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	Commenti a: Good Bye Keith Botsford	</title>
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		Di: Massimo Rizzante		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Rizzante]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 17:32:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Keith Botsford (1928-2018) per me è stato sempre &quot;l&#039;ultimo uomo del XX secolo&quot;. La sua biografia, infatti, per vastità di luoghi esplorati - dall&#039;Europa agli Stati Uniti, dall&#039;America Latina al Giappone - e di storia vissuta - dalla Polonia sotto il giogo sovietico all&#039;Inghilterra degli &quot;angry young men&quot;, dalla &quot;Partisan Review&quot; alle sue frequentazioni, nella Tokyo degli anni cinquanta, di Mishima Yukio e Donald Keene, dall&#039;effervescenza parigina delle illusioni sartriane (a cui non ha mai creduto) alla Hollywood dei grandi registi fuggiti dal nazionalsocialismo - racchiude il romanzo del secolo scorso. Dall&#039;epoca della Seconda Guerra mondiale non c&#039;è stato evento storico di una qualche entità di cui Botsford non avesse memoria, senza contare che di molti è stato spesso attore non marginale. Possedeva tante arti quanti figli (9), nipoti (15), mogli (5) e pseudonimi (11). Pensava a se stesso come: romanziere, editor, compositore, avvocato, professore universitario, direttore di rivista (confondatore con Saul Bellow di: &quot;ANON&quot;, &quot;The Noble Savage&quot;,&quot; News from The Republic of Letters&quot;), poliglotta, ex-ufficiale dell&#039;Intelligence, sportivo, giornalista (&quot;Sunday Times&quot;, &quot;The Indipendent&quot;), gastronomo di una certa fama, traduttore, collezionista... Aggiungerei: lettore, non solo perché era in grado di leggere almeno in sei o sette lingue, ma per la qualità della sua lettura. Sia che avesse a che fare con un nome del fragile Olimpo delle lettere o con il manoscritto di un principiante, Keith Botsford era sempre di un&#039;umiltà - e perciò di una spietatezza - che nobilitava l&#039;autore dell&#039;opera, facendogli allo stesso tempo il più grande omaggio che su questa terra egli possa ottenere: essere letto in ogni sua frase. Pretendeva di essere citato in molte note a piè di pagina nelle biografie degli altri, di chiunque altro, e desiderava essere letto più di quanto non lo fosse, un tratto che condivideva con gli autori più seri in assoluto. Fra le sue ultime opere vorrei ricordare: &quot;Out of Nowhere &quot;(2000), &quot;Editors: The Best of Five Decades&quot; (with Saul Bellow, 2001), &quot;The Mothers&quot; (2002), &quot;Emma H.&quot; (2003), &quot;Collaboration&quot; (2007), &quot;Death and the Maiden&quot; (2007), &quot;Fragments I&quot; (2008),&quot;Fragments II&quot; (2010), &quot;Jozef Czapski: A Life in Translation&quot; (2010), &quot;Fragments III&quot; (2011).]]></description>
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		Di: vincenzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 13:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se fossi un eunuco non avrei avuto i miei gioielli di figli e quindi neanche i nipoti: no, grazie.]]></description>
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