Biopolitica, orsù!

20 novembre 2015
Pubblicato da

di Vito M. Bonito

[Vincitore del Premio Elio Pagliarani 2015
Estratti da una silloge inedita]

 

Biopolitica, orsù!
(how can you mend a broken heart)

Il poeta è un parassita sacro
Michel Houellebecq

o miei pupazzetti
nell’ordine sacro
vi giro e rigiro
ora tu ora là
nessuno lo sa

maraviglia non faccia
il vortice in ch’io
scompaio ed appaio

da sì tanto rumore sdegnata
da sì acuto terrore
che di me sia svelata
la mia di me
parte oscurata

ogni mio falso aldilà
la mano non tocchi

giammai io perdono chi vive
chi sopravvive
nel mio stesso aldiquà

seguìtemi dunque
ìtemi assai

al mio caldo respiro
chiunque di voi
applauso farà
gentile sarò
se non oltre di più

noli tangere me
noli tangere e basta

nascosta io sto
nel fondo profondo

di più non chieda
di più non si può

*

l’uccellino del freddo
ha il futuro di un morto

– sarà bellissimo vedrai
sarà bellissimo non lo sai? –

*

chi ha visto nega di aver visto
chi vede non sa cosa vede

altrove non si sa cosa dire

salace il machista d’un tempo che fu
arguto vanesio di cuori
e di lingua vieppiù

*

«gli spezzeremo le reni!
è nata
avanza
dei puri poeti
la razza di già»

io dico a mia figlia
che suo babbo non sa
quando Alalà
per lui arriverà

mia moglie ormai sulla porta
col volto di chi

se dire non dire
restare
o scomparire

– qualcosa direi
oserei ma perché…

consolazione magari aspettiamo
da altrove da lunge

che a noi decisive
parole morali al morale
orsù dispensi musive –

son giunte!
ooooh

pervade
un gridino di gioia

i nostri poveri cuori
infranti esitanti

*

figlia mia del destino
l’ora per giungere
sta

trasvola
batte nel cielo

la senti?

dei puri poeti
la razza

la grazia ci dà

intatte ci lascia le reni
in faccia ci sparerà

*

– la mamma la mamma

babbo
la mamma dov’è? –

la nebbia figlia

la nebbia
la nebbia cos’è?

*

Iddia e iddii e tu-
che-sei-iddia

bello è
il vostro stare
e non stare
al mondo apparire
e poi scomparire

oggi la faccia
ha solo il didietro

il vuoto profilo
d’un volto che fu

ma altrove si sa
le spoglie mentite
rinascono già

la nebbia la so
vicina mi sta

*

o iddii o Iddia
o-tu-che-sei-iddia
volatili forme parvenze civili
del niente aldiquà

non abbiate paura

è solo ricerca
della felicità

da molto il peggio è passato
quello che arriva è fiato d’un fiato
già stato non ancora avverato

*

ora gli iddii e l’Iddia
e tu-che-sei-iddia

l’uno dell’altro
sotto la pelle

crescono crescono
gonfiano il petto

ne ho come il sospetto
come un verdetto

*

eccomi a voi

manine straziate
di grammi 21
di meno di più?

il poco prezzo il disprezzo
la vergogna di me
è quotidiano memento

il mai sarà il non è
il non essere stato

soltanto un lamento

e così benedetta la strage

sia sublime macello
davanti e didietro

– tranquillo
tranquillo –

la nebbia la so
vicina mi sta

*

stellina mi vedi?
– non ora non più

lo scarto mi devi
d’un sogno che fu –

*

l’altezza mi manca
non manca l’amore

ma il cuore s’è rotto

più non va
e non viene
solo il buco ritrovo
ogni giorno disfatto

di nuovo

*

ora mio hole
sì lui mi duole

il cuore mi duole
sì come suole
cuoricino tremare

per te
che sai solo negare

*

sparire non vale granché
rinascere altrove neppure
non serve inventarsi una vita
altrove non serve

non vedi
il morto che tieni
per mano con te?

*

ma sì che lo vedi

andar l’hai lasciato alla fogna
solo solo
come rospo che sogna

*

o-tu-che-sei-iddia
o-tu-morte-mia
perdonaci tutto
il nostro sapere
che poi te ne vai

il nostro volere
mai e poi mai

coscienti ne siamo
eppur ritorniamo
a dirci proviamo
come illusi speriamo

*

allora
il colpo finale
sia degno fecale

ché più non si addice
il corpo nuziale

*

se ne muore così
l’uccellino del freddo

sì sì

*

ma orsù

giocare col niente
fa bene alla mente

*

eccomi a voi
eccomi a noia

soffiato mi faccio
candela di gioia

*

sia detto sia fatto
o-tu-che-sei-iddia

mia cara stellina
mi vedi? mi vedi?

non credo non credo

– non vedo non vedo –

*

lo so
ora
qui
non fa più mattina…

oh candelina
oh
mia manina

*

brace umana
benzina

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3 Responses to Biopolitica, orsù!

  1. Isak Borg il 20 novembre 2015 alle 17:35

    Mi piace moltissimo *Il poeta è un parassita sacro*, in epigrafe, di Houellebecq. Non sarebbe assurdo, se questa è l’altezza raggiunta dalla lingua in Premi anche importanti, passare a una menzione speciale per le epigrafi.

  2. francesca fiorletta il 21 novembre 2015 alle 08:29

    una precisazione: questo non è il testo vincitore del Premio Pagliarani, ma (com’è in calce) l’estratto da una silloge ancora inedita. Il libro vincitore del PP si chiama “Soffiati via”, edito da Il Ponte del Sale. se ne può trovare traccia in rete.

    • Isak Borg il 22 novembre 2015 alle 17:23

      Ho letto qualcosa da *Soffiati via* dove ho potuto rilevare una certa continuità tra quelle prove e queste, ammettendo che nella vita di un autore certamente lo stile cambia e si evolve ma non in modo molto marcato in tempi più ravvicinati. Attento a quello che scrivo ho infatti alluso alla *lingua* e non a questi brani in particolare, forte anche del fatto che, prima di dire queste parole, ho letto ciò di cui c’è traccia in rete, confermandomi nel primo pensiero. Tutto mio, se sono il solo a discuterne. ;)



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