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	Commenti a: Il tono del risentimento. Il romanzo umoristico di Sergio La Chiusa	</title>
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		<title>
		Di: Andrea Inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2020/12/19/il-tono-del-risentimento/#comment-303258</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 10:22:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;La fiction (nei casi più fortunati, letteratura) a differenza della saggistica non si accontenta della funzione puramente referenziale della lingua.&quot; Certo Roberta, ma dell&#039;autofiction m&#039;interessa sottolineare non la fiction, ma il riferimento ambiguo all&#039;io referenziale, che cerca in qualche modo di fornire un sovrappiù di &quot;verità&quot; alla pura finzione. Il gioco è interessante, e molto efficace, e non data di oggi (Proust e Céline, per dire), ma qui lo cito come uno dei dispositivi che vuole garantirsi almeno un piede nel &quot;reale&quot;. Nel caso di &quot;I Pellicani&quot;, fin da subito la narrazione è sganciata da ogni rinvio a una referenzialità immediata (d&#039;attualità, storica o autobiografica), anche se non per questo siamo sprofondati nel fantastico. Il &quot;reale&quot; lo ritroveremo dopo, ma attraverso un periplo straniante.]]></description>
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		Di: Roberta Salardi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Salardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 06:40:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;esplorazione dell&#039;io che l&#039;autofiction fornisce di contorni molto elastici&quot; : non potrebbe essere diversamente. La fiction (nei casi più fortunati, letteratura) a differenza della saggistica non si accontenta della funzione puramente referenziale della lingua. L&#039;accostamento a un disturbo mentale non può essere lo stesso praticato fa Eugenio Borgna o da un altro studioso, così come da un malato che descrive il suo sintomo. Lo scrittore/scrittrice cercherà una forma espressiva della situazione. L&#039;elasticita&#039; è data dalla libertà che si prende la letteratura (la licenza poetica) per tendere le sue corde e produrre un suono. Certo, col rischio che la corda si spezzi. Nell&#039;arte il rischio del fallimento è un compagno di strada.]]></description>
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