Dai Quaderni di lavoro

29 ottobre 2015
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Prosegue la pubblicazione di interventi sul tema “scrittura non assertiva”. Il primo intervento di Mariangela Guattteri è qui, quello di Marco Giovenale qui, quello di Andrea Inglese qui.

di Michele Zaffarano

1

 

Riprendere il discorso: io = soggetto

La poesia (non solo) come etica del soggetto

come etica della soggettivizzazione (poesie civili)

inserisce il dubium nel processo di identificazione immaginaria

io = soggetto

spinge verso l’assunzione responsabile della propria parole/

dizione/azione, coscienza dell’–

Dubium + reazione a castrazione (vedi)

io ≠ soggetto

$

 

 

* * *

 

 

2

 

Innanzitutto dire che la scrittura è una

macchina politica sperimentale

è diverso dal dire che la scrittura

è una macchina estetica sperimentale

La scrittura è una macchina politica

sperimentale, è costituita da

contenuti ed espressioni formalizzati

a gradi diversi come da materie

non form(alizz)ate che vi entrano, ne

escono e passano attraverso tutti

gli stati. Entrare, uscire dalla

macchina, scorrere lungo la macchina,

stare dentro la macchina, avvicinarsi,

fa parte ancora della macchina:

sono gli stati del desiderio, indi-

pendentemente da ogni interpretazione.

La linea di fuga fa parte della

macchina (…) Il problema: nien-

t’affatto essere liberi, ma

trovare un’uscita, un’entrata.

 

politica = né immaginario né simbolico

macchina = né struttura né fantasma

sperimentazione = né interpretazione né

significazione ma

protocolli di esperienza

 

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