Una poesia d’aprile

19 maggio 2016
Pubblicato da

di Fabrizio Bajec

 .

Stiamo arrivando

con i teloni le mani alzate

e una nuova costituzione

Stiamo arrivando

da ogni angolo di Paname-ville

sobborghi dalle campagne

con le casse le banderuole

Non temete o allora tremate

ma lasciateci una piazza

un aeroporto

Stiamo arrivando

ritazione era nell’aria

fra dubbi diffidenza e boria

da tempo vi abbiamo lasciati

seduti intorno al Monopoli

poiché il lavoro lo sapete

ci occupa Ma no

nessuna scusa

Lo occuperemo

dalle terre di Francia al Belgio

da Saragozza a Berlino

è un solo blocco di carne

e cellule grigie in aumento

per un voto una causa un sogno

Stiamo arrivando

dissotterriamo

la vecchia cooperazione

parole da voi occultate

che vi ripiombano addosso

Ci credevate assopiti

ricredetevi questa notte

in piedi non è un’occasione

è un movimento

dal megafono alla rete

rigettiamo le vostre leggi

magheggi fughe del capitale

Stiamo arrivando

organizzati

col bene pubblico disperso

nel vostro mondo Ma non qui

vedete come è piantato

su questa piazza e crescerà

finché tutto non sia rovesciato

 

°

(aprile 2016)

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2 Responses to Una poesia d’aprile

  1. natàlia castaldi il 20 maggio 2016 alle 01:34

    BELLA, CHE SIA TUTTO ROVESCIATO, TUTTO RIORGANIZZATO E VIVO.

  2. Michele Nigro il 20 maggio 2016 alle 10:11

    Una rivoluzione che parte con una speranza… Aprile, come la primavera, predispone al cambiamento speranzoso e possibile… Ma è un’onda che arriva lentamente, stiamo arrivando… C’è tutto il tempo di sperare e organizzare i sogni.



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