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	Commenti a: Torturarli a casa loro? Io sto con Samed	</title>
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		<title>
		Di: Domenico Lombardini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293469</link>

		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lombardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 16:18:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293465&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Io non sono nazionalista né sovranista come lo intende Inglese, né razzista, né fautore di ideologie fasciste o simili, né anti-immigrazionista. Sono una persona di buon senso, ma il buon senso ha ceduto il passo al senso comune, come ben esemplificato dalla sciatteria di molti intellettuali. Sebbene non sia un esegeta a tempo pieno dell&#039;opera saggistica di Inglese, non ho potuto tuttavia evitare di evidenziare la sua non conseguenzialità tra ciò che qui scrive e ciò che ha scritto altrove, e, soprattutto, l&#039;incapacità deprimente di non centrare l&#039;obiettivo grosso. In Europa dobbiamo lottare contro l&#039;egemonia tedesca e la finanza che hanno gettato nella deflazione più che decennale un intero continente, facendo emergere l&#039;incompatibilità dei trattati europei con la nostra Costituzione, unico baluardo vero e affidabile a difesa della democrazia, ormai ridotta a lettera morta, e gli intellettuali di sinistra, che dovrebbero difendere la nostra carta costituzionale con i denti, si dedicano ad altri oggetti, non dico non meritori di attenzione, ma ben meno importanti rispetto al vero problema. È lo svuotamento ormai formale, poiché divenuto ordinamentale, dell&#039;essenza delle nostre democrazie il male maggiore da cui discendono tutti gli altri, incluso il problema dell&#039;immigrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293465">andrea inglese</a>.</p>
<p>Io non sono nazionalista né sovranista come lo intende Inglese, né razzista, né fautore di ideologie fasciste o simili, né anti-immigrazionista. Sono una persona di buon senso, ma il buon senso ha ceduto il passo al senso comune, come ben esemplificato dalla sciatteria di molti intellettuali. Sebbene non sia un esegeta a tempo pieno dell&#8217;opera saggistica di Inglese, non ho potuto tuttavia evitare di evidenziare la sua non conseguenzialità tra ciò che qui scrive e ciò che ha scritto altrove, e, soprattutto, l&#8217;incapacità deprimente di non centrare l&#8217;obiettivo grosso. In Europa dobbiamo lottare contro l&#8217;egemonia tedesca e la finanza che hanno gettato nella deflazione più che decennale un intero continente, facendo emergere l&#8217;incompatibilità dei trattati europei con la nostra Costituzione, unico baluardo vero e affidabile a difesa della democrazia, ormai ridotta a lettera morta, e gli intellettuali di sinistra, che dovrebbero difendere la nostra carta costituzionale con i denti, si dedicano ad altri oggetti, non dico non meritori di attenzione, ma ben meno importanti rispetto al vero problema. È lo svuotamento ormai formale, poiché divenuto ordinamentale, dell&#8217;essenza delle nostre democrazie il male maggiore da cui discendono tutti gli altri, incluso il problema dell&#8217;immigrazione.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293465</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 00:22:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lombardini, ho già replicato a tuoi interventi meno biliosi di questo. Ma è dialogo assolutamente inutile, e il mio modo di combattere i sovranisti anti-immigrazionisti come te si traduce in azioni concrete, azioni concrete che sono realizzate da tante persone in Italia esattamente come in Francia. Puoi glossare i miei pezzi, ma non le mie azioni, un vero peccato per te, mi rendo conto.

Sono contento di suscitare il tuo sdegno, e mi lusinga sapere che per te io sia in qualche modo un traditore della patria, passato nelle file dei francesi. Anche qui dimentichi che i miei interventi sono pubblici, e sulla Francia ho scritto parecchio, ma la tua malafede deve dimenticarlo. 


Non per te, quindi, ma per eventuali lettori curiosi non in mala fede, scrivevo ad esempio nel 2006, proprio su NI:

&quot;4.
Ma accanto al capitolo “inazione codarda”, bisognerebbe aprire quello di “complicità infame”. Questo capitolo riguarda un settore dello stato francese e il suo capo di stato, François Mitterand, figura di primo piano della sinistra riformista in Europa. È questo, a maggior ragione, un discorso che non si può fare di fretta, rischiando la semplificazione e l’equivoco. Ma non è giusto neppure passarlo sotto silenzio. Io su questo e su altri argomenti relativi al genocidio ruandese posso fornire una bibliografia selettiva. Una bibliografia che non sarà, per altro, priva di lacune.&quot;

In questo pezzo: https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/

Ma anche qui, su di un altro argomento: https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/

E più di recente, qui:
https://www.nazioneindiana.com/2012/06/12/due-letture-del-decennio-sicuritario-fassin-e-matelly-mouhanna/

L&#039;attitudine critica nei confronti delle istituzioni sociali, ossia il rifiuto della disumanità, della crudeltà non necessaria, dell&#039;ingiustizia occultata o propagandata, non segue la linea delle frontiere, ma quella dei fatti, quali siano le lingue attraverso cui essi tentano di giustificarsi. Ma questo è incomprensibile ai nazionalisti di ieri e di oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lombardini, ho già replicato a tuoi interventi meno biliosi di questo. Ma è dialogo assolutamente inutile, e il mio modo di combattere i sovranisti anti-immigrazionisti come te si traduce in azioni concrete, azioni concrete che sono realizzate da tante persone in Italia esattamente come in Francia. Puoi glossare i miei pezzi, ma non le mie azioni, un vero peccato per te, mi rendo conto.</p>
<p>Sono contento di suscitare il tuo sdegno, e mi lusinga sapere che per te io sia in qualche modo un traditore della patria, passato nelle file dei francesi. Anche qui dimentichi che i miei interventi sono pubblici, e sulla Francia ho scritto parecchio, ma la tua malafede deve dimenticarlo. </p>
<p>Non per te, quindi, ma per eventuali lettori curiosi non in mala fede, scrivevo ad esempio nel 2006, proprio su NI:</p>
<p>&#8220;4.<br />
Ma accanto al capitolo “inazione codarda”, bisognerebbe aprire quello di “complicità infame”. Questo capitolo riguarda un settore dello stato francese e il suo capo di stato, François Mitterand, figura di primo piano della sinistra riformista in Europa. È questo, a maggior ragione, un discorso che non si può fare di fretta, rischiando la semplificazione e l’equivoco. Ma non è giusto neppure passarlo sotto silenzio. Io su questo e su altri argomenti relativi al genocidio ruandese posso fornire una bibliografia selettiva. Una bibliografia che non sarà, per altro, priva di lacune.&#8221;</p>
<p>In questo pezzo: <a href="https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2006/01/23/invito-alla-lettura-di-un-genocidio-recente-ruanda-1994/</a></p>
<p>Ma anche qui, su di un altro argomento: <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2015/01/14/appunti-su-roghi-e-coprifuochi-3/</a></p>
<p>E più di recente, qui:<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/06/12/due-letture-del-decennio-sicuritario-fassin-e-matelly-mouhanna/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2012/06/12/due-letture-del-decennio-sicuritario-fassin-e-matelly-mouhanna/</a></p>
<p>L&#8217;attitudine critica nei confronti delle istituzioni sociali, ossia il rifiuto della disumanità, della crudeltà non necessaria, dell&#8217;ingiustizia occultata o propagandata, non segue la linea delle frontiere, ma quella dei fatti, quali siano le lingue attraverso cui essi tentano di giustificarsi. Ma questo è incomprensibile ai nazionalisti di ieri e di oggi.</p>
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		<title>
		Di: Domenico Lombardini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293458</link>

		<dc:creator><![CDATA[Domenico Lombardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 16:43:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un italiano che va all’estero a lavorare e a vivere, ipotizziamo in Francia, dopo breve, tempo di adattarsi al nuovo stile di vita, al cibo, alle nuove condizioni generali, ci mette veramente poco ad assumere il carattere nazionale del paese che lo ospita, diventa, nell’esempio di specie, in tutto e per tutto francese. Così ha fatto Andrea Inglese, il quale riferisce di conati di vomito al pensare al suo paese d’origine, l’Italia, a suo dire “un paese razzista”. La Francia, invece, è veramente un baluardo di democrazia, specie quando bombarda la Libia e impone il franco CFA, assoggettando economicamente e politicamente una buona parte del continente africano. Inglese è veramente un cattivo frequentatore dei testi “sacri” della sinistra. Si pensi ai diari dal carcere di Gramsci (per me *veramente sacri* per l’alto e irraggiungibile valore di testimonianza e di conseguenzialità intellettuale spinte fino alle estreme conseguenze): internazionalismo non vuol dire abbattimento degli Stati nazionali: la neutralizzazione delle prerogative nazionali è il metodo più efficace al pieno dispiegamento della brutalità anomica delle forze economiche.

Dice il nostro:

“(Questa situazione di caos politico è poi la diretta conseguenza della guerra alla Libia di Gheddafi, inaugurata dalla Francia e poi sostenuta da un’ampia coalizione, che una volta detronizzato il dittatore non è stata in grado di favorire un processo di ricostituzione politica e sociale del paese.)”

Qui il conato sembrerebbe essergli rimasto in gola, anzi forse nemmeno gli è venuto pensando all’intervento bellico di Francia e alleati in Libia… d’altronde, è stato detronizzato un dittatore…

E poi continua:
“Di fronte a questa difficoltà, la scelta dell’attuale governo italiano è stata quella di rinunciare a fare pressione sui più forti, l’Europa e gli Stati membri in essa più influenti politicamente, come la Francia e la Germania, per scaricare tutta la sua legittima frustrazione sui più deboli, ossia le ONG, additate come complici dei trafficanti di uomini. In questo modo, non solo (in maniera vile) si colpiva un soggetto più debole sul piano istituzionale, ma anche si spostava il problema.”

È incontestabile il valore di deterrenza alle partenze dalle coste africane verso l’Italia della politica di Minniti prima e del governo giallo-verde poi. Il problema è il grosso (5-6 miliardi di euro) giro di affari della cosiddetta accoglienza in patria (non sto qui ad enumerare i numerosissimi casi di malversazioni, reati vari, corruzioni ecc., dimostrate in processo e passate in giudicato delle “aziende dell’accoglienza”): queste sono una vera piaga che va estirpata. Solo lo Stato dovrebbe prendersi l’onore dell’accoglienza e non dare ai privati tale responsabilità. Ma qui l’insipienza del nostro raggiunge il grottesco: il nostro paese non è in grado di fare pressioni nei confronti di alcun paese cosiddetto partner, per il semplice motivo che siamo noi ad essere sotto schiaffo: giova ricordare ai più distratti che il presidente Mattarella, contravvenendo non solo alla consuetudine ma anche alla lettera della pratica istituzionale, non ha voluto dare mandato alla creazione del governo perché Paolo Savona era stato designato ministro dell’economia. A Inglese non è venuto il conato in quella circostanza? L’Italia non è un paese libero, questo dovrebbe essere il principale motivo eziologico alla base di tutti i disagi gastrointestinali del nostro delicato Inglese.   

E continua:
“Tutti sanno, in fondo, che la realtà non solo politico-amministrativa, ma anche culturale dell’Europa, non può davvero sopravvivere a un tale diniego esplicito e definitivo di umanità, quale sarebbe la trasformazione di queste morti alle proprie frontiere in un non problema. Tutti i valori che stanno alle basi dei suoi ordinamenti nazionali e transnazionali diventerebbero carta straccia. Non si avrebbe più alcun modo per distinguere il significato di termini quali “democrazia” e “diritto” da altri termini quali “fascismo” e “razzismo”, per esempio.”
“I fascisti e i razzisti sono, infatti, coloro che assegnano a un gruppo irragionevolmente ristretto i requisiti dell’essere umano.”

A parte la confusione grossolana tra fascisti e razzisti, il cui uso come sinonimi è veramente detestabile in bocca a chiunque, figurarsi a un intellettuale, ma anche a chiunque abbia aperto un libro di storia delle scuole medie, il nostro Inglese dovrebbe spiegarci su quale basi metafisiche fonda il valore inalienabile e assoluto della vita umana, a cui credo, basi su cui l’Europa fonderebbe le proprie istituzioni, altrimenti “Tutti i valori che stanno alle basi dei suoi ordinamenti nazionali e transnazionali diventerebbero carta straccia”. Le uniche basi che potrebbero essere riconosciute universalmente, in Europa, sono le comuni radici cristiane, radici che sono state ormai ampliamente rigettate. I valori vanno fondati metafisicamente se no sono solo pose farisaiche, ammennicoli da esibire per trarne prestigio sociale.

In ultimo:
“Io sto quindi con Samed, e sto con uno Stato non razzista, ossia che non distingue l’applicazione di diritti fondamentali secondo criteri di cittadinanza, e sto con le ONG che considerano che il problema di salvare delle vite umane è un loro problema, anche se è lo Stato che dovrebbe occuparsene.”

Sì, la Francia è veramente non razzista in patria; un po’ meno nella sua politica estera improntata da sempre al colonialismo e all’intervento bellico unilaterale…

IPOCRITA!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un italiano che va all’estero a lavorare e a vivere, ipotizziamo in Francia, dopo breve, tempo di adattarsi al nuovo stile di vita, al cibo, alle nuove condizioni generali, ci mette veramente poco ad assumere il carattere nazionale del paese che lo ospita, diventa, nell’esempio di specie, in tutto e per tutto francese. Così ha fatto Andrea Inglese, il quale riferisce di conati di vomito al pensare al suo paese d’origine, l’Italia, a suo dire “un paese razzista”. La Francia, invece, è veramente un baluardo di democrazia, specie quando bombarda la Libia e impone il franco CFA, assoggettando economicamente e politicamente una buona parte del continente africano. Inglese è veramente un cattivo frequentatore dei testi “sacri” della sinistra. Si pensi ai diari dal carcere di Gramsci (per me *veramente sacri* per l’alto e irraggiungibile valore di testimonianza e di conseguenzialità intellettuale spinte fino alle estreme conseguenze): internazionalismo non vuol dire abbattimento degli Stati nazionali: la neutralizzazione delle prerogative nazionali è il metodo più efficace al pieno dispiegamento della brutalità anomica delle forze economiche.</p>
<p>Dice il nostro:</p>
<p>“(Questa situazione di caos politico è poi la diretta conseguenza della guerra alla Libia di Gheddafi, inaugurata dalla Francia e poi sostenuta da un’ampia coalizione, che una volta detronizzato il dittatore non è stata in grado di favorire un processo di ricostituzione politica e sociale del paese.)”</p>
<p>Qui il conato sembrerebbe essergli rimasto in gola, anzi forse nemmeno gli è venuto pensando all’intervento bellico di Francia e alleati in Libia… d’altronde, è stato detronizzato un dittatore…</p>
<p>E poi continua:<br />
“Di fronte a questa difficoltà, la scelta dell’attuale governo italiano è stata quella di rinunciare a fare pressione sui più forti, l’Europa e gli Stati membri in essa più influenti politicamente, come la Francia e la Germania, per scaricare tutta la sua legittima frustrazione sui più deboli, ossia le ONG, additate come complici dei trafficanti di uomini. In questo modo, non solo (in maniera vile) si colpiva un soggetto più debole sul piano istituzionale, ma anche si spostava il problema.”</p>
<p>È incontestabile il valore di deterrenza alle partenze dalle coste africane verso l’Italia della politica di Minniti prima e del governo giallo-verde poi. Il problema è il grosso (5-6 miliardi di euro) giro di affari della cosiddetta accoglienza in patria (non sto qui ad enumerare i numerosissimi casi di malversazioni, reati vari, corruzioni ecc., dimostrate in processo e passate in giudicato delle “aziende dell’accoglienza”): queste sono una vera piaga che va estirpata. Solo lo Stato dovrebbe prendersi l’onore dell’accoglienza e non dare ai privati tale responsabilità. Ma qui l’insipienza del nostro raggiunge il grottesco: il nostro paese non è in grado di fare pressioni nei confronti di alcun paese cosiddetto partner, per il semplice motivo che siamo noi ad essere sotto schiaffo: giova ricordare ai più distratti che il presidente Mattarella, contravvenendo non solo alla consuetudine ma anche alla lettera della pratica istituzionale, non ha voluto dare mandato alla creazione del governo perché Paolo Savona era stato designato ministro dell’economia. A Inglese non è venuto il conato in quella circostanza? L’Italia non è un paese libero, questo dovrebbe essere il principale motivo eziologico alla base di tutti i disagi gastrointestinali del nostro delicato Inglese.   </p>
<p>E continua:<br />
“Tutti sanno, in fondo, che la realtà non solo politico-amministrativa, ma anche culturale dell’Europa, non può davvero sopravvivere a un tale diniego esplicito e definitivo di umanità, quale sarebbe la trasformazione di queste morti alle proprie frontiere in un non problema. Tutti i valori che stanno alle basi dei suoi ordinamenti nazionali e transnazionali diventerebbero carta straccia. Non si avrebbe più alcun modo per distinguere il significato di termini quali “democrazia” e “diritto” da altri termini quali “fascismo” e “razzismo”, per esempio.”<br />
“I fascisti e i razzisti sono, infatti, coloro che assegnano a un gruppo irragionevolmente ristretto i requisiti dell’essere umano.”</p>
<p>A parte la confusione grossolana tra fascisti e razzisti, il cui uso come sinonimi è veramente detestabile in bocca a chiunque, figurarsi a un intellettuale, ma anche a chiunque abbia aperto un libro di storia delle scuole medie, il nostro Inglese dovrebbe spiegarci su quale basi metafisiche fonda il valore inalienabile e assoluto della vita umana, a cui credo, basi su cui l’Europa fonderebbe le proprie istituzioni, altrimenti “Tutti i valori che stanno alle basi dei suoi ordinamenti nazionali e transnazionali diventerebbero carta straccia”. Le uniche basi che potrebbero essere riconosciute universalmente, in Europa, sono le comuni radici cristiane, radici che sono state ormai ampliamente rigettate. I valori vanno fondati metafisicamente se no sono solo pose farisaiche, ammennicoli da esibire per trarne prestigio sociale.</p>
<p>In ultimo:<br />
“Io sto quindi con Samed, e sto con uno Stato non razzista, ossia che non distingue l’applicazione di diritti fondamentali secondo criteri di cittadinanza, e sto con le ONG che considerano che il problema di salvare delle vite umane è un loro problema, anche se è lo Stato che dovrebbe occuparsene.”</p>
<p>Sì, la Francia è veramente non razzista in patria; un po’ meno nella sua politica estera improntata da sempre al colonialismo e all’intervento bellico unilaterale…</p>
<p>IPOCRITA!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Piergiorgio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293448</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 07:37:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=69326#comment-293448</guid>

					<description><![CDATA[Anch’io sto con Samed, anche se non lo conosco, e faccio i miei migliori auguri ad Andrea per la nuova esperienza di cui ci parla. Ben fatto. 
La retorica che siamo costretti a subire sul tema della migrazione in certi angoli dell’Europa è ridicola e nauseante al tempo stesso. Diventa poi anche grottesca quando a proporla è un tizio che brandisce il Vangelo nei suoi comizi elettorali, o meglio negli episodi salienti del suo comizio elettorale permanente. 

Il nesso con il capitalismo e la criminalizzazione dei “poveri” francamente non mi convince molto. Gli USA hanno assorbito decine di milioni di poveri (e migranti) nel XX secolo; l’URSS e la Cina non vantano certo record ammirevoli nella gestione delle minoranze; e la storia degli ebrei mostra che anche un’élite può essere tragicamente discriminata. Se pure contano, insomma, capitalismo e povertà lo fanno in modo obliquo e forse non determinante.
La chiave interpretativa più potente e più universale secondo me è quella del “nemico interno”, una delle caratteristiche dell’uber-fascismo di Umberto Eco. L’identificazione di un presunto nemico visibile, accessibile e strutturalmente debole è un meccanismo molto efficace di consolidamento del potere; e il fascista il nemico lo trova dove può e dove gli conviene, fregandosene della coerenza del ritratto (bianco o nero? Ricco o povero?) e facendo anzi del proprio eclettismo una risorsa e una garanzia di adattabilità a ogni contesto storico. 

Anche sulla African Union sono piuttosto scettico. Mi fa ridere (si fa per dire) che un’istituzione che assiste quotidianamente da anni senza profferire parola a violazioni di massa dei diritti umani, e vanta  tra i suoi ex presidenti personaggi come Gheddafi e Mugabe, insorga scandalizzata per i centri di detenzione proposti dalla UE. Sospetto -passatemi il cinismo- che intendano solo entrare in partita e farsi dare qualcosa in cambio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch’io sto con Samed, anche se non lo conosco, e faccio i miei migliori auguri ad Andrea per la nuova esperienza di cui ci parla. Ben fatto.<br />
La retorica che siamo costretti a subire sul tema della migrazione in certi angoli dell’Europa è ridicola e nauseante al tempo stesso. Diventa poi anche grottesca quando a proporla è un tizio che brandisce il Vangelo nei suoi comizi elettorali, o meglio negli episodi salienti del suo comizio elettorale permanente. </p>
<p>Il nesso con il capitalismo e la criminalizzazione dei “poveri” francamente non mi convince molto. Gli USA hanno assorbito decine di milioni di poveri (e migranti) nel XX secolo; l’URSS e la Cina non vantano certo record ammirevoli nella gestione delle minoranze; e la storia degli ebrei mostra che anche un’élite può essere tragicamente discriminata. Se pure contano, insomma, capitalismo e povertà lo fanno in modo obliquo e forse non determinante.<br />
La chiave interpretativa più potente e più universale secondo me è quella del “nemico interno”, una delle caratteristiche dell’uber-fascismo di Umberto Eco. L’identificazione di un presunto nemico visibile, accessibile e strutturalmente debole è un meccanismo molto efficace di consolidamento del potere; e il fascista il nemico lo trova dove può e dove gli conviene, fregandosene della coerenza del ritratto (bianco o nero? Ricco o povero?) e facendo anzi del proprio eclettismo una risorsa e una garanzia di adattabilità a ogni contesto storico. </p>
<p>Anche sulla African Union sono piuttosto scettico. Mi fa ridere (si fa per dire) che un’istituzione che assiste quotidianamente da anni senza profferire parola a violazioni di massa dei diritti umani, e vanta  tra i suoi ex presidenti personaggi come Gheddafi e Mugabe, insorga scandalizzata per i centri di detenzione proposti dalla UE. Sospetto -passatemi il cinismo- che intendano solo entrare in partita e farsi dare qualcosa in cambio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Piergiorgio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293445</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2019 21:57:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=69326#comment-293445</guid>

					<description><![CDATA[Anch’io sto con Samed, anche se non lo conosco, e faccio i miei migliori auguri ad Andrea per la nuova esperienza di cui ci parla. Ben fatto. 
La retorica che siamo costretti a subire sul tema della migrazione in certi angoli dell’Europa è ridicola e nauseante al tempo stesso. Diventa poi anche grottesca quando a proporla è un tizio che brandisce il Vangelo nei suoi comizi elettorali, o meglio negli episodi salienti del suo comizio elettorale permanente. 

Il nesso con il capitalismo e la criminalizzazione dei “poveri” francamente non mi convince molto. Gli USA hanno assorbito decine di milioni di poveri (e migranti) nel XX secolo; l’URSS e la Cina non vantano certo record ammirevoli nella gestione delle minoranze; e la storia degli ebrei mostra che anche un’élite può essere tragicamente discriminata. Se pure contano, insomma, capitalismo e povertà lo fanno in modo obliquo e forse non determinante. La chiave interpretativa più potente e più universale secondo me è invece quella del “nemico interno”, una delle caratteristiche dell’uber-fascismo di Umberto Eco. L’identificazione di un presunto nemico visibile, accessibile e strutturalmente debole è un meccanismo molto efficace di consolidamento del potere; e il fascista il nemico lo trova dove può e dove gli conviene, fregandosene della coerenza del ritratto (bianco o nero? Ricco o povero?) e facendo anzi del proprio eclettismo una risorsa e una garanzia di adattabilità a ogni contesto storico. 

Anche sulla African Union sono piuttosto scettico. Mi fa ridere che un’istituzione che assiste quotidianamente da anni senza profferire parola a violazioni di massa dei diritti umani, e vanta  tra i suoi ex presidenti personaggi come Gheddafi e Mugabe, insorga scandalizzata per i centri di detenzione proposti dalla UE. Sospetto -passatemi il cinismo- che intendano solo entrare in partita e farsi dare qualcosa in cambio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch’io sto con Samed, anche se non lo conosco, e faccio i miei migliori auguri ad Andrea per la nuova esperienza di cui ci parla. Ben fatto.<br />
La retorica che siamo costretti a subire sul tema della migrazione in certi angoli dell’Europa è ridicola e nauseante al tempo stesso. Diventa poi anche grottesca quando a proporla è un tizio che brandisce il Vangelo nei suoi comizi elettorali, o meglio negli episodi salienti del suo comizio elettorale permanente. </p>
<p>Il nesso con il capitalismo e la criminalizzazione dei “poveri” francamente non mi convince molto. Gli USA hanno assorbito decine di milioni di poveri (e migranti) nel XX secolo; l’URSS e la Cina non vantano certo record ammirevoli nella gestione delle minoranze; e la storia degli ebrei mostra che anche un’élite può essere tragicamente discriminata. Se pure contano, insomma, capitalismo e povertà lo fanno in modo obliquo e forse non determinante. La chiave interpretativa più potente e più universale secondo me è invece quella del “nemico interno”, una delle caratteristiche dell’uber-fascismo di Umberto Eco. L’identificazione di un presunto nemico visibile, accessibile e strutturalmente debole è un meccanismo molto efficace di consolidamento del potere; e il fascista il nemico lo trova dove può e dove gli conviene, fregandosene della coerenza del ritratto (bianco o nero? Ricco o povero?) e facendo anzi del proprio eclettismo una risorsa e una garanzia di adattabilità a ogni contesto storico. </p>
<p>Anche sulla African Union sono piuttosto scettico. Mi fa ridere che un’istituzione che assiste quotidianamente da anni senza profferire parola a violazioni di massa dei diritti umani, e vanta  tra i suoi ex presidenti personaggi come Gheddafi e Mugabe, insorga scandalizzata per i centri di detenzione proposti dalla UE. Sospetto -passatemi il cinismo- che intendano solo entrare in partita e farsi dare qualcosa in cambio.</p>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293439</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 16:52:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The African Union is seeking to kill off the EU’s latest blueprint for stemming migration, claiming that it would breach international law by establishing “de facto detention centres” on African soil, trampling over the rights of those being held.

https://www.theguardian.com/world/2019/feb/24/african-union-seeks-to-kill-eu-plan-to-process-migrants-in-africa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The African Union is seeking to kill off the EU’s latest blueprint for stemming migration, claiming that it would breach international law by establishing “de facto detention centres” on African soil, trampling over the rights of those being held.</p>
<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2019/feb/24/african-union-seeks-to-kill-eu-plan-to-process-migrants-in-africa" rel="nofollow ugc">https://www.theguardian.com/world/2019/feb/24/african-union-seeks-to-kill-eu-plan-to-process-migrants-in-africa</a></p>
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		<title>
		Di: vincenzo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-293438</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 10:54:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A braccio da B.B.:&quot; prima della rivoluzione la povera gente si moriva di fame, dopo la rivoluzione la povera gente si moriva di fame ugualmente&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A braccio da B.B.:&#8221; prima della rivoluzione la povera gente si moriva di fame, dopo la rivoluzione la povera gente si moriva di fame ugualmente&#8221;.</p>
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		Di: Andrea Inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290909</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 21:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai ragione, Biagio, la questione del capitalismo è fondamentale. Ancora a monte di tutto quanto si è detto. E a me sembra che sia la fase neoliberista del capitalismo, che ha preso piede verso la fine del secolo scorso a costituire il paradigma oggi vigente di &quot;criminalizzazione&quot; del povero. Tutto partiva dall&#039;analisi di un sociologo francese. Riprendo qui lo stralcio di un mio articolo del 2010 intitolato &quot;Odiare i poveri&quot;:

&quot;L’ossessione sul tema della sicurezza dei nostri governi di centro-destra viene da lontano e non è riducibile ad una periodica speculazione elettorale, più o meno redditizia, sulla pelle degli immigrati, dei rom o di altre categorie sociali di volta in volta indicate come fonte di minaccia e disordine per l’onesta cittadinanza. Diversi sono gli studi sul fenomeno delle politiche “securitarie”, ma tra i più lucidi e tempestivi vale la pena di ricordare quello del sociologo francese Loïc Wacquant, intitolato Punire i poveri: il nuovo governo dell’insicurezza sociale (2004) [1]. Wacquant, in uno studio comparato sulla situazione statunitense e francese, ha mostrato innanzitutto che l’ascesa della stato penale non risponde ad una crescita della criminalità ma allo sfaldamento della classe media legata al nuovo corso delle politiche neoliberiste in tema di produzione, salario e speculazione finanziaria. Se la popolazione criminale resta grosso modo stabile nel corso degli ultimi vent’anni, cresce invece una massa di disoccupati e sottoccupati considerati non più come “poveri”, destinatari cioè di una qualche forma di assistenza pubblica, ma come possibili fuorilegge, da porre sotto controllo preventivo o da punire sistematicamente fin dalle forme più elementari di trasgressione. Le politiche neoliberiste, dunque, producono insicurezza sociale sul piano economico, e ne curano le ricadute disastrose sul piano della vita sociale con dosi di repressione e marginalizzazione.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, Biagio, la questione del capitalismo è fondamentale. Ancora a monte di tutto quanto si è detto. E a me sembra che sia la fase neoliberista del capitalismo, che ha preso piede verso la fine del secolo scorso a costituire il paradigma oggi vigente di &#8220;criminalizzazione&#8221; del povero. Tutto partiva dall&#8217;analisi di un sociologo francese. Riprendo qui lo stralcio di un mio articolo del 2010 intitolato &#8220;Odiare i poveri&#8221;:</p>
<p>&#8220;L’ossessione sul tema della sicurezza dei nostri governi di centro-destra viene da lontano e non è riducibile ad una periodica speculazione elettorale, più o meno redditizia, sulla pelle degli immigrati, dei rom o di altre categorie sociali di volta in volta indicate come fonte di minaccia e disordine per l’onesta cittadinanza. Diversi sono gli studi sul fenomeno delle politiche “securitarie”, ma tra i più lucidi e tempestivi vale la pena di ricordare quello del sociologo francese Loïc Wacquant, intitolato Punire i poveri: il nuovo governo dell’insicurezza sociale (2004) [1]. Wacquant, in uno studio comparato sulla situazione statunitense e francese, ha mostrato innanzitutto che l’ascesa della stato penale non risponde ad una crescita della criminalità ma allo sfaldamento della classe media legata al nuovo corso delle politiche neoliberiste in tema di produzione, salario e speculazione finanziaria. Se la popolazione criminale resta grosso modo stabile nel corso degli ultimi vent’anni, cresce invece una massa di disoccupati e sottoccupati considerati non più come “poveri”, destinatari cioè di una qualche forma di assistenza pubblica, ma come possibili fuorilegge, da porre sotto controllo preventivo o da punire sistematicamente fin dalle forme più elementari di trasgressione. Le politiche neoliberiste, dunque, producono insicurezza sociale sul piano economico, e ne curano le ricadute disastrose sul piano della vita sociale con dosi di repressione e marginalizzazione.&#8221;</p>
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		Di: Andrea Inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290908</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 21:02:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290903&quot;&gt;Federico La Sala&lt;/a&gt;.

Grazie Federico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290903">Federico La Sala</a>.</p>
<p>Grazie Federico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 21:00:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=69326#comment-290907</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290905&quot;&gt;helena&lt;/a&gt;.

Grazie Helena per l&#039;indicazione della preziosa intervista a Porsia. Io stesso - pur nelle mie limitate e indirette conoscenze - mi rendevo conto della necessità di operare una distinzione tra gli &quot;scafisti&quot; e i &quot;rapitori e torturatori&quot;. E trovo importante che Porsia espliciti questa differenza. Lei scrive:

&quot;Io sto cercando di proporre, partendo dall’utilizzo della lingua italiana, la differenza fra “passatore” e “trafficante”. Credo sia importante per poter comprendere e affrontare meglio i problemi. Proviamo quindi a operarle queste distinzioni: il passatore è un uomo d’affari che opera nell’illegalità, al di fuori dal quadro normativo e legislativo. Aiuta persone senza documenti validi, a passare le frontiere. Ovviamente lo fa dietro remunerazione.&quot;
&quot; «Il trafficante è invece una persona che sposta gli esseri umani al di là della loro volontà quindi in forma coercitiva. Da non confondere con chi opera la tratta. Per tratta intendiamo il fenomeno secondo cui uomini, donne e bambini, vengono prelevati dal loro posto di origine contro la loro volontà e venduti come “bene” sul mercato, non più come migranti ma come lavoratori, quindi a lavori forzati, come merce per il mondo della prostituzione, per il traffico di organi, quindi c’è una natura coercitiva alla base del processo.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2019/02/24/torturarli-casa-sto-samed/#comment-290905">helena</a>.</p>
<p>Grazie Helena per l&#8217;indicazione della preziosa intervista a Porsia. Io stesso &#8211; pur nelle mie limitate e indirette conoscenze &#8211; mi rendevo conto della necessità di operare una distinzione tra gli &#8220;scafisti&#8221; e i &#8220;rapitori e torturatori&#8221;. E trovo importante che Porsia espliciti questa differenza. Lei scrive:</p>
<p>&#8220;Io sto cercando di proporre, partendo dall’utilizzo della lingua italiana, la differenza fra “passatore” e “trafficante”. Credo sia importante per poter comprendere e affrontare meglio i problemi. Proviamo quindi a operarle queste distinzioni: il passatore è un uomo d’affari che opera nell’illegalità, al di fuori dal quadro normativo e legislativo. Aiuta persone senza documenti validi, a passare le frontiere. Ovviamente lo fa dietro remunerazione.&#8221;<br />
&#8221; «Il trafficante è invece una persona che sposta gli esseri umani al di là della loro volontà quindi in forma coercitiva. Da non confondere con chi opera la tratta. Per tratta intendiamo il fenomeno secondo cui uomini, donne e bambini, vengono prelevati dal loro posto di origine contro la loro volontà e venduti come “bene” sul mercato, non più come migranti ma come lavoratori, quindi a lavori forzati, come merce per il mondo della prostituzione, per il traffico di organi, quindi c’è una natura coercitiva alla base del processo.&#8221;</p>
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