquote&gt;

Una proposta contraddittoria la sua quindi, riconoscendo il limite che FB ha. Più che una fabbrica dove esistono rapporti di lavoro, ruoli economici, politica e diritti, userei la metafora del supermercato, dove i ruoli sono quello del consumatore, i diritti riguardano la conformità delle merci e dove soprattutto l&#039;esperienza è plasmata dalle regole del marketing e non dalle esigenze produttive (portatrici, quanto meno, di una loro razionalità professionale che può fare crescere l&#039;individuo).

FB è quindi un laboratorio skinneriano in cui siamo attirati e sottoposti a stimoli allo scopo di ottenere comportamenti conformi. Come scrivevo a Ornella:

&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Quando sei sul SN esso imbriglia e canalizza veramente la tua empatia le tue doti sentimenti ed esperienze e ne fa salsicce dal gusto immondo che distrattamente pilucchi insieme a tutti gli utenti mentre sei sempre sul SN pensando di fare altro&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;

Su Nazione Indiana abbiamo pubblicato in particolare una critica su queste linee de Nell&#039;acquario di Facebook, di Ippolita:
https://www.nazioneindiana.com/2012/06/08/nellacquario-di-facebook/
Ornella stessa cita il panopticon a proposito di Facebook qui:
https://www.nazioneindiana.com/2014/06/24/lutente-al-guinzaglio-qualche-appunto-preliminare-sulle-strategie-punitive-di-facebook/
Un&#039;alra riflessione su social network, espressione di sé ed esibizione:
https://www.nazioneindiana.com/2015/06/23/variazioni-del-dispositivo-dal-panopticon-allesibizione/

Mi fermo per ora]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parto dall&#8217;<a href="http://www.alfabeta2.it/2015/09/23/facebook-non-mi-piace/" rel="nofollow">articolo</a> di Luca Sforza che citi, il cui nocciolo è secondo me:</p>
<blockquote><p>
Da un sistema siffatto – totalitario, antidemocratico, antisociale – bisognerebbe fuggire dopo avere gridato: Facebook non mi piace! [&#8230;] oppure contestarlo, democratizzarlo davvero e così come un tempo si voleva portare la democrazia in fabbrica, oltre i cancelli, così bisognerebbe fare per la rete e per i social network: portare la democrazia dentro Facebook (e non solo), ridare la sovranità al popolo/demos, perché Facebook – più che una community – sia una vera società[&#8230;]<br />
Se Facebook non è democratico, e non è neppure una società, ma purtroppo sta diventando un modello. Che troppi stanno cercando di imitare nella realtà.
</p></blockquote>
<p>Una proposta contraddittoria la sua quindi, riconoscendo il limite che FB ha. Più che una fabbrica dove esistono rapporti di lavoro, ruoli economici, politica e diritti, userei la metafora del supermercato, dove i ruoli sono quello del consumatore, i diritti riguardano la conformità delle merci e dove soprattutto l&#8217;esperienza è plasmata dalle regole del marketing e non dalle esigenze produttive (portatrici, quanto meno, di una loro razionalità professionale che può fare crescere l&#8217;individuo).</p>
<p>FB è quindi un laboratorio skinneriano in cui siamo attirati e sottoposti a stimoli allo scopo di ottenere comportamenti conformi. Come scrivevo a Ornella:</p>
<blockquote><p><em>Quando sei sul SN esso imbriglia e canalizza veramente la tua empatia le tue doti sentimenti ed esperienze e ne fa salsicce dal gusto immondo che distrattamente pilucchi insieme a tutti gli utenti mentre sei sempre sul SN pensando di fare altro</em></p></blockquote>
<p>Su Nazione Indiana abbiamo pubblicato in particolare una critica su queste linee de Nell&#8217;acquario di Facebook, di Ippolita:<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/08/nellacquario-di-facebook/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2012/06/08/nellacquario-di-facebook/</a><br />
Ornella stessa cita il panopticon a proposito di Facebook qui:<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/06/24/lutente-al-guinzaglio-qualche-appunto-preliminare-sulle-strategie-punitive-di-facebook/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2014/06/24/lutente-al-guinzaglio-qualche-appunto-preliminare-sulle-strategie-punitive-di-facebook/</a><br />
Un&#8217;alra riflessione su social network, espressione di sé ed esibizione:<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/06/23/variazioni-del-dispositivo-dal-panopticon-allesibizione/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2015/06/23/variazioni-del-dispositivo-dal-panopticon-allesibizione/</a></p>
<p>Mi fermo per ora</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285294</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 13:43:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Ornella, 
la fenomenologia dei media tecnologici è sacrosanta, è importante, tanto più che per una sacco di gente vale ancora il luogo comune che il mezzo è neutro, che tutto dipende da come lo usi, e mogli e buoi dei paesi tuoi, e tanto va la gatta al lardo. La fenomenologia degli usi è anche uno dei modi più diretti e accessibili - senza passare per grandi campate teoriche, che pure sono necessarie - per creare una minima &quot;distanza critica&quot; tra noi e il mezzo. 

Naturalmente spiriti superiori potranno dirsi completamente &quot;al di sopra&quot; delle silenziose pressioni sociali che il funzionamento di FB, ad esempio, rende ben palpabili. Io che come te sono uno spirito &quot;normale&quot;, invece, queste gerarchie più o meno implicite le percepisco. Il problema è che siamo di fronte a una confusione tra due spazi disomogenei. Sul piano dello spazio politico, non c&#039;è dubbio che De Luca viene prima di Miss Italia. Ma FB è uno spazio politico? Per me no, anche se puo&#039; diventarlo accidentalmente. Per me FB è uno spazio bastardo, ibrido, tra pubblico e privato, ed è questo suo carattere costitutivamente ibrido a non renderlo innanzitutto uno spazio politico, ossia prevalentemente pubblico. Ma questo discorso andrebbe approfondito.

Termino con un&#039;altra osservazione. Ti ringrazio di aver scritto quello che hai scritto sulle reazione &quot;in rete&quot; e altrove intorno alla foto del bambino annegato. In un contesto come quello attuale, la disquisizione da specialista dei media, che tutti diventano come si diventa specialisti di pallone sotto i mondiali, mi sembra manifestazione di intelligenza sprecata, e di capacità empatiche pericolosamente a secco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Ornella,<br />
la fenomenologia dei media tecnologici è sacrosanta, è importante, tanto più che per una sacco di gente vale ancora il luogo comune che il mezzo è neutro, che tutto dipende da come lo usi, e mogli e buoi dei paesi tuoi, e tanto va la gatta al lardo. La fenomenologia degli usi è anche uno dei modi più diretti e accessibili &#8211; senza passare per grandi campate teoriche, che pure sono necessarie &#8211; per creare una minima &#8220;distanza critica&#8221; tra noi e il mezzo. </p>
<p>Naturalmente spiriti superiori potranno dirsi completamente &#8220;al di sopra&#8221; delle silenziose pressioni sociali che il funzionamento di FB, ad esempio, rende ben palpabili. Io che come te sono uno spirito &#8220;normale&#8221;, invece, queste gerarchie più o meno implicite le percepisco. Il problema è che siamo di fronte a una confusione tra due spazi disomogenei. Sul piano dello spazio politico, non c&#8217;è dubbio che De Luca viene prima di Miss Italia. Ma FB è uno spazio politico? Per me no, anche se puo&#8217; diventarlo accidentalmente. Per me FB è uno spazio bastardo, ibrido, tra pubblico e privato, ed è questo suo carattere costitutivamente ibrido a non renderlo innanzitutto uno spazio politico, ossia prevalentemente pubblico. Ma questo discorso andrebbe approfondito.</p>
<p>Termino con un&#8217;altra osservazione. Ti ringrazio di aver scritto quello che hai scritto sulle reazione &#8220;in rete&#8221; e altrove intorno alla foto del bambino annegato. In un contesto come quello attuale, la disquisizione da specialista dei media, che tutti diventano come si diventa specialisti di pallone sotto i mondiali, mi sembra manifestazione di intelligenza sprecata, e di capacità empatiche pericolosamente a secco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285290</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 11:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285286&quot;&gt;ornella tajani&lt;/a&gt;.

i motivi per cui non c&#039;è il tasto &quot;non mi piace&quot; sono stati spiegati, all&#039;epoca in cui se ne parlò. Io penso che sia irrilevante che ci sia o meno, ed è molto facile spiegarlo. Mentre tu con altri andate investigando su motivazioni basandovi su cosa? su quello che andate divulgando sia l&#039;ideologia di fb, e lo fate ancora basandovi su cosa?. Il tasto non mi piace non cambierebbe una virgola, le persone stanno o meno su fb per motivi che nulla hanno a che vedere con una opzione del genere. Se credi il contrario dovresti portare un minimo di prove. Del tipo convincere i lettori che la potenza del non mi piace è maggiore dell&#039;indifferenza (esprimere indifferenza manifestandola è pure un controsenso, se mi sei indifferente non ci tengo a dirtelo, altrimenti non è vero che mi sei indifferente, dato che perdo tempo a dirtelo) e degli insulti che regolarmente fioccano su fb. A me sembra solo che intelligente l&#039;idea che il tasto non mi piace è ambiguo, e se si vuole esprimere qualcosa di negativo ci sono le parole per farlo. Questa riflessione non ha molto a che vedere con il controllo del dissenso, è molto più banale e non vede macchinazioni dietro. So che provi a fare delle riflessioni. A me sembrano inconsistenti. Anzitutto tu parti dal presupposto che la sensibilità si modifichi, e ti interroghi sul come avviene, ma prima dovresti dimostrare che è così. Poi vorrei vedere che sul NI vi impegnaste per cacciarli i lettori. 

Sul razzismo ti sbagli, ma pensala come vuoi, io ti ho solo fatto notare che il tempo che dedichi al dolore per gli altri dipende da te, non dalla timeline di fb. Però se vuoi puoi credere benissimo che il mezzo alteri la nostra empatia e il flusso di informazioni ci trascini qua e là, a me sembra una sciocchezza, ma vabbè. Di solito quando hai un lutto che ti riguarda non stai su fb a cazzeggiare, mentre è del tutto normale cazzeggiare mentre si vedono bambini morti in foto, perché appunto non ce ne può fregare di meno. infatti concordo quando dici che a omologarci ci pensiamo da soli. Non saremmo esseri umani altrimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285286">ornella tajani</a>.</p>
<p>i motivi per cui non c&#8217;è il tasto &#8220;non mi piace&#8221; sono stati spiegati, all&#8217;epoca in cui se ne parlò. Io penso che sia irrilevante che ci sia o meno, ed è molto facile spiegarlo. Mentre tu con altri andate investigando su motivazioni basandovi su cosa? su quello che andate divulgando sia l&#8217;ideologia di fb, e lo fate ancora basandovi su cosa?. Il tasto non mi piace non cambierebbe una virgola, le persone stanno o meno su fb per motivi che nulla hanno a che vedere con una opzione del genere. Se credi il contrario dovresti portare un minimo di prove. Del tipo convincere i lettori che la potenza del non mi piace è maggiore dell&#8217;indifferenza (esprimere indifferenza manifestandola è pure un controsenso, se mi sei indifferente non ci tengo a dirtelo, altrimenti non è vero che mi sei indifferente, dato che perdo tempo a dirtelo) e degli insulti che regolarmente fioccano su fb. A me sembra solo che intelligente l&#8217;idea che il tasto non mi piace è ambiguo, e se si vuole esprimere qualcosa di negativo ci sono le parole per farlo. Questa riflessione non ha molto a che vedere con il controllo del dissenso, è molto più banale e non vede macchinazioni dietro. So che provi a fare delle riflessioni. A me sembrano inconsistenti. Anzitutto tu parti dal presupposto che la sensibilità si modifichi, e ti interroghi sul come avviene, ma prima dovresti dimostrare che è così. Poi vorrei vedere che sul NI vi impegnaste per cacciarli i lettori. </p>
<p>Sul razzismo ti sbagli, ma pensala come vuoi, io ti ho solo fatto notare che il tempo che dedichi al dolore per gli altri dipende da te, non dalla timeline di fb. Però se vuoi puoi credere benissimo che il mezzo alteri la nostra empatia e il flusso di informazioni ci trascini qua e là, a me sembra una sciocchezza, ma vabbè. Di solito quando hai un lutto che ti riguarda non stai su fb a cazzeggiare, mentre è del tutto normale cazzeggiare mentre si vedono bambini morti in foto, perché appunto non ce ne può fregare di meno. infatti concordo quando dici che a omologarci ci pensiamo da soli. Non saremmo esseri umani altrimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285286</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 08:07:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che fb ci voglia uniti e solidali è una provocazione; certo che ci sono i modi per esprimere il dissenso. Il punto è quali sono questi modi: ce ne sono di un certo tipo, e non di un altro. Magari non c&#039;è il tasto &quot;non mi piace&quot; perché questa funzione porterebbe alcuni utenti, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, a sentirsi denigrati anche dalla comunità costituita dal proprio gruppo di amici, e magari spingerebbe molti a cancellare il proprio profilo, o a ridurre drasticamente l&#039;uso che fanno di facebook. Invece continuano a esistere pagine &quot;odiose&quot;, come scrivi tu, perché c&#039;è gente che su quelle pagine ci va; a facebook, che è un&#039;azienda, non frega nulla di quello che si fa su facebook, l&#039;importante è che lo si usi e che non se ne esca. Gli scrupoli etici sono una minima salvaguardia d&#039;apparenza necessaria.
Provo solo a fare qualche riflessione sulla base di quello che vedo; riflessione che può essere assolutamente non condivisa. Mi interessano i modi in cui, all&#039;interno del social network, e sulla base dell&#039;interazione con gli altri, sulla base anche di una certa frequenza di modalità di espressione, la sensibilità subisce delle modificazioni. 
Il razzismo non è una condizione naturale e le parentele non c&#039;entrano niente, se un argomento non interessa si potrebbe semplicemente non parlarne; invece se ne parla, ma, di nuovo, in un certo modo. Era un paio di queste modalità che volevo prendere in considerazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che fb ci voglia uniti e solidali è una provocazione; certo che ci sono i modi per esprimere il dissenso. Il punto è quali sono questi modi: ce ne sono di un certo tipo, e non di un altro. Magari non c&#8217;è il tasto &#8220;non mi piace&#8221; perché questa funzione porterebbe alcuni utenti, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, a sentirsi denigrati anche dalla comunità costituita dal proprio gruppo di amici, e magari spingerebbe molti a cancellare il proprio profilo, o a ridurre drasticamente l&#8217;uso che fanno di facebook. Invece continuano a esistere pagine &#8220;odiose&#8221;, come scrivi tu, perché c&#8217;è gente che su quelle pagine ci va; a facebook, che è un&#8217;azienda, non frega nulla di quello che si fa su facebook, l&#8217;importante è che lo si usi e che non se ne esca. Gli scrupoli etici sono una minima salvaguardia d&#8217;apparenza necessaria.<br />
Provo solo a fare qualche riflessione sulla base di quello che vedo; riflessione che può essere assolutamente non condivisa. Mi interessano i modi in cui, all&#8217;interno del social network, e sulla base dell&#8217;interazione con gli altri, sulla base anche di una certa frequenza di modalità di espressione, la sensibilità subisce delle modificazioni.<br />
Il razzismo non è una condizione naturale e le parentele non c&#8217;entrano niente, se un argomento non interessa si potrebbe semplicemente non parlarne; invece se ne parla, ma, di nuovo, in un certo modo. Era un paio di queste modalità che volevo prendere in considerazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285284</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 21:57:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io trovo questi articoli su fb sempre più divertenti. Tempo fa uscì un pippone immenso di Vasta che &quot;spiegava&quot; perché a fb non c&#039;era il tasto non mi piace, perché vogliono rimuovere il negativo, diceva. Ora voglio vedere se lo mettono quando ammetterà di aver scritto una cazzata. E qua pure, vedo continuano le paranoie sul controllo di fb: fb vuole questo, quest&#039;altro eccetera. La presenza del tasto non ha nulla a che vedere con la fantomatica democratizzazione del sistema. Primo perché non c&#039;è nessun sistema e secondo perché come ti accorgi da sola, le persone su fb litigano tranquillamente e già esprimono il proprio dissenso, per non parlare di vere e proprie pagine odiose, che curiosamente non vengono rimosse perché non violano i parametri della comunità. Il che basta a smentire, se ce ne fosse bisogno, il tuo assunto che fb ci vuole tutti sereni e mano nella mano. Il protocollo non stabilisce proprio nulla, e la distinzine noi e loro è una robetta che si è evoluta per milioni di anni, quando ancora le grammatiche non erano neanche teoriche. Il razzismo è condizione naturale di ogni essere umano e animale. Il motivo per cui non passi molto tempo a pensare a quella foto ma passi a pensare a cosa dirne o altro non dipende da fb, dipende dal fatto che fondamentalmente non te ne frega niente, come è umano che sia, dato che quel bambino non è tuo figlio, non ti è parente, è appunto altro da te, perché così siamo fatti, fb o non fb. Quello che potresti fare, invece di delegare ad altri responsabilità tue, è ammetterlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io trovo questi articoli su fb sempre più divertenti. Tempo fa uscì un pippone immenso di Vasta che &#8220;spiegava&#8221; perché a fb non c&#8217;era il tasto non mi piace, perché vogliono rimuovere il negativo, diceva. Ora voglio vedere se lo mettono quando ammetterà di aver scritto una cazzata. E qua pure, vedo continuano le paranoie sul controllo di fb: fb vuole questo, quest&#8217;altro eccetera. La presenza del tasto non ha nulla a che vedere con la fantomatica democratizzazione del sistema. Primo perché non c&#8217;è nessun sistema e secondo perché come ti accorgi da sola, le persone su fb litigano tranquillamente e già esprimono il proprio dissenso, per non parlare di vere e proprie pagine odiose, che curiosamente non vengono rimosse perché non violano i parametri della comunità. Il che basta a smentire, se ce ne fosse bisogno, il tuo assunto che fb ci vuole tutti sereni e mano nella mano. Il protocollo non stabilisce proprio nulla, e la distinzine noi e loro è una robetta che si è evoluta per milioni di anni, quando ancora le grammatiche non erano neanche teoriche. Il razzismo è condizione naturale di ogni essere umano e animale. Il motivo per cui non passi molto tempo a pensare a quella foto ma passi a pensare a cosa dirne o altro non dipende da fb, dipende dal fatto che fondamentalmente non te ne frega niente, come è umano che sia, dato che quel bambino non è tuo figlio, non ti è parente, è appunto altro da te, perché così siamo fatti, fb o non fb. Quello che potresti fare, invece di delegare ad altri responsabilità tue, è ammetterlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/09/24/il-protocollo/#comment-285280</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 20:19:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma insomma, che temini, che orizzonti (limitati e limitati), da un pezzo mai (su NI) qualcosa che vibri e faccia vibrare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma insomma, che temini, che orizzonti (limitati e limitati), da un pezzo mai (su NI) qualcosa che vibri e faccia vibrare</p>
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