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	Commenti a: A che punto è la notte? (appunti per una decodifica culturale del trumpismo)	</title>
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		Di: Barbara di Leo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara di Leo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 17:39:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siamo di fronte a &quot;il ritorno della Bestia&quot;, cito il libro di Paolo Berizzi, che devo ancora leggere ma che e&#039; lúltimo sfornato da questo eroico giornalista bergamasco. Vi seguo nei vostri ragionamenti anche se non so chi supportare dei due punti di vista. Quello che spaventa circa la fascistizzazione del virtuale e&#039; che ci pervade a macchia d&#039;olio anche senza ricino. Berizzi sta dedicando la sua vita a chiarire come mai Verona sia il laboratorio dell&#039;estrema destra nazionale e transnazionale a partire da gruppi di neonazisti che semplicemente sono contro tutto cio&#039; che rappresenta &quot;il diverso&quot; da se&#039;. E scopriamo improvvisamente che nella &quot;sacra e sacrosanta&quot; Costituzione Italiana non e&#039; stato scritto che La Repubblica oltre ad essere fondata sul lavoro e&#039; anche fondata sull&#039;antifascismo ecc. Nelle disposizioni transitorie e finali si dice che e&#039; proibita la ricostituzione del partito fascista, e l&#039;apologia del fascismo e&#039; perseguita dalla legge. Cito a braccio ora per quello che ricordo, chiedo venia. Il problema e&#039; che questi gruppi di neonazisti sono la base sociale dell&#039;estrema destra istituzionale che ormai nel contesto di Verona e&#039; in tutti i luoghi nevralgici della politica e dell&#039;economia e del governo della citta&#039;. Berizzi afferma che siamo vittima di persino di una falsificazione terminologica, infatti all&#039;estero Fratelli d&#039;Italia e&#039; considerato un partito di estrema destra , mentre da noi e&#039; centro-destra. Inoltre nessuno di questi gruppi e&#039; stato chiuso e nessuno e&#039; andato in galera per apologia di reato. Chi deve denunciare cosa? Perche&#039; in Italia non si fanno valere gli strumenti democratici a nostra disposizione? Che cosa stiamo aspettando?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo di fronte a &#8220;il ritorno della Bestia&#8221;, cito il libro di Paolo Berizzi, che devo ancora leggere ma che e&#8217; lúltimo sfornato da questo eroico giornalista bergamasco. Vi seguo nei vostri ragionamenti anche se non so chi supportare dei due punti di vista. Quello che spaventa circa la fascistizzazione del virtuale e&#8217; che ci pervade a macchia d&#8217;olio anche senza ricino. Berizzi sta dedicando la sua vita a chiarire come mai Verona sia il laboratorio dell&#8217;estrema destra nazionale e transnazionale a partire da gruppi di neonazisti che semplicemente sono contro tutto cio&#8217; che rappresenta &#8220;il diverso&#8221; da se&#8217;. E scopriamo improvvisamente che nella &#8220;sacra e sacrosanta&#8221; Costituzione Italiana non e&#8217; stato scritto che La Repubblica oltre ad essere fondata sul lavoro e&#8217; anche fondata sull&#8217;antifascismo ecc. Nelle disposizioni transitorie e finali si dice che e&#8217; proibita la ricostituzione del partito fascista, e l&#8217;apologia del fascismo e&#8217; perseguita dalla legge. Cito a braccio ora per quello che ricordo, chiedo venia. Il problema e&#8217; che questi gruppi di neonazisti sono la base sociale dell&#8217;estrema destra istituzionale che ormai nel contesto di Verona e&#8217; in tutti i luoghi nevralgici della politica e dell&#8217;economia e del governo della citta&#8217;. Berizzi afferma che siamo vittima di persino di una falsificazione terminologica, infatti all&#8217;estero Fratelli d&#8217;Italia e&#8217; considerato un partito di estrema destra , mentre da noi e&#8217; centro-destra. Inoltre nessuno di questi gruppi e&#8217; stato chiuso e nessuno e&#8217; andato in galera per apologia di reato. Chi deve denunciare cosa? Perche&#8217; in Italia non si fanno valere gli strumenti democratici a nostra disposizione? Che cosa stiamo aspettando?</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366663</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 22:35:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A noi marxisti, i movimenti woke possono sembrare cose altamente &quot;sovrastrutturali&quot;, senza impatto profondo sulla realtà sociale, ma questa non è la percezione che ne ha la destra radicale statunitense, quella che ha conquistato i Repubblicani e che ha trovato in Trump il proprio leader. La gente della destra religiosa, come la Federalist Society, che ha contribuito alle nomine trumpiane alle Corte Supema, vede la mentalità woke come l&#039;espressione della peggiore minaccia che pesa sul buon ordine delle loro famiglie e del loro paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A noi marxisti, i movimenti woke possono sembrare cose altamente &#8220;sovrastrutturali&#8221;, senza impatto profondo sulla realtà sociale, ma questa non è la percezione che ne ha la destra radicale statunitense, quella che ha conquistato i Repubblicani e che ha trovato in Trump il proprio leader. La gente della destra religiosa, come la Federalist Society, che ha contribuito alle nomine trumpiane alle Corte Supema, vede la mentalità woke come l&#8217;espressione della peggiore minaccia che pesa sul buon ordine delle loro famiglie e del loro paese.</p>
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		<title>
		Di: Giorgio Mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366645</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 17:17:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366638&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Onestamente mi sembra che l&#039;articolo metta in luce che anche il fascismo ha avuto una componente liberista, dominante fino a quota 90, il che è assolutamente vero, ma non trovo che venga messa in discussione la centralità del modello cileno per l&#039;attuale neoliberismo, che è il nucleo della questione. Anzi alla fine anche lui parla di destra fascista con autoritarismo liberista, insomma che avverta il problema concettuale. In secondo luogo sulla questione di Trump che lui abbia il mito della Nazione è vero, che allo stato venga attribuita la sola funzione repressiva è vero, ma lo statalismo fascista è ben altra cosa (basta ricordare certi aspetti del pensiero di Gentile o dell&#039;azione giuridica di Rocco). Quanto alla rivoluzione woke, immagino che tu intenda questa espressione in senso culturale o morale o in qualche altro senso molto raffinato, ma io invece più terra terra mi riferivo alle rivoluzioni nel senso di presa del palazzo d&#039;inverno o lunga marcia, che hanno preso o cercato di prendere il potere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366638">andrea inglese</a>.</p>
<p>Onestamente mi sembra che l&#8217;articolo metta in luce che anche il fascismo ha avuto una componente liberista, dominante fino a quota 90, il che è assolutamente vero, ma non trovo che venga messa in discussione la centralità del modello cileno per l&#8217;attuale neoliberismo, che è il nucleo della questione. Anzi alla fine anche lui parla di destra fascista con autoritarismo liberista, insomma che avverta il problema concettuale. In secondo luogo sulla questione di Trump che lui abbia il mito della Nazione è vero, che allo stato venga attribuita la sola funzione repressiva è vero, ma lo statalismo fascista è ben altra cosa (basta ricordare certi aspetti del pensiero di Gentile o dell&#8217;azione giuridica di Rocco). Quanto alla rivoluzione woke, immagino che tu intenda questa espressione in senso culturale o morale o in qualche altro senso molto raffinato, ma io invece più terra terra mi riferivo alle rivoluzioni nel senso di presa del palazzo d&#8217;inverno o lunga marcia, che hanno preso o cercato di prendere il potere.</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366638</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 16:11:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono d&#039;accordo, e non credo che sia una questione puramente accademica di terminologia. Innanzitutto non c&#039;è nessun necessità che un ideal-tipo, un modello di regime, funzioni in modo a-storico, ma anzi permette di vedere come nel flusso degli eventi della storia ci sono fenomeni che appartengono a una medesima famiglia, pur sviluppandosi in contesti storici ogni volta particolari e diversi. Altrimenti non avrebbe più senso utilizzare termini come &quot;rivoluzione&quot;, &quot;oligarchie&quot;, &quot;capitalismo&quot;, se non considerandoli espressioni di fenomeni assolutamente specifici e irripetibili.

Inoltre, anche da un punto di vista accademico, l&#039;opposizione dittatura di Pinochet e fascismo italiano non è per nulla ovvia. Cito da un articolo apparso su &quot;Il ponte&quot; di Luca Michelini, uno storico del pensiero economico:

&quot;In secondo luogo vale la pena di ricordare come l’esperimento cileno, che abbinava dittatura e repressione militare con ricette liberiste, non sempre è stato considerato uno dei capitoli della parabola mondiale del fascismo. Talvolta, infatti, e facendo generalizzazioni imprudenti, si è identificato il fascismo con una parte soltanto dell’ideologia e della prassi fasciste. Il fascismo aveva certamente una componente corporativa (per altro, presente anche in una parte della destra autoritaria cilena) e statalista, che criticava esplicitamente il liberismo economico. Tuttavia si trascura il fatto che il fascismo ha sempre avuto una robusta componente liberista, che si autodefiniva «fascismo di destra» per distinguersi da quello di sinistra, quello che oggi è chiamato il «fascismo sociale». Un fascismo liberista capace di resistere, come tradizione culturale oltre che come prassi di politica economica, anche una volta che, con la Grande crisi del 1929, il rapporto tra Stato e mercato conoscerà un radicale cambiamento. L’intervento pubblico sarà infatti concepito come sostegno strategico dell’impresa privata, senza prospettare alcun salto di sistema e senza sottendere qualsivoglia critica e superamento del capitalismo.&quot; E nel seguito dell&#039;articolo, Michelini sviluppa ulteriormente la sua analisi (https://ilponterivista.com/liberismo-e-fascismo-il-cile-di-pinochet-litalia-di-mussolini-il-sovranismo-di-oggi/).

Che sia importante sottolineare la novità di queste forme di pensiero e strategia - e per parte mia, come mi sembra faccia già anche Lazzarato, parlerei appunto di nuove forme di fascismo -, siamo assolutamente d&#039;accordo. E ti seguo del tutto quando scrivi: &quot;Bisogna liberarsi, cioè, dalla forma mentis assolutamente fuorviante di trovarci di fronte a un passato che ritorna mentre ciò che arriva è un tipico prodotto della contemporaneità.&quot; Come sono anche d&#039;accordo che, di fronte a un duo come Trump e Musk, ma anche un Putin, non ha senso evocare l&#039;antifascismo post-resistenziale, tutto volto a quello &quot;specifico&quot; fascismo del passato.

Detto questo, è importante fissare una soglia in termini di analisi politica tra le oligarchie, che nei regimi democratici hanno fino ad ora promosso il neoliberismo, e le nuove forme di potere che emergono oggi attraverso Trump, e tutte quelle formazioni di estrema destra che lo sotengono, e che si sentono, per altro, in sintonia anche con il regime putiniano. La specificità fascista di Pinochet possiamo o meno cercarla negli aspetti di politica economica, ma per me è innanzitutto il fatto della respressione e della persecuzione degli avversari politici al di fuori di qualsiasi limite posto dalle garanzie democratiche, che conta. Questo non è ancora in atto, salvo nella Russia di Putin. Ma in occidente stiamo costruendo le premesse per giungere a questo.

Infine, rispetto a quanto scrivi: &quot;Del resto mancano qui almeno tre decisivi elementi del fascismo classico: il partito unico organizzato in forma paramilitare come elemento di inquadramento delle masse, l’esaltazione dello stato, mentre qui al contrario il taglio e il restringimento sono lo scopo esibito, e l’identità controrivoluzionaria, visto che non c’è nessuna rivoluzione da combattere.&quot;
Posto che, ancora una volta, poco importa se siamo di fronte a un fascismo classico o nuovo... Ebbene, io escluderei nella situazione trumpiana solo &quot;il partito unico&quot;. Lo stato c&#039;è in quanto Nazione: si vuole annettere il canale di panama e la groenlandia (make America great again). Inoltre, lo stesso Lazzarato, ricorda che senza l&#039;aiuto statale niente aziende della Big Tech. Secondo punto: c&#039;è si la rivoluzione da combattere, quella &quot;woke&quot;. E anche in questo Trump e company sono assolutamente espliciti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono d&#8217;accordo, e non credo che sia una questione puramente accademica di terminologia. Innanzitutto non c&#8217;è nessun necessità che un ideal-tipo, un modello di regime, funzioni in modo a-storico, ma anzi permette di vedere come nel flusso degli eventi della storia ci sono fenomeni che appartengono a una medesima famiglia, pur sviluppandosi in contesti storici ogni volta particolari e diversi. Altrimenti non avrebbe più senso utilizzare termini come &#8220;rivoluzione&#8221;, &#8220;oligarchie&#8221;, &#8220;capitalismo&#8221;, se non considerandoli espressioni di fenomeni assolutamente specifici e irripetibili.</p>
<p>Inoltre, anche da un punto di vista accademico, l&#8217;opposizione dittatura di Pinochet e fascismo italiano non è per nulla ovvia. Cito da un articolo apparso su &#8220;Il ponte&#8221; di Luca Michelini, uno storico del pensiero economico:</p>
<p>&#8220;In secondo luogo vale la pena di ricordare come l’esperimento cileno, che abbinava dittatura e repressione militare con ricette liberiste, non sempre è stato considerato uno dei capitoli della parabola mondiale del fascismo. Talvolta, infatti, e facendo generalizzazioni imprudenti, si è identificato il fascismo con una parte soltanto dell’ideologia e della prassi fasciste. Il fascismo aveva certamente una componente corporativa (per altro, presente anche in una parte della destra autoritaria cilena) e statalista, che criticava esplicitamente il liberismo economico. Tuttavia si trascura il fatto che il fascismo ha sempre avuto una robusta componente liberista, che si autodefiniva «fascismo di destra» per distinguersi da quello di sinistra, quello che oggi è chiamato il «fascismo sociale». Un fascismo liberista capace di resistere, come tradizione culturale oltre che come prassi di politica economica, anche una volta che, con la Grande crisi del 1929, il rapporto tra Stato e mercato conoscerà un radicale cambiamento. L’intervento pubblico sarà infatti concepito come sostegno strategico dell’impresa privata, senza prospettare alcun salto di sistema e senza sottendere qualsivoglia critica e superamento del capitalismo.&#8221; E nel seguito dell&#8217;articolo, Michelini sviluppa ulteriormente la sua analisi (<a href="https://ilponterivista.com/liberismo-e-fascismo-il-cile-di-pinochet-litalia-di-mussolini-il-sovranismo-di-oggi/" rel="nofollow ugc">https://ilponterivista.com/liberismo-e-fascismo-il-cile-di-pinochet-litalia-di-mussolini-il-sovranismo-di-oggi/</a>).</p>
<p>Che sia importante sottolineare la novità di queste forme di pensiero e strategia &#8211; e per parte mia, come mi sembra faccia già anche Lazzarato, parlerei appunto di nuove forme di fascismo -, siamo assolutamente d&#8217;accordo. E ti seguo del tutto quando scrivi: &#8220;Bisogna liberarsi, cioè, dalla forma mentis assolutamente fuorviante di trovarci di fronte a un passato che ritorna mentre ciò che arriva è un tipico prodotto della contemporaneità.&#8221; Come sono anche d&#8217;accordo che, di fronte a un duo come Trump e Musk, ma anche un Putin, non ha senso evocare l&#8217;antifascismo post-resistenziale, tutto volto a quello &#8220;specifico&#8221; fascismo del passato.</p>
<p>Detto questo, è importante fissare una soglia in termini di analisi politica tra le oligarchie, che nei regimi democratici hanno fino ad ora promosso il neoliberismo, e le nuove forme di potere che emergono oggi attraverso Trump, e tutte quelle formazioni di estrema destra che lo sotengono, e che si sentono, per altro, in sintonia anche con il regime putiniano. La specificità fascista di Pinochet possiamo o meno cercarla negli aspetti di politica economica, ma per me è innanzitutto il fatto della respressione e della persecuzione degli avversari politici al di fuori di qualsiasi limite posto dalle garanzie democratiche, che conta. Questo non è ancora in atto, salvo nella Russia di Putin. Ma in occidente stiamo costruendo le premesse per giungere a questo.</p>
<p>Infine, rispetto a quanto scrivi: &#8220;Del resto mancano qui almeno tre decisivi elementi del fascismo classico: il partito unico organizzato in forma paramilitare come elemento di inquadramento delle masse, l’esaltazione dello stato, mentre qui al contrario il taglio e il restringimento sono lo scopo esibito, e l’identità controrivoluzionaria, visto che non c’è nessuna rivoluzione da combattere.&#8221;<br />
Posto che, ancora una volta, poco importa se siamo di fronte a un fascismo classico o nuovo&#8230; Ebbene, io escluderei nella situazione trumpiana solo &#8220;il partito unico&#8221;. Lo stato c&#8217;è in quanto Nazione: si vuole annettere il canale di panama e la groenlandia (make America great again). Inoltre, lo stesso Lazzarato, ricorda che senza l&#8217;aiuto statale niente aziende della Big Tech. Secondo punto: c&#8217;è si la rivoluzione da combattere, quella &#8220;woke&#8221;. E anche in questo Trump e company sono assolutamente espliciti.</p>
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		Di: Giorgio Mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366633</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 14:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366584&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

Caro Andrea, la questione del fascismo: la citazione di Collotti va nella direzione di Umberto Eco, che del resto ha avuto una grande eco nella cultura anglosassone, ma resta sbagliata. Il fascismo non è una categoria logica fuori dalla storia. 
La dittatura di Pinochet: non è paragonabile a quella dei Colonnelli in Grecia e,neppure a nessuna delle dittature sudamericane, che erano meramente conservative di una situazione economica e politica. La dittatura di Pinochet  ha fin da subito un carattere sperimentale sul piano economico, i suoi economisti si sono formati alla scuola di Chicago, a differenza di qualsiasi fascismo la dittatura di Pinochet non pensa a un regime eterno, ma organizza il referendum per la nuova costituzione convinto dopo 15 anni di vincerlo perché le riforme hanno avuto successo (in realtà verrà perso). Quando Pinochet viene arrestato a Londra, su mandato internazionale del giudice Garson, è la Thatcher che intercede a sua favore convincendo Blair a trovare l&#039;escamotage per liberarlo. Il Cile ha svolto il ruolo di laboratorio delle politiche neoliberiste che sono state imposte in tutto il mondo. Il neoliberismo di questi 30 anni nasce  in Cile, l&#039;endorsment di Von Hajek non è casuale, e, man mano che la crisi procede, si ritornerà anche nelle forme politiche al Cile. Chiamare questo processo fascismo significa non cogliere l&#039;aspetto innovativo che c&#039;è e significa soprattutto non poterlo affrontare in termini politicamente chiari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366584">andrea inglese</a>.</p>
<p>Caro Andrea, la questione del fascismo: la citazione di Collotti va nella direzione di Umberto Eco, che del resto ha avuto una grande eco nella cultura anglosassone, ma resta sbagliata. Il fascismo non è una categoria logica fuori dalla storia.<br />
La dittatura di Pinochet: non è paragonabile a quella dei Colonnelli in Grecia e,neppure a nessuna delle dittature sudamericane, che erano meramente conservative di una situazione economica e politica. La dittatura di Pinochet  ha fin da subito un carattere sperimentale sul piano economico, i suoi economisti si sono formati alla scuola di Chicago, a differenza di qualsiasi fascismo la dittatura di Pinochet non pensa a un regime eterno, ma organizza il referendum per la nuova costituzione convinto dopo 15 anni di vincerlo perché le riforme hanno avuto successo (in realtà verrà perso). Quando Pinochet viene arrestato a Londra, su mandato internazionale del giudice Garson, è la Thatcher che intercede a sua favore convincendo Blair a trovare l&#8217;escamotage per liberarlo. Il Cile ha svolto il ruolo di laboratorio delle politiche neoliberiste che sono state imposte in tutto il mondo. Il neoliberismo di questi 30 anni nasce  in Cile, l&#8217;endorsment di Von Hajek non è casuale, e, man mano che la crisi procede, si ritornerà anche nelle forme politiche al Cile. Chiamare questo processo fascismo significa non cogliere l&#8217;aspetto innovativo che c&#8217;è e significa soprattutto non poterlo affrontare in termini politicamente chiari</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366584</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 17:28:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giorgio,
 sono del tutto d&#039;accordo che sia importante sottolineare, come fai tu in questo pezzo, la specificità del tandem trump-musk, coniugando Jesi e Morozov, (la scatola con il passato a lettere maiuscole e quella con il futuro a lettere maiuscole). Ed è essenziale vedere come il &quot;soluzionismo&quot; autoritario di Musk sia di poco distingubile da quello delle oligarchie progressiste in occidente. E&#039; un punto fondamentale.

Sono meno d&#039;accordo sul discorso che fai poi sul &quot;fascismo&quot; o, meglio, forse è un discorso che puo&#039; essere ulteriormente chiarito e articolato. Dovremmo entrare nel merito delle interpretazioni degli storici sul fenomeno fascismo, ma forse ne varrebbe la pena. Il fascismo eterno di Eco non è l&#039;unico riferimento che si puo&#039; fare. Cito ad esempio il passaggio di un articoletto, che fa riferimento agli studi nati dalle prospettive aperte da Enzo Collotti: 

&quot;Piuttosto, animato in particolare da studiosi di area anglosassone, il dibattito in corso si sta concentrando principalmente sulla ricerca di un minimum fascista, ovvero di un minimo comune denominatore tra le varie manifestazioni nazionali, individuabile nonostante le profonde diversità sociali, economiche e politiche dei rispettivi contesti. In altri termini, le diversità tra i singoli movimenti e/o regimi non sono più percepite come un ostacolo alla definizione di un generic fascism (per usare un’espressione in voga, che non afferisce a qualcosa di generico o indistinto, ma all’elaborazione di un weberiano concetto ideal-tipico).&quot; E&#039; un estratto di un articolo del 2006.

E in effetti quando tu citi Pinochet come matrice del trumpismo, c&#039;è poco da scherzare. Si capisce credo chiaramente in che senso si possa parlare di fascismo nel caso di Pinochet, come in quello dei colonnelli in Grecia, come in quello di Salazar, tutti regimi che sono vissuti ben oltre la seconda guerra mondiale e la sconfitta storica del nazifascismo. Possiamo certo fare distinzioni su dittatura liberale e fascismo mussoliniano, su nuove forme di fascismo che esistono in contesti diversi da quello degli anni Venti in Italia, pero&#039; sappiamo cosa vuol dire Pinochet, colonnelli, dittatura argentina. E&#039; roba che, comunque, non assomiglia al più spietato neoliberismo favorito dalle politiche dell&#039;amministrazione Clinton in fatto di deregulation. C&#039;è un salto, che non si puo&#039; ignorare o minimizzare. 

Cio&#039; non tocca la sostanza del tuo discorso, su cui concordo pienamente. Il dispiegamento del neoliberismo nella sua logica più radicale non solo indebolisce progressivamente la democrazia, ma nei casi storici citati la distrugge: apre scenari come il terrorismo di stato su grande scala. Mi sono soffermato su quest&#039;unico punto, perché trovo che sia importante cogliere una discontinuità tra forme di potere oligarchico. Noi siamo stati, malgrado tutto, abituati a pensare, dal dopoguerra in poi, che le minacce dei poteri antidemocratici si esprimevano attraverso il braccio repressivo delle polizia; in altri paesi, in Sudamerica o in Africa, il lavoro era già stato delegato all&#039;esercito, e con un efficacia repressiva di gran lunga maggiore rispetto a qualle conosciuta da noi. 

Se le matrici del trumpismo sono queste, insomma, fascismo o meno, quel che resta del novecentesco progetto democratico entra in una fase inedita (almeno dal dopoguerra) di attacco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giorgio,<br />
 sono del tutto d&#8217;accordo che sia importante sottolineare, come fai tu in questo pezzo, la specificità del tandem trump-musk, coniugando Jesi e Morozov, (la scatola con il passato a lettere maiuscole e quella con il futuro a lettere maiuscole). Ed è essenziale vedere come il &#8220;soluzionismo&#8221; autoritario di Musk sia di poco distingubile da quello delle oligarchie progressiste in occidente. E&#8217; un punto fondamentale.</p>
<p>Sono meno d&#8217;accordo sul discorso che fai poi sul &#8220;fascismo&#8221; o, meglio, forse è un discorso che puo&#8217; essere ulteriormente chiarito e articolato. Dovremmo entrare nel merito delle interpretazioni degli storici sul fenomeno fascismo, ma forse ne varrebbe la pena. Il fascismo eterno di Eco non è l&#8217;unico riferimento che si puo&#8217; fare. Cito ad esempio il passaggio di un articoletto, che fa riferimento agli studi nati dalle prospettive aperte da Enzo Collotti: </p>
<p>&#8220;Piuttosto, animato in particolare da studiosi di area anglosassone, il dibattito in corso si sta concentrando principalmente sulla ricerca di un minimum fascista, ovvero di un minimo comune denominatore tra le varie manifestazioni nazionali, individuabile nonostante le profonde diversità sociali, economiche e politiche dei rispettivi contesti. In altri termini, le diversità tra i singoli movimenti e/o regimi non sono più percepite come un ostacolo alla definizione di un generic fascism (per usare un’espressione in voga, che non afferisce a qualcosa di generico o indistinto, ma all’elaborazione di un weberiano concetto ideal-tipico).&#8221; E&#8217; un estratto di un articolo del 2006.</p>
<p>E in effetti quando tu citi Pinochet come matrice del trumpismo, c&#8217;è poco da scherzare. Si capisce credo chiaramente in che senso si possa parlare di fascismo nel caso di Pinochet, come in quello dei colonnelli in Grecia, come in quello di Salazar, tutti regimi che sono vissuti ben oltre la seconda guerra mondiale e la sconfitta storica del nazifascismo. Possiamo certo fare distinzioni su dittatura liberale e fascismo mussoliniano, su nuove forme di fascismo che esistono in contesti diversi da quello degli anni Venti in Italia, pero&#8217; sappiamo cosa vuol dire Pinochet, colonnelli, dittatura argentina. E&#8217; roba che, comunque, non assomiglia al più spietato neoliberismo favorito dalle politiche dell&#8217;amministrazione Clinton in fatto di deregulation. C&#8217;è un salto, che non si puo&#8217; ignorare o minimizzare. </p>
<p>Cio&#8217; non tocca la sostanza del tuo discorso, su cui concordo pienamente. Il dispiegamento del neoliberismo nella sua logica più radicale non solo indebolisce progressivamente la democrazia, ma nei casi storici citati la distrugge: apre scenari come il terrorismo di stato su grande scala. Mi sono soffermato su quest&#8217;unico punto, perché trovo che sia importante cogliere una discontinuità tra forme di potere oligarchico. Noi siamo stati, malgrado tutto, abituati a pensare, dal dopoguerra in poi, che le minacce dei poteri antidemocratici si esprimevano attraverso il braccio repressivo delle polizia; in altri paesi, in Sudamerica o in Africa, il lavoro era già stato delegato all&#8217;esercito, e con un efficacia repressiva di gran lunga maggiore rispetto a qualle conosciuta da noi. </p>
<p>Se le matrici del trumpismo sono queste, insomma, fascismo o meno, quel che resta del novecentesco progetto democratico entra in una fase inedita (almeno dal dopoguerra) di attacco.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Giorgio Mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 08:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366544&quot;&gt;gianni biondillo&lt;/a&gt;.

Grazie Gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366544">gianni biondillo</a>.</p>
<p>Grazie Gianni</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/03/04/a-che-punto-e-la-notte-appunti-per-una-decodifica-culturale-del-trumpismo/#comment-366544</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 07:08:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimo Giorgio, come sempre. So che non aggiunge niente ma ogni tanto occorre farlo  un attestato di stima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo Giorgio, come sempre. So che non aggiunge niente ma ogni tanto occorre farlo  un attestato di stima.</p>
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