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	Commenti a: Nessuno mi può giudicare: Michel Foucault	</title>
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		<title>
		Di: carlo carlucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carlo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 20:40:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Foucault?.....Lacan?....Ancora Lacan? Oddio oddio...]]></description>
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		Di: Liliana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Liliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 14:16:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mente meravigliosa, restituzione idiomatica e concettuale perfetta.
Merci Forlani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mente meravigliosa, restituzione idiomatica e concettuale perfetta.<br />
Merci Forlani</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/26/nessuno-mi-puo-giudicare-michel-foucault/#comment-292627</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 22:04:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/26/nessuno-mi-puo-giudicare-michel-foucault/#comment-292624&quot;&gt;mariasole&lt;/a&gt;.

giusto corollario Mariaso&#039; e te ne ringrazio
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/26/nessuno-mi-puo-giudicare-michel-foucault/#comment-292624">mariasole</a>.</p>
<p>giusto corollario Mariaso&#8217; e te ne ringrazio<br />
effeffe</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 22:02:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2018/08/26/nessuno-mi-puo-giudicare-michel-foucault/#comment-292623&quot;&gt;Gianluca Gigliozzi&lt;/a&gt;.

a te per averla &quot;colta&quot;
abraz
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/08/26/nessuno-mi-puo-giudicare-michel-foucault/#comment-292623">Gianluca Gigliozzi</a>.</p>
<p>a te per averla &#8220;colta&#8221;<br />
abraz<br />
effeffe</p>
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		Di: mariasole		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 11:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Francesco, per aver condiviso questa intervista illuminante (come sempre è ogni scritto/parola del buon vecchio Michel). &quot;Sogno una nuova età della curiosità. I mezzi tecnici ci sono; il desiderio c’è; le cose da conoscere sono infinite; le persone che possono impegnarsi in questo lavoro esistono. Di che cosa soffriamo? Di scarsità: canali stretti, striminziti, quasi monopolistici, insufficienti.&quot;
Riflessioni che si intrecciano, peraltro, con le mie di questi giorni, in cui mi chiedo cosa stiamo davvero facendo con quei canali di cui oggi disponiamo : perché se già nel 2008 individuavo una pericolosa deriva egoriferita e narcisistica dell&#039;iperesposizione nei social, oggi che quell&#039;iperesposizione è arrivata a livelli preoccupanti, fino a debordare nel fuori (non la vita reale che entra in facebook ma facebook che si installa nella vita reale, mutandone le forme, i contenuti), mi chiedo appunto cosa ne sia di quel sogno di una nuova età della curiosità. Una curiosità fertile, che vuole conoscere per amore del sapere, non la curiosità minima del sapere cosa fa l&#039;altro (un piccolo altro) e che per stare a galla deve aderire ad una logica di continua esposizione del proprio nome, lo stesso che Foucault proponeva di abolire per un annetto. Il paradosso è che ci ritroviamo in una società e all&#039;interno di una rete fatta e costruita sul nome, ma contemporaneamente ci si ritrova a scontrarsi con un&#039;assenza di Nome, con una caduta del nome (penso qui al nome nell&#039;accezione che ci dava Lacan). &quot;Il sentimento del “nessun posto libero”, “o lui o me”, “uno alla volta”. Si sta in fila indiana, a causa dell’estrema esiguità di luoghi in cui poter ascoltare e farsi sentire.&quot; - dice. Eppure, ora che il posto libero c&#039;è, che proliferano i posti liberi, siamo usciti dalla logica del o lui o me, o non ci siamo caduti ancora più a fondo, nel fondo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Francesco, per aver condiviso questa intervista illuminante (come sempre è ogni scritto/parola del buon vecchio Michel). &#8220;Sogno una nuova età della curiosità. I mezzi tecnici ci sono; il desiderio c’è; le cose da conoscere sono infinite; le persone che possono impegnarsi in questo lavoro esistono. Di che cosa soffriamo? Di scarsità: canali stretti, striminziti, quasi monopolistici, insufficienti.&#8221;<br />
Riflessioni che si intrecciano, peraltro, con le mie di questi giorni, in cui mi chiedo cosa stiamo davvero facendo con quei canali di cui oggi disponiamo : perché se già nel 2008 individuavo una pericolosa deriva egoriferita e narcisistica dell&#8217;iperesposizione nei social, oggi che quell&#8217;iperesposizione è arrivata a livelli preoccupanti, fino a debordare nel fuori (non la vita reale che entra in facebook ma facebook che si installa nella vita reale, mutandone le forme, i contenuti), mi chiedo appunto cosa ne sia di quel sogno di una nuova età della curiosità. Una curiosità fertile, che vuole conoscere per amore del sapere, non la curiosità minima del sapere cosa fa l&#8217;altro (un piccolo altro) e che per stare a galla deve aderire ad una logica di continua esposizione del proprio nome, lo stesso che Foucault proponeva di abolire per un annetto. Il paradosso è che ci ritroviamo in una società e all&#8217;interno di una rete fatta e costruita sul nome, ma contemporaneamente ci si ritrova a scontrarsi con un&#8217;assenza di Nome, con una caduta del nome (penso qui al nome nell&#8217;accezione che ci dava Lacan). &#8220;Il sentimento del “nessun posto libero”, “o lui o me”, “uno alla volta”. Si sta in fila indiana, a causa dell’estrema esiguità di luoghi in cui poter ascoltare e farsi sentire.&#8221; &#8211; dice. Eppure, ora che il posto libero c&#8217;è, che proliferano i posti liberi, siamo usciti dalla logica del o lui o me, o non ci siamo caduti ancora più a fondo, nel fondo?</p>
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		Di: Gianluca Gigliozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/08/26/nessuno-mi-puo-giudicare-michel-foucault/#comment-292623</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Gigliozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 10:31:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per aver pubblicato questa intervista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per aver pubblicato questa intervista.</p>
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