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	Commenti a: Questioni di sfondo. Come ci inquadriamo quando videochiamiamo	</title>
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		Di: mariasole ariot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 09:19:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Effeffe, sulla faccia il mio collegamento va subito qui:

There will be time, there will be time
To prepare a face to meet the faces that you meet 
(Eliot in The Love Song of J. Alfred Prufrock)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Effeffe, sulla faccia il mio collegamento va subito qui:</p>
<p>There will be time, there will be time<br />
To prepare a face to meet the faces that you meet<br />
(Eliot in The Love Song of J. Alfred Prufrock)</p>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vera mise en &quot;ob-scène&quot; è la faccia. Che ti vedi, come mai per così tanto tempo, che fai e che non sapevi di fare. Quando sali su un palco e ti mostri non sai veramente la faccia che hai, come del resto quando scendi nella vita, e in questa sua nuova funzione, di armadio a specchio, può capitare che ti ritrovi o per nulla. Credo che le piattaforme in uso ne abbiano capito l&#039;importanza, del fare la faccia dell&#039;utente il più sopportabile possibile. Mi piacerebbe chiedere per esempio agli ingegneri di Zoom, se e come la questione dell&#039;immagine li abbia impegnati. Dico zoom perché la faccia che abbiamo su zoom il più delle volte conviene rispetto ad altre piattaforme, penso per esempio a quella istituzionale del CNED usata per le scuole qui in Francia dove rispetto alla &quot;performante&quot; zoom, la tinta è grigia, impiegatizia, burocratica, kafkiana. Zoom, a dispetto del titolo che vorrebbe inquadrare da vicino, zoomare la sur-face, la super-faccia, in effetti la protegge fornendo contorni attenuati, quasi trasognanti come nei famosi primi, primissimi piani di Berlusconi all&#039;epoca della scesa in campo. Alla fine della fiera, perché di fiera si tratta, e selvaggia assai, del nome risuona in me la prima che mi era venuta in mente quando ho cominciato ad usarla, zoo, per fiere, animali in gabbia. ( à suivre) effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vera mise en &#8220;ob-scène&#8221; è la faccia. Che ti vedi, come mai per così tanto tempo, che fai e che non sapevi di fare. Quando sali su un palco e ti mostri non sai veramente la faccia che hai, come del resto quando scendi nella vita, e in questa sua nuova funzione, di armadio a specchio, può capitare che ti ritrovi o per nulla. Credo che le piattaforme in uso ne abbiano capito l&#8217;importanza, del fare la faccia dell&#8217;utente il più sopportabile possibile. Mi piacerebbe chiedere per esempio agli ingegneri di Zoom, se e come la questione dell&#8217;immagine li abbia impegnati. Dico zoom perché la faccia che abbiamo su zoom il più delle volte conviene rispetto ad altre piattaforme, penso per esempio a quella istituzionale del CNED usata per le scuole qui in Francia dove rispetto alla &#8220;performante&#8221; zoom, la tinta è grigia, impiegatizia, burocratica, kafkiana. Zoom, a dispetto del titolo che vorrebbe inquadrare da vicino, zoomare la sur-face, la super-faccia, in effetti la protegge fornendo contorni attenuati, quasi trasognanti come nei famosi primi, primissimi piani di Berlusconi all&#8217;epoca della scesa in campo. Alla fine della fiera, perché di fiera si tratta, e selvaggia assai, del nome risuona in me la prima che mi era venuta in mente quando ho cominciato ad usarla, zoo, per fiere, animali in gabbia. ( à suivre) effeffe</p>
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		Di: jan reister		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 07:13:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi mesi ne abbiamo fatte e viste di tutti i colori (di sfondo): l&#039;insegnante che senza saperlo si inquadra dalla fronte in su; l&#039;amico nel fuso orario delle americhe che chiama dal letto (con la qualità delle chiamate, lui è per definizione  stravaccato, il letto è sempre sfatto e la stanza squallida); la chiamata col telefono in favore di luce e di inquadratura; lo sfondo sintetico per non mostrare i familiari che studiano/lavorano; i rumori di fondo propri e altrui che mi ricordano spesso il cavedio del bucato nella casa al mare, fresco, umido, echeggiante dei suoni delle abitazioni intorno, dei treni e dei gabbiani lontani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi mesi ne abbiamo fatte e viste di tutti i colori (di sfondo): l&#8217;insegnante che senza saperlo si inquadra dalla fronte in su; l&#8217;amico nel fuso orario delle americhe che chiama dal letto (con la qualità delle chiamate, lui è per definizione  stravaccato, il letto è sempre sfatto e la stanza squallida); la chiamata col telefono in favore di luce e di inquadratura; lo sfondo sintetico per non mostrare i familiari che studiano/lavorano; i rumori di fondo propri e altrui che mi ricordano spesso il cavedio del bucato nella casa al mare, fresco, umido, echeggiante dei suoni delle abitazioni intorno, dei treni e dei gabbiani lontani.</p>
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