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	Commenti a: Andrea Tarabbia, «Il giardino delle mosche»	</title>
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		<title>
		Di: Eclaro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285592</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eclaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 11:03:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285588&quot;&gt;Guido Tedoldi&lt;/a&gt;.

Il male non va giustificato (neanche il bene, in effetti), ma va capito, assorbito (nei limiti del possibile) e trasformato in qualcos&#039;altro di migliore. 
Il libero arbitrio va salvaguardato sempre, ma bisogna poter ammettere casi eccezionali in cui un male talmente grande o sufficientemente grande a distruggere un equilibrio psico-emotivo di un ente / soggetto (magari già più o meno fragile di suo) operi in modo da portare a conseguenze terribili e agghiaccianti (tant&#039;è vero che si verificano casi rarissimi). Non bisogna mai sottovalutare la potenza del Male / Bene. Il vero peccato è la superficialità nel guardare al Male (e al Bene). E vi è una differenza sostanziale tra il credere e il non credere... di poter fare comunque qualcosa (di buono, di utile, di grande, o di bello), nonostante tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285588">Guido Tedoldi</a>.</p>
<p>Il male non va giustificato (neanche il bene, in effetti), ma va capito, assorbito (nei limiti del possibile) e trasformato in qualcos&#8217;altro di migliore.<br />
Il libero arbitrio va salvaguardato sempre, ma bisogna poter ammettere casi eccezionali in cui un male talmente grande o sufficientemente grande a distruggere un equilibrio psico-emotivo di un ente / soggetto (magari già più o meno fragile di suo) operi in modo da portare a conseguenze terribili e agghiaccianti (tant&#8217;è vero che si verificano casi rarissimi). Non bisogna mai sottovalutare la potenza del Male / Bene. Il vero peccato è la superficialità nel guardare al Male (e al Bene). E vi è una differenza sostanziale tra il credere e il non credere&#8230; di poter fare comunque qualcosa (di buono, di utile, di grande, o di bello), nonostante tutto.</p>
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		Di: Antonella Falco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285591</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonella Falco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 10:24:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285588&quot;&gt;Guido Tedoldi&lt;/a&gt;.

Dire che l&#039;uomo partecipa tanto della natura del bene quanto di quella del male, dire insomma che siamo tutti potenzialmente &quot;cattivi&quot; (ma anche potenzialmente &quot;buoni&quot;), non esclude, nella mia visione, la possibilità di scelta da parte del singolo individuo. Anzi la include. Certo nel caso di Čikatilo subentra anche una componente patologia. Insomma io capisco la tua posizione ma è una questione molto complessa. Comunque non credo che l&#039;intento di Tarabbia sia quello di voler fornire una giustificazione del male che l&#039;uomo compie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285588">Guido Tedoldi</a>.</p>
<p>Dire che l&#8217;uomo partecipa tanto della natura del bene quanto di quella del male, dire insomma che siamo tutti potenzialmente &#8220;cattivi&#8221; (ma anche potenzialmente &#8220;buoni&#8221;), non esclude, nella mia visione, la possibilità di scelta da parte del singolo individuo. Anzi la include. Certo nel caso di Čikatilo subentra anche una componente patologia. Insomma io capisco la tua posizione ma è una questione molto complessa. Comunque non credo che l&#8217;intento di Tarabbia sia quello di voler fornire una giustificazione del male che l&#8217;uomo compie.</p>
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		Di: Guido Tedoldi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/11/09/andrea-tarabbia-il-giardino-delle-mosche/#comment-285588</link>

		<dc:creator><![CDATA[Guido Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 02:43:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=57491#comment-285588</guid>

					<description><![CDATA[Premetto che non ho letto il libro di Tarabbia. Dopo questa recensione l’ho messo nella lista dei possibili, e se mi ci imbatterò serendipicamente proverò a procurarmelo. Leggo però romanzi e guardo fiction con personaggi criminali, e mi pare che questo qui rientri nel loro paradigma: l&#039;uomo è buono, e continuerebbe a esserlo se non gli succedessero sfighe terrificanti. Dopo che gli succedono, però, nel suo cervello avviene un cortocircuito negativo che lo trasforma in un coso violento e pericoloso per gli altri esseri umani.

Antonella Falco, nella recensione, propone un altro punto di vista: «...la letteratura deve fare i conti con la complessità, le sfumature, le contraddizioni dell’essere umano, e deve essere disturbante nella misura in cui ci costringe a prendere atto che la suddivisione manichea in buoni totalmente buoni e cattivi totalmente cattivi, in neri da una parte e bianchi dall’altra, non trova riscontro nella realtà e che l’uomo è al contrario un amalgama di grigi, un groviglio inestricabile di chiaroscuri».

Entrambe queste visioni tendono a giustificare il male e a togliere la colpa all’essere umano. In un caso non è colpa sua perché gli è successo di tutto; nell’altro caso non è colpa sua perché, dal momento che non ci sono buoni totalmente buoni né cattivi totalmente cattivi, ogni individuo ha in sé porzioni di letale cattiveria.
Ehm.
E la facoltà di scelta... dove la mettiamo?
La facoltà di scegliere come reagire agli eventi – siano pure cinici e bari? La facoltà di non comportarsi da assassini, nonostante si portino dentro porzioni criminali?

Il fatto che la violenza sia stata spesso patrimonio dell’umanità, non implica che debba rimanerlo ancora, nel presente e nel futuro.

Guido Tedoldi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che non ho letto il libro di Tarabbia. Dopo questa recensione l’ho messo nella lista dei possibili, e se mi ci imbatterò serendipicamente proverò a procurarmelo. Leggo però romanzi e guardo fiction con personaggi criminali, e mi pare che questo qui rientri nel loro paradigma: l&#8217;uomo è buono, e continuerebbe a esserlo se non gli succedessero sfighe terrificanti. Dopo che gli succedono, però, nel suo cervello avviene un cortocircuito negativo che lo trasforma in un coso violento e pericoloso per gli altri esseri umani.</p>
<p>Antonella Falco, nella recensione, propone un altro punto di vista: «&#8230;la letteratura deve fare i conti con la complessità, le sfumature, le contraddizioni dell’essere umano, e deve essere disturbante nella misura in cui ci costringe a prendere atto che la suddivisione manichea in buoni totalmente buoni e cattivi totalmente cattivi, in neri da una parte e bianchi dall’altra, non trova riscontro nella realtà e che l’uomo è al contrario un amalgama di grigi, un groviglio inestricabile di chiaroscuri».</p>
<p>Entrambe queste visioni tendono a giustificare il male e a togliere la colpa all’essere umano. In un caso non è colpa sua perché gli è successo di tutto; nell’altro caso non è colpa sua perché, dal momento che non ci sono buoni totalmente buoni né cattivi totalmente cattivi, ogni individuo ha in sé porzioni di letale cattiveria.<br />
Ehm.<br />
E la facoltà di scelta&#8230; dove la mettiamo?<br />
La facoltà di scegliere come reagire agli eventi – siano pure cinici e bari? La facoltà di non comportarsi da assassini, nonostante si portino dentro porzioni criminali?</p>
<p>Il fatto che la violenza sia stata spesso patrimonio dell’umanità, non implica che debba rimanerlo ancora, nel presente e nel futuro.</p>
<p>Guido Tedoldi</p>
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