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	Commenti a: Ponti d’autore che crollano	</title>
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		<title>
		Di: Alberto Giorgio Cassani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292715</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Giorgio Cassani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2018 17:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292703&quot;&gt;Alberto Giorgio Cassani&lt;/a&gt;.

Caro Andrea,

speriamo che il nuovo ponte di Renzo Piano abbia miglior sorte del modellino...
Mi permetto, scusa, di fare della spicciola ironia, dopo il farsesco &quot;incidente&quot; occorso alla maquette durante la presentazione. Ma Piano ha detto che deve durare 1000 anni.... Mi sembra che le nostre riflessioni sull&#039;hybris non fossero così peregrine...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292703">Alberto Giorgio Cassani</a>.</p>
<p>Caro Andrea,</p>
<p>speriamo che il nuovo ponte di Renzo Piano abbia miglior sorte del modellino&#8230;<br />
Mi permetto, scusa, di fare della spicciola ironia, dopo il farsesco &#8220;incidente&#8221; occorso alla maquette durante la presentazione. Ma Piano ha detto che deve durare 1000 anni&#8230;. Mi sembra che le nostre riflessioni sull&#8217;hybris non fossero così peregrine&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Alberto Giorgio Cassani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292703</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Giorgio Cassani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 13:17:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292702&quot;&gt;Andrea Tonus&lt;/a&gt;.

Caro Andrea,
concordo su tutto. Grazie ancora del tuo commento!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292702">Andrea Tonus</a>.</p>
<p>Caro Andrea,<br />
concordo su tutto. Grazie ancora del tuo commento!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Andrea Tonus		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292702</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Tonus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 08:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292653&quot;&gt;Alberto Giorgio Cassani&lt;/a&gt;.

caro Alberto,
ho notato sì la piattezza critica e la piaggeria del progetto di Renzo Piano: la ridondanza strutturale, le &quot;vele&quot; per ricordare le vittime. Apprezzo il fatto che Piano si sia sentito coinvolto in quanto genovese, e abbia offerto la sua opera alla cura della città ferita, ma il progetto mi sembra un poco troppo pragmatico e schiavo di una fattibilità psicologica e non tecnica, in una parola completamente acritico nei confronti del luogo e dell&#039;occasione progettuale, come deve essere un progetto di architettura per essere tale. Non credo che sia la tecnica ad essere arrogante come giustamente annoti mettendolo tra virgolette: siamo noi ad esserlo, la tecnica è il nostro modo di essere nel mondo, fa parte di noi e deve essere usata consapevolmente. Renzo Piano inganna sulla fragilità della tecnica proponendo un ponte che l&#039;abitudine fa percepire come più durevole o addirittura durevole all&#039;infinito, e in questo lui pecca di arroganza! Dimenticando in modo grave secondo me  che le prossime vittime del ponte potrebbero essere gli sfollati dalle loro case sotto il viadotto, a cui forse non potranno più tornare, visto il progetto di cancellazione del &#039;mostro&#039;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292653">Alberto Giorgio Cassani</a>.</p>
<p>caro Alberto,<br />
ho notato sì la piattezza critica e la piaggeria del progetto di Renzo Piano: la ridondanza strutturale, le &#8220;vele&#8221; per ricordare le vittime. Apprezzo il fatto che Piano si sia sentito coinvolto in quanto genovese, e abbia offerto la sua opera alla cura della città ferita, ma il progetto mi sembra un poco troppo pragmatico e schiavo di una fattibilità psicologica e non tecnica, in una parola completamente acritico nei confronti del luogo e dell&#8217;occasione progettuale, come deve essere un progetto di architettura per essere tale. Non credo che sia la tecnica ad essere arrogante come giustamente annoti mettendolo tra virgolette: siamo noi ad esserlo, la tecnica è il nostro modo di essere nel mondo, fa parte di noi e deve essere usata consapevolmente. Renzo Piano inganna sulla fragilità della tecnica proponendo un ponte che l&#8217;abitudine fa percepire come più durevole o addirittura durevole all&#8217;infinito, e in questo lui pecca di arroganza! Dimenticando in modo grave secondo me  che le prossime vittime del ponte potrebbero essere gli sfollati dalle loro case sotto il viadotto, a cui forse non potranno più tornare, visto il progetto di cancellazione del &#8216;mostro&#8217;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292699</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 20:12:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ing concordo....(solo che la fine di quei 6 milioni....le modalitá...i bambini....). Si sarebbe dovuto ma non si fece. Cioé prima ancora di pensare alla ricostruzione delle macerie.....dei PONTI distrutti....ma c&#039;era voglia di DIMENTICARE...Oramai´é fatta. E ne stiamo pagando le conseguenze....
Ps É vero Romita era l&#039;unico serie e perplesso....certe foto parlano....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ing concordo&#8230;.(solo che la fine di quei 6 milioni&#8230;.le modalitá&#8230;i bambini&#8230;.). Si sarebbe dovuto ma non si fece. Cioé prima ancora di pensare alla ricostruzione delle macerie&#8230;..dei PONTI distrutti&#8230;.ma c&#8217;era voglia di DIMENTICARE&#8230;Oramai´é fatta. E ne stiamo pagando le conseguenze&#8230;.<br />
Ps É vero Romita era l&#8217;unico serie e perplesso&#8230;.certe foto parlano&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ing		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292682</link>

		<dc:creator><![CDATA[ing]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Sep 2018 19:19:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292654&quot;&gt;carlo carlucci&lt;/a&gt;.

Sei milioni mandati in fumo ? Tutti gli altri milioni no ? :) Quelli facevano fuori tutti , non una razza soltanto ; tra quei nazisti non si può certo annoverare Romita , che é appunto un amico di famiglia per noi , come tutti i suoi, ed era figlio di un comandante partigiano e che é l&#039; unico in foto a non essere svagato e a guardare il ponte con sguardo da ingegnere , quanto sforzo c&#039;è su che cosa ; ci vuole pratica , fin da quando studiavo da geometra ricordo che dovevo progettare ponti , anche quelli giganti non soltanto quelli di terza classe , e mettevo più di 5&#039;000 kg su neanche 40 cm di ogni tratto lineare ; ho sempre parlato di quello che ho fatto e ho fatto esperienza personale delle cose che mi interessavano , e per questo sono stato insultato da molti , che irridevano , nella nostra epoca , il metodo sperimentale , e che hanno proibito il lavoro a chi lo sa fare in pratica , e che non saprebbero fare un ponte , e neppure cose ben meno impegnative , ma non vogliono che esistano più lavoratori in grado di lavorare e non vogliono che il lavoro sia appreso ; in Torino, città operaia secondo alcuni, il numero degli allievi professionali é neanche venti , un mio collega insegna loro , ma non imparano pressoché niente; il nazionalsocialismo a cui si accenna era paradossalmente nemico di questi attuali annientatori dei lavoratori e del lavoro, arbeiter und arbeit che oggi in Germania sono rimasti , i dipendenti pubblici tedeschi erano l&#039;80% dei lavoratori e oggi sono quasi il 100% , nel settore privato hanno perso il posto e un 1% circa dei lavoratori di dieci anni fa fa finta oggi di lavorare nel settore privato , in perdita ; oggi invece da tutti quelli/e che conoscevo in Italia , facenti parte di quella che alcuni chiamano working class,, non é nato nessun bambino : spariranno e sono in gran parte già spariti , esattamente come quelli usati da carbone nei forni ; quindi non si può trovare chi possa rattoppare strade ponti altre opere pubbliche e ormai anche gli edifici privati fanno pena , romeni moldavi ukraíni sono tenuti a chiedere le elemosina senza un tetto sulla testa , e lavorano un giorno ogni sette , altri un giorno su 12 , chiunque può vedere questo , e più del 90% della gente non può curarsi neanche un dente rotto _ P.S. Chi volesse sapere qualcosa sull&#039; ultima guerra e i periodi precedenti non ha che da chiederci , abbiamo già sotterrato fior di storici che non hanno visto i fatti ma volevano insegnarci le loro invenzioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292654">carlo carlucci</a>.</p>
<p>Sei milioni mandati in fumo ? Tutti gli altri milioni no ? :) Quelli facevano fuori tutti , non una razza soltanto ; tra quei nazisti non si può certo annoverare Romita , che é appunto un amico di famiglia per noi , come tutti i suoi, ed era figlio di un comandante partigiano e che é l&#8217; unico in foto a non essere svagato e a guardare il ponte con sguardo da ingegnere , quanto sforzo c&#8217;è su che cosa ; ci vuole pratica , fin da quando studiavo da geometra ricordo che dovevo progettare ponti , anche quelli giganti non soltanto quelli di terza classe , e mettevo più di 5&#8217;000 kg su neanche 40 cm di ogni tratto lineare ; ho sempre parlato di quello che ho fatto e ho fatto esperienza personale delle cose che mi interessavano , e per questo sono stato insultato da molti , che irridevano , nella nostra epoca , il metodo sperimentale , e che hanno proibito il lavoro a chi lo sa fare in pratica , e che non saprebbero fare un ponte , e neppure cose ben meno impegnative , ma non vogliono che esistano più lavoratori in grado di lavorare e non vogliono che il lavoro sia appreso ; in Torino, città operaia secondo alcuni, il numero degli allievi professionali é neanche venti , un mio collega insegna loro , ma non imparano pressoché niente; il nazionalsocialismo a cui si accenna era paradossalmente nemico di questi attuali annientatori dei lavoratori e del lavoro, arbeiter und arbeit che oggi in Germania sono rimasti , i dipendenti pubblici tedeschi erano l&#8217;80% dei lavoratori e oggi sono quasi il 100% , nel settore privato hanno perso il posto e un 1% circa dei lavoratori di dieci anni fa fa finta oggi di lavorare nel settore privato , in perdita ; oggi invece da tutti quelli/e che conoscevo in Italia , facenti parte di quella che alcuni chiamano working class,, non é nato nessun bambino : spariranno e sono in gran parte già spariti , esattamente come quelli usati da carbone nei forni ; quindi non si può trovare chi possa rattoppare strade ponti altre opere pubbliche e ormai anche gli edifici privati fanno pena , romeni moldavi ukraíni sono tenuti a chiedere le elemosina senza un tetto sulla testa , e lavorano un giorno ogni sette , altri un giorno su 12 , chiunque può vedere questo , e più del 90% della gente non può curarsi neanche un dente rotto _ P.S. Chi volesse sapere qualcosa sull&#8217; ultima guerra e i periodi precedenti non ha che da chiederci , abbiamo già sotterrato fior di storici che non hanno visto i fatti ma volevano insegnarci le loro invenzioni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292654</link>

		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 19:58:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse non c&#039;entra.....ma non si é fatto troppo in fretta a dimenticare (cause &#038; concause &#038; colpe &#038; ignavia....della guerra, delle leggi razziali, delle deportazioni). La fretta al solito era verso le solite magnifiche sorti e progressive.....Guardate le facce della foto.....Tanto per essere scontato o retorico  ma i sei milioni mandati a......Ma non vi pare che l&#039;ex Europa abbia perso per sempre il suo ruolo e sia dedita solo....a perfezionare l&#039;ORGANIZZAZIONE? I Putin, i Macron, i Salvini....Non lo so ma mi faccio delle domande....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non c&#8217;entra&#8230;..ma non si é fatto troppo in fretta a dimenticare (cause &amp; concause &amp; colpe &amp; ignavia&#8230;.della guerra, delle leggi razziali, delle deportazioni). La fretta al solito era verso le solite magnifiche sorti e progressive&#8230;..Guardate le facce della foto&#8230;..Tanto per essere scontato o retorico  ma i sei milioni mandati a&#8230;&#8230;Ma non vi pare che l&#8217;ex Europa abbia perso per sempre il suo ruolo e sia dedita solo&#8230;.a perfezionare l&#8217;ORGANIZZAZIONE? I Putin, i Macron, i Salvini&#8230;.Non lo so ma mi faccio delle domande&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alberto Giorgio Cassani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292653</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Giorgio Cassani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 13:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292644&quot;&gt;Andrea Tonus&lt;/a&gt;.

Caro Andrea,
quanto tempo è passato da quando discutevamo insieme, in maniera critica, del &quot;com&#039;era dov&#039;era&quot; e della Fenice. Il mio piccolo testo era una semplice riflessione a fronte della &quot;ricerca del colpevole&quot; che dilagava (e continua a farlo) dappertutto in quei giorni. Parlare anche solo di conservazione del ponte Morandi, in questo clima, vorrebbe dire che ti &quot;vengono a prendere a casa&quot;. Hai notato che il progetto di Renzo Piano, per quanto ancora embrionale, sembra proprio andare in direzione opposta all&#039;hybris del Moderno?: un ponte con molti piloni e senza stralli. Quasi una rinuncia all&#039;&quot;arroganza&quot; della Tecnica. Ma sono riflessioni a caldo. Rileggevo in questi giorni i diari di Ernst Jünger sul primo anno di guerra (1939-1940). Questi diari, nell&#039;edizione Guanda, si chiudono nella località di Wadgassem, in data 24 luglio 1940, con questo auspicio: «A Wadgassen abbiamo trovato i primi abitanti tornati a sistemarsi nelle loro case e nei loro giardini. Che tutti possano ritornare così nella propria terra». Dopo ogni catastrofe, questa dovrebbe essere la speranza. Ma temo, purtroppo, sia solo un auspicio. Altre ne verranno. È sempre stato così. Grazie davvero del tuo commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292644">Andrea Tonus</a>.</p>
<p>Caro Andrea,<br />
quanto tempo è passato da quando discutevamo insieme, in maniera critica, del &#8220;com&#8217;era dov&#8217;era&#8221; e della Fenice. Il mio piccolo testo era una semplice riflessione a fronte della &#8220;ricerca del colpevole&#8221; che dilagava (e continua a farlo) dappertutto in quei giorni. Parlare anche solo di conservazione del ponte Morandi, in questo clima, vorrebbe dire che ti &#8220;vengono a prendere a casa&#8221;. Hai notato che il progetto di Renzo Piano, per quanto ancora embrionale, sembra proprio andare in direzione opposta all&#8217;hybris del Moderno?: un ponte con molti piloni e senza stralli. Quasi una rinuncia all'&#8221;arroganza&#8221; della Tecnica. Ma sono riflessioni a caldo. Rileggevo in questi giorni i diari di Ernst Jünger sul primo anno di guerra (1939-1940). Questi diari, nell&#8217;edizione Guanda, si chiudono nella località di Wadgassem, in data 24 luglio 1940, con questo auspicio: «A Wadgassen abbiamo trovato i primi abitanti tornati a sistemarsi nelle loro case e nei loro giardini. Che tutti possano ritornare così nella propria terra». Dopo ogni catastrofe, questa dovrebbe essere la speranza. Ma temo, purtroppo, sia solo un auspicio. Altre ne verranno. È sempre stato così. Grazie davvero del tuo commento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292652</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 10:59:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292644&quot;&gt;Andrea Tonus&lt;/a&gt;.

Andrea, ottimi appunti i tuoi. Se, ovviamente, hai voglia di approfondirli li pubblicherò volentieri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292644">Andrea Tonus</a>.</p>
<p>Andrea, ottimi appunti i tuoi. Se, ovviamente, hai voglia di approfondirli li pubblicherò volentieri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ing		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292648</link>

		<dc:creator><![CDATA[ing]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 20:30:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=75545#comment-292648</guid>

					<description><![CDATA[sono morti nel nome dell &#039; avidità 
che tutto agli altri setaccia e trattiene , 
compresa la vita ;

quando la situazione lavori e spese 
é monopolio dei bizantini , delle mafie , 
vengono pappati proprio i soldi 
della manutenzione delle opere , 
che non viene più fatta , 
e lo stato e gli enti pubblici spariscono, 
come bilancio e come opere ; 
se appalti qualcosa alla mafia 
o non completa l&#039;opera 
o é da rifare in meno di un anno , 
talmente il lavoro é scadente ;

i longobardi hanno fatto 
le stesse cose di Lenin Stalin e dei loro collaboratori , 
e ora bisogna continuare ad agire nello stesso senso 

au revoir]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono morti nel nome dell &#8216; avidità<br />
che tutto agli altri setaccia e trattiene ,<br />
compresa la vita ;</p>
<p>quando la situazione lavori e spese<br />
é monopolio dei bizantini , delle mafie ,<br />
vengono pappati proprio i soldi<br />
della manutenzione delle opere ,<br />
che non viene più fatta ,<br />
e lo stato e gli enti pubblici spariscono,<br />
come bilancio e come opere ;<br />
se appalti qualcosa alla mafia<br />
o non completa l&#8217;opera<br />
o é da rifare in meno di un anno ,<br />
talmente il lavoro é scadente ;</p>
<p>i longobardi hanno fatto<br />
le stesse cose di Lenin Stalin e dei loro collaboratori ,<br />
e ora bisogna continuare ad agire nello stesso senso </p>
<p>au revoir</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Tonus		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/20/ponti-dautore-che-crollano/#comment-292644</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Tonus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 12:32:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cari Gianni e Alberto (e anche il punto di vista di Gianfranco Tondini è interessante) mi piacerebbe assai discutere con voi direttamente di tutte le implicazioni del crollo del ponte, lo faccio per ora da lontano, chissà se in un futuro lo si potrà fare direttamente...
Riprendo il titolo dell&#039;articolo per fare alcune osservazioni: 
I. Il viadotto era d&#039;autore, ma mi pare che per ora questo non gli venga riconosciuto, ovvero non ho sentito dire da nessuna parte della necessità di conservare l&#039;opera (in qualunque altro caso sarebbe scattato, secondo me il &quot;dov&#039;era com&#039;era&quot;). L&#039;opera dell&#039;ingegner Morandi è totalmente schiacciata sul suo valore d&#039;uso, quello storico, estetico, etc. non esistono (ma sono esistiti eccome! si vedano tutti i manuali di architettura!). Anzi c&#039;è già, nelle parole dell&#039;ingegner Brencich, il tentativo di svalutare anche gli altri ponti dell&#039;ingegner Morandi, la cui rarità diventa indizio di carenza strutturale, mentre in realtà gli altri ponti di questo tipo sono ancora in piedi, e Morandi ha fatto molte altre opere (o ha calcolato male anche quelle?).
II. E&#039; vero, è stato commesso peccato di superbia, ma quale e da chi? La superbia è una qualità dell&#039;uomo come genere nel suo complesso, ma gli antichi riconoscevano anche l&#039;esistenza di uomini pii, che non peccavano o che sapevano placare gli dei. Se come scrive Gianni in nota Morandi riconosceva che la sua opera non poteva durare in eterno, in nome di quale peccato e di chi quelle persone sono morte?
ciao a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cari Gianni e Alberto (e anche il punto di vista di Gianfranco Tondini è interessante) mi piacerebbe assai discutere con voi direttamente di tutte le implicazioni del crollo del ponte, lo faccio per ora da lontano, chissà se in un futuro lo si potrà fare direttamente&#8230;<br />
Riprendo il titolo dell&#8217;articolo per fare alcune osservazioni:<br />
I. Il viadotto era d&#8217;autore, ma mi pare che per ora questo non gli venga riconosciuto, ovvero non ho sentito dire da nessuna parte della necessità di conservare l&#8217;opera (in qualunque altro caso sarebbe scattato, secondo me il &#8220;dov&#8217;era com&#8217;era&#8221;). L&#8217;opera dell&#8217;ingegner Morandi è totalmente schiacciata sul suo valore d&#8217;uso, quello storico, estetico, etc. non esistono (ma sono esistiti eccome! si vedano tutti i manuali di architettura!). Anzi c&#8217;è già, nelle parole dell&#8217;ingegner Brencich, il tentativo di svalutare anche gli altri ponti dell&#8217;ingegner Morandi, la cui rarità diventa indizio di carenza strutturale, mentre in realtà gli altri ponti di questo tipo sono ancora in piedi, e Morandi ha fatto molte altre opere (o ha calcolato male anche quelle?).<br />
II. E&#8217; vero, è stato commesso peccato di superbia, ma quale e da chi? La superbia è una qualità dell&#8217;uomo come genere nel suo complesso, ma gli antichi riconoscevano anche l&#8217;esistenza di uomini pii, che non peccavano o che sapevano placare gli dei. Se come scrive Gianni in nota Morandi riconosceva che la sua opera non poteva durare in eterno, in nome di quale peccato e di chi quelle persone sono morte?<br />
ciao a tutti</p>
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