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	Commenti a: Considerazioni sul sovranismo percepito	</title>
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		<title>
		Di: Giorgio Mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293300</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 20:50:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293298&quot;&gt;Piergiorgio&lt;/a&gt;.

Gentile Piergiorgio,
Salvini è sovranista tanto quanto gli conviene per sfruttare a proprio vantaggio l&#039;esasperazione della popolazione. Se invece chiede a me, la risposta è molto semplice: un sovranismo è possibile solo con la ricreazione di un mercato interno se no è un mero flatus vocis. Ora io non credo che ci siano le condizioni né politiche né economiche per il ritorno del mercato interno. 
Se si vuole provare a mettere in discussione questo sistema a livello europeo la strada è cercare un sistema di alleanze tra i paesi della periferia e le forse sociali della periferia e con questo credo di averle risposto sulla declinazione dell&#039;internazionalismo socialista del XXI secolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293298">Piergiorgio</a>.</p>
<p>Gentile Piergiorgio,<br />
Salvini è sovranista tanto quanto gli conviene per sfruttare a proprio vantaggio l&#8217;esasperazione della popolazione. Se invece chiede a me, la risposta è molto semplice: un sovranismo è possibile solo con la ricreazione di un mercato interno se no è un mero flatus vocis. Ora io non credo che ci siano le condizioni né politiche né economiche per il ritorno del mercato interno.<br />
Se si vuole provare a mettere in discussione questo sistema a livello europeo la strada è cercare un sistema di alleanze tra i paesi della periferia e le forse sociali della periferia e con questo credo di averle risposto sulla declinazione dell&#8217;internazionalismo socialista del XXI secolo.</p>
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		Di: Piergiorgio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293298</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 21:47:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un articolo molto interessante, ma mi lascia con un dubbio. Salvini è :
A) “troppo” sovranista;
B) “troppo poco” sovranista, nel senso che dovrebbe esserlo in senso strutturale (basta con liberismo e globalizzazione dei mercati) oltre che sovrastrutturale (“prima gli italiani!”); oppure:
C) sovranista “nella dimensione sbagliata”, perché ció di cui abbiamo bisogno è il suo opposto, cioè un sovranismo strutturale privo della componente sovrastrutturale?

La strada B è ovviamente percorribile, ma altrettanto ovviamente incompatibile con le aspirazioni della sinistra. La C mi pare più coerente con una sinistra ‘no global’ ma non priva di nodi irrisolti; non mi è chiaro ad esempio se la libertà di circolazione delle persone sarebbe sostenibile in un mondo in cui le merci non circolano, o quale forma di solidarietà possa sussistere tra operai di Paesi contigui che, in autarchia,  pur facendo lo stesso lavoro guadagnano l’uno la metà dell’altro. 

Detto (chiesto) altrimenti , che ne è dell‘internazionalismo socialista? E come andrebbe declinato nel XXI secolo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo molto interessante, ma mi lascia con un dubbio. Salvini è :<br />
A) “troppo” sovranista;<br />
B) “troppo poco” sovranista, nel senso che dovrebbe esserlo in senso strutturale (basta con liberismo e globalizzazione dei mercati) oltre che sovrastrutturale (“prima gli italiani!”); oppure:<br />
C) sovranista “nella dimensione sbagliata”, perché ció di cui abbiamo bisogno è il suo opposto, cioè un sovranismo strutturale privo della componente sovrastrutturale?</p>
<p>La strada B è ovviamente percorribile, ma altrettanto ovviamente incompatibile con le aspirazioni della sinistra. La C mi pare più coerente con una sinistra ‘no global’ ma non priva di nodi irrisolti; non mi è chiaro ad esempio se la libertà di circolazione delle persone sarebbe sostenibile in un mondo in cui le merci non circolano, o quale forma di solidarietà possa sussistere tra operai di Paesi contigui che, in autarchia,  pur facendo lo stesso lavoro guadagnano l’uno la metà dell’altro. </p>
<p>Detto (chiesto) altrimenti , che ne è dell‘internazionalismo socialista? E come andrebbe declinato nel XXI secolo?</p>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293295</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 18:42:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante il discorso sulla borghesia italiana, a cui aggiungerei che sono poche le famiglie borghesi in grado di trarre pieno profitto dalla finanziarizzazione della nostra economia, mentre a molta piccola borghesia e ceto medio viene proposta una operazione di mimesi, di identificazione consolatoria con chi e&#039; in grado di spostare oltre confine i suoi patrimoni e farli fruttare al riparo da tassazioni importune. In realta&#039; chi possiede prevalentemente piccoli immobili e attivita&#039; produttive/commerciali non puo&#039; spostarsi agilmente al primo accenno di imposta patrimoniale, e rimane ai lati della trada agitando le bandierine e salutando entusiasta gli eredi Agnelli che abbandonano Torino al suo destino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante il discorso sulla borghesia italiana, a cui aggiungerei che sono poche le famiglie borghesi in grado di trarre pieno profitto dalla finanziarizzazione della nostra economia, mentre a molta piccola borghesia e ceto medio viene proposta una operazione di mimesi, di identificazione consolatoria con chi e&#8217; in grado di spostare oltre confine i suoi patrimoni e farli fruttare al riparo da tassazioni importune. In realta&#8217; chi possiede prevalentemente piccoli immobili e attivita&#8217; produttive/commerciali non puo&#8217; spostarsi agilmente al primo accenno di imposta patrimoniale, e rimane ai lati della trada agitando le bandierine e salutando entusiasta gli eredi Agnelli che abbandonano Torino al suo destino.</p>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293291</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 23:25:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto bello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto bello</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Giorgio Mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293289</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 10:03:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293285&quot;&gt;Umberto Lo Faso&lt;/a&gt;.

Mi associo naturalmente all&#039;auspicio che la maggioranza degli italiani non si lascerà incantare da chi disprezza i diritti della gente, ma sulla probabilità della sua effettiva realizzazione mantengo, come si dice nel linguaggio giornalistico, un cauto riserbo: non si tratta infatti solo di sensibilità democratica, ma anche di come si costruisce un campo politico con una posizione alternativa. Prenda per esempio il caso degli elettori, ma anche dei militanti e della maggioranza dei parlamentari dei 5stelle: essi hanno sicuramente valori democratici, ma di fatto si trovano a essere la stampella dell&#039;operazione salviniana perché si è posto loro l&#039;alternativa in questi mesi tra eurocrazia delle élite e appello al popolo, generico e indifferenziato. Si saprà costruire qualcos&#039;altro? Rompere questo schema? E&#039; su questo che si gioca la possibilità di un&#039;opposizione a Salvini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293285">Umberto Lo Faso</a>.</p>
<p>Mi associo naturalmente all&#8217;auspicio che la maggioranza degli italiani non si lascerà incantare da chi disprezza i diritti della gente, ma sulla probabilità della sua effettiva realizzazione mantengo, come si dice nel linguaggio giornalistico, un cauto riserbo: non si tratta infatti solo di sensibilità democratica, ma anche di come si costruisce un campo politico con una posizione alternativa. Prenda per esempio il caso degli elettori, ma anche dei militanti e della maggioranza dei parlamentari dei 5stelle: essi hanno sicuramente valori democratici, ma di fatto si trovano a essere la stampella dell&#8217;operazione salviniana perché si è posto loro l&#8217;alternativa in questi mesi tra eurocrazia delle élite e appello al popolo, generico e indifferenziato. Si saprà costruire qualcos&#8217;altro? Rompere questo schema? E&#8217; su questo che si gioca la possibilità di un&#8217;opposizione a Salvini.</p>
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		Di: Umberto Lo Faso		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/01/04/considerazioni-sul-sovranismo-percepito/#comment-293285</link>

		<dc:creator><![CDATA[Umberto Lo Faso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 21:51:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho trovato valida l&#039;analisi che spiega la sparizione del PD con l&#039;infausto, miope tentativo di Renzi di farne un nuovo partito personale social-democratico (PSDI) ma privato della S di socialista e dei contenuti che tale S rappresentava.

Felicissima è la colta metafora di Lully che, tutto intento a dirigere la sua musica con la mazza con cui allora si dava il tempo, si dá la mazza su un piede ferendosi e finisce morto per cancrena. Per chiarire la metafora, l&#039;autore Mascitelli accosta il colpo di mazza che si dà sul piede il direttore d&#039;orchestra Lully alla mossa falsa che Salvini fa quando mina la proverbiale fiducia nel risparmio da parte degli italiani. Il timore per il valore futuro di quanto risparmiato ed investito in titoli di Stato si è reso evidente per l&#039;insuccesso dell&#039;asta fallita per evidente sfiducia; altrettanta incertezza produce la reiterata dichiarazione di volere abbandonare il coordinamento delle economie dei Paesi dell&#039;UE. E, infine, come non bastasse, si sono penalizzate perfino delle pensioni povere per finanziare con un misero aumento le pensioni misere ed il reddito di cittadinanza. Secondo la metafora di Mascitelli, questo modo d&#039;agire è il colpo di mazza con cui si autocondanna il Lully-Salvini e già sulla gamba si diffonde l&#039;infezione, rappresentata dal diffondersi dei dubbi degli italiani sulla sicurezza della loro borsa al cui contenuto affidano il loro futuro. 

Io penso che un secondo colpo di mazza sul piede, il Salvini-Lully se lo sia già inferto con la legge &quot;sulla sicurezza&quot; e che l&#039;infezione metaforica, peggiorata, sia la forte reazione degli Orlando, De Magistris e Pizzarotti subito seguita dalle pur più prudenti prese di posizione di Sala da Milano e dal capo dell&#039;ANCI Decaro, tali da generare un inizio della metaforica cancrena che portò alla fine il musicista Lully.

Detto infine in altro modo e fuori di metafora, io credo che gran parte di noi italiani attenuerà il suo atteggiamento e non seguirà chi disprezza i diritti della gente mettendone in discussione la sopravvivenza. Si capirà presto che la perdita della sicurezza  legalmente conquistata dagli immigrati regolari che con il loro lavoro pagano i servizi di cui fruiscono e con il loro lavoro contribuiscono anche alle  all&#039;INPS , può tradursi nella perdita della sicurezza di tutti: se oggi infatti accadrà definitivamente questo, domani potranno essere i meridionali emigrati per lavorare al Nord  a perdere il loro status, gente che lavora in quelle Regioni del Nord che vogliono rendersi &quot;etnicamente autonome&quot;.

E dopodomani ? ...

Noi italiani di oggi, pur con la ns. non lunghissima storia democratica, non lasceremo che i diritti umani conquistati negli ultimi secoli siano violati, nè lasceremo che lo siano le conquiste civili che in 150 anni 4-5 generazioni di italiani, inclusi noi stessi, abbiamo prodotto.

Umberto Lo Faso, lofaso@fastwebnet.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato valida l&#8217;analisi che spiega la sparizione del PD con l&#8217;infausto, miope tentativo di Renzi di farne un nuovo partito personale social-democratico (PSDI) ma privato della S di socialista e dei contenuti che tale S rappresentava.</p>
<p>Felicissima è la colta metafora di Lully che, tutto intento a dirigere la sua musica con la mazza con cui allora si dava il tempo, si dá la mazza su un piede ferendosi e finisce morto per cancrena. Per chiarire la metafora, l&#8217;autore Mascitelli accosta il colpo di mazza che si dà sul piede il direttore d&#8217;orchestra Lully alla mossa falsa che Salvini fa quando mina la proverbiale fiducia nel risparmio da parte degli italiani. Il timore per il valore futuro di quanto risparmiato ed investito in titoli di Stato si è reso evidente per l&#8217;insuccesso dell&#8217;asta fallita per evidente sfiducia; altrettanta incertezza produce la reiterata dichiarazione di volere abbandonare il coordinamento delle economie dei Paesi dell&#8217;UE. E, infine, come non bastasse, si sono penalizzate perfino delle pensioni povere per finanziare con un misero aumento le pensioni misere ed il reddito di cittadinanza. Secondo la metafora di Mascitelli, questo modo d&#8217;agire è il colpo di mazza con cui si autocondanna il Lully-Salvini e già sulla gamba si diffonde l&#8217;infezione, rappresentata dal diffondersi dei dubbi degli italiani sulla sicurezza della loro borsa al cui contenuto affidano il loro futuro. </p>
<p>Io penso che un secondo colpo di mazza sul piede, il Salvini-Lully se lo sia già inferto con la legge &#8220;sulla sicurezza&#8221; e che l&#8217;infezione metaforica, peggiorata, sia la forte reazione degli Orlando, De Magistris e Pizzarotti subito seguita dalle pur più prudenti prese di posizione di Sala da Milano e dal capo dell&#8217;ANCI Decaro, tali da generare un inizio della metaforica cancrena che portò alla fine il musicista Lully.</p>
<p>Detto infine in altro modo e fuori di metafora, io credo che gran parte di noi italiani attenuerà il suo atteggiamento e non seguirà chi disprezza i diritti della gente mettendone in discussione la sopravvivenza. Si capirà presto che la perdita della sicurezza  legalmente conquistata dagli immigrati regolari che con il loro lavoro pagano i servizi di cui fruiscono e con il loro lavoro contribuiscono anche alle  all&#8217;INPS , può tradursi nella perdita della sicurezza di tutti: se oggi infatti accadrà definitivamente questo, domani potranno essere i meridionali emigrati per lavorare al Nord  a perdere il loro status, gente che lavora in quelle Regioni del Nord che vogliono rendersi &#8220;etnicamente autonome&#8221;.</p>
<p>E dopodomani ? &#8230;</p>
<p>Noi italiani di oggi, pur con la ns. non lunghissima storia democratica, non lasceremo che i diritti umani conquistati negli ultimi secoli siano violati, nè lasceremo che lo siano le conquiste civili che in 150 anni 4-5 generazioni di italiani, inclusi noi stessi, abbiamo prodotto.</p>
<p>Umberto Lo Faso, <a href="mailto:lofaso@fastwebnet.it">lofaso@fastwebnet.it</a></p>
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