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	Commenti a: Qualche asserzione sparsa (e magari trascorsa)	</title>
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		Di: Appunti per una replica al trattatello - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285596</link>

		<dc:creator><![CDATA[Appunti per una replica al trattatello - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 00:12:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] non assertiva”. Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui, quello di Andrea Inglese qui, quello di Michele Zaffarano qui, quello di Italo Testa [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] non assertiva”. Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui, quello di Andrea Inglese qui, quello di Michele Zaffarano qui, quello di Italo Testa [&#8230;]</p>
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		Di: Dai Quaderni di lavoro - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285537</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dai Quaderni di lavoro - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 22:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] non assertiva”. Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui, quello di Andrea Inglese [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] non assertiva”. Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui, quello di Andrea Inglese [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Brevissimo trattatello sull’opportunità o meno di certe categorie teoriche e critiche per comprendere, discutere, fare della poesia (???) contemporanea - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285488</link>

		<dc:creator><![CDATA[Brevissimo trattatello sull’opportunità o meno di certe categorie teoriche e critiche per comprendere, discutere, fare della poesia (???) contemporanea - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 13:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] Prosegue la pubblicazione di interventi sul tema “scrittura non assertiva”. Vedi l’incontro sulla poesia “non assertiva“ il 25 ottobre a Milano, nell’ambito di bookcity (con Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese, Lucio Lapietra, Renata Morresi, Italo Testa e Michele Zaffarano). Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui. [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Prosegue la pubblicazione di interventi sul tema “scrittura non assertiva”. Vedi l’incontro sulla poesia “non assertiva“ il 25 ottobre a Milano, nell’ambito di bookcity (con Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese, Lucio Lapietra, Renata Morresi, Italo Testa e Michele Zaffarano). Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285457</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 18:06:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285454&quot;&gt;MS&lt;/a&gt;.

a mia volta ringrazio per la cortesia e l&#039;attenzione che dedica non solo al mio lavoro ma al contesto delle scritture di ricerca (effettivamente molto ampio e di complicatissima &#039;mappatura&#039;). rifletto e rifletterò, lo dico senza retorica, sulle annotazioni che propone. sui due versanti della medaglia che descrive. magari in vista di appunti che cercherò di mettere in rete o in dialogo. grazie ancora!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285454">MS</a>.</p>
<p>a mia volta ringrazio per la cortesia e l&#8217;attenzione che dedica non solo al mio lavoro ma al contesto delle scritture di ricerca (effettivamente molto ampio e di complicatissima &#8216;mappatura&#8217;). rifletto e rifletterò, lo dico senza retorica, sulle annotazioni che propone. sui due versanti della medaglia che descrive. magari in vista di appunti che cercherò di mettere in rete o in dialogo. grazie ancora!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: MS		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285454</link>

		<dc:creator><![CDATA[MS]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 13:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sig. Giovenale, La ringrazio ancora per la risposta al mio fin troppo striminzito commento. Ha ragione: ci sarebbe tantissimo di cui parlare senza trovare il bandolo (e temo che ciascuno terrebbe in mano una matassa diversa). Sono solo pochi anni che mi sono avvicinato al panorama delle scritture di ricerca contemporanee, con tutte le difficoltà del caso (e forse non avendo del tutto smaltito lo shock per una tale scoperta, a cui la scuola italiana con le sue troppe sacche di silenzio sul novecento non sa ancora porre rimedio), e Lei è uno degli autori che seguo con più costanza proprio per il ventaglio di approcci diversificati al mondo delle lettere che La sua proposta ha fornito nel corso del tempo. Le domande sarebbero troppe da parte mia e non mi sperticherò oltre in lodi per non risultare ulteriormente melenso.

Aggiungo solo che dalla mia prospettiva limitatissima io vedo un rischio e una necessità riguardo a queste nuove forme di scrittura. Il rischio è, da una parte, quello di incorrere in una &quot;corsa all&#039;iperproduzione&quot; di testi e materiali che riduce al minimo le occasioni di critica e autocritica; dall&#039;altra, di richiudersi in un proprio universo, sì iperframmentato, ma troppo specialistico e diversamente istituzionalizzato (dove riviste difficili da reperire e gruppi di blog &quot;eletti&quot; che si rimbalzano tra di loro prendono il vecchio posto delle case editrici). Tutto questo ovviamente in contrasto con le aspirazioni politiche che tali pratiche spesso rivendicano.

La necessità è l&#039;altro lato della medaglia del discorso precedente, ovvero se non sia appunto necessario cominciare a pensare queste esperienze di scrittura in termini di canone, ripartendo dagli anni &#039;60, come Lei ha spesso fatto in interventi in rete e interviste. Mettere in moto una macchina critica con terminologie e strumenti aggiornati che possa essere utilizzata dall&#039;attuale antropologia, etica, epistemologia, ecc. individuando i testi più significativi degli ultimi decenni. Tornando quindi a parlare di opere e, appunto, di risultati.
(Le faccio un esempio da profano, da lettore ultimo tra gli ultimi, Lo prenda come semplice annotazione di uno che sa poco di letterature: il Suo testo &quot;21 marzo&quot; pubblicato su compostxt.blogspot.it mi sembra molto più significativo di tanti altri libri di scritture sperimentali pubblicati ultimamente [non faccio nomi proprio per la mia ignoranza generale)]. Mi è venuto immediato il collegamento con le Voyelles di Rimbaud, senza ovviamente tentare alcun parallelismo. Dovrebbe leggerlo a Milano).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sig. Giovenale, La ringrazio ancora per la risposta al mio fin troppo striminzito commento. Ha ragione: ci sarebbe tantissimo di cui parlare senza trovare il bandolo (e temo che ciascuno terrebbe in mano una matassa diversa). Sono solo pochi anni che mi sono avvicinato al panorama delle scritture di ricerca contemporanee, con tutte le difficoltà del caso (e forse non avendo del tutto smaltito lo shock per una tale scoperta, a cui la scuola italiana con le sue troppe sacche di silenzio sul novecento non sa ancora porre rimedio), e Lei è uno degli autori che seguo con più costanza proprio per il ventaglio di approcci diversificati al mondo delle lettere che La sua proposta ha fornito nel corso del tempo. Le domande sarebbero troppe da parte mia e non mi sperticherò oltre in lodi per non risultare ulteriormente melenso.</p>
<p>Aggiungo solo che dalla mia prospettiva limitatissima io vedo un rischio e una necessità riguardo a queste nuove forme di scrittura. Il rischio è, da una parte, quello di incorrere in una &#8220;corsa all&#8217;iperproduzione&#8221; di testi e materiali che riduce al minimo le occasioni di critica e autocritica; dall&#8217;altra, di richiudersi in un proprio universo, sì iperframmentato, ma troppo specialistico e diversamente istituzionalizzato (dove riviste difficili da reperire e gruppi di blog &#8220;eletti&#8221; che si rimbalzano tra di loro prendono il vecchio posto delle case editrici). Tutto questo ovviamente in contrasto con le aspirazioni politiche che tali pratiche spesso rivendicano.</p>
<p>La necessità è l&#8217;altro lato della medaglia del discorso precedente, ovvero se non sia appunto necessario cominciare a pensare queste esperienze di scrittura in termini di canone, ripartendo dagli anni &#8217;60, come Lei ha spesso fatto in interventi in rete e interviste. Mettere in moto una macchina critica con terminologie e strumenti aggiornati che possa essere utilizzata dall&#8217;attuale antropologia, etica, epistemologia, ecc. individuando i testi più significativi degli ultimi decenni. Tornando quindi a parlare di opere e, appunto, di risultati.<br />
(Le faccio un esempio da profano, da lettore ultimo tra gli ultimi, Lo prenda come semplice annotazione di uno che sa poco di letterature: il Suo testo &#8220;21 marzo&#8221; pubblicato su compostxt.blogspot.it mi sembra molto più significativo di tanti altri libri di scritture sperimentali pubblicati ultimamente [non faccio nomi proprio per la mia ignoranza generale)]. Mi è venuto immediato il collegamento con le Voyelles di Rimbaud, senza ovviamente tentare alcun parallelismo. Dovrebbe leggerlo a Milano).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285452</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 00:30:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=56851#comment-285452</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285447&quot;&gt;MS&lt;/a&gt;.

grazie del commento, MS. molto apprezzato.

in effetti la domanda sui risultati è sempre pertinente, ed è opportuno porsela (non certo solo in area &quot;di ricerca&quot;: oggettivamente sempre).

a tale domanda però rispondono (anche qui: come nelle altre aree, in effetti) i testi in quanto tali, riusciti o meno. 

sul ricercare/trovare: forse il bello della ricerca sta proprio nel mettersi in una situazione di sottrazione di garanzie. proseguire praticamente senza certezze se non - e sempre labili - post quem. appunto, &quot;retrospettive&quot; (cito il commento). 

due annotazioni conclusive. 

se un &quot;cortocircuito&quot; risulta &quot;sorprendente&quot; e &quot;scardina i meccanismi percettivi e i conformismi espressivi del quotidiano&quot; a me sembra in effetti tutto fuorché &quot;solito&quot;. non può essere un dispositivo (specifico) già rodato, altrimenti non porterebbe scardinamenti.

ma la questione, impostata sul solo parametro della &quot;novità&quot;, temo sia fuorviante e ci terrebbe a discorrere per troppo tempo senza trovare il bandolo. vengo invece alla seconda annotazione: personalmente (altri risponderanno per il proprio percorso) sono lontanissimo dal &quot;puntare tutto sulle procedure&quot;. 

uno dei limiti (non certo di questo commento, ma di parte della critica &#039;mainstream&#039; alle scritture di ricerca) mi sembra possa essere individuato come una costante quasi ossessiva concentrazione sull&#039;aspetto procedurale o - ampiamente - &quot;formale&quot; dichiarato spesso (e spesso non perseguito realmente) da molti autori. 

semmai sono i risultati, daccapo, a contare. ovviamente: vanno anche recepiti entro un &#039;ambiente&#039; (che vincola e unisce autore e lettore, ed ecosistema di segni attorno) che però il testo medesimo nel frattempo ha mutato o contribuito a mutare. 

sarebbe dunque forse non corretto accogliere un testo lasciando o pensando lo spazio di arrivo (=l&#039;ascolto, l&#039;attenzione, gli orizzonti d&#039;attesa) come immutato. anzi: proprio se lo spazio viene incurvato dal nuovo corpo celeste possiamo dire che quest&#039;ultimo ha massa, devia la luce, crea effetti percettivi diversi.

e mette chi legge in condizione di giudicarlo secondo parametri che proprio la sua comparsa ha in qualche modo ridiscusso e spostato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285447">MS</a>.</p>
<p>grazie del commento, MS. molto apprezzato.</p>
<p>in effetti la domanda sui risultati è sempre pertinente, ed è opportuno porsela (non certo solo in area &#8220;di ricerca&#8221;: oggettivamente sempre).</p>
<p>a tale domanda però rispondono (anche qui: come nelle altre aree, in effetti) i testi in quanto tali, riusciti o meno. </p>
<p>sul ricercare/trovare: forse il bello della ricerca sta proprio nel mettersi in una situazione di sottrazione di garanzie. proseguire praticamente senza certezze se non &#8211; e sempre labili &#8211; post quem. appunto, &#8220;retrospettive&#8221; (cito il commento). </p>
<p>due annotazioni conclusive. </p>
<p>se un &#8220;cortocircuito&#8221; risulta &#8220;sorprendente&#8221; e &#8220;scardina i meccanismi percettivi e i conformismi espressivi del quotidiano&#8221; a me sembra in effetti tutto fuorché &#8220;solito&#8221;. non può essere un dispositivo (specifico) già rodato, altrimenti non porterebbe scardinamenti.</p>
<p>ma la questione, impostata sul solo parametro della &#8220;novità&#8221;, temo sia fuorviante e ci terrebbe a discorrere per troppo tempo senza trovare il bandolo. vengo invece alla seconda annotazione: personalmente (altri risponderanno per il proprio percorso) sono lontanissimo dal &#8220;puntare tutto sulle procedure&#8221;. </p>
<p>uno dei limiti (non certo di questo commento, ma di parte della critica &#8216;mainstream&#8217; alle scritture di ricerca) mi sembra possa essere individuato come una costante quasi ossessiva concentrazione sull&#8217;aspetto procedurale o &#8211; ampiamente &#8211; &#8220;formale&#8221; dichiarato spesso (e spesso non perseguito realmente) da molti autori. </p>
<p>semmai sono i risultati, daccapo, a contare. ovviamente: vanno anche recepiti entro un &#8216;ambiente&#8217; (che vincola e unisce autore e lettore, ed ecosistema di segni attorno) che però il testo medesimo nel frattempo ha mutato o contribuito a mutare. </p>
<p>sarebbe dunque forse non corretto accogliere un testo lasciando o pensando lo spazio di arrivo (=l&#8217;ascolto, l&#8217;attenzione, gli orizzonti d&#8217;attesa) come immutato. anzi: proprio se lo spazio viene incurvato dal nuovo corpo celeste possiamo dire che quest&#8217;ultimo ha massa, devia la luce, crea effetti percettivi diversi.</p>
<p>e mette chi legge in condizione di giudicarlo secondo parametri che proprio la sua comparsa ha in qualche modo ridiscusso e spostato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: MS		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285447</link>

		<dc:creator><![CDATA[MS]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 09:32:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Giovenale per l&#039;intervento postato che in effetti, quando specifica l&#039;assertività della critica (anche costruttiva), mi chiarisce notevolmente un forte dubbio che nutrivo nei confronti di tante scritture di ricerca attuali. Ma credo che a questo punto la riflessione dovrebbe incentrarsi ancora sulla &quot;ricerca&quot; tanto invocata. So di essere banale, e mi chiedo: gli scrittori di ricerca hanno idea di cosa stanno cercando? Oppure in retrospettiva: c&#039;è qualcuno che possa dire di aver trovato qualcosa che non sia il solito cortocircuito sorprendente che scardina i meccanismi percettivi e i conformismi espressivi del quotidiano? Va bene puntare tutto sulle procedure, ma (sempre molto banalmente) sono possibili nuovi contenuti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Giovenale per l&#8217;intervento postato che in effetti, quando specifica l&#8217;assertività della critica (anche costruttiva), mi chiarisce notevolmente un forte dubbio che nutrivo nei confronti di tante scritture di ricerca attuali. Ma credo che a questo punto la riflessione dovrebbe incentrarsi ancora sulla &#8220;ricerca&#8221; tanto invocata. So di essere banale, e mi chiedo: gli scrittori di ricerca hanno idea di cosa stanno cercando? Oppure in retrospettiva: c&#8217;è qualcuno che possa dire di aver trovato qualcosa che non sia il solito cortocircuito sorprendente che scardina i meccanismi percettivi e i conformismi espressivi del quotidiano? Va bene puntare tutto sulle procedure, ma (sempre molto banalmente) sono possibili nuovi contenuti?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: su assertività e non assertività (verso la lettura del 25 ottobre 2015 a milano) &#124; slowforward		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/#comment-285438</link>

		<dc:creator><![CDATA[su assertività e non assertività (verso la lettura del 25 ottobre 2015 a milano) &#124; slowforward]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 09:32:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=56851#comment-285438</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/ [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/</a> [&#8230;]</p>
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