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	Commenti a: L’università: su un immaginario recente	</title>
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		<title>
		Di: Paolo Rigo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2026/06/09/luniversita-su-un-immaginario-recente/#comment-399390</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Rigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buondì, grazie per i commenti e scusate il ritardo nella risposta. Sicuramente Roth ha scritto un romanzo meraviglioso, ma ce ne sono anche altri. Diciamo che l&#039;università crea fascino proprio perché - a mio avviso - resta un po&#039; difficile da afferrare e quando la si assaggia, si resta felici come quando ci mettono in bocca la prima caramella - quanti studenti restano colpiti da un invito a pranzo, magari semplicemente pragmatico, di un professore?

Sull&#039;indulgenza: può essere. Alla fine appartengo a quel mondo, diciamo che non vedo tante soluzioni o non sono molto bravo a ipotizzarle. 
Però, grazie della lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buondì, grazie per i commenti e scusate il ritardo nella risposta. Sicuramente Roth ha scritto un romanzo meraviglioso, ma ce ne sono anche altri. Diciamo che l&#8217;università crea fascino proprio perché &#8211; a mio avviso &#8211; resta un po&#8217; difficile da afferrare e quando la si assaggia, si resta felici come quando ci mettono in bocca la prima caramella &#8211; quanti studenti restano colpiti da un invito a pranzo, magari semplicemente pragmatico, di un professore?</p>
<p>Sull&#8217;indulgenza: può essere. Alla fine appartengo a quel mondo, diciamo che non vedo tante soluzioni o non sono molto bravo a ipotizzarle.<br />
Però, grazie della lettura!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2026/06/09/luniversita-su-un-immaginario-recente/#comment-397437</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 00:25:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo apprezzato, proprio per il suo sguardo sull&#039;accademia &quot;attraverso&quot; il filtro romanzesco. E, come dice Davide Orecchio, la narrazione ci sguazza in tale ambiente. L&#039;impressione generale è pero&#039; di una certa indulgenza. Si potrebbe essere più esigenti nei confronti di un&#039;istituzione fondamentale per la società, e che pero&#039; rischia di cumulare oggi i difetti dello stile feudale con quelli dello stile neoliberista. [E, en passant, non diciamo più che le bombe su Hiroshima e Nagasaki erano militarmente necessarie.]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo apprezzato, proprio per il suo sguardo sull&#8217;accademia &#8220;attraverso&#8221; il filtro romanzesco. E, come dice Davide Orecchio, la narrazione ci sguazza in tale ambiente. L&#8217;impressione generale è pero&#8217; di una certa indulgenza. Si potrebbe essere più esigenti nei confronti di un&#8217;istituzione fondamentale per la società, e che pero&#8217; rischia di cumulare oggi i difetti dello stile feudale con quelli dello stile neoliberista. [E, en passant, non diciamo più che le bombe su Hiroshima e Nagasaki erano militarmente necessarie.]</p>
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		<title>
		Di: davide orecchio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2026/06/09/luniversita-su-un-immaginario-recente/#comment-396393</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:46:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per questo bel pezzo. Io tra i libri ci avrei messo anche &quot;La macchia umana&quot; di Roth, romanzo di intelligenza suprema. Divagazioni a margine: c&#039;è qualcosa nell&#039;ambientazione universitaria che attira molto la mentalità narrativa, e quella drammaturgica in genere (la lista dei film da citare, soprattutto anglosassoni, sarebbe infinita). È un ambiente che come pochi altri consente di raccontare i rapporti sociali e gerarchici, il comando e l&#039;obbedienza, la disobbedienza, la relazione tra giovani e adulti, la creazione e frantumazione di miti. Gli anni universitari possono essere, per chi studia, i più belli della vita; e a volte i più brutti. Non ci sono mezze misure secondo me: o i più belli o i più brutti. Forse questo vale anche per chi nell&#039;università sta sul lato della ricerca e dell&#039;insegnamento? Ho vissuto troppo poco in quel lato per rispondere. Ancora più a margine: l&#039;università italiana - con i suoi drammatici tagli al personale - mi sembra soffrire di un&#039;esacerbazione del suo problema storico, quello di reggersi su un potere oligarchico e su una democrazia interna molto imperfetta (ma questo vale per tutti i luoghi di lavoro, che non sono mai democratici); in molte facoltà e dipartimenti i professori ordinari sono sempre di meno e quindi sempre più potenti. 
Faccio notare che il &quot;racconto universitario&quot; compare a volte anche su &quot;Nazione Indiana&quot;. Sarà che la nostra comunità di lettrici e lettori appartiene spesso a quell&#039;ambiente... Alberto Comparini, citato in questo pezzo, ha pubblicato diversi racconti su NI, e alcuni dei quali sul mondo accademico: https://www.nazioneindiana.com/tag/alberto-comparini/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo bel pezzo. Io tra i libri ci avrei messo anche &#8220;La macchia umana&#8221; di Roth, romanzo di intelligenza suprema. Divagazioni a margine: c&#8217;è qualcosa nell&#8217;ambientazione universitaria che attira molto la mentalità narrativa, e quella drammaturgica in genere (la lista dei film da citare, soprattutto anglosassoni, sarebbe infinita). È un ambiente che come pochi altri consente di raccontare i rapporti sociali e gerarchici, il comando e l&#8217;obbedienza, la disobbedienza, la relazione tra giovani e adulti, la creazione e frantumazione di miti. Gli anni universitari possono essere, per chi studia, i più belli della vita; e a volte i più brutti. Non ci sono mezze misure secondo me: o i più belli o i più brutti. Forse questo vale anche per chi nell&#8217;università sta sul lato della ricerca e dell&#8217;insegnamento? Ho vissuto troppo poco in quel lato per rispondere. Ancora più a margine: l&#8217;università italiana &#8211; con i suoi drammatici tagli al personale &#8211; mi sembra soffrire di un&#8217;esacerbazione del suo problema storico, quello di reggersi su un potere oligarchico e su una democrazia interna molto imperfetta (ma questo vale per tutti i luoghi di lavoro, che non sono mai democratici); in molte facoltà e dipartimenti i professori ordinari sono sempre di meno e quindi sempre più potenti.<br />
Faccio notare che il &#8220;racconto universitario&#8221; compare a volte anche su &#8220;Nazione Indiana&#8221;. Sarà che la nostra comunità di lettrici e lettori appartiene spesso a quell&#8217;ambiente&#8230; Alberto Comparini, citato in questo pezzo, ha pubblicato diversi racconti su NI, e alcuni dei quali sul mondo accademico: <a href="https://www.nazioneindiana.com/tag/alberto-comparini/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/tag/alberto-comparini/</a></p>
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