Reagan e Heston (dedicato a Kim e Trump)

25 maggio 2017
Pubblicato da

di Davide Orecchio

 

statua

Ecco una vita di Reagan dal Dizionario del Se alla Possibilità numero seicento sedici di Reagan che ce lo mostra nascere, con simmetria di falso gelsomino e puntualità di pungitopo a Natale, nell’anno undici del secolo venti e morire nell’anno undici del ventunesimo, condurre magistero di attore (e premio Oscar nell’ottantanove), regista (e Leone d’oro nel novantuno, e Leone d’argento nel novantaquattro) e uomo politico di terroir nordamericano (ma diede lezioni al pianeta), per poi correlarne l’exemplum alle voci sulle Quattro svolte vocazionali (nelle «Intersezioni esistenziali» dello stesso compendio) e sul Trasformismo atlantico (nelle «Intersezioni politiche»)1

Il secolo ha solo undici anni e scherza infantilmente coi petali dei suoi fiori puerili, dai banchi ridotti di una classe d’asilo s’alza un iris e fa una pernacchia, poi arrossisce quando a Tampico nell’Illinois, secondogenito di John Edward e Nellie Clyde, il sei febbraio Reagan affiora nei giorni del secolo, e questo secolo è appena un bambino.

Si dica l’infanzia, l’adolescenza, l’epoca del desiderante e del sogno, la costruzione del sé al cui riguardo il più accurato compulsare fonti saprebbe trasmettere poco più di una corazza e l’individuo protetto nel guscio della creatura, del tempo, della reticenza e poi si afferrino le zampe dell’accelerazione che passa di qui ed ecco, è già il trentasette – una mimosa prematura e mutante, sboccia a gennaio, a marzo frutta bacche impreviste, gialle come i suoi fiori, succulente, mortali – quando Reagan è in California «come cronista radiofonico al seguito dei Chicago Cubs e sostiene con la Warner Bros un provino cui segue la firma del suo primo contratto di attore» (biografema 1).

Come uno dei fiori del secolo lui sboccia quando scopre la sua vera natura, e «s’apre per Reagan una carriera cinematografica quasi trentennale spesa in ruoli e pellicole di secondo piano (Love is on the Air, Tramonto con Bette Davis, Knute Rockne All American, Delitti senza castigo, La regina del Far West con Barbara Stanwyck, Contratto per uccidere)», e la voce chiara e il fisico atletico lo aiutano nella persuasione del pubblico «ma non al punto di farne una star», e nel quaranta – quell’anno ha la forma di una tempesta, di un naufragio della storia con le luci di Turner, ma in California non ci badano troppo – «sposa l’attrice Jane Wyman dalla quale divorzia nel quarantotto».

Eppure bisogna aggiungere “eppure”, un solo strato di recitazione non basta, l’ambizione ne chiede altri, Reagan non s’accontenta, vuol’essere serio, ma non troppo serio, vuol’essere politico insomma e negli anni trenta e quaranta del secolo americano – i disperati, scapigliati, sediziosi decisamente – mostra convinzioni democratiche, «simpatizza per Roosevelt e il suo New Deal e sostiene la candidatura alla Casa Bianca di Truman», ma all’improvviso…

E dice Čechov: «all’improvviso… nei racconti si trova spesso questo “all’improvviso”. Gli autori hanno ragione: la vita è così piena di cose inaspettate». –

E «persino un avverbio come “d’un tratto” diventa una torva sembianza spettrale».2

ma all’improvviso e d’un tratto, forse solo per propulsione paranoica nell’individuo nordamericano, Reagan negli anni cinquanta – dieci fiori seccati tra le pagine del Grande libro di accuse e sospetti – vede che la guerra fredda esplode e si arruola nell’esercito dei maccartisti e combatte «in prima persona nel suo mandato alla guida del sindacato attori».

E si persuade che il partito Repubblicano «sia più adatto a fronteggiare il pericolo comunista, interno ed esterno», e si schiera con Eisenhower e poi Nixon, e «si converte» al liberalismo in economia, e «legge Bastiat, von Hayek e Friedman», e dopo la crisi di Cuba nel sessantadue – ormai il secolo è un uomo maturo, ha letto i libri della guerra, della rivoluzione, dell’Olocausto, del cinema e della poesia – Reagan aderisce al gran vecchio partito.

Strutture, sovrastrutture, parole, id est l’interpretazione di un’ideologia, la via hollywoodiana alla trasformazione del mondo, sono l’acqua che consente il viaggio di Reagan, che irriga il sentiero per la sua barca finché lui pronuncia il suo più famoso discorso della stagione neoliberale, che dedica alla corsa presidenziale del conservatore Barry Goldwater, che il settimanale Time giudica «l’unica luce in una deludente campagna» (biografema 2), quando Reagan si appella ai padri fondatori e chiede nessun controllo sull’economia, un passo indietro allo Stato e che tagli le tasse e dice Siamo giunti all’ora delle scelte, e per questo i repubblicani lo candidano alla guida della California, e Reagan vince per due mandati dal sessantasette – l’anno che visitammo San Francisco con un fiore nei nostri capelli – al settantacinque – l’anno che in penuria di fiori, in carestia, disegnammo una rosa su un foglio e dicemmo Questo è pur sempre un fiore –, finché sfida nelle primarie repubblicane il presidente in carica Ford, e perde di poco, e Ford sarà poi sconfitto dal democratico Carter, che sarà presidente.

Ed entra l’anno ottanta del novecento – la classe d’asilo ora è un ospizio, papaveri senili bevono Martini e Campari, guardano le ragazze in topless, ricordano il desiderio, ricordano l’esuberanza dei petali, il turgore degli steli infrangibili – quando Reagan annuncia pubblicamente che vuole correre ancora per la presidenza degli Stati Uniti d’America, quando all’improvviso – e dice Čechov: «all’improvviso!» – interrompe la carriera politica.

Hai paura? La guerra minaccia ogni vita, la morte delude ogni sogno. Sai tenere a bada la paura che hai? La psicologa t’accoglie in una stanza larga (la frammezzano paraventi cinesi di legno e carta di riso), la psicologa ti dice che non siamo eterni, le rispondi che te n’eri accorto, ma tu non vorresti durare neppure in eterno, tu vuoi durare un minuto in meno di quelli che ami. –

Così ora è post mortem. È la serie postuma. Essere un testo è come essere morto. Hai traslocato la vita nel testo. Non ci sei più. Va bene sei libero, non esistente. Non hai condizioni: ipocrita dietro le tende, timoroso ti mascheravi a loro e t’inchinavi negli obblighi ma ora c’è uno scritto che, anche volesse, non potrebbe fare l’inchino perché il corpo gli manca: la docilità della schiena e del collo. Non c’è vassallaggio. Non c’è postura. Testualizzato, sei finalmente sincero: oggi che manchi. –

Hai paura? La guerra conchiude ogni vita, ogni sogno si arrende alla morte. Sai tenere a bada la paura che hai? Voglio morire un minuto prima di quelli che amo. La memoria della vita rinasce. Questo è buffo ma è vero che la morte libera parole memoriose di vita passata. Eri il figlio. Crescevi nel secolo già moribondo che portava decubiti. Ma eri un bambino. Non vedevi i decubiti, ti donarono una bandiera rossa, ti portarono a una manifestazione, ti chiesero con chi stai e rispondi Con l’Urss che però aveva un rosso più cupo simile a: nella casa colava sangue rosso di madre, di padre, dalle unghie, dalle guance dell’uomo, dal cranio della donna colpita. L’uomo → odiava ← la donna. E questo era il secolo di Reagan e Heston. –

Il telefono: descrivi il telefono. Di’ come stava nell’angolo tra la cucina, il corridoio, le stanze da letto, nell’ombra della carta da parati verdegialla dove l’uomo scriveva i recapiti. Il telefono: hai la rotella, la suoneria, hai l’alloggio di ferro, sei grigio di plastica, hai la cornetta pesante che colpì la donna sul cranio dove io vide colare il sangue che non nomina sangue, non è una parola, è proprio sangue, io vide il rivolo rosso dalla ciocca al sopracciglio alla gota. E questo era il secolo di Reagan e Heston . –

I recapiti avevano sequenze di sette numeri. Non c’era il prefisso. I recapiti erano disegnati nella verdegialla parete. Su quel corridoio c’era il parquet. Anche nella stanza da letto di io. Altrove la casa aveva il marmo ticchiolato nelle sue liste. Il padre spegneva sigarette in una tinozza d’acqua che s’anneriva; nella casa quel nero puzzava di marcio. –

Molte maestre odiavano. Molte maestre amavano. Più numerose erano le maestre che odiavano. Sintomo della maestra che odia: il grande anello sulla mano che picchia. Sintomo della maestra che odia: lo schiaffo da dietro; non avvisare. E questo era il secolo di Reagan e Heston. –

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E Reagan interrompe la carriera politica e Yates – alle pagine duecento venticinque e duecento ventisei – e Blake – alla pagina cento sessanta3 – concordano che la causa, alcuni diranno la colpa sia di Marty McFly, che per i due autori Reagan incontra solo una volta ma fu sufficiente (biografema 3), quando conversano con parole mute in realtà per i contemporanei e per i posteri che osservano senza chiavi di accesso una figura geometrica quasi perfetta e sigillata forse in un prisma: l’incontro, il dialogo.

E Reagan non commentò e poi morì, e il ragazzo McFly non commentò, e non è mai morto questo ragazzo, e potrebbe affiorare in qualsiasi anno futuro o passato, nel petalo più diverso, in un campo, in un bosco oppure su un ramo, e potrebbe aver confidato a Talleyrand come andò, o potrebbe averlo detto a Lev Davidovič, che fu Bronštejn, che fu bolscevico, in un pomeriggio di Coyoacán, e Trockij forse l’ha riferito in appendice alla nuova edizione della Rivoluzione tradita, o forse lo scrisse nel suo testamento, oppure in una lettera inedita, dunque si consultino gli archivi di Trockij per sapere cosa disse Reagan a McFly e viceversa.

Oppure si guardi con gli occhi di un terzo sguardo che dice che «arriva un giovane di bassa statura» e «non ha appuntamento ma insiste che deve parlare con Reagan», e l’ex governatore l’accoglie, lo invita a sedersi, e «chiudo la porta e torno al mio tavolo», ma passa davvero un tempo brevissimo – neppure un grano di polline – che già «sento le prima grida, il rumore di un oggetto scagliato per terra (un calamaio, scoprirò più tardi), altre urla interrotte da silenzi, forse per riflettere o prendere fiato», quindi pace, non si sente più nulla, trascorre un’ora finché esce McFly e «ha il viso stravolto ma l’espressione di uno che ha ottenuto ciò che voleva», e subito dopo esce anche Reagan, «teso, taciturno, serissimo»4.

E la memoria prosegue col dire che «non resisto alla tentazione ed entro nello studio e per terra, vicino al calamaio che ha macchiato la moquette di inchiostro nero, noto una copia del New York Times con le prime pagine strappate, e sulla scrivania del governatore trovo due libri che prima non c’erano: La mia vita e La storia della rivoluzione russa di un certo Lev Trockij, ma non conosco l’autore, solo più tardi scoprirò chi egli sia, mi accorgo che i volumi sono nuovissimi, intatti, appena usciti dalla tipografia, le pagine intonse come i vecchi libri di un tempo, e infatti sono libri vecchi, edizioni in inglese degli anni trenta, ma sono anche nuovi, davvero sembrano stampati da poco, davvero sembrano pubblicati non più tardi di ieri».

E Reagan all’ombra di una quercia nel suo Rancho del Cielo, vicino alle acque verdi del Lake Luky si sdraiò sull’amaca e lesse dalla voce diretta di Lev Davidovič, che fu Bronštejn, che fu bolscevico, che «ora è tempo che io parli del treno, negli anni più duri della rivoluzione la mia vita fu legata alla vita del treno inseparabilmente, e la vita del treno fu legata alla vita dell’Armata Rossa inseparabilmente, e il treno legava il fronte al quartier generale, risolveva problemi urgenti sul posto, educava, lanciava appelli, ricompensava e puniva», e Reagan vide questa vita grandiosa e terribile, e riconsiderò strutture, sovrastrutture, parole, id est l’interpretazione di un’ideologia, la via hollywoodiana alla trasformazione del mondo. –

trockij

E, accanto alle stalle e al fienile del Rancho del Cielo, Reagan lesse dalla voce diretta di Trockij che «il treno era un apparato volante, un’amministrazione, aveva una segreteria, una tipografia, radio e telegrafo, centrale elettrica, libreria, bagno e garage, compì orbite tra Samara e Pietrogrado, da Smolensk a Rostov sul Don, da Kiev a Žytomyr, dalla Vjatka a Balašov, non si fermò mai, fece trentasei viaggi, centomila chilometri, in tre anni completò cinque volte l’equivalente del giro del mondo, e cosa cercava sui fronti della guerra civile il treno dell’Armata Rossa?, la risposta è ovvia: cercava vittoria, ma cosa portava a quei fronti?, quale metodo seguiva?, i viaggi del treno erano semplici ispezioni?, no, il lavoro del treno era costruire un’armata, educare un’armata, foraggiare e amministrare un’armata», e Reagan vide questa vita grandiosa e terribile, e ne immaginò un film. –

Ed è ancora l’ottanta sempre più nudo, depilato e sessuale – quando Reagan restituisce la tessera del gran vecchio partito e annuncia di voler riprendere la carriera di attore – «“Reciterò ancora, ma farò meno danni”, e la sala scoppia in una fragorosa risata»5 – e se la politica perde un protagonista, il cinema acquista una stella, Reagan non torna ma nasce un artista nuovo, si mette al mondo col seme della volontà, nessun ruolo di secondo piano, nessun film inconsistente, nel decennio che segue recita in pellicole che lasciano il segno, come Re per una notte, Fuori orario, Washington memorandum di Martin Scorsese, come Cotton Club e Il dio di New York di Francis F. Coppola, come La scelta di Henry di Robert Redford, come Gli infami di Ridley Scott.

Ed è l’ottantanove – un anno che lancia calendule a un altro ottantanove due secoli indietro e gli dice Non badare all’odore cattivo, viene dalla storia cattiva che sto disseppellendo, ma guardami, noi siamo fratelli, le nostre epoche sono sorelle – quando Reagan vince il premio Oscar come attore non protagonista per l’interpretazione di Heston nell’Assedio di Praga di Jonathan Demme, pellicola che come tutti sappiamo ricostruisce il momento più drammatico della Prima guerra di Heston.

E come tutti sappiamo già nell’ottantaquattro – l’anno della resa dei conti, il fiore distopico si confrontò con la profezia dello scrittore profeta – Reagan condanna con Woody Allen, Robert Redford e Susan Sarandon il militarismo di Heston, e dice Quest’uomo porterà alla rovina gli Stati Uniti d’America, e dice Quest’uomo è un criminale6, e nell’attore anziano affiorano il carisma e il senso degli altri che il giovane e l’adulto non ebbero? – il senso degli altri, che bella espressione, anche il più narcisista degli individui arriverà ad ammettere, un giorno, d’essere composto al settanta per cento dagli altri?

E «avevo paura, come tutti. Ma cercai di rendermi conto di che natura fosse questo sentimento così istintivo, di dove esso scaturisse, come agiva, che cosa lo portava a scomparire d’un tratto così come d’un tratto era entrato in me. La guerra mi diede tutte le risposte che io cercavo. Mi insegnò che la paura è, a suo modo, una dottrina dell’esistenza, una disciplina da imparare. […] Poi occorre saper convivere con la paura per evitare di esserne dominati. Convivere significa vivere insieme senza darsi troppo impaccio reciproco, anzi con un certo grado di disinvoltura. Sarebbe disastroso lasciarsi signoreggiare dalla paura. Si resterebbe schiacciati, le membra e la mente avvinte come nella stretta di un serpente, inerti e disarmati. Ma altrettanto da evitare è il contrario, la spavalderia, la baldanza, lo spregio del pericolo. La paura non si può sfidare»7. –

Eppure Reagan matura e si dona negli anni più cupi della storia dell’uomo, tra la desertificazione di culture e città nei conflitti, e nell’incombere di un presidente sanguinario che gli ispira gemme d’arte e la denuncia politica, come accade nei Giorni dell’odio sulla Seconda guerra di Heston che gli vale il Leone d’oro a Venezia, come accade per Il profeta, biopic dedicata alla vita di Lev Trockij, che fu Bronštejn, che fu bolscevico, che Reagan scrive, produce e dirige, e ne interpreta il protagonista – ingobbito, con un accento d’Europa orientale, sguardo tagliente del dotto e rivoluzionario, Reagan regala una prova d’attore –, e la critica concorda nel giudicare Il profeta il lavoro più riuscito di Reagan, e lui stesso nelle sue memorie lo giudica il «film più ambizioso e completo, ma dalla rivoluzione russa e dalla vita di Trockij c’è da imparare così tanto, ma il mio è solo un contributo modesto»8, e la locandina europea lo ritrae a bordo del treno dell’Armata Rossa, col pastrano del generale, il pince-nez, la penna in mano, nell’atto di scrivere un appello a combattere uniti, e la locandina nordamericana lo ritrae nel cortile di Coyoacán, vestito di abiti opachi e senili, nell’atto di nutrire conigli, un bastone da passeggio posato nell’angolo.

E «questa è la paura, qualcosa che prende corpo quando scaturisce una sorgente imprevista di inquietudine che non sei subito in grado di controllare, di definire nei suoi contorni precisi. È la totale assenza di modelli di riferimento che ti sconcerta. La paura entra in te anche nel caso in cui, di fronte a fatti improvvisi, non sei in grado di fare nulla per contrastarli. Questa è l’impotenza dell’attesa»9. –

E nell’anno undici di un secolo nuovo – anche questo è ancora un bambino, ma non sappiamo quali libri desideri leggere, forse nessuno, e sembra volubile, intuiamo in questo secolo scatti d’ira che ci preoccupano, che interrompono periodi lunghi di apatia, un’atonia inconsueta per una vita agli esordi, che ha appena compiuto l’undicesimo anno – Reagan muore sulle sponde di Santa Monica, e alle sue esequie civili lo ricorda Robert De Niro per essere stato un artista grande, e un uomo saggio, e un visionario, e un coraggioso, per essere stato un benefattore dell’umanità in tempi cupi e mortali, e Robert De Niro gli augura Riposa in pace, ed è lì che Reagan riposa, nella pace dei giusti.

 

***

 

Heston
(Questa biografia è incompleta, il lettore è libero di riempirne gli spazi vuoti)

 

Uomo politico, presidente degli Stati Uniti (1981-87), attore, premio Oscar (1960). Nasce nel …………………………..…………………………..…………

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………………. la famiglia si trasferisce a………………………………. …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….……………………………………………………………………. già a Broadway, però ……………..…………………………..………………………………………………..…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………firma il primo contratto con la CBS nel………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… ed ecco Hollywood ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..  il film I dieci comandamenti (1956) lo vede …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… …………………………..…………………………..…………………………………………………………………………………………………………………………… e il premio Oscar con Ben Hur …………………….
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………Partecipa alla Marcia per i diritti civili …………………………..…………………………..………………………….. ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… dopo la morte di Martin Luther King ha una crisi che……………………………. …………………………..…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… L’addio di Reagan alla politica……………………. ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… un’opportunità …………………………………………….. ma la riunione del GOP …………………………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..

…………………………………………………………………………………………………«dev’essere un attore!» …………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..
…………………………..…………………………..………………………….. Clint Eastwood …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..rifiuta…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. Heston accetta………………………………… …………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. sconfigge Jimmy Carter nel …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..presta giuramento …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..il………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. «A viso aperto contro i nostri nemici» ……………………………………………………………………..…………………………..

……………………………………………………………………………Time scrive: «questo discorso è una …………………………..…………………………..…………………………..luce»…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… «l’epoca dell’ipocrisia diplomatica è finita» …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… Time scrive: «questo discorso è una …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..luce»……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. cresce la tensione nell’estate del ………………… ……………………………………………………………..…………………………..…………………………..

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..

ma Andropov …………………………………………………….…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………eppure la conferenza di Roma avrebbe potuto ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… il ritiro dell’ambasciatore a Mosca apre una …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. Prima guerra di Heston (1983-85) ……………………………………………………………………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. l’armamento nucleare dei contendenti è ………………………………….…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. il bombardamento di Philadelphia è ……………………….…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. l’evacuazione di Los Angeles è… ………………………………………….…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. la coventrizzazione di Leningrado nel …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. 15 milioni di tonnellate di …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… 30 milioni di tonnellate di …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..gas…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… «Il peggior sanguinario della storia!» ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………milioni di ……………………………………….…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. «devastante»………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. inutilmente il Papa…………… …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. quando il Dalai Lama…………. ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. e Woody Allen prova a ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. l’appello di Reagan non cade nel vuoto, …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..ma………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. con l’assedio di Praga …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… dopo il crollo del Muro nel …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… ad agosto il trattato di pace sembra… …………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..ma………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………………….. «I nostri nemici sopravvivono!»………………………………………………………………………………………………………………………………………… Time scrive: «questo discorso
è una luce»…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………Seconda guerra di Heston (1986-87)…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….dopo la caduta di Bombay ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..durante l’assedio di …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..Pechino……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..100 milioni di tonnellate di …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. «il peggior sanguinario di sempre!» ……………………………………………….…………………………..

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………Heston si difende ma …………………………..…………………………..…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………la petizione di Reagan e Redford apre una breccia al Senato, quando …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… nella riunione tra Powell e lo stato maggiore si decide che…………………………………….. …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. il colpo di Stato del …………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. la destituzione di Heston………………… …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. «Ho agito nell’interesse del…….……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………«la storia mi…. …………………………..…………………………..……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. «Dio mi …………………………….…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..…………………………..

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Nota
Qui ho ripreso e modificato due vecchi testi già pubblicati su NI. Quanto ai personaggi descritti: Reagan e Heston sono fittizi, non sono esistiti, ogni riferimento a personaggi reali è puramente casuale. Quanto alla vita storicamente avvenuta di Ronald Reagan: i brani citati tra virgolette sono rielaborazioni di it.wikipedia.org e biografieonline.it. Quanto al treno di Trockij: i brani tra virgolette sono citazioni (da me rielaborate) di Lev Trockij, My Life (1930), Pathfinder, New York 1970.

  1. Per chi voglia approfondire c’è H. Yates, Il presidente mancato, Milano 2000. []
  2. Angelo Maria Ripellino, «Pietroburgo»: un poema d’amore, prefazione a Andrej Belyj, Pietroburgo, Adelphi eBook, 2014. []
  3. What if? Essays on counterfactual history, Oxford 2015. []
  4. Clelia Smith, Beyond the desk, Pasadena 2012, pp. 99-101. Edizione italiana: Memorie di una segretaria. I miei anni con Reagan 1973-1980, Milano 2014, traduzione di Silvia Pareschi. []
  5. Reagan shock: I quit, «Los Angeles Times», 19/4/1980. []
  6. Cfr. M. Leibowitz, Four versus one. A war for actors, «The New Yorker», 26/3/1984, e J. Mathieu, Storia sociale e politica di Hollywood, Milano 1999, pp. 145-70. []
  7. Gianni Granzotto, Vojussa, mia cara: diario di guerra, Milano, 1987, pp. 119-122. []
  8. Cfr. A good life in hard times, New York-London 1999, p. 177. []
  9. Granzotto, cit. []

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