Per amore o per soldi

6 giugno 2016
Pubblicato da

mollette

 

Per amore o per soldi. Lavoro domestico, sessuale, di cura dentro e fuori dal mercato (a cura di Valeria Ribeiro Corossacz e Alessia Acquistapace) è il titolo di un seminario pubblico organizzato dal Laboratorio di Etnologia del Dipartimento di Studi Linguistici  e Culturali di Modena che si terrà il 13 e 14 giugno.

Interverranno Silvia Federici, Charito Basa, Sabrina Marchetti, Beatrice Busi, Valeria Ribeiro Corossacz, Simonetta Grilli,  Irene Peano, Olivia Fiorilli e Alessia Acquistapace.

 

Si parlerà di divisione sessuale del lavoro domestico, sex work, lavoro biopolitico/affettivo e messa a valore delle soggettività nel mercato del lavoro, lavoro di cura nelle relazioni/famiglie eterosessuali, omosessuali, trans, lotte e forme di resistenza politica in ciascuno di questi ambiti.

Questo il programma:

Per amore o per soldi. Lavoro domestico, sessuale, di cura dentro e fuori dal mercato

Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali di Modena, Largo Santa Eufemia 19, Aula E – Modena

Lunedì 13 giugno

14.00 Saluti del Direttore del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali

14.15 Silvia Federici (Hofstra University) Donne, corpo, territorio e la produzione del comune.

14.45 Charito Basa (Filipino Women Council) Genere, lavoro e diritti nell’esperienza di un gruppo di donne filippine in Italia.

15.15 – 15.30 Pausa

15.30 Sabrina Marchetti (Istituto Universitario Europeo) Delega della cura, relazioni fra donne e politiche migratorie nella provincia di Reggio Emilia

16.00 Olivia Fiorilli (Università RomaTre e Laboratorio Smaschieramenti) e Alessia Acquistapace (Università Milano Bicocca e Laboratorio Smaschieramenti), Tracce di autoinchiesta sul “lavoro del genere” nel lavoro precarizzato e nelle relazioni trans.

16.45- 19.00 Discussione

Martedì 14 giugno

09.30 Irene Peano, Università di Bologna, Lavoro sessuale e riproduzione sociale dentro le catene globali della produzione agro-industriale.

10.00 Beatrice Busi, Laboratorio Smaschieramenti, Dal salario al lavoro domestico allo sciopero dai generi: la riproduzione sociale come campo di soggettivazione (trans)femminista

10.30 – 10.45 Pausa

10.45 Valeria Ribeiro Corossacz, Unimore, Lavoratrici domestiche e lavoro domestico in Brasile: lotte e contro-reazioni.

11.15 Simonetta Grilli, Università di Siena, Oltre il genere della cura. Riflessioni sul lavoro domestico e le pratiche di cura nelle famiglie omogenitoriali.

11.45 – 13.30 Discussione


 

L’obiettivo del convegno è creare un’occasione di confronto tra ricercatrici e attiviste sul tema delle trasformazioni del lavoro domestico, sessuale e di cura retribuito e non retribuito, in relazione con i cambiamenti che hanno attraversato le relazioni familiari e parentali (Grilli, Zanotelli 2010) e con le profonde trasformazioni che hanno interessato il mercato e le forme stesse del lavoro nel contesto postfordista (Hardt 1999, Sarti, 2010, Armano et al. 2014).

Come è noto, l’ingresso massiccio delle donne nel mercato del lavoro retribuito non ha comportato cambiamenti significativi nella distribuzione del lavoro domestico e di cura all’interno delle famiglie (Rosina, Sabbadini 2006, Gribaldo 2010). La responsabilità di questo lavoro continua a ricadere sulle spalle delle donne (Kergoat 2004) che, a seconda della loro condizione di classe, ne possono poi appaltare una parte ad altre donne, in genere migranti e in condizioni di assoluta precarietà dei diritti fondamentali (Morini 2002, Ehrenreich, Hochschild 2004, Gutiérrez-Rodríguez 2010, Marchetti, Triandafyllidou 2015).

Da sempre lo Stato e le altre istituzioni pubbliche si sono appoggiati sul lavoro gratuito svolto dalle donne nelle famiglie e in generale sull’organizzazione dei rapporti sociali tra i sessi (Delphy 1998) per evitate di farsi carico di una grossa fetta di bisogni sociali. Le politiche di austerity non fanno che aumentare questo fenomeno.

Parallelamente, nell’attuale mercato del lavoro, segnato da processi di precarizzazione e desalarizzazione (Beck 2000, Gallino 2007), alle prestazioni lavorative esplicitamente pattuite si affianca un mansionario implicito e mai contabilizzato sempre più ampio e indefinito fatto di capacità comunicative, relazionali, di cura, di seduzione, di persuasione e di mediazione dei conflitti, oltre che di passione/identificazione nel lavoro e di conseguente dedizione e disponibilità quasi-illimitata che sono richiesti gratuitamente (Busi 2006, SomMovimento NazioAnale 2014).

Queste capacità e disposizioni affettive soggettive sono richieste a tutte/i, sebbene in misura diversa a seconda dei settori produttivi, e con meccanismi diversi per mobilitare le diverse identificazioni di genere, in modo che il lavoro di cura, la seduzione o la dedizione al lavoro di un uomo etero, di una donna etero, di un gay, ecc. si esprimano in performance coerenti con il loro presunto genere e appaiano quindi come naturali, spontanee e soprattutto spontaneamente donate al capitale (SomMovimento NazioAnale 2014, Weslig 2012).

Tuttavia la valorizzazione da parte del capitalismo postfordista di attitudini e capacità culturalmente costruite come tipicamente femminili (Morini 2007) non deve far perdere di vista che gli aspetti più ripetitivi e usuranti del lavoro domestico e del lavoro di cura degli esseri umani, non solo in condizione di dipendenza (bambini, malati, vecchi), sono ancora quasi esclusivo appannaggio delle donne, e sono ancora considerati indesiderabili e degradanti (Moujoud, Falquet, 2013).

In questo senso, lo studio etnografico delle configurazioni familiari e affettive non eterosessuali o non basate su legami di coppia o filiazione (Saraceno 2003, Grilli 2014, Acquistapace 2014) che emergono nel contesto contemporaneo offre l’occasione per capire se e come in queste esperienze il lavoro di cura/domestico possa essere eventualmente riorganizzato, reinventato, sovvertito.

Il lavoro sessuale retribuito è svolto oggi in gran parte da donne cisgender e donne trans, ma anche da uomini, per una clientela quasi totalmente maschile. Fra le/i sex worker ci sono ovviamente posizioni di classe, di colore e di status legale rispetto al razzismo istituzionale delle leggi sull’immigrazione molto diversificate. In ogni caso, la legittimità dell’attività che essi/e svolgono è al centro di dibattiti fin troppo infuocati, che spesso negano la capacità stessa delle/dei sex worker di parlare per sé (Garofalo 2014). La virulenza di questi dibattiti riflette, fra le altre cose, l’importanza delle poste in gioco implicite nel rappresentare la sessualità come un dono, un istinto, un piacere, una prestazione, una tecnica, e nel rappresentare i rapporti sessuali a pagamento come qualcosa di radicalmente distinto da quelli presunti gratuiti che hanno luogo nel contesto dell’eterosessualità obbligatoria (Rubin 1984, Tabet 2004).

Le trasformazioni dei processi di valorizzazione nel capitalismo contemporaneo rendono necessaria una nuova analisi del lavoro e un radicale ripensamento delle definizioni e del rapporto fra sfera produttiva e sfera riproduttiva. Questi temi sono al centro di un vivace dibattito interdisciplinare, all’interno del quale, peraltro, è ampiamente riconosciuta la centralità di un approccio etnografico alle nuove forme del lavoro produttivo e riproduttivo (Armano et al. 2014), e del contributo che l’analisi femminista del lavoro riproduttivo può offrire a tale sfida teorica (Tabet 2014, Federici 2014).

Riunendo intorno allo stesso tavolo ricercatrici e attiviste che si occupano da diversi punti di vista di lavoro domestico, di cura e sessuale, retribuito e non, ci interessa quindi verificare come e quanto queste diverse esperienze possano entrare in relazione e se possano scambiarsi o costruire insieme strumenti per meglio comprendere le trasformazioni dei rapporti tra i sessi-generi e dei rapporti di produzione nel contesto contemporaneo.

Bibliografia

Acquistapace, Alessia, 2014, “Decolonizzarsi dalla coppia. Una ricerca etnografica a partire dall’esperienza del Laboratorio Smaschieramenti” in L’amore ai tempi dello tsunami : affetti, sessualità, modelli di genere in mutamento, a cura di Chiara Martucci, Gaia Giuliani, and Manuela Galetto, 69–85. Verona: Ombre Corte.

Armano, Emiliana, Federico Chicchi, Eran Fisher, Elisabetta Risi (a cura di), 2014, Confini e misure del lavoro emergente, numero monografico di Sociologia del lavoro,133.

Beck, Ulrich, 2000, Il lavoro nell’epoca della fine del lavoro. Tramonto delle sicurezze e nuovo impegno civile, Einaudi, Torino.

Busi, Beatrice, 2006, “Il lavoro sessuale nell’economia della (ri)produzione globale”, in Altri femminismi. Corpi culture lavoro, Roma, Manifestolibri, pp. 69-84.

Delphy, Christine, 1998, “Travail ménager ou travail domestique?, in L’Ennemi Principal 1. Économie politique du patriarcat, Paris, Syllapse, pp. 57-74.

Ehrenreich Barbara, Arlie Russell Hochschild (a cura di), 2004, Donne globali: Tate, colf e badanti, Milano: Feltrinelli.

Kergoat, Danièle, 2004, “Divisione sexuelle du travail et rapports sociaux de sexes”, in Dictionnaire du Féminisme, a cura di Helena Hirata, Françoise Le Doaré, et al., Paris: Presses Universitaires de France, pp. 35-44.

Federici, Silvia, 2014, Il punto zero della rivoluzione, Verona: Ombre Corte.

Gallino, Luciano, 2017, Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità, Roma-Bari, Laterza.

Garofalo, Giulia, 2014, Vendere e comprare sesso. Tra piacere, lavoro e prevaricazione, Bologna: Il Mulino.

Gribaldo, Alessandra, 2010, “Scelte moderne, identità ambivalenti. Genere, classe e fecondità nell’Italia urbana”, in Alessandra Gribaldo e Valeria Ribeiro Corossacz (a cura di), La riproduzione del genere. Ricerche etnografiche sul femminile e sul maschile, Verona: Ombre Corte.

 Grilli, Simonetta, 2014, “Scelte di filiazione e nuove relazionalità. Riflessioni a margine di una ricerca sull’omogenitorialità in Italia”, Voci, XI, 24-42.

 Grilli, Simonetta, Francesco Zanotelli (a cura di), 2010, Scelte Di Famiglia, Pisa: ETS.

 Gutiérrez-Rodríguez, Encarnación, 2010, Migration, domestic work and affect. A decolonial approach on value and the feminisation of labor, Oxford, Francis & Taylor, 2010.

 Hardt, Michael, 1999, “Affective Labor”, Boundary 2 26(2): 89–100.

 Morini Cristina, 2002, La serva serve. Le nuove forzate del lavoro domestico, Roma: DeriveApprodi.

 Morini, Cristina, 2007, “The Feminization of Labour in Cognitive Capitalism”, Feminist Review, 87.

 Moujoud, Nasima, Falquet, Jules, 2013, “Cent ans de sollicitude en France. Domesticité, reproduction sociale, migration et histoire coloniale”, in Verschuur Christine, Catarino Christine, Genre, migrations et globalisation de le reproduction sociale, Cahiers genre et développement, n. 9, pp. 229-246.

Muehlebach, Andrea, 2011 “On Affective Labor in Post-Fordist Italy”. Cultural Anthropology 26(1):58–82.

Rosina, Alessandro, Linda Laura Sabbadini, 2006, Diventare padri in Italia: fecondità e figli secondo un approccio di genere, Roma, Istat.

Rubin, Gayle S., 1984, “Thinking Sex: Notes for a Radical Theory of the Politics of Sexuality” in Pleasure and Danger: Exploring Female Sexuality, a cura di Carole S. Vance, Boston and London: Routledge and Kegan Paul.

Saraceno, Chiara, 2003, Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia, Bologna: il Mulino.

Sarti, Raffaella, a cura di, 2010, Lavoro domestico e di cura: quali diritti?, Roma, Ediesse.

Sommovimento NazioAnale, 2014, “Sciopero sociale: sciopero dei/dai generi”,  http://sommovimentonazioanale.noblogs.org/post/2014/11/13/sciopero-sociale-sciopero-dai-generidei-generi/

Tabet, Paola, 2004 La Grande Beffa. Sessualità Delle Donne E Scambio Sessuo-Economico. Soveria Manelli: Rubettino.

Tabet, Paola, 2014, Le dita tagliate, Roma: Ediesse.

Triandafyllidou, Anna, Sabrina Marchetti (a cura di), 2015, Employers, Agencies and Immigration. Paying for Care, London: Ruotledge.

Wesling, Meg, 2012, “Queer Value.” GLQ: A Journal of Lesbian and Gay Studies 18, no. 1: 107–25.


 

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