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	Commenti a: Il mercato metropolitano	</title>
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		Di: Massimo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2021/11/02/il-mercato-metropolitano/#comment-314097</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 17:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bisognerebbe seguire i flussi di finanziamento per capire a fondo la trasformazione in atto a Milano.
È probabile che seguendo l&#039;esempio di altre metropoli in molti casi si costruisca sulla base di autentici &quot;business plan&quot; cioè puntando alla crescita speculativa dei prezzi di affitto degli uffici e soprattutto di vendita del residenziale sul medio termine (orizzonte 3-5 anni). In pratica si promette già oggi ai finanziatori che il metro quadro a Milano raggiungerà un valore di 12-15 mila euro nel 2025. Speculazione che tende a gratificare chi è già proprietario ma a tagliare fuori drammaticamente chi non lo è. Non è da escludere anche un effetto di compensazione delle ricchezze perse durante la lunga pausa Covid, particolarmente drammatica per Milano che non si spegne mai. Questa sarebbe un&#039;altra faccia della speculazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisognerebbe seguire i flussi di finanziamento per capire a fondo la trasformazione in atto a Milano.<br />
È probabile che seguendo l&#8217;esempio di altre metropoli in molti casi si costruisca sulla base di autentici &#8220;business plan&#8221; cioè puntando alla crescita speculativa dei prezzi di affitto degli uffici e soprattutto di vendita del residenziale sul medio termine (orizzonte 3-5 anni). In pratica si promette già oggi ai finanziatori che il metro quadro a Milano raggiungerà un valore di 12-15 mila euro nel 2025. Speculazione che tende a gratificare chi è già proprietario ma a tagliare fuori drammaticamente chi non lo è. Non è da escludere anche un effetto di compensazione delle ricchezze perse durante la lunga pausa Covid, particolarmente drammatica per Milano che non si spegne mai. Questa sarebbe un&#8217;altra faccia della speculazione.</p>
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		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2021/11/02/il-mercato-metropolitano/#comment-314089</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 08:28:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Gianni per questo articolo. Qualche volta mi è capitato di andare a leggermi i progetti che studi di architetti presentano ai bandi per i finanziamenti: effettivamente mi sono sembrati infarciti di un lessico utopistico-buonista molto green, che pare sempre lo stesso. Suppongo che sia perché così si vincono i bandi, ricorda un po&#039; la peer-review per le riviste accademiche: specialmente in alcuni settori, passa facilmente l&#039;articolo che sfoggia determinati linguaggi e terminologie ricorrenti.
Dei progetti di cui parli ho guardato un po&#039; meglio il primo, che è di certo attraente, e ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere che almeno è stato concepito un percorso in cui si cammina all&#039;aperto al riparo di una pensilina. Ma mi vengono in mente almeno tre grossi progetti in cui gli agenti atmosferici non sono stati minimamente tenuti in considerazione: la BNF di Parigi, la stazione metro Garibaldi di Napoli, la stazione Tiburtina di Roma. Noterai che i primi due portano la stessa firma.
Nei primi due luoghi, l&#039;umano non è contemplato: si bagnasse pure, gli venisse una polmonite, problemi suoi. Che fine fa la fruibilità? Che fine hanno fatto tettoie e pensiline? Non se ne poteva concepire una, magari piazzandoci un po&#039; di piante sopra, se green dev&#039;essere?
Sui binari di Tiburtina ci sono delle (troppo corte) pensiline, ma si gela comunque anche ad ottobre, è un posto ventoso: anche lì, sarebbe stato bello, dopo aver costruito il dinosauro sovrastante, avere un minimo pensiero per i viaggiatori che aspettano al freddo. Non è più un elemento da considerare, il clima, non è una sfida prospettare soluzioni a queste problematiche?
Insomma, lo sfoggio acciaio/vetro futuristico (più o meno green) sostituisce la preoccupazione per l&#039;umano?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Gianni per questo articolo. Qualche volta mi è capitato di andare a leggermi i progetti che studi di architetti presentano ai bandi per i finanziamenti: effettivamente mi sono sembrati infarciti di un lessico utopistico-buonista molto green, che pare sempre lo stesso. Suppongo che sia perché così si vincono i bandi, ricorda un po&#8217; la peer-review per le riviste accademiche: specialmente in alcuni settori, passa facilmente l&#8217;articolo che sfoggia determinati linguaggi e terminologie ricorrenti.<br />
Dei progetti di cui parli ho guardato un po&#8217; meglio il primo, che è di certo attraente, e ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere che almeno è stato concepito un percorso in cui si cammina all&#8217;aperto al riparo di una pensilina. Ma mi vengono in mente almeno tre grossi progetti in cui gli agenti atmosferici non sono stati minimamente tenuti in considerazione: la BNF di Parigi, la stazione metro Garibaldi di Napoli, la stazione Tiburtina di Roma. Noterai che i primi due portano la stessa firma.<br />
Nei primi due luoghi, l&#8217;umano non è contemplato: si bagnasse pure, gli venisse una polmonite, problemi suoi. Che fine fa la fruibilità? Che fine hanno fatto tettoie e pensiline? Non se ne poteva concepire una, magari piazzandoci un po&#8217; di piante sopra, se green dev&#8217;essere?<br />
Sui binari di Tiburtina ci sono delle (troppo corte) pensiline, ma si gela comunque anche ad ottobre, è un posto ventoso: anche lì, sarebbe stato bello, dopo aver costruito il dinosauro sovrastante, avere un minimo pensiero per i viaggiatori che aspettano al freddo. Non è più un elemento da considerare, il clima, non è una sfida prospettare soluzioni a queste problematiche?<br />
Insomma, lo sfoggio acciaio/vetro futuristico (più o meno green) sostituisce la preoccupazione per l&#8217;umano?</p>
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