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	Commenti a: L’intellettuale marxista Franco Fortini	</title>
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		<title>
		Di: Fernando Bassoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2022/05/18/lintellettuale-marxista-franco-fortini/#comment-321532</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fernando Bassoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2022 11:24:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2022/05/18/lintellettuale-marxista-franco-fortini/#comment-321406&quot;&gt;Velio Abati&lt;/a&gt;.

Si sapeva che alla lunga il capitalismo avrebbe &quot;vinto&quot; (ma abbiamo perso noi come persone). Ormai conta il capitale, il lavoro è malpagato, spesso comporta sfruttamento se non umiliazione, tocchiamo con male il fallimento di un&#039;intera società e dei suoi valori fondanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2022/05/18/lintellettuale-marxista-franco-fortini/#comment-321406">Velio Abati</a>.</p>
<p>Si sapeva che alla lunga il capitalismo avrebbe &#8220;vinto&#8221; (ma abbiamo perso noi come persone). Ormai conta il capitale, il lavoro è malpagato, spesso comporta sfruttamento se non umiliazione, tocchiamo con male il fallimento di un&#8217;intera società e dei suoi valori fondanti.</p>
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		Di: Velio Abati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2022/05/18/lintellettuale-marxista-franco-fortini/#comment-321406</link>

		<dc:creator><![CDATA[Velio Abati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 10:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Andrea Inglese per il suo intervento, non secondariamente per averlo fatto, perché un’interlocuzione meditata come la sua, non un applauso o un fischio, è già di per sé un gesto critico: la frammentazione odierna ha propriamente la forma, nella comunicazione sociale, dell’idiozia saccente, che scambia l’identità con la chiusura all’altro e, quel che è peggio, la socialità con la replicazione paranoica dell’identico, cosicché ne riceve il doppio danno della conferma di sé e dell’illusione di radicalità, in una catena autoalimentata.
Quanto poi alla tua osservazione “l’amore odierno per l’immediatezza e il frammento sembrano … avere vinto”, se non comprendo male il valore di “sembrano”, vorrei contribuire con qualche riflessione. Che esso sia dominante, non v’è dubbio. Che il frammento e l’immediatezza costituiscano, non dico la forma definitiva – ogni fenomeno storico-umano è transeunte -, ma che siano la realtà, invece che la sua apparenza, non ne sono convinto. Malgrado la trasformazione, che già semina corpi e devastazioni, impressa all’interconnessione del genere umano dal declino a-sincronico delle due superpotenze novecentesche e, in particolare, oggi, del capitalismo statunitense, profondi e non rescindibili rimangono i legami tra le civiltà della Terra. E non è vero che questi siano – così come appaiono e come l’ideologia dell’attuale finanz-capitalismo alimenta – senza direzione: la scienza mostra che persino i moti caotici sono tenuti insieme da una logica. E qui parliamo di interessi economici e di dominio, dunque politici, ovvero di volontà e di scelte, che si ripercuotono differentemente sull’immenso mare dell’essere sociale; basta guardare anche solo due dati di ieri di Oxfam: negli ultimi due anni una manciata di miliardari si è arricchita di 1 miliardo ogni 2 giorni, mentre in questo anno ogni 33 ore 1 milione di persone rischia la povertà estrema.
Se poi mi chiedo da dove questa sanguinosa distruzione di uomini e ambiente derivi, i miei studi mi dicono che una ragione è nella devastante svalutazione, nascondimento e, alla fine, vera e propria criminalizzazione del lavoro sociale umano. Altro discorso, naturalmente, è dire come trasformare questo stato di cose, ribaltare questo pensiero dominante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Andrea Inglese per il suo intervento, non secondariamente per averlo fatto, perché un’interlocuzione meditata come la sua, non un applauso o un fischio, è già di per sé un gesto critico: la frammentazione odierna ha propriamente la forma, nella comunicazione sociale, dell’idiozia saccente, che scambia l’identità con la chiusura all’altro e, quel che è peggio, la socialità con la replicazione paranoica dell’identico, cosicché ne riceve il doppio danno della conferma di sé e dell’illusione di radicalità, in una catena autoalimentata.<br />
Quanto poi alla tua osservazione “l’amore odierno per l’immediatezza e il frammento sembrano … avere vinto”, se non comprendo male il valore di “sembrano”, vorrei contribuire con qualche riflessione. Che esso sia dominante, non v’è dubbio. Che il frammento e l’immediatezza costituiscano, non dico la forma definitiva – ogni fenomeno storico-umano è transeunte -, ma che siano la realtà, invece che la sua apparenza, non ne sono convinto. Malgrado la trasformazione, che già semina corpi e devastazioni, impressa all’interconnessione del genere umano dal declino a-sincronico delle due superpotenze novecentesche e, in particolare, oggi, del capitalismo statunitense, profondi e non rescindibili rimangono i legami tra le civiltà della Terra. E non è vero che questi siano – così come appaiono e come l’ideologia dell’attuale finanz-capitalismo alimenta – senza direzione: la scienza mostra che persino i moti caotici sono tenuti insieme da una logica. E qui parliamo di interessi economici e di dominio, dunque politici, ovvero di volontà e di scelte, che si ripercuotono differentemente sull’immenso mare dell’essere sociale; basta guardare anche solo due dati di ieri di Oxfam: negli ultimi due anni una manciata di miliardari si è arricchita di 1 miliardo ogni 2 giorni, mentre in questo anno ogni 33 ore 1 milione di persone rischia la povertà estrema.<br />
Se poi mi chiedo da dove questa sanguinosa distruzione di uomini e ambiente derivi, i miei studi mi dicono che una ragione è nella devastante svalutazione, nascondimento e, alla fine, vera e propria criminalizzazione del lavoro sociale umano. Altro discorso, naturalmente, è dire come trasformare questo stato di cose, ribaltare questo pensiero dominante.</p>
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		Di: Fernando Bassoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2022/05/18/lintellettuale-marxista-franco-fortini/#comment-321375</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fernando Bassoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 16:28:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È incredibile come il destino già scritto di quanti si dedicano al fare letteratura sia immancabilmente postumo, come insegna Giulio Ferroni. Si lavora davvero per chi verrà dopo di noi, nel presente si corre troppo e non c&#039;è tempo per cogliere fiori che pure sbocciano sotto i nostri occhi in tutta la loro bellezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È incredibile come il destino già scritto di quanti si dedicano al fare letteratura sia immancabilmente postumo, come insegna Giulio Ferroni. Si lavora davvero per chi verrà dopo di noi, nel presente si corre troppo e non c&#8217;è tempo per cogliere fiori che pure sbocciano sotto i nostri occhi in tutta la loro bellezza.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2022/05/18/lintellettuale-marxista-franco-fortini/#comment-321144</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2022 13:09:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;la necessità contraddittoria di un’organizzazione politica, la ricerca indispensabile di un orizzonte complessivo di senso, il rifiuto di delegare ad altri la ricerca del vero&quot;.
La posizione di Fortini era già difficilmente riconoscibile quando ancora esisteva il PCI, esisteva una cultura borghese elitaria, esistevano dei movimenti extraparlamentari di contestazione. Oggi questa posizione si puo&#039; celebrare retrospettivamente, a secolo chiuso, ma è quasi intraducibile ai giorni nostri. Pero&#039; ognuna di quelle istanze è ancora presente, ancora attuale, e questo non puo&#039; essere negato. Quanto si nega è l&#039;idea che ognuna di esse (organizzazione politica, orizzonte di senso, ricerca del vero) non possa essere trattata in maniera isolata, in quanto tutte sono solidali e dipendenti tra di loro. L&#039;amore odierno per l&#039;immediatezza e il frammento sembrano, su questo, avere vinto.
Bel pezzo Velio Abati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la necessità contraddittoria di un’organizzazione politica, la ricerca indispensabile di un orizzonte complessivo di senso, il rifiuto di delegare ad altri la ricerca del vero&#8221;.<br />
La posizione di Fortini era già difficilmente riconoscibile quando ancora esisteva il PCI, esisteva una cultura borghese elitaria, esistevano dei movimenti extraparlamentari di contestazione. Oggi questa posizione si puo&#8217; celebrare retrospettivamente, a secolo chiuso, ma è quasi intraducibile ai giorni nostri. Pero&#8217; ognuna di quelle istanze è ancora presente, ancora attuale, e questo non puo&#8217; essere negato. Quanto si nega è l&#8217;idea che ognuna di esse (organizzazione politica, orizzonte di senso, ricerca del vero) non possa essere trattata in maniera isolata, in quanto tutte sono solidali e dipendenti tra di loro. L&#8217;amore odierno per l&#8217;immediatezza e il frammento sembrano, su questo, avere vinto.<br />
Bel pezzo Velio Abati.</p>
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