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	Commenti a: Metamorfosi del ricordo ai tempi dei social	</title>
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		<title>
		Di: Enzo Sorbera		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Sorbera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 18:37:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se, come me, ci tieni ai visti e alle stampigliature &quot;collezionate&quot;, puoi sempre smarrire il documento....... :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se, come me, ci tieni ai visti e alle stampigliature &#8220;collezionate&#8221;, puoi sempre smarrire il documento&#8230;&#8230;. :-)</p>
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		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 16:06:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291517&quot;&gt;orsola puecher&lt;/a&gt;.

Grazie a te, Orsola, per quello che racconti, sono felice di vedere che quanto scritto è in sintonia con altre esperienze; è vero che la scrittura resta un antidoto allo sgretolarsi della memoria, anche a quella - parzialmente o in maniera distorta - registrata da social e affini. À suivre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291517">orsola puecher</a>.</p>
<p>Grazie a te, Orsola, per quello che racconti, sono felice di vedere che quanto scritto è in sintonia con altre esperienze; è vero che la scrittura resta un antidoto allo sgretolarsi della memoria, anche a quella &#8211; parzialmente o in maniera distorta &#8211; registrata da social e affini. À suivre&#8230;</p>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291517</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 23:36:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il doloroso ritiro della mia vecchia storica patente in cambio di un plastificato bancomat con foto scura piccolissima e quasi illeggibile è ancora fresco. Come se la ragazza di quella foto in quel preciso momento con tutto il suo carico emotivo, che essa mi ricordava tanto vividamente le rare volte in cui la guardavo, non ci fosse più. I vestiti che vi si intravedevano. Quell&#039;espressione. La cartina rosa consunta a libretto del documento. Le vecchie marche da bollo, le date dei rinnovi, dei cambi di residenza con relativi vecchi indirizzi, di cui se adesso mi chiedessi un quando o un dove preciso, non saprei più dire (presa alla sprovvista dal ritiro non l&#039;ho nemmeno fotocopiata), sono sfuggiti via anch&#039;essi. Io sono qui e ora e basta.
La memoria che costruiamo dentro di noi è qualcosa di diverso, di elastico, di sostanzialmente impreciso, ed è legittimo anche rimuoverne certe parti, enfatizzarne altre. A volte penso di aver comiciato a scrivere proprio di, e a causa di,  queste assenze, giustificate o ingiustificate che siano, per colmarne i buchi neri spazio-temporali. Mi sono preclusa volontariamente la dimensione facebook, whatsapp, smartphone per lasciare ai ricordi la loro legittima mappa a macchia di leopardo, per non consegnarli a nessuna azienda che li tracci, li scelga e lasciare alle mie parole il loro impreciso, a volte latitante, ma reale corpo fisico. E continuo a scavare fra vecchie lettere, calligrafie e archivi.
Bellissime riflessioni le tue, grazie Ornella!!!!

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il doloroso ritiro della mia vecchia storica patente in cambio di un plastificato bancomat con foto scura piccolissima e quasi illeggibile è ancora fresco. Come se la ragazza di quella foto in quel preciso momento con tutto il suo carico emotivo, che essa mi ricordava tanto vividamente le rare volte in cui la guardavo, non ci fosse più. I vestiti che vi si intravedevano. Quell&#8217;espressione. La cartina rosa consunta a libretto del documento. Le vecchie marche da bollo, le date dei rinnovi, dei cambi di residenza con relativi vecchi indirizzi, di cui se adesso mi chiedessi un quando o un dove preciso, non saprei più dire (presa alla sprovvista dal ritiro non l&#8217;ho nemmeno fotocopiata), sono sfuggiti via anch&#8217;essi. Io sono qui e ora e basta.<br />
La memoria che costruiamo dentro di noi è qualcosa di diverso, di elastico, di sostanzialmente impreciso, ed è legittimo anche rimuoverne certe parti, enfatizzarne altre. A volte penso di aver comiciato a scrivere proprio di, e a causa di,  queste assenze, giustificate o ingiustificate che siano, per colmarne i buchi neri spazio-temporali. Mi sono preclusa volontariamente la dimensione facebook, whatsapp, smartphone per lasciare ai ricordi la loro legittima mappa a macchia di leopardo, per non consegnarli a nessuna azienda che li tracci, li scelga e lasciare alle mie parole il loro impreciso, a volte latitante, ma reale corpo fisico. E continuo a scavare fra vecchie lettere, calligrafie e archivi.<br />
Bellissime riflessioni le tue, grazie Ornella!!!!</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291514</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 11:05:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291512&quot;&gt;gianni biondillo&lt;/a&gt;.

Su questa linea, il prossimo passo, Walter Siti dixit, sarà visitare soltanto il bookshop - nell&#039;attesa che il bookshop sostituisca perfettamente il museo; a quel punto spunteranno ovunque come funghi, il bookshop Louvre a Enghiens-les-Bains, il bookshop Uffizi a Civitavecchia (fornitissimo, per turisti in partenza per la Costa Smeralda, che possano vantare in memoria un selfie davanti alla copia della Primavera del Botticelli, risoluzione eccellente, in tutti i sensi).
Felice che il pezzo vi sia piaciuto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291512">gianni biondillo</a>.</p>
<p>Su questa linea, il prossimo passo, Walter Siti dixit, sarà visitare soltanto il bookshop &#8211; nell&#8217;attesa che il bookshop sostituisca perfettamente il museo; a quel punto spunteranno ovunque come funghi, il bookshop Louvre a Enghiens-les-Bains, il bookshop Uffizi a Civitavecchia (fornitissimo, per turisti in partenza per la Costa Smeralda, che possano vantare in memoria un selfie davanti alla copia della Primavera del Botticelli, risoluzione eccellente, in tutti i sensi).<br />
Felice che il pezzo vi sia piaciuto!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291512</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 10:28:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291511&quot;&gt;giorgio mascitelli&lt;/a&gt;.

Stessa situazione a Cracovia, con La dama con l&#039;ermellino di Leonardo. Io, ovviamente, mi sono fatto il selfie con la copia, non ho resistito.
Gran pezzo, Ornella, brava!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291511">giorgio mascitelli</a>.</p>
<p>Stessa situazione a Cracovia, con La dama con l&#8217;ermellino di Leonardo. Io, ovviamente, mi sono fatto il selfie con la copia, non ho resistito.<br />
Gran pezzo, Ornella, brava!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291511</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 09:27:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello e interessante, Ornella. Questo tuo intervento mi ha ricordato la scena curiosa che ho visto alla Galleria Belvedere di Vienna, dove la direzione ha collocato una copia del Bacio di Klimt a pochi passi dall&#039;originale, ma in una stanza più luminosa per dirottarvi coloro che desiderano fare un selfie. Inutile aggiungere che la massa di persone davanti alla copia era più o meno uguale a quella di fronte all&#039;originale..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello e interessante, Ornella. Questo tuo intervento mi ha ricordato la scena curiosa che ho visto alla Galleria Belvedere di Vienna, dove la direzione ha collocato una copia del Bacio di Klimt a pochi passi dall&#8217;originale, ma in una stanza più luminosa per dirottarvi coloro che desiderano fare un selfie. Inutile aggiungere che la massa di persone davanti alla copia era più o meno uguale a quella di fronte all&#8217;originale..</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Al		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/01/02/appunti-fenomenologia-del-ricordo-ai-tempi-dei-social/#comment-291509</link>

		<dc:creator><![CDATA[Al]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 08:12:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbiamo già quindi i cacciatori di memoria... altro che androidi.... 

&quot;L’apparato sa tantissimo, e può decidere in questo caso cosa farci ricordare. L’utente sa molto poco, e sempre di meno, perché i dati forniti sono sempre maggiori e non lasciano traccia, le memorie un tempo archiviate nel pc diventano esterne fino a trasformarsi in cloud fluttuanti nell’etere, e le registrazioni disegnano quella «iterabilità di fatti» così fitta da farsi ingestibile per il singolo&quot; .

Una mappatura delle fratture umane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già quindi i cacciatori di memoria&#8230; altro che androidi&#8230;. </p>
<p>&#8220;L’apparato sa tantissimo, e può decidere in questo caso cosa farci ricordare. L’utente sa molto poco, e sempre di meno, perché i dati forniti sono sempre maggiori e non lasciano traccia, le memorie un tempo archiviate nel pc diventano esterne fino a trasformarsi in cloud fluttuanti nell’etere, e le registrazioni disegnano quella «iterabilità di fatti» così fitta da farsi ingestibile per il singolo&#8221; .</p>
<p>Una mappatura delle fratture umane.</p>
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