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	Commenti a: Pauli e la psiche #1	</title>
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		<title>
		Di: Pauli e la psiche #2 - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/11/28/pauli-e-la-psiche-1/#comment-286128</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pauli e la psiche #2 - Nazione Indiana &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 06:01:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] ricordavo qui, fin dalla fondazione nel 1948 del C.G. Jung Institut a Zurigo, il grande fisico Wolfgang Pauli, [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] ricordavo qui, fin dalla fondazione nel 1948 del C.G. Jung Institut a Zurigo, il grande fisico Wolfgang Pauli, [&#8230;]</p>
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		Di: mariasole ariot		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/11/28/pauli-e-la-psiche-1/#comment-286118</link>

		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 14:12:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per questo articolo, Antonello. Mette voglia di saperne di più, di continuare la lettura. Ancora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo articolo, Antonello. Mette voglia di saperne di più, di continuare la lettura. Ancora.</p>
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		<title>
		Di: Isak Borg		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/11/28/pauli-e-la-psiche-1/#comment-285897</link>

		<dc:creator><![CDATA[Isak Borg]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 10:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giovanni Verga fu il primo &quot;traditore&quot; del Verismo. Ricordo sempre questa forte affermazione da parte del mio insegnante di Lettere al Liceo, affermazione che poi divenne chiara a tutti quando egli aggiunse che il genio di Verga era tale che non era possibile districare il suo intervento e la sua *persona* dai fatti che lui raccontava, e questo in contrasto coi princìpi del Verismo che furono poi teorizzati e applicati da altri autori, fino a sfumare in un&#039;assoluta spersonificazione e grigiore letterario nelle ultime prove di quel fecondo movimento.
Ho scritto questo perché anche qui, in relazione alle preoccupazioni di Pauli (genio fisico) che scrive a Jung (genio psicanalista, letterato, scrittore e divulgatore eccezionale) non si può sperare che la grande personalità creatrice o costruttrice di una scienza o di una nuova arte, possa passare dalla &quot;testa&quot; agli altri organi (i membri dell&#039;Institut) senza che tra di loro ci siano altre forti e geniali personalità.
Tra Jung e Pauli la *poesia* della mente e la *poesia* della materia si incontravano senza soluzione di continuità. È come assistere al fascino del Big Bang a ritroso, dove tutte le scienze ed arti e pulsioni tentano di essere spiegate e allora le caratteristiche di un&#039;attività umana si mescolano alle altre e *di fatto* i linguaggi si amalgamano, la scienza presta parole all&#039;anima, la psiche presta parole alla musica, la musica alla fisica, la meccanica quantistica all&#039;etica e alla morale. L&#039;uomo stesso è una specie di piccolo universo unito nella sua forza originaria da un miscuglio divino e mortale e quando è deflagrato (come il primo nucleo dell&#039;universo) si è suddiviso nelle arti e scienze le quali si guardano e si guarderanno sempre, nella storia, con un misto di repulsione e attrazione.
La preoccupazione di Pauli è la preoccupazione di un&#039;anima elevata ma resta una testimonianza di un uomo il cui genio non può essere insegnato. E così Jung, per quanti istituti si possano intitolare a lui, non sarà che un faro a cui attingere ed è tanto se i suoi allievi (tra psicologi e psicoterapeuti, da allora fino ai giorni nostri) possano trarne degli insegnamenti.
Per finire questo mio piccolo excursus, chiarisco che essendo uno scrittore catapultato nell&#039;arte da studi scientifici (fisica, analisi matematica ecc ecc) non posso non aver fatto meraviglioso tesoro degli uni e degli altri così come Jung (quando NON trattava con gli scienziati in senso stretto) all&#039;inizio della fondazione del suo pensiero, fu ai poeti che si *rivolse* perché sapeva che i tesori della psiche umana erano stati scritti e fissati e immaginati da una creatura che aveva già due milioni di anni ed era naturalmente più *esperta* a fornire idee affascinanti a una scienza che stava nascendo e che ha da poco passato il suo primo secolo di vita.

Consiglio, a questo proposito, la lettura di un bellissimo, breve saggio di Jung, pubblicato anche da Bollati-Boringhieri: PSICOLOGIA E POESIA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Verga fu il primo &#8220;traditore&#8221; del Verismo. Ricordo sempre questa forte affermazione da parte del mio insegnante di Lettere al Liceo, affermazione che poi divenne chiara a tutti quando egli aggiunse che il genio di Verga era tale che non era possibile districare il suo intervento e la sua *persona* dai fatti che lui raccontava, e questo in contrasto coi princìpi del Verismo che furono poi teorizzati e applicati da altri autori, fino a sfumare in un&#8217;assoluta spersonificazione e grigiore letterario nelle ultime prove di quel fecondo movimento.<br />
Ho scritto questo perché anche qui, in relazione alle preoccupazioni di Pauli (genio fisico) che scrive a Jung (genio psicanalista, letterato, scrittore e divulgatore eccezionale) non si può sperare che la grande personalità creatrice o costruttrice di una scienza o di una nuova arte, possa passare dalla &#8220;testa&#8221; agli altri organi (i membri dell&#8217;Institut) senza che tra di loro ci siano altre forti e geniali personalità.<br />
Tra Jung e Pauli la *poesia* della mente e la *poesia* della materia si incontravano senza soluzione di continuità. È come assistere al fascino del Big Bang a ritroso, dove tutte le scienze ed arti e pulsioni tentano di essere spiegate e allora le caratteristiche di un&#8217;attività umana si mescolano alle altre e *di fatto* i linguaggi si amalgamano, la scienza presta parole all&#8217;anima, la psiche presta parole alla musica, la musica alla fisica, la meccanica quantistica all&#8217;etica e alla morale. L&#8217;uomo stesso è una specie di piccolo universo unito nella sua forza originaria da un miscuglio divino e mortale e quando è deflagrato (come il primo nucleo dell&#8217;universo) si è suddiviso nelle arti e scienze le quali si guardano e si guarderanno sempre, nella storia, con un misto di repulsione e attrazione.<br />
La preoccupazione di Pauli è la preoccupazione di un&#8217;anima elevata ma resta una testimonianza di un uomo il cui genio non può essere insegnato. E così Jung, per quanti istituti si possano intitolare a lui, non sarà che un faro a cui attingere ed è tanto se i suoi allievi (tra psicologi e psicoterapeuti, da allora fino ai giorni nostri) possano trarne degli insegnamenti.<br />
Per finire questo mio piccolo excursus, chiarisco che essendo uno scrittore catapultato nell&#8217;arte da studi scientifici (fisica, analisi matematica ecc ecc) non posso non aver fatto meraviglioso tesoro degli uni e degli altri così come Jung (quando NON trattava con gli scienziati in senso stretto) all&#8217;inizio della fondazione del suo pensiero, fu ai poeti che si *rivolse* perché sapeva che i tesori della psiche umana erano stati scritti e fissati e immaginati da una creatura che aveva già due milioni di anni ed era naturalmente più *esperta* a fornire idee affascinanti a una scienza che stava nascendo e che ha da poco passato il suo primo secolo di vita.</p>
<p>Consiglio, a questo proposito, la lettura di un bellissimo, breve saggio di Jung, pubblicato anche da Bollati-Boringhieri: PSICOLOGIA E POESIA.</p>
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