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Il Nobel a Parisi: “stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri

 

di Orsola Puecher

 
Questo è il momento degli stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri 1, degli storni, che impegnano l’orizzonte in evoluzioni repentine e complesse, per eclissarsi poi di colpo come a un magico ordine. Così quando d’estate il frinire delle cicale nella controra cessa di colpo, per poi riprendere altrettanto misteriosamente.
 
Gli storni si posano tutti insieme per riposarsi un po’, con un cinguettio assordante, qui, di fianco a casa sulla quercia tricentaria, che ha visto passare nella campagne marchigiane le invise armate napoleoniche e forse anche quelle speranzose di Garibaldi, di certo quelle tedesche in rotta che seminando morte nei casolari requisivano vettovaglie, terrorizzando i poveri mezzadri.
 
Tutto passa, ma loro, gli storni, ogni anno, quando le foglie cominciano a ingiallire e a volteggiare cadendo e le ghiande bombardano il tetto di leggero rotolare, immancabilmente, arrivano, si fermano un poco sulla quercia, per poi volarsene via verso i paesi caldi.
 
Lo studio di Giorgio Parisi sul volo degli storni Starflag: starlings in flight che ha coinvolto ben 5 paesi, Francia, Olanda, Germania, Ungheria, Italia, è per chi pensa che la Fisica e la Scienza in genere siano qualcosa di arido e poco fantasioso, o dedito soltanto ad asserire dogmi inconfutabili.

Da un’intervista di qualche anno fa a Giorgio Parisi su ⇨ La Nuova Sardegna:

Ci si è basati sull’elaborazione di particolari immagini.
Per l’esattezza, immagini stereoscopiche ad alta definizione analizzate con tecniche ispirate ai metodi della fisica statistica.

Quali i risultati?
Ricostruire la posizione tridimensionale dei singoli individui nello stormo. Il che ha consentito di fare una scoperta imprevista, contraria a quanto si pensava finora.

Cioè?
Ogni singolo storno non interagisce con tutti gli altri individui a una certa distanza. Ciascuno tiene sotto controllo un numero fisso di suoi simili, 7-8, indipendentemente da quanto sono lontani: segue insomma un singolo spezzone del volo collettivo.

Come mai?
Forse un ‘trucco” che permette agli uccelli di ricompattarsi molto rapidamente quando ci si deve disperdere a causa di un attacco.

Nel mondo erano mai stati fatti esperimenti del genere in passato?
Solamente con gruppi di 30-40 volatili. Noi abbiamo raccolto e analizzato dati che a volte hanno riguardato persino ottomila uccelli e stormi di oltre tremila esemplari. Significa un cambiamento di proporzioni e di rapporti.

Perché le stesse regole dovrebbero valere per i pesci o i moscerini?
«Una volta costruiti i modelli delle interazioni tra gli storni, bisognerà comprendere se sono applicabili ad altri animali. Ma stiamo ancora vedendo come superare certe difficoltà tecniche: per esempio, dove sistemare le macchine per riprendere i moscerini o come fotografare i pesci.

E per quanto riguarda i comportamenti umani?
Com’è naturale, l’idea di fare analogie e stabilire possibili equivalenze va vista con equilibrio e cautele, magari più come una metafora. La questione, comunque, rimane quella di verificare se tecniche matematiche siano rappresentative di certi atteggiamenti.

In che modo?
Valutando se uomini e donne, in determinati casi, si muovono sulla base del comportamento dei vicini. Significativo potrebbe rivelarsi il trend con il quale i singoli si uniformano a una moda. Ma prima dovremo completare tutte le analisi sugli animali.

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NOTE
  1. “San Martino” Giosuè Carducci, primo Nobel italiano nel 1906.

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,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.
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