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	Commenti a: Kit di autodifesa nell’era Trump 2 #2. La guerra alla scienza e al giornalismo	</title>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 21:52:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Filippo,

il tuo articolato intervento merita una risposta altrettanto articolata, e sopratutto merita di essere letto come parte di un dialogo autonomo. Lo ripostero&#039; qui su NI, con una mia replica.
A presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Filippo,</p>
<p>il tuo articolato intervento merita una risposta altrettanto articolata, e sopratutto merita di essere letto come parte di un dialogo autonomo. Lo ripostero&#8217; qui su NI, con una mia replica.<br />
A presto.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: filippo la porta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[filippo la porta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 19:46:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Andrea, 
ho letto con grande interesse  il tuo intervento. Analisi largamente condivisibili, citazioni perfette, ma tu lì dentro dove stai? Ti trovo a fatica. Somiglia a una delle relazioni che nei &#039;70 preparavano i congressi del Manifesto (cui appartenevo), e che dovevano dare a noi militanti il &quot;quadro&quot; della situazione e motivarci alla lotta. Bene, ma tu sei uno scrittore, non un leader politico né il direttore di Limes   -  e poi un padre, e poi un cittadino italiano emigrato in Francia, etc. - , da te mi aspetto qualcos&#039;altro. Il mondo da quale prospettiva lo vedi, e lo subisci? Qual è la tua percezione personale della situazione politica attuale? Te ne senti oppresso? Condizionato? Disturbato? Le spettacolari bullshit di Trump per caso  ti tolgono il sonno? I bambini di Gaza scuotono la tua coscienza e ti rovinano la giornata (Elsa Morante una volta mi disse che se non sei un po&#039; qualunquista non puoi neanche prenderti in pace il cappuccino la mattina)? E poi: dato che niente avviene senza il nostro consenso passivo, a quali pratiche sociali e consumi  e  logiche di potere dai ogni giorno  il tuo consenso? Quali compromessi stabilisci per vivere in quello che specie  i letterati amano definire l&quot;inabitabile&quot;( e che pure abitiamo, con alcuni privilegi)?  Io me lo chiedo continuamente, a proposito di &quot;stili di pensiero e di azione&quot;. E trovo interessante che ce lo diciamo.
Proprio la nostra tradizione, eretica e libertaria, dei Chiaromonte e Castoriadis, mette al primo posto l&#039;individuo, responsabile e inappartenente. Ecco, io vorrei che nei nostri scritti politici e civili ci fosse sempre l&#039;individuo, e cioè  una voce personale e unica, insomma noi che parliamo e agiamo nel mondo.
Mi soffermo solo su un tema. La fine del sogno americano, che secondo te già era internamente corroso, già conteneva il buco nero che lo avrebbe inghiottito. Può darsi, lo aveva presentito Scott Fitzgerald nei suoi racconti. Quel sogno di libertà è da subito intrecciato con il mito del successo e con l&#039;imperativo di make money.    Ora, non voglio entrare nel merito del New Deal, che comunque fu un grandioso esperimento di patto tra capitale e lavoro (anche se escludeva dei soggetti sociali),  e ha indicato un orizzonte in cui muoversi (quello keynesiano della redistribuzione del reddito, dato che il capitalismo non si può eliminare), ma nel &#039;900 tu vedi esperimenti  sociali emancipativi a cui richiamarsi o da cui farsi ispirare?
Parto da una mia esperienza. Nel 1971 attraversammo l&#039;America in auto, io e tre amici. Venivamo ovunque ospitati (spesso in vere e proprie comunii, tutti quelli che incontravamo per strada – specie in moto – ci facevano il segno &quot;V&quot;, con loro parlavamo del mondo nuovo che stava concretamente affiorando, a volte si faceva sesso (purtroppo non io, allora sovrappeso,  ma i due dei quattro diciamo  più &quot;carini&quot;!). Ricordi Camus: creare cellule di un&#039;altra società dentro questa società?. Come Pasolini qualche anno prima, mi innamorai della New Left: integri e tolleranti, radicali e antidogmatici, fraterni e non ideologici. Altro che i terribili tribuni della plebe delle nostre facoltà occupate.  Che &quot;morale&quot; trarne? La cosa più vicina alle nostre utopie politiche,  ai nostri ideali comunitari l&#039;ho trovata in alcune isole protette dentro il capitalismo più avanzato (permesse anche dalla ricchezza materiale di quel sistema, o se vuoi dalle sue briciole), e non - ad esempio -  nel mostruoso, distopico regime cubano ( ci sono stato 4 volte: dominio dispotico di un ceto politico-burocratico che ha corrotto una delle popolazioni più vitali dell&#039;AL, incoraggiando la delazione del vicino di casa). 
Pazzesco! Il sogno di una cosa  ritrovato dentro il sogno americano (o almeno dentro  una delle declinazioni del sogno americano)!  Lo spirito più bello e utopico  del &#039;68, quello del Mondo salvato dai ragazzini, era nelle canzoni di Dylan e dei Jefferson Airplane, nei concerti di Jimi Hendrix (ne vidi uno, pomeridiano,  al Brancaccio di Roma nel &#039;68, avevo 15 anni), nel film di Arthur Penn &quot;Alice&#039;s restaurant&quot;, nella  esplosiva controcultura americana dei &#039;60 e &#039;70,  nel Manifesto di Port Huron (1962), in Paul Goodman e nel discorso di Mario Savio a Berkeley del 1964, nel Grande Lebowski dei Coen, non nel libretto rosso di Mao,  nelle istruzioni di Giap sulla guerriglia o negli anatemi antimperialisti di Castro o - dispiace dirlo -  negli orrori dei vietcong dopo la loro giusta lotta di liberazione (un milione in fuga sulle barche un milione nei gulag)!
(i nostri Chiaromonte e Castoriadis lo sapevano bene: ovunque il comunismo ha preso il potere ha prodotto miseria materiale e morale, quando non lo ha preso ha prodotto menzogna, ambiguità, tatticismo. Possiamo anche citare Benjamin, che sempre ci dà qualche gratificante brivido teologico, ma la dura smentita della Storia è ineludibile….dato che la parola &quot;comunismo&quot; resta una bellissima parola, per consolarci, con Giuseppe Samonà - su sua proposta -  ci definiamo &quot;comunardi&quot;…ma sarebbe un lungo discorso)
 Ecco, può darsi che oggi l&#039;America sia solo dominio senza egemonia, però quando vado  negli States  ritrovo sempre qualche preziosa traccia dell&#039;altra America, di un pensiero dissidente e meravigliosamente  libertario, che alimenta la mia immaginazione politica. Anzi, idealmente sento di stabilire un ponte tra la vecchia Europa, con la sua saggezza ironica e tragica, capace di autocritica (unico continente senza la pena di morte), e l&#039;altra America (tutti &quot;parassiti&quot; per Trump!). Inoltre: se pensiamo alla cultura pop, le   serie TV  e di cartoni animati  più importanti per capire oggi chi siamo, per interpretare il nostro presente  (Breaking bed, Homeland, Succession, Billions, Mad Men…., l&#039;umorismo nero  del genialissimo &quot;South Park&quot;, etc.) sono americane. Qui sembrerebbe che la &quot;egemonia&quot; continui….E influenza stili di pensiero e d&#039;azione.
Un abbraccio
Filippo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
ho letto con grande interesse  il tuo intervento. Analisi largamente condivisibili, citazioni perfette, ma tu lì dentro dove stai? Ti trovo a fatica. Somiglia a una delle relazioni che nei &#8217;70 preparavano i congressi del Manifesto (cui appartenevo), e che dovevano dare a noi militanti il &#8220;quadro&#8221; della situazione e motivarci alla lotta. Bene, ma tu sei uno scrittore, non un leader politico né il direttore di Limes   &#8211;  e poi un padre, e poi un cittadino italiano emigrato in Francia, etc. &#8211; , da te mi aspetto qualcos&#8217;altro. Il mondo da quale prospettiva lo vedi, e lo subisci? Qual è la tua percezione personale della situazione politica attuale? Te ne senti oppresso? Condizionato? Disturbato? Le spettacolari bullshit di Trump per caso  ti tolgono il sonno? I bambini di Gaza scuotono la tua coscienza e ti rovinano la giornata (Elsa Morante una volta mi disse che se non sei un po&#8217; qualunquista non puoi neanche prenderti in pace il cappuccino la mattina)? E poi: dato che niente avviene senza il nostro consenso passivo, a quali pratiche sociali e consumi  e  logiche di potere dai ogni giorno  il tuo consenso? Quali compromessi stabilisci per vivere in quello che specie  i letterati amano definire l&#8221;inabitabile&#8221;( e che pure abitiamo, con alcuni privilegi)?  Io me lo chiedo continuamente, a proposito di &#8220;stili di pensiero e di azione&#8221;. E trovo interessante che ce lo diciamo.<br />
Proprio la nostra tradizione, eretica e libertaria, dei Chiaromonte e Castoriadis, mette al primo posto l&#8217;individuo, responsabile e inappartenente. Ecco, io vorrei che nei nostri scritti politici e civili ci fosse sempre l&#8217;individuo, e cioè  una voce personale e unica, insomma noi che parliamo e agiamo nel mondo.<br />
Mi soffermo solo su un tema. La fine del sogno americano, che secondo te già era internamente corroso, già conteneva il buco nero che lo avrebbe inghiottito. Può darsi, lo aveva presentito Scott Fitzgerald nei suoi racconti. Quel sogno di libertà è da subito intrecciato con il mito del successo e con l&#8217;imperativo di make money.    Ora, non voglio entrare nel merito del New Deal, che comunque fu un grandioso esperimento di patto tra capitale e lavoro (anche se escludeva dei soggetti sociali),  e ha indicato un orizzonte in cui muoversi (quello keynesiano della redistribuzione del reddito, dato che il capitalismo non si può eliminare), ma nel &#8216;900 tu vedi esperimenti  sociali emancipativi a cui richiamarsi o da cui farsi ispirare?<br />
Parto da una mia esperienza. Nel 1971 attraversammo l&#8217;America in auto, io e tre amici. Venivamo ovunque ospitati (spesso in vere e proprie comunii, tutti quelli che incontravamo per strada – specie in moto – ci facevano il segno &#8220;V&#8221;, con loro parlavamo del mondo nuovo che stava concretamente affiorando, a volte si faceva sesso (purtroppo non io, allora sovrappeso,  ma i due dei quattro diciamo  più &#8220;carini&#8221;!). Ricordi Camus: creare cellule di un&#8217;altra società dentro questa società?. Come Pasolini qualche anno prima, mi innamorai della New Left: integri e tolleranti, radicali e antidogmatici, fraterni e non ideologici. Altro che i terribili tribuni della plebe delle nostre facoltà occupate.  Che &#8220;morale&#8221; trarne? La cosa più vicina alle nostre utopie politiche,  ai nostri ideali comunitari l&#8217;ho trovata in alcune isole protette dentro il capitalismo più avanzato (permesse anche dalla ricchezza materiale di quel sistema, o se vuoi dalle sue briciole), e non &#8211; ad esempio &#8211;  nel mostruoso, distopico regime cubano ( ci sono stato 4 volte: dominio dispotico di un ceto politico-burocratico che ha corrotto una delle popolazioni più vitali dell&#8217;AL, incoraggiando la delazione del vicino di casa).<br />
Pazzesco! Il sogno di una cosa  ritrovato dentro il sogno americano (o almeno dentro  una delle declinazioni del sogno americano)!  Lo spirito più bello e utopico  del &#8217;68, quello del Mondo salvato dai ragazzini, era nelle canzoni di Dylan e dei Jefferson Airplane, nei concerti di Jimi Hendrix (ne vidi uno, pomeridiano,  al Brancaccio di Roma nel &#8217;68, avevo 15 anni), nel film di Arthur Penn &#8220;Alice&#8217;s restaurant&#8221;, nella  esplosiva controcultura americana dei &#8217;60 e &#8217;70,  nel Manifesto di Port Huron (1962), in Paul Goodman e nel discorso di Mario Savio a Berkeley del 1964, nel Grande Lebowski dei Coen, non nel libretto rosso di Mao,  nelle istruzioni di Giap sulla guerriglia o negli anatemi antimperialisti di Castro o &#8211; dispiace dirlo &#8211;  negli orrori dei vietcong dopo la loro giusta lotta di liberazione (un milione in fuga sulle barche un milione nei gulag)!<br />
(i nostri Chiaromonte e Castoriadis lo sapevano bene: ovunque il comunismo ha preso il potere ha prodotto miseria materiale e morale, quando non lo ha preso ha prodotto menzogna, ambiguità, tatticismo. Possiamo anche citare Benjamin, che sempre ci dà qualche gratificante brivido teologico, ma la dura smentita della Storia è ineludibile….dato che la parola &#8220;comunismo&#8221; resta una bellissima parola, per consolarci, con Giuseppe Samonà &#8211; su sua proposta &#8211;  ci definiamo &#8220;comunardi&#8221;…ma sarebbe un lungo discorso)<br />
 Ecco, può darsi che oggi l&#8217;America sia solo dominio senza egemonia, però quando vado  negli States  ritrovo sempre qualche preziosa traccia dell&#8217;altra America, di un pensiero dissidente e meravigliosamente  libertario, che alimenta la mia immaginazione politica. Anzi, idealmente sento di stabilire un ponte tra la vecchia Europa, con la sua saggezza ironica e tragica, capace di autocritica (unico continente senza la pena di morte), e l&#8217;altra America (tutti &#8220;parassiti&#8221; per Trump!). Inoltre: se pensiamo alla cultura pop, le   serie TV  e di cartoni animati  più importanti per capire oggi chi siamo, per interpretare il nostro presente  (Breaking bed, Homeland, Succession, Billions, Mad Men…., l&#8217;umorismo nero  del genialissimo &#8220;South Park&#8221;, etc.) sono americane. Qui sembrerebbe che la &#8220;egemonia&#8221; continui….E influenza stili di pensiero e d&#8217;azione.<br />
Un abbraccio<br />
Filippo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il fu GiusCo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368844</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il fu GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 23:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovato, grazie. A me interessano Musk, Thiel e il ben piu&#039; organicamente costruito, a quei tecnopoteri subalterno, Vance: se gli Stati Uniti in tre anni diverranno una democratura o autocratura, in dieci il rischio pare quello di una deriva fondamentalista tipo Gilead di Atwood? Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovato, grazie. A me interessano Musk, Thiel e il ben piu&#8217; organicamente costruito, a quei tecnopoteri subalterno, Vance: se gli Stati Uniti in tre anni diverranno una democratura o autocratura, in dieci il rischio pare quello di una deriva fondamentalista tipo Gilead di Atwood? Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368820</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 14:46:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ne abbiamo discusso con l&#039;amico Giorgio Mascitelli sotto un suo post (lui, pero&#039;, ha posizioni diverse dalle mie). Io considero che si possa parlare di fascismo come ne parla Eco e anche altri storici, sopratutto precisando il &quot;neo&quot; e contestualizzandolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne abbiamo discusso con l&#8217;amico Giorgio Mascitelli sotto un suo post (lui, pero&#8217;, ha posizioni diverse dalle mie). Io considero che si possa parlare di fascismo come ne parla Eco e anche altri storici, sopratutto precisando il &#8220;neo&#8221; e contestualizzandolo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Il fu GiusCo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368733</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il fu GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 09:34:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno, Sarebbe magari interessante confrontare con la famosa / famigerata checklist di Eco sul fascismo eterno https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_fascismo_eterno ? Trump fa strike out tipo palla da bowling.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, Sarebbe magari interessante confrontare con la famosa / famigerata checklist di Eco sul fascismo eterno <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_fascismo_eterno" rel="nofollow ugc">https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_fascismo_eterno</a> ? Trump fa strike out tipo palla da bowling.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368628</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 17:15:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo che proprio ieri su &quot;Le monde&quot; è apparso questo intervento di Thomas Piketty, economista francese (in Italia, &quot;Capitale e ideologia&quot;, Nave di Teseo, 2020):

https://www.lemonde.fr/idees/article/2025/04/12/thomas-piketty-la-realite-est-que-les-etats-unis-sont-en-train-de-perdre-le-controle-du-monde_6594635_3232.html

In sostanza, Piketty, conferma sul piano economico e attravers analisi aggiornate (paragoni con il PIL cinese, ecc.), il declino annunciato già nel 1999 da Arrighi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo che proprio ieri su &#8220;Le monde&#8221; è apparso questo intervento di Thomas Piketty, economista francese (in Italia, &#8220;Capitale e ideologia&#8221;, Nave di Teseo, 2020):</p>
<p><a href="https://www.lemonde.fr/idees/article/2025/04/12/thomas-piketty-la-realite-est-que-les-etats-unis-sont-en-train-de-perdre-le-controle-du-monde_6594635_3232.html" rel="nofollow ugc">https://www.lemonde.fr/idees/article/2025/04/12/thomas-piketty-la-realite-est-que-les-etats-unis-sont-en-train-de-perdre-le-controle-du-monde_6594635_3232.html</a></p>
<p>In sostanza, Piketty, conferma sul piano economico e attravers analisi aggiornate (paragoni con il PIL cinese, ecc.), il declino annunciato già nel 1999 da Arrighi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368589</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 07:41:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=112860#comment-368589</guid>

					<description><![CDATA[Ecco, volevo andare a vederlo, Ornella. Ma certo mostra che i messaggi, in questi anni, delle bande alla Trump e alla Musk sono stati sufficientemente espliciti, per alimentare nuovi scenari distopici. Già il progetto di miliardari se ne vanno in giro per lo spazio sulle loro private navicelle, la dice lunga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, volevo andare a vederlo, Ornella. Ma certo mostra che i messaggi, in questi anni, delle bande alla Trump e alla Musk sono stati sufficientemente espliciti, per alimentare nuovi scenari distopici. Già il progetto di miliardari se ne vanno in giro per lo spazio sulle loro private navicelle, la dice lunga.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ornella tajani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368537</link>

		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 14:45:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito del pianeta solo per ricchi (o quasi) mi è venuto in mente l&#039;ultimo film di Bong Joon-ho, &quot;Mickey 17&quot;: un politico fallito organizza una spedizione alla conquista di un nuovo pianeta e si porta dietro un esercito di &quot;sacrificabili&quot; da utilizzare per saggiare l&#039;aria, sperimentare vaccini obbligatori, provare nuove medicine ecc. Nulla di eccezionale (soprattutto nell&#039;happy end e nei messaggi un po&#039; didascalici), ma non male nelle premesse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito del pianeta solo per ricchi (o quasi) mi è venuto in mente l&#8217;ultimo film di Bong Joon-ho, &#8220;Mickey 17&#8221;: un politico fallito organizza una spedizione alla conquista di un nuovo pianeta e si porta dietro un esercito di &#8220;sacrificabili&#8221; da utilizzare per saggiare l&#8217;aria, sperimentare vaccini obbligatori, provare nuove medicine ecc. Nulla di eccezionale (soprattutto nell&#8217;happy end e nei messaggi un po&#8217; didascalici), ma non male nelle premesse</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Bianco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368535</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 14:21:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=112860#comment-368535</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368483&quot;&gt;andrea inglese&lt;/a&gt;.

grazie, Andrea, sei stato veramente chiaro ed hai fatto bene a sottolineare le politiche!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368483">andrea inglese</a>.</p>
<p>grazie, Andrea, sei stato veramente chiaro ed hai fatto bene a sottolineare le politiche!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/04/11/kit-di-autodifesa-nellera-trump-2-2-la-guerra-alla-scienza-e-al-giornalismo/#comment-368483</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 17:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si, ma Mario, quello che sottolineavo è che, quel sogno, per ammaliare, era accompagnato da politiche nazionali e internazionali, che lo rendevano almeno plausibile. E cio&#039; che lo rendeva plausibile era il modello tecnocratico che gli Stati Uniti sperimentavano ed esportavano. Naturalmente non c&#039;era solo questo. C&#039;era anche, il passaggio alla persecuzione politica in casa o gli interventi militari all&#039;estero, quando i partner sociali (maccartismo) o nazionali (Vietnam) erano riottosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, ma Mario, quello che sottolineavo è che, quel sogno, per ammaliare, era accompagnato da politiche nazionali e internazionali, che lo rendevano almeno plausibile. E cio&#8217; che lo rendeva plausibile era il modello tecnocratico che gli Stati Uniti sperimentavano ed esportavano. Naturalmente non c&#8217;era solo questo. C&#8217;era anche, il passaggio alla persecuzione politica in casa o gli interventi militari all&#8217;estero, quando i partner sociali (maccartismo) o nazionali (Vietnam) erano riottosi.</p>
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