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	Commenti a: Sragionamento sull&#8217;anarchia	</title>
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		<title>
		Di: sergio falcone		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/04/02/sragionamento-sullanarchia/#comment-293518</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 13:27:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anarchici ipotetici. C&#039;è troppa gente in giro che parla in un modo e vive in un altro. Sull’ipocrisia del genere umano esiste una vasta letteratura...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anarchici ipotetici. C&#8217;è troppa gente in giro che parla in un modo e vive in un altro. Sull’ipocrisia del genere umano esiste una vasta letteratura&#8230;</p>
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		Di: onimo archico		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[onimo archico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 10:24:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[apologia di un umano del genere umano.

Non c&#039;è nulla che si possa vendere qui.
Qui ci sono solo pensieri coperti da parole che sono già destino, destino minato.
Qui si rifanno vivi i morti, nutrono la pasta madre, impastano il pane, versano acqua nel paiolo, gettano legna nel camino, entrano nel bosco, non riposano mai.
Nessuno sa davvero da quanto sono qui, cosa mi ha portato qui.
La penosa nudità che mi circonda è dovuta al fatto che da inclassificabile che ero, sono divenuto anonimo, dando adito alle più disparate interpretazioni a cominciare dal mio isolamento, dapprima curioso, poi violento. Poi dal vestiario, sempre misero e nero, che al dire sottolinea la mia persistenza al disagio nei confronti della vita. E infine dal viso che mi definisce di età indefinibile, al centro del quale i miei occhi colmi di dolore, appaiono come se fossero a conoscenza di qualcosa che riguarda tutti. Trascorro le giornate avvolto in una ispirazione incomprensibile, indifferente all&#039;indifferenza riservatami, cercando di capire cos&#039;è un silenzio abitato, cercando di capire a cosa servono le tasche dei pantaloni.
Ma di questa miseria, di questa disperazione, di questa fatica, della mancanza di cibo, della morte quotidiana, nessuno vuol sentire parlare.
Io ho a che fare con l&#039;apolide che si muove nell&#039;ombra, con l&#039;esiliato che vive costretto ad aggirarsi fra luoghi e memorie sconosciute, luoghi che parlano un&#039;altra lingua.
Ho a che fare con l&#039;estraneità a se stessi in quei luoghi, con la condizione di esistere senza essere.
Io, umano del genere umano, sono l&#039;apolide, l&#039;esiliato, il corpo che esiste senza essere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>apologia di un umano del genere umano.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla che si possa vendere qui.<br />
Qui ci sono solo pensieri coperti da parole che sono già destino, destino minato.<br />
Qui si rifanno vivi i morti, nutrono la pasta madre, impastano il pane, versano acqua nel paiolo, gettano legna nel camino, entrano nel bosco, non riposano mai.<br />
Nessuno sa davvero da quanto sono qui, cosa mi ha portato qui.<br />
La penosa nudità che mi circonda è dovuta al fatto che da inclassificabile che ero, sono divenuto anonimo, dando adito alle più disparate interpretazioni a cominciare dal mio isolamento, dapprima curioso, poi violento. Poi dal vestiario, sempre misero e nero, che al dire sottolinea la mia persistenza al disagio nei confronti della vita. E infine dal viso che mi definisce di età indefinibile, al centro del quale i miei occhi colmi di dolore, appaiono come se fossero a conoscenza di qualcosa che riguarda tutti. Trascorro le giornate avvolto in una ispirazione incomprensibile, indifferente all&#8217;indifferenza riservatami, cercando di capire cos&#8217;è un silenzio abitato, cercando di capire a cosa servono le tasche dei pantaloni.<br />
Ma di questa miseria, di questa disperazione, di questa fatica, della mancanza di cibo, della morte quotidiana, nessuno vuol sentire parlare.<br />
Io ho a che fare con l&#8217;apolide che si muove nell&#8217;ombra, con l&#8217;esiliato che vive costretto ad aggirarsi fra luoghi e memorie sconosciute, luoghi che parlano un&#8217;altra lingua.<br />
Ho a che fare con l&#8217;estraneità a se stessi in quei luoghi, con la condizione di esistere senza essere.<br />
Io, umano del genere umano, sono l&#8217;apolide, l&#8217;esiliato, il corpo che esiste senza essere&#8230;</p>
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