L’importanza di essere piccoli. Poesia e musica dei borghi dell’appennino

25 luglio 2016
Pubblicato da

Tutti i giorni esco e cerco l’Altro sempre.
F. Hölderlin

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L’importanza di essere piccoli
poesia e musica nei borghi dell’appennino
VI edizione dal 2 al 6 agosto
un progetto associazione arci  “SassiScritti”

riabitare il luoghi marginali con la poesia e la musica

LA POESIA  CERCA L’ALTRO

con

GNUT, NADIA AUGUSTONI,  GIUSI QUARENGHI, IACAMPO,  MOTTA,  MATTEO PELLITI, TÊTES DE BOIS,  GIOVANNI NADIANI, ALESSANDRA RACCA, ERICA MOU, TIMISOARA PINTO,  LUCIA MAZZONCINI

“Tutti i giorni esco e cerco l’Altro sempre” è l’incipit scelto per la VI edizione del festival l’Importanza di essere piccoli, verso enigmatico e profetico del poeta Holderlin che connota la poetica e il senso di un progetto culturale nato nel 2011 da un’idea di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli dell’associazione SassiScritti e sostenuto da Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto Polimero di Arci Emilia-Romagna, Distretti Culturali, Città metropolitana di Bologna e i Comuni di Alto Reno Terme, Castel di Casio, Grizzana Morandi, Pistoia e Sambuca Pistoiese, Arci Bologna e il contributo di Coop Reno, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, Helvetia Thermal SPA Hotel. Non solo quindi un festival ma il coronamento estivo di una serie di attività che l’associazione, affiliata Arci, intesse durante l’anno: da InRitiro, un calendario di laboratori in residenza con scrittori, attori, illustratori e musicisti, collaborazioni con enti locali quali la Fondazione Santa Clelia Barbieri di Vidiciatico, l’Associazione Porretta Cinema e recenti sinergie con il festival pistoiese Leggere la città e il Progetto T della compagnia teatrale Gli Omini. Non da ultimo lo scambio di energie e di  pensiero avvenuto lo scorso inverno al presidio dei lavoratori Philips-Saeco, mobilitati contro un previsto licenziamento di quasi metà degli operai. SassiScritti ha affiancato a questa manifestazione un presidio culturale che ha portato davanti alla fabbrica decine di artisti in un programma dal titolo Poesie per farsi coraggio. Gli operai, a conclusione della lunga contrattazione, hanno devoluto a SassiScritti un contributo derivante dai fondi raccolti a sostegno delle famiglie dei lavoratori.

Il filo rosso che lega queste proposte è l’attenzione e cura dei luoghi “marginali” intesi non solo come periferie, ma come condizioni esistenziali fragili e minoritarie, quindi potenzialmente cariche di una bellezza eversiva e innovatrice.

Poesia e musica in luoghi ancora da scoprire, riluttanti alla fama ma generosi nell’accogliere, poesia come l’Altro che è in noi ma anche come l’altro che arriva da fuori e che l’arte continua a cercare con lo slancio del bambino che esplora il mondo. L’immagine scelta, quella di una cavalletta che si rispecchia in una figura aliena, ci rinnova l’antica promessa con il nostro essere più autentico, verso un’alterità fertile che fa accadere gli incontri e salda l’amicizia, qualcosa che oggi forse più che mai si rende urgente.

Ancora una volta SassiScritti sarà felice di accogliere dal 2 al 6 agosto gli ospiti nei luoghi del Festival, in una terra di mezzo fatta di castelli, pievi, boschi e borghi semi-abbandonati dell’Appennino. Mediatori tra il mondo e quei pianeti marziani evocati dalla poesia saranno come sempre i luoghi che permettono l’incontro tra artisti e pubblico, resi ancora più belli dalla cura e dalla dedizione degli abitanti, delle proloco, delle associazioni locali, che da settimane si preparano a questo appuntamento.

I cantautori Gnut,  Iacampo, Motta, têtes de bois, Erica Mou  si incontreranno per la prima volta  con i poeti Nadia Augustoni, Giusi Quarenghi, Matteo Pelliti, Giovanni Nadiani, Alessandra Racca. Poesia e Musica arriveranno e si intrecceranno a Tresana, Castelluccio di Porretta Terme (BO), tra le sue case costruite con le pietre locali che sbucano dal bosco di castagni; tra le romantiche rovine del Castello di Sambuca Pistoiese (PT) o nel festoso borgo di Castagno di Piteccio (Pistoia) che incontra la linea transappenninca della Porrettana; presso l’antico e bellissimo borgo La Scola a Grizzana Morandi (BO) e infine approdare sui prati del circolo culturale ippico Scaialbengo a Castel di Casio (BO).

Gli eventi sono a ingresso libero in caso di pioggia si svolgeranno ugualmente nei luoghi indicati.

PROGRAMMA

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e si terranno anche in caso di pioggia nei luoghi indicati

Martedì 2 agosto inizia il viaggio dentro la natura, la poesia e la musica in uno dei borghi più segreti e più suggestivi dell’Appennino: Tresana, non lontano da Castelluccio di Porretta Terme, piccolo agglomerato di case immerse in un castagneto secolare tra grandi fioriture di ortensie e case in sasso dai tetti in arenaria. L’appuntamento è per le 18:30 quando Lucia Mazzoncini, aiutata dalle riprese video di Eleonora Chiti, accompagnerà il pubblico nelle stanze di una antica casa contadina regalando con l’ installazione audio-visiva CREATURE CUSTODI DI STORIE momenti di sosta e ascolto attraverso le voci di poeti e le storie di infanzia degli abitanti del borgo e dei viandanti che lo hanno attraversato…

A seguire si terrà la presentazione del libro UN PONTE GETTATO SUL MARE, realizzato dal festival di poesia sardo Cabudanne de sos poetas di Seneghe con cui l’importanza di essere piccoli  è gemellata  si rinnova in questo modo la vicinanza a festival di là dal mare attraverso questo volume antologico che raccoglie le poesie create durante un laboratorio di scrittura poetica nei centri psichiatrici dell’oristanese a cura di Francesca Matteoni e Azzurra D’Agostino. Dopo una cena a buffet (su prenotazione) dalle 21:00 si entrerà nel vivo della relazione tra parola e musica con l’inedito incontro tra Nadia Alba Augustoni e GNUT. Poetessa dal percorso certamente non accademico, Nadia Augustoni vive una vita da operaia: da sempre per necessità a contatto con lavori manuali e fuori dal mondo intellettuale, si forma da autodidatta studiando  di notte i grandi poeti e saggisti della nostra tradizione. Ne esce una produzione cospicua e variegata, arricchita da una lingua consapevole ma diretta, che si occupa delle questioni dell’umano nelle sue varie declinazioni: da temi più impegnati civilmente a quelli più strettamente intimi, quali quelli trattati nel recente Lettere della fine uscito per Vidya nel 2015. A duettare con lei GNUT, al secolo Claudio Domestico, delicatissimo cantautore napoletano che con il suo primo album “Prenditi quello che meriti” è stato acclamato come una delle migliori realtà cantautorali della sua generazione. Presenta al festival brani anche da Domestico, il suo ultimo album, caratterizzato sino dal titolo da una poetica intima, potremmo dire quasi ‘casalinga’, che perfettamente si ricollega all’atmosfera  della serata.

Altra caratteristica de l’importanza di essere piccoli è il piacere di scoprire e far scoprire nuovi borghi, così da quest’anno inizia la collaborazione con il borgo toscano di Sambuca Pistoiese, dove mercoledì 3 agosto pubblico e spettatori si ritroveranno ai piedi del ‘Castello di Selvaggia’. I ruderi sono su uno sperone di roccia che controlla le valli del Limentra, dove sorge una fortezza che un tempo fu l’ inespugnabile culla della storia e della tradizione poetica dell’Appennino. Qui, nel 1200, si combatterono le città di Pistoia e di Bologna e qui un secolo dopo si rifugiò, dove visse i suoi anni più felici, Selvaggia Vergiolesi, nobildonna di famiglia ghibellina cantata dal poeta Cino da Pistoia. E come le parole del poeta ci giungono attraverso i secoli, così la poetessa che ospitiamo ha parole ‘per tutti’: non è possibile infatti limitare l’opera di Giusi Quarenghi alla sola ‘poesia per ragazzi’. I suoi albi illustrati, le sue filastrocche, i suoi racconti, le sue poesie (come quelle raccolte in E sulle case il cielo ed. Topipittori, inserito nella IBBY International honour list) sono un mondo ricco dove è bello passeggiare insieme. Con lei, il cantautore IACAMPO, una voce delicata che accarezza temi e atmosfere di un immaginario composto di dediche e riflessioni, canzoni che a partire da racconti di esperienze personali diventano bacino di domande, attese, grandi dubbi e piccole certezze universali. Un cantautore dallo stile immediatamente decifrabile, che gira l’Italia commuovendo i pubblici più diversi attraverso una musica in qualche modo ‘poetica’ che, come una fioritura, il titolo del suo ultimo album Flores la richiama – si fa esplosione silenziosa.

Si resta in Toscana anche giovedì 4 agosto con l’ appuntamento nella stazione più piccola d’Europa, ovvero Castagno di Piteccio (Pistoia). Un solo binario, tra due gallerie, una casupola sotto l’ombra di una radura di castagni: ecco dove si potrà ascoltare la poesia di Matteo Pelliti e la musica di MOTTA. Laureato in filosofia e autore di varie raccolte in versi, Pelliti dal 2005 collabora stabilmente con il cantautore Simone Cristicchi, assieme al quale ha firmato spettacoli, musical, racconti. Una poesia che riesce a coniugare la leggerezza dell’ironia con i grandi temi della contemporaneità, una scrittura ricca e frizzante che coinvolge i pubblici più diversi. Gli stessi che stanno seguendo il fortunatissimo tour di MOTTA, ex Criminal Jokers, in cui presenta il suo album d’esordio come solista La fine dei vent’anni. Un disco prodotto da un “artista amico” del festival, Riccardo Sinigallia, indimenticato protagonista di una delle scorse edizioni. La scoperta dell’età adulta raccontata in dieci brani che verranno presentati al festival in una versione più intima rispetto alla formazione classica che comprende alcuni tra i più interessanti musicisti della scena indie-rock italiana. Sarà poi possibile condividere tutti insieme, a fine serata, alcune ottime specialità preparate in casa offerte dalla Pro Loco di Castagno, realizzate con tutta la sapienza e l’amore dei custodi delle tradizioni.

Si torna in Emilia venerdì 5 agosto, quando sarà l’incantevole e curatissimo borgo La Scola, nel comune di Grizzana Morandi (BO), ad accogliere gli ospiti già dalle 18:30. Anche in questa occasione, come per la serata di apertura del festival a Tresana, gli spettatori sono i benvenuti prima di cena  per seguire una visita guidata del borgo condotta da Pietro, attivissimo e informatissimo abitante del borgo e animatore dell’Associazione La Sculca artefice di tante attività come  mostre, feste, visite e concerti. Verrà poi presentato alle 19, sotto un pergolato di vite, il libro di Timisoara Pinto Lavorare con lentezza (Squilibri editore). Giornalista e conduttrice radiofonica esperta di musica, Timisoara accompagnerà gli ascoltatori in un viaggio incredibile che narra l’incontro con Enzo Del Re, l’interprete più autentico di una stagione di impegno civile nella quale le canzoni di lotta e di protesta animavano il sogno di una società diversa. Su prenotazione sarò poi possibile mangiare le piadine e le tigelle montanare preparate dalla Sculca, per condividere un po’ di tempo all’ombra del cipresso millenario del borgo prima dell’incontro tra poeta e musicisti. Giovanni Nadiani, poeta romagnolo, ha del resto molta dimestichezza con la musica: per anni ha infatti presentato le sue letture con i ‘Faxtet’, gruppo jazz divertente e poliedrico. Autore eclettico, Nadiani ha all’attivo oltre a svariate raccolte di poesie, testi teatrali e cabarettistici. Il suo ultimo libro aNmarcurd (‘Non mi ricordo’), mantiene il dialetto romagnolo tipico della sua scrittura, ma si vela di un’ombra approfondendo il lato più riflessivo e volgendo lo sguardo alla memoria e alla morte.  Freschi di premio sono i musicisti che si avvicenderanno sul palco con il poeta, ovvero i TÊTES DE BOIS – targa Tenco come migliori interpreti nel 2015. I Têtes  de Bois hanno avuto questo riconoscimento per l’album realizzato  su Léo  Ferré,  dodici anni dopo  il fortunatissimo Ferré l’amore e la rivolta. Due anni trascorsi a pensare e a lavorare per le vie dei poeti, sui passi di Léo Ferré, uno dei grandi geni del  Novecento  che  i  Têtes  de  Bois  non  riescono  a  smettere  di  amare,  hanno  generato  un nuovo disco e una nuova avventura ‘Extra’ che molto ha a che fare con la poesia. Baudelaire, Verlaine, Rimbaud  musicati da  Ferré,  Ferré musicato  da  Ferré  e  Ferré  musicato e  ri-arrangiato dai Têtes de Bois.

Sabato 6 agosto, l’ultima serata del festival, sarà un ritorno in un luogo caro ai piccoli: il Centro Culturale Ippico di Scaialbengo nel Comune di Castel di Casio (BO). Qui, tra cavalli cresciuti e educati secondo uno stile rispettoso della loro natura e della necessità di libertà in spazi aperti, si incontreranno due donne brillanti e potenti. La poesia sarà affidata alla voce di Alessandra Racca, anche detta ‘la signora dei calzini’ – come recita il titolo del suo primo libro e quello del popolare blog da lei curato. Appassionata di poesia “ad alta voce”, fermamente decisa a dimostrare che la poesia non è una noia, è autrice di reading nei quali mescola poesia e teatralità a una dose massiccia di ironia e musica. La musica, in questa serata, sarà invece quella di Erica Mou, già acclamata con la sua Nella vasca da bagno del tempo presentata a San Remo qualche anno fa. A causa di un incidente fortuito subito lo scorso aprile, Erica ha avuto una lunga pausa che si è interrotta in luglio per riprendere l’incontro con il suo pubblico, un incontro rimodulato su nuove esigenze e nuova poetica. L’impossibilità di imbracciare la chitarra ha potenziato il suo rapporto con la voce e ha alimentato l’energia creativa e altre qualità musicali di Erica. Emerge la voglia di lavorare sulla voce, e di mettersi in accordo con altri strumenti, come le corde del violoncello. Come è nella  filosofia del festival, anche in questo caso è il limite  ad amplificare le potenzialità, è il confine che si fa soglia affacciata su una più ampia visione – di necessità virtù è proprio il titolo del tour estivo della cantautrice pugliese.

Anche quest’anno il festival presenterà una serie di creazioni originali e uniche da parte di vari artisti e artigiani che hanno realizzato opere specifiche per l’evento. Borse in lino e cotone cucite a mano, abbinate a portachiavi, astucci e papillon di stoffa imbottita che riprendono i colori dell’immagine di questa VI edizione sono la proposta di Carohandmade, una creativa della provincia di Livorno che ha preparato una serie ridottissima di questi oggetti unici il cui acquisto darà una parte dei proventi a sostegno del festival. Saranno presenti poi i taccuini cuciti a mano delle sarte di MaVà di Padova, che pensa, disegna, stampa e rilega  quaderni realizzati interamente con stoffe di recupero, che per il festival riportano i versi scelti come epigrafe-amuleto del festival e il logo dell’associazione SassiScritti. Altri quaderni, di altro materiale – ovvero carta e cartone assemblati in creativi collage  riportanti immagini, poesie, ritagli di giornale – saranno rilegati interamente a mano e presentati dalle ‘sarte utopiche’ e poetesse Manuela Dago e Francesca Genti di Sartoria Utopia di Milano. Per gli impervi campi è bene avere sempre l’occasione di trovare stuoini dove sedersi con più agio e ve li proponiamo nella veste cucita e realizzata da Integra, cooperativa sociale di Quarrata (PT), che ha realizzato per noi alcuni capi cuciti a mano, stuoini da pic nic che potrete usare per tutte le vostre gite in campagna. Candele colorate e originalissime realizzate a mano dalla poetessa Francesca Matteoni, oltre a acquerelli (cartoline e quadretti raffiguranti gli animali della foresta) dell’artista e sostenitrice del festival Margherita Cambi.

Ritroveremo poi i ‘miniquadri’ di Cifone, al secolo Simone De Berardinis, di cui il fumettista Maicol Rocchetti (il noto autore degli ‘Scarabocchi animati’ di maicol&mirko) ha detto “Cifone è uno dei più grandi artisti che mi è capitato di conoscere. La potenza dei suoi disegni, dei suoi modellini di cartone e delle sue foto ricordo è devastante. Cifone riesce a stupirmi da ormai trent’anni. Le sue cose sono sempre vere, giuste, entusiasmanti, commoventi. Soprattutto non sono mai una truffa”.  Ci saranno poi  alcuni esemplari di poster d’arte numerati, pezzi unici realizzati appositamente secondo le antiche modalità di lavoro tipografico dalla tipografia d’arte bolognese Anonima Impressori. Tutti questi specialissimi piccoli grandi oggetti verranno proposti al pubblico in una raccolta fondi a sostegno delle attività del festival.

Ad arricchire la rassegna sarà presente il bookshop de “LO SPAZIO di via dell’ospizio” di Pistoia e “L’ARCOBALENO” di Porretta Terme, oltre allo stand della straordinaria BIRRA DEL RENO, un prodotto artigianale, sano, gustoso, realizzato con i cereali delle aziende agricole della montagna e spinata fresca sul momento.

INFO

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