Didascalie: Lucilla Carucci

13 aprile 2016
Pubblicato da

locandina

 

 

Lucilla Carucci

Tessuto su tela | Appunti di viaggio Tissu sur toile | Notes de voyage —
Exposition

15 avril – 14 mai 2016

Un viaggio nella memoria, fatto di impressioni, colori, luci che costruiscono una strana poesia dei luoghi della vita attraverso una tecnica che nasce tanto tempo fa: «all’inizio degli anni ’70 scoprii a Prato i fondi dove i cenciaioli separavano le fodere dai capi di vestiario che arrivavano in balle da altri paesi. Già anni fa questo tipo di lavorazione venne spostato in nord Africa, e ora chissà… Rimasi affascinata dalla morbidezza, dai colori e dal fatto che era un materiale che giocava con la luce. Divenne il mio preferito.»

Un voyage dans la mémoire fait d’impressions, couleurs, lumières qui forment une étrange poésie des lieux de la vie par le biais d’une technique qui a une origine lointaine : « aux débuts des années ’70 j’ai découvert à Prato les entrepôts où les chiffonniers séparaient les doublures des habits qui arrivaient emballés en provenance d’autres pays. Y il a déjà plusieurs années que ce type de travail a été déplacé en Afrique du nord et à présent qui sait où… Je suis restée sous le charme de la souplesse, des couleurs, d’une matière qui jouait avec la lumière. Elle est devenue ma préférée. »

 

 

Tag: ,

5 Responses to Didascalie: Lucilla Carucci

  1. mariasole ariot il 14 aprile 2016 alle 11:35

    Bello. Ho cercato in rete altre immagini. Ricorda a tratti un percorso di ricerca vicino a quello di Maria Lai – altra grande artista che muoveva ago e filo come se scrivesse.

  2. cara polvere di nevedicarne il 14 aprile 2016 alle 15:08

    se ne riceve un’ impressione visiva assolutamente interessante.
    opere create cucendo tessuto al tessuto narrando visioni ed esperienze con grande forza espressiva il proprio modo di t-Essere, preziosa artista, non conoscevo.
    i miei complimenti.
    un saluto anche a Francesco.
    paola

  3. francesco forlani il 15 aprile 2016 alle 11:28

    la sequenza del carnet de voyage in piccoli formati e allineati, sortisce un effetto davvero considerevole. Un amico fotografo che è venuto al vernissage lo ha raccontato, percettivamente come dei ritagli di tessuto che un neonato abbracciato a sua madre derealizza, appropriandosene e facendo così d’un solo frammnto un mondo in sé. effeffe

  4. cara polvere di nevedicarne il 16 aprile 2016 alle 10:51

    suggestiva e poetica percezione.
    ho visto anche qualcuna delle sue opere su Flickr.
    grazie per la nota aggiuntiva, Francesco.
    paola

  5. francesco forlani il 16 aprile 2016 alle 13:19

    grazie a te Pà e a Mariasò



indiani