Categoria: diari

esperienze, commenti all’attualità

Storia

Questa poesia nasce da un racconto molto personale sull’eccidio di Santomoro, avvenuto il 22 giugno 1944. I fatti sono riportati in varie pubblicazioni locali, ultima in ordine di tempo: C’era una volta un torrente che scorreva lungo un piccolo paese, nato su una strada che portava alla Badia… a cura di Laura Bassareo per il Centro Sociale di Santomoro, stampato in proprio nel 2017.… Leggi il resto »

La pura superficie

di Mario De Santis

“Ho scritto un testo che non tende a nulla. Vuole solo esserci, come tutti”. Ci accoglie alla fine della prima poesia, questo verso che dice già nettamente qual è uno dei cardini del nuovo libro di Guido Mazzoni.… Leggi il resto »

Calumet Voltaire della Festa Indiana: Afrodite e Immanuel

di Antonio Sparzani

come certo ricordate da quanto detto qui, Wolfgang Pauli, il luminare della fisica del secolo scorso, era in ottimi rapporti, oltre che con Carl Gustav Jung, con la sua più stretta collaboratrice, Marie-Louise von Franz. In occasione del trentasettesimo compleanno di lei, il 4 gennaio 1952, le invia, come testimonianza di affetto e di vicinanza, un breve dialogo da lui scritto dieci anni prima, quando si trovava a Princeton, negli USA, per sfuggire ai molti pericoli della guerra che devastava l’Europa.… Leggi il resto »

Lo spettro dell’amore ossessivo torna a visitarci nell’ultimo romanzo di Emiliano Gucci

di Federico Di Vita

Avete presente Lady Midnight di Leonard Coen? La canzone parte con l’ossessiva richiesta di un innamorato (Whatever you give me, I seem to need so much more) cui risponde la sfida della donna (Just win me or lose me / It is this that the darkness is for), per concludersi col perfetto ribaltamento delle parti quando, nell’ultima strofa, è la signora a implorare l’amante (You’ve won me, you’ve won me, my lord), chiudendo un cerchio di desiderio febbrile, in quella che è una sintesi mirabile di uno dei grandi classici della letteratura: la furia d’amore, la fuga, l’inseguimento, il ritorno disperato – del resto a teorizzare che tanta parte delle nostre lettere sia giocata su questo schema è stato Denis de Rougemont ne L’Amore e l’occidente – e basti pensare alla figura di Elena di Troia per capire quanta ragione avesse… in ogni caso, pare che l’antico pozzo non abbia alcuna intenzione di prosciugarsi, e il gorgo dell’amore, usurato ma divorante, continua a far scaturire varianti.… Leggi il resto »

L’originale di Zanotti

di Francesca Fiorletta

Anch’io, come tutti, ho il mio elenco di cose che mi fanno paura: la solitudine, poniamo, e gli incendi, i ragni troppo grossi e le stanze troppo piccole, le strade di campagna e i televisori accesi la notte, i sogni di animali compositi e quelli di bambine bionde.Leggi il resto »

L’eroe allo specchio

di Gregorio H. Meier

a Charlotte

I.

Come spada aveva scelto il coltello per affettare il pane, e non fu semplice farlo passare tra il jeans e la cintura, i denti che uno dopo l’altro si impigliavano alle cuciture. L’armatura invece se l’era fatta da solo: fogli di carta stagnola incollati con cura su delle placche di cartone, giri e giri di scotch a compattare, qualche anello di spago là dove i pezzi della corazza s’incontrano all’altezza delle articolazioni, larghi abbastanza da permettere fendenti, montanti e fughe a perdifiato.… Leggi il resto »

Era la guerra

di Fabio Chiusi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ti avvero
nulla. Come ti posseggo
nel nostro cercarci oltre le frasi
è forse una gura che brilla
oltre noi, è forse una voglia
irraggiungibile, una veduta:
potresti domani avere pace?… Leggi il resto »

La vergine Maria

Di seguito, un racconto sul sesso, le aspettative e le prime volte.
“Dal tuo terrazzo si vede casa mia” di Elvis Malaj, edito da Racconti Edizioni.

di Elvis Malaj

Maria aveva trascorso l’intera mattinata chiusa in camera, e dopo una lunga ricerca su internet aveva scoperto di essere ancora vergine.… Leggi il resto »

4321 e il grado zero di Paul Auster

di Francesca Fiorletta

Scrivendo di sé nei sei mesi che aveva impiegato per terminare il suo breve libro di centocinquantasette pagine Ferguson si era ritrovato dentro un nuovo rapporto con se stesso. Sentiva un legame più intimo con i suoi sentimenti e allo stesso tempo si sentiva più lontano, quasi distaccato, indifferente, come se durante la stesura del libro fosse diventato paradossalmente una persona più calda e più fredda, più calda perché si era aperto e aveva mostrato le sue viscere al mondo, più fredda perché poteva guardare quelle viscere come se appartenessero a un altro, un estraneo, uno senza nome, e non sapeva dire se quella nuova relazione col suo io di scrittore fosse positiva o negativa, migliore o peggiore.Leggi il resto »

Belve, mostri e scatole di cartone. L’incontro con l’altro nei libri illustrati per l’infanzia.

di Francesca Matteoni

L’altro, si sa, è sempre il grande enigma che ci definisce. Lo si fugge, lo si cerca, lo si teme, lo si incontra per caso, lo si guarda come in uno specchio ribaltato. Tornando a perdermi nella mia collezione di albi illustrati per la prima infanzia, mi sono accorta che gran parte di quella folla di bambini buffi e normalissimi, di animali feroci che compaiono in luoghi improbabili, di famiglie bizzarre, mostri, attraversatori di boschi di professione ha in comune proprio l’esperienza dell’altro nel suo molteplice manifestarsi.… Leggi il resto »

Fuori dalla Storia: adolescenza e spazio liberato

Antonio vive dal 2006 a Pistoia, ma ci siamo conosciuti e incontrati soltanto dopo la disfatta politica delle ultime elezioni che hanno visto la destra prendere il posto della sinistra in cui entrambi avevamo creduto e continuiamo a credere. Poi, una mattina, sul treno per Firenze, mi ha raccontato del suo coinvolgimento attivo nel quartiere di Bari dove è cresciuto, ci siamo confrontati sul rapporto con gli adolescenti, sugli spazi liberati, difesi e a volte perduti, sul bisogno vitale di credere che quegli spazi siano riabitati, in modi a noi sconosciuti e sorprendenti dai più giovani.… Leggi il resto »

Cuori di seppia

di Francesca Fiorletta

Filippo De Matteis ha scritto un libro delicatissimo e struggente. Cuori di seppia, il suo esordio narrativo per Elliot Edizioni, è un improvviso viaggio a rebours nei meandri più reconditi di mente, corpo e anima, attraverso un soliloquio ininterrotto popolato da presenze misteriose, personaggi lugubri e inquietanti rivelazioni.… Leggi il resto »

“Pacific Palisades”. Un testo al confine

di Stiliana Milkova

Pacific Palisades, il nuovo libro di Dario Voltolini, è appena uscito da Einaudi. Pacific Palisades racconta una vita attraverso la mappa di una città. Per specificare, il suo è un testo autobiografico che colloca la propria storia sulla pianta topografica di Torino (la città natia dello scrittore) per poi espandere la prospettiva dell’io narrante e dunque anche quella del lettore fino a comprendere territori lontani e definitivamente stranieri e fare un giro dalla California a Tokyo.… Leggi il resto »

Il mondo di Fiorino: autunno

di Antonio Sparzani

Erano i mesi dell’autunno nebbioso. La quarta ginnasio era passata e Fiorino frequentava la quinta con qualche difficoltà iniziale. Stranezze, pensava suo padre, non abituato a dover firmare brutti voti. Il fatto è che Fiorino perdeva tempo, talvolta come in trance, e poi usciva spesso e aveva cominciato a vedere degli amici nuovi, conosciuti tramite Ernesto.… Leggi il resto »

ballata della crepa (o dell’onestà)

di Francesca Genti

canto Kālī canto la crepa
che fa più ornata la porcellana
che fa pregiata la slogatura
che rende la caduta umana

canto l’errore e il disonore
canto ciò che non è edificante
canto la crepa che rende brillante
la giornata senza sole

il vortice canto e la big babol
l’energia di quella che vola
l’allegria di quella che scoppia
la risata che colora

la caduta e l’ipocondria
e ogni tipo di bugia
(quella detta per ferire
quella detta per guarire)

canto la crepa della faccia
la ruga che vince la vanità
il capillare che si incrina
lo scacco matto alla regina

canto il disordine canto la crepa
canto la bimba che se ne frega
canto la bimba oca giuliva
che fa le bolle con la saliva

la carie canto lo zucchero filato
tutto quello che è esagerato
quello che c’è tra cielo e terra
tutti i segni della guerra

canto quello che si rompe
canto i cocci dopo la festa
la paura del dentista
e i suicidi dalla finestra

il terremoto il temporale
la buca la scala il vicolo cieco
canto la crepa sopra il soffitto
e il gradino su cui inciampare

canto Kālī canto la crepa
che fa preziosa la porcellana
che rende onore all’incrinatura
che ti fa bella che ti fa umana.… Leggi il resto »

Abitare il mondo con stupore

di Francesca Matteoni

Ai bambini e alle bambine di Camerino e a Tullio. Con affetto e gratitudine.

 

Tentando di fermare su una mappa un’estate infinita e densa come lo era solo nell’infanzia, nominerò per primo il luogo, Camerino, immerso nelle colline dell’Italia profonda che scivolano l’una nell’altra con i girasoli, le stoppie, il bestiame e i borghi abbandonati, dove fra giugno e luglio un team multidisciplinare di cui ho fatto parte, composto da una psicologa, artisti e documentatori provenienti da Toscana, Umbria ed Emilia, ha abitato e lavorato al progetto artistico IO SONO QUI, coinvolgendo quattro gruppi di ragazzi fra i sei e i tredici anni.… Leggi il resto »

Venezia 74 – Un caso di Realtà Virtuale

di Lorenzo Esposito

Quando due anni fa Tsai Ming-liang presentò a Venezia l’inquadratura fissa intitolata Afternoon, dove un regista e il suo attore feticcio (Tsai Ming-liang stesso e Lee Kang-sheng), installati nel quadro bucato di una casa diroccata, consumano una delle ossessioni amorose più sconcertanti e appassionanti della storia del cinema, l’ingenuo accostamento fatto dai più con certa tendenza museale dell’ultim’ora era già di per sé disinnescato dall’ambizione tutta umanistica e apocalitticamente intrecciata all’annuncio del cineasta taiwanese di non voler fare più ‘film’.… Leggi il resto »