Con figure

26 febbraio 2016
Pubblicato da

di Eleonora Pinzuti

Herstory
La ruota si mangia il fango stamattina,
fra serti di brina, sassi, un suono d’altalena.
La lena di chi s’affanna nella corsa.
Non è niente, questo andare.
Solo la vita che
gioca il suo mestiere,
fin dove non traspare:
una legge che tiene tutti
(non la ricorderemo). Poi scompare.
E mentre mi figuro in questa
tela, come tutto, sfumo. Ma in tanto
lo spago di Cloto lavora carne viva
co’ suoi lacci.
E incontro una signora che si lava
il viso alla fontana, si immerge nella piana
verde: forse attende.
Mentre si stringe le fasce (quasi bende)
sui polpacci.

 

Memorie dal sottosuolo

1.

Ho incontrato per caso, oggi,
Bruno Biagetti. Mi guarda da quell’otto settembre
dell’89 infisso nei caratteri del suo necrologio
letto in fretta dalla corriera pullman che mi portava
all’esame di riparazione.

E ora, mentre attraverso le tombe infisse in terra,
profonde come il niente che affetta
l’erba, i ciottoli, le scritte,

lo vedo quasi sorridente,
spuntare in foto a colori
dal cono del tempo,
con le sue orecchie diritte.

2.

Sento ovunque il ticchettio del bastone
sulla ghiaia, oggi. I vecchi, prossimi al salto, vengono
più spesso. Quasi a rendersi conto con i propri sensi
dei posti, a farsi il luogo familiare, così prossimi
ai congiunti.

Sembra forse meno nera l’ombra, meno freddi i tocchi
di ciò che si chiama morte,
se ci si prepara per tempo, se giunti ai punti,
al nero spesso,

ci si abitua prima
gli occhi.

——

Con figure è in uscita per l’editore Zona nel  2016.

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2 Responses to Con figure

  1. Eugenia il 26 febbraio 2016 alle 21:01

    Poesie che illuminano scorci significativi della realtà concreta fusa col mistero e trasformano le cose note in qualcosa di nuovo. Grazie per questo raggio di luce.

  2. Marco Di Pasquale il 28 febbraio 2016 alle 20:25

    Come sempre, le poesie dell’amica Eleonora si srotolano quasi in silenzio, con un avvolgente abbraccio di immagini e ritmando i passi, i luoghi, le sezioni di tempo che le parole rappresentano. Il tempo al centro, dall’inizio alla fine, che si addensa nella storia della nostra vita che, prima o poi, deve fare i conti, il più possibile rasserenati, col “nero spesso” – bellissima ed impenetrabile immagine. Grazie Ele, un abbraccio
    mdp



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