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	Commenti a: Dallo stile singolare all&#8217;ibridazione plurale	</title>
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		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 18:32:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà Riccardo, la poesia e le varie forme di ricerca letteraria che le sono più o meno tangenti vive nei circuiti dissesasti ma esistenti della piccola editoria (con qualche eccezione). E ancor di più vive grazie ai blog, ai siti, ai podcast, alle newsletter, a qualche rivista cartacea. La letteratura minore, se esiste, circola in questa rete e si appoggia su qualche libreria indipendente e militante. Questo malgrado tutto esiste. Non so fino a quando, certo. Anche fare delle presentazioni è diventato complicato, ossia organizzare occasioni in cui far incontrare un po&#039; di pubblico con un libro. Tengo pero&#039; buona la tua affermazione &quot;Le piccole case editrici sono quello a cui potremmo rivolgere tutti più attenzione&quot;, con una propensione ad acquistare i libri che realizzano, anche con l&#039;intento di difendere un progetto di letteratura e anche di società che ancora si serve della di letteratura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà Riccardo, la poesia e le varie forme di ricerca letteraria che le sono più o meno tangenti vive nei circuiti dissesasti ma esistenti della piccola editoria (con qualche eccezione). E ancor di più vive grazie ai blog, ai siti, ai podcast, alle newsletter, a qualche rivista cartacea. La letteratura minore, se esiste, circola in questa rete e si appoggia su qualche libreria indipendente e militante. Questo malgrado tutto esiste. Non so fino a quando, certo. Anche fare delle presentazioni è diventato complicato, ossia organizzare occasioni in cui far incontrare un po&#8217; di pubblico con un libro. Tengo pero&#8217; buona la tua affermazione &#8220;Le piccole case editrici sono quello a cui potremmo rivolgere tutti più attenzione&#8221;, con una propensione ad acquistare i libri che realizzano, anche con l&#8217;intento di difendere un progetto di letteratura e anche di società che ancora si serve della di letteratura.</p>
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		Di: Riccardo Totti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Totti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 22:51:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, grazie per le riflessioni che condivido ampiamente.
Sarebbe molto interessante considerare, oltre allo stile, il tasso di lettura degli italiani e la complicità degli addetti ai lavori. Oramai i lettori sono sempre meno e spesso si rivolgono giustamente ai grandi classici o per inerzia ai nomi di spicco sui social.
Le piccole case editrici, di nicchia, sono quelle a cui potremmo rivolgere tutti più attenzione, e ancora di più gli spazi culturali (blog, giornali, librerie indipendenti, altro…) i quali dovrebbero correre il rischio di sporcarsi le mani, per dirla alla Deleuze e Guattari, con una “letteratura minore”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, grazie per le riflessioni che condivido ampiamente.<br />
Sarebbe molto interessante considerare, oltre allo stile, il tasso di lettura degli italiani e la complicità degli addetti ai lavori. Oramai i lettori sono sempre meno e spesso si rivolgono giustamente ai grandi classici o per inerzia ai nomi di spicco sui social.<br />
Le piccole case editrici, di nicchia, sono quelle a cui potremmo rivolgere tutti più attenzione, e ancora di più gli spazi culturali (blog, giornali, librerie indipendenti, altro…) i quali dovrebbero correre il rischio di sporcarsi le mani, per dirla alla Deleuze e Guattari, con una “letteratura minore”.</p>
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