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	Commenti a: Quel piccoloborghese di Maigret: brevissima fenomenologia di un successo	</title>
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		<title>
		Di: Franco C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 06:34:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che il personaggio Maigret sia &quot;piccoloborghese&quot; è un truismo. Tutto il mondo di Maigret è tale, ma proprio in questo, e nell&#039;immersione in quel mondo, sta il suo apparire come un personaggio reale e quotidiano. 
Se il fine ultimo di Sherlock Holmes e di Poirot è quello di épater le bourgeois, e per &quot;bourgeois&quot; qui va inteso il lettore, il fine di Maigret è quello di farlo sentire a casa sua e di rassicurarlo.
Le categorie sociologiche nel mondo reale si intersecano e si mescolano, e tutti facciamo parte di più di una. 
Simenon, nella sua assoluta genialità di scrittore, si rivolge a quel mondo. Ciò che è fuori luogo nella critica qui sopra non sono quindi i fatti, che sono veri e ben riportati, ma il moralismo di fondo: l&#039;idea che si sia comunque qualcosa di poco sano nell&#039;essere piccoloborghesi.
Come altri grandi scrittori, Simenon, consciamente o inconsciamente, coglie un fenomeno sociale e lo descrive. Non solo, in Maigret lo fa con la tecnica del romanzo poliziesco in un modo del tutto nuovo e creativo. Tuttavia, occorre ricordarsi che si tratta di fiction. La critica sociale dovrebbe rivolgersi a personaggi reali, perna il rischio di cadere nel moralismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che il personaggio Maigret sia &#8220;piccoloborghese&#8221; è un truismo. Tutto il mondo di Maigret è tale, ma proprio in questo, e nell&#8217;immersione in quel mondo, sta il suo apparire come un personaggio reale e quotidiano.<br />
Se il fine ultimo di Sherlock Holmes e di Poirot è quello di épater le bourgeois, e per &#8220;bourgeois&#8221; qui va inteso il lettore, il fine di Maigret è quello di farlo sentire a casa sua e di rassicurarlo.<br />
Le categorie sociologiche nel mondo reale si intersecano e si mescolano, e tutti facciamo parte di più di una.<br />
Simenon, nella sua assoluta genialità di scrittore, si rivolge a quel mondo. Ciò che è fuori luogo nella critica qui sopra non sono quindi i fatti, che sono veri e ben riportati, ma il moralismo di fondo: l&#8217;idea che si sia comunque qualcosa di poco sano nell&#8217;essere piccoloborghesi.<br />
Come altri grandi scrittori, Simenon, consciamente o inconsciamente, coglie un fenomeno sociale e lo descrive. Non solo, in Maigret lo fa con la tecnica del romanzo poliziesco in un modo del tutto nuovo e creativo. Tuttavia, occorre ricordarsi che si tratta di fiction. La critica sociale dovrebbe rivolgersi a personaggi reali, perna il rischio di cadere nel moralismo.</p>
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		<title>
		Di: Sergio Alfredo Dagradi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2023/03/13/quel-piccoloborghese-di-maigret-brevissima-fenomenologia-di-un-successo/#comment-331968</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio Alfredo Dagradi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 12:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In riferimento ai due ultimi commenti precedenti, vorrei pacatamente replicare precisando quanto segue:
- la definizione di &quot;piccoloborghese&quot;, anziché borghese, attribuita al commissario Maigret, non è una mia invenzione. Talmente è consolidata nella critica che addirittura alcuni dei racconti o dei romanzi dello stesso commissario vengono presentati dallo stesso editore italiano utilizzando tale aggettivo. Il primo che mi viene in mente, a riguardo, &quot;La furia di Maigret&quot;. Ma la cosa più sorprendente è che fu lo stesso Simenon a definirlo tale nella famosa Lettera che, nel 1978, volle indirizzare al suo personaggio in occasione dei 50 anni della sua creazione. Ma, evidentemente, neanche Simenon aveva letto con attenzione Simenon... Faccio comunque notare il carattere comunque dubitativo di quanto scrivo (&quot;sembrerebbe&quot;...)
- rispetto all&#039;accusa di collaborazionismo: se sicuramente non fu un collaborazionista attivo, la &quot;non linearità&quot; dei rapporti di Simenon con l&#039;occupante nazista è esplicitamente sostenuta da Assouline nella sua biografia dedicata appunto a Simenon, apparsa agli inizi degli anni &#039;90, dove si definisce l&#039;atteggiamento di quest&#039;ultimo durante la Seconda guerra mondiale come coerente al fatto che Simenon stesso fosse un uomo di destra, conservatore e - definizione dello stesso Assouline - addirittura reazionario. Di un Simenon compromesso, seppur non collaboratore attivo come altri, ma tale da attenzionare comunque nei suoi riguardi l&#039;opera del Comité national d&#039;épuration des gens de lettres, parla sia Dan Franck (&quot;Mezzanotte a Parigi&quot;), che Di Rienzo recensendo quest&#039;ultimo volume sulla &quot;Nuova Rivista Storica&quot;. Sicuramente era un&#039;opportunista, che a fine guerra cercò di rifarsi una verginità girando con l&#039;Humanité in tasca... Ma non bastandogli si rifugiò negli Stati Uniti. Per non parlare dell&#039;atteggiamento apertamente antisemita del giovane Simenon (e invito l&#039;autore della nota precedente a citarmi una sola pagine del commissario Maigret antecedente al 1945 dove l&#039;ebreo non appaia secondo tratti stereotipati...), ricostruito dallo stesso Assouline, o di quello &quot;un tantino razzista&quot; di cui parla Ginzberg sul Foglio del 2 gennaio di quest&#039;anno. La questione del collaborazionismo o meno non è pertanto così semplice neppure come vorrebbe far credere l&#039;estensore della nota precedente...
- sull&#039;essere Maigret forcaiolo, invito a rileggere meglio la chiusura: è il buon senso che innalza le ghigliottine. Che in Maigret ci sia umanità, un rapporto anche conflittuale con la giustizia, le gerarchie ecc, sicuramente. Ma fino a quando tutto questo non mette in forse l&#039;Ordine costituito. Questo almeno a me sembra.
- infine, mi permetta: può scrivere che scrivo male, che ho commesso errori interpretativi (mostrandomeli), che non è d&#039;accordo con la mia interpretazione... Accetto tutto e discuto di tutto. Tranne il gratuito insulto di cui mi ricopre accusandomi di &quot;meschinità&quot; senza né conoscermi, né aver letto null&#039;altro di mio. Se vuole confrontarsi nel merito son qua; se all&#039;insulto si riduce il suo non-livello di civiltà, la saluto per l&#039;ultima volta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In riferimento ai due ultimi commenti precedenti, vorrei pacatamente replicare precisando quanto segue:<br />
&#8211; la definizione di &#8220;piccoloborghese&#8221;, anziché borghese, attribuita al commissario Maigret, non è una mia invenzione. Talmente è consolidata nella critica che addirittura alcuni dei racconti o dei romanzi dello stesso commissario vengono presentati dallo stesso editore italiano utilizzando tale aggettivo. Il primo che mi viene in mente, a riguardo, &#8220;La furia di Maigret&#8221;. Ma la cosa più sorprendente è che fu lo stesso Simenon a definirlo tale nella famosa Lettera che, nel 1978, volle indirizzare al suo personaggio in occasione dei 50 anni della sua creazione. Ma, evidentemente, neanche Simenon aveva letto con attenzione Simenon&#8230; Faccio comunque notare il carattere comunque dubitativo di quanto scrivo (&#8220;sembrerebbe&#8221;&#8230;)<br />
&#8211; rispetto all&#8217;accusa di collaborazionismo: se sicuramente non fu un collaborazionista attivo, la &#8220;non linearità&#8221; dei rapporti di Simenon con l&#8217;occupante nazista è esplicitamente sostenuta da Assouline nella sua biografia dedicata appunto a Simenon, apparsa agli inizi degli anni &#8217;90, dove si definisce l&#8217;atteggiamento di quest&#8217;ultimo durante la Seconda guerra mondiale come coerente al fatto che Simenon stesso fosse un uomo di destra, conservatore e &#8211; definizione dello stesso Assouline &#8211; addirittura reazionario. Di un Simenon compromesso, seppur non collaboratore attivo come altri, ma tale da attenzionare comunque nei suoi riguardi l&#8217;opera del Comité national d&#8217;épuration des gens de lettres, parla sia Dan Franck (&#8220;Mezzanotte a Parigi&#8221;), che Di Rienzo recensendo quest&#8217;ultimo volume sulla &#8220;Nuova Rivista Storica&#8221;. Sicuramente era un&#8217;opportunista, che a fine guerra cercò di rifarsi una verginità girando con l&#8217;Humanité in tasca&#8230; Ma non bastandogli si rifugiò negli Stati Uniti. Per non parlare dell&#8217;atteggiamento apertamente antisemita del giovane Simenon (e invito l&#8217;autore della nota precedente a citarmi una sola pagine del commissario Maigret antecedente al 1945 dove l&#8217;ebreo non appaia secondo tratti stereotipati&#8230;), ricostruito dallo stesso Assouline, o di quello &#8220;un tantino razzista&#8221; di cui parla Ginzberg sul Foglio del 2 gennaio di quest&#8217;anno. La questione del collaborazionismo o meno non è pertanto così semplice neppure come vorrebbe far credere l&#8217;estensore della nota precedente&#8230;<br />
&#8211; sull&#8217;essere Maigret forcaiolo, invito a rileggere meglio la chiusura: è il buon senso che innalza le ghigliottine. Che in Maigret ci sia umanità, un rapporto anche conflittuale con la giustizia, le gerarchie ecc, sicuramente. Ma fino a quando tutto questo non mette in forse l&#8217;Ordine costituito. Questo almeno a me sembra.<br />
&#8211; infine, mi permetta: può scrivere che scrivo male, che ho commesso errori interpretativi (mostrandomeli), che non è d&#8217;accordo con la mia interpretazione&#8230; Accetto tutto e discuto di tutto. Tranne il gratuito insulto di cui mi ricopre accusandomi di &#8220;meschinità&#8221; senza né conoscermi, né aver letto null&#8217;altro di mio. Se vuole confrontarsi nel merito son qua; se all&#8217;insulto si riduce il suo non-livello di civiltà, la saluto per l&#8217;ultima volta</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Bavassano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2023/03/13/quel-piccoloborghese-di-maigret-brevissima-fenomenologia-di-un-successo/#comment-331930</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Bavassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 14:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si tace, ovviamente, dei rapporti quantomeno difficili di Maigret con la gerarchia. Del suo fastidio nel frequentare le aule giudiziarie, ove il potere manifesta la propria disumanità. Degli scrupoli, delle ansie, che gli crea la consapevolezza del rischio che le sue indagini possano condurre ad una condanna a morte, e che comunque il sospettato, solo in quanto tale, potrà avere la vita distrutta. Si fa di Maigret un fautore della ghigliottina, e qui si cade nel ridicolo. Consiglierei, all&#039;autore del pezzo, di rileggere, ma probabilmente di leggere, quantomeno &quot;Una testa in gioco&quot; e &quot;Maigret si confida&quot;, forse gli avrebbero evitato di scrivere tante sciocchezze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tace, ovviamente, dei rapporti quantomeno difficili di Maigret con la gerarchia. Del suo fastidio nel frequentare le aule giudiziarie, ove il potere manifesta la propria disumanità. Degli scrupoli, delle ansie, che gli crea la consapevolezza del rischio che le sue indagini possano condurre ad una condanna a morte, e che comunque il sospettato, solo in quanto tale, potrà avere la vita distrutta. Si fa di Maigret un fautore della ghigliottina, e qui si cade nel ridicolo. Consiglierei, all&#8217;autore del pezzo, di rileggere, ma probabilmente di leggere, quantomeno &#8220;Una testa in gioco&#8221; e &#8220;Maigret si confida&#8221;, forse gli avrebbero evitato di scrivere tante sciocchezze</p>
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		<title>
		Di: Luca Bavassano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2023/03/13/quel-piccoloborghese-di-maigret-brevissima-fenomenologia-di-un-successo/#comment-331929</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Bavassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 14:24:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=102007#comment-331929</guid>

					<description><![CDATA[Mi sembra che l&#039;autore non abbia capito nulla del personaggio Maigret, sicuramente borghese, nei gusti e nelle abitudini, ma mai &quot;piccoloborghese&quot;, con tutto ciò che il termine connota in fatto di ristrettezza mentale e difesa dei propri meschini privilegi.
&quot;Essere piccoloborghese assurge all’identificazione di una mentalità gretta e infingarda: tendenzialmente conservatrice se non apertamente reazionaria o, addirittura, fascista&quot;.
Direi quantomeno che siamo proprio fuori strada, o meglio (anzi peggio), che si vuole ridurre il personaggio a schemi precostituiti, che per nulla gli appartengono.
Per giungere, inevitabile, a riproporre per l&#039;ennesima volta le accuse di collaborazionismo di cui Simenon fu oggetto. Accuse mai dimostrate, e proprio in ciò traspare chiaramente la meschinità dell&#039;autore del pezzo, nell&#039;alludere senza portare alcuna prova. La macchina del fango.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che l&#8217;autore non abbia capito nulla del personaggio Maigret, sicuramente borghese, nei gusti e nelle abitudini, ma mai &#8220;piccoloborghese&#8221;, con tutto ciò che il termine connota in fatto di ristrettezza mentale e difesa dei propri meschini privilegi.<br />
&#8220;Essere piccoloborghese assurge all’identificazione di una mentalità gretta e infingarda: tendenzialmente conservatrice se non apertamente reazionaria o, addirittura, fascista&#8221;.<br />
Direi quantomeno che siamo proprio fuori strada, o meglio (anzi peggio), che si vuole ridurre il personaggio a schemi precostituiti, che per nulla gli appartengono.<br />
Per giungere, inevitabile, a riproporre per l&#8217;ennesima volta le accuse di collaborazionismo di cui Simenon fu oggetto. Accuse mai dimostrate, e proprio in ciò traspare chiaramente la meschinità dell&#8217;autore del pezzo, nell&#8217;alludere senza portare alcuna prova. La macchina del fango.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2023/03/13/quel-piccoloborghese-di-maigret-brevissima-fenomenologia-di-un-successo/#comment-331869</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 22:06:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sta. ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sta. ;-)</p>
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