sporgersi e intrecciare

4 giugno 2016
Pubblicato da

di Giusi Drago
reti_pescatori_camogli

che cos’è un libro?

tante parole per un attimo sovrane
su diversi volumi di silenzio, in lotta
con l’interrogativo se da dire ci sia qualcosa

di vero e di vivo, senza troppo amore per l’ordine
del mondo, nel libro è scritto: vietato
il deposito di rifiuti ingombranti

***

che il mondo agisca in aderenza
al dato, invece tutto sporge avanza
si allunga, anche le parole: come esche sporgono
due tulipani rossi dalla terra, in punta di trapano si allunga
lo scoglio dentro l’acqua, avamposto violento e irregolare,
si tende nel vuoto un’edera pelosa, si allarga a macchia
un’erbaccia di tundra, le calle dipinte da julio paz
spingono foglie verso la donna nuda
con gli occhi tagliati via dalla cornice

***

finita la stagione della pesca, che la rete si disfi nell’acqua,
niente esche artificiali o dannose, solo reti
lasciate a degradarsi in mare

anche l’incontro e la separazione sono corde
intrecciate: non c’è incontro
se i due che si trovano vicini non sono amici,
non c’è separazione quando sono lontani

***

è la vita, è una rete umida
di benedizioni e rimproveri
che ci buttano addosso

nascosti sotto fino a che
la rete aderisce e soffoca

né mia né tua: niente di personale
nel tono di parole che si fanno giustizia
da sole, nelle lenti a specchio, nelle radici secche
del collettivo, nella monotonia delle lamiere
dove pioggia sporca batte

non c’è separazione non c’è incontro
se non si fa amicizia con occhi sessi e parole

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