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	Commenti a: Sulla scrittura «plate» di Annie Ernaux	</title>
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		Di: Carlo Grande		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Grande]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 11:30:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo in pieno. Mi sembra di ricordare Hemingway, altro premio Nobel (come Neruda) snobbato oggi dai &quot;fàmolo strano&quot; modaioli, quando diceva di servirsi di parole da 5 centesimi, non da 5 dollari, ma usate come si deve. L&#039;esattezza è importante, ma lo è anche il contenuto. Le cose tutto stile e senza anima sono stucchevoli. Berardinelli lo conferma. L&#039;aggettivo &quot;plat&quot; riferito al linguaggio della Ernaux mi fa pensare anche alla canzone di Brel, al “Plat pays” dallo stile pianeggiante, continuo come un “walking bass” di Bach. Un’immensa pianura per nulla banale, nella quale ogni scarto diventa cattedrale, torre o campanile sul quale &quot;demoni di pietra agguantano le nuvole&quot;. Pochi, oggi, hanno il coraggio della semplicità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo in pieno. Mi sembra di ricordare Hemingway, altro premio Nobel (come Neruda) snobbato oggi dai &#8220;fàmolo strano&#8221; modaioli, quando diceva di servirsi di parole da 5 centesimi, non da 5 dollari, ma usate come si deve. L&#8217;esattezza è importante, ma lo è anche il contenuto. Le cose tutto stile e senza anima sono stucchevoli. Berardinelli lo conferma. L&#8217;aggettivo &#8220;plat&#8221; riferito al linguaggio della Ernaux mi fa pensare anche alla canzone di Brel, al “Plat pays” dallo stile pianeggiante, continuo come un “walking bass” di Bach. Un’immensa pianura per nulla banale, nella quale ogni scarto diventa cattedrale, torre o campanile sul quale &#8220;demoni di pietra agguantano le nuvole&#8221;. Pochi, oggi, hanno il coraggio della semplicità</p>
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