Categoria: allarmi

urgenze, indignazioni, questioni gravi

L’operaio e il capitale. L’utopia realista di Philippe Poutou

di Jamila Mascat*

A pochi giorni dal primo turno delle presidenziali francesi, che secondo alcuni sondaggi favorirebbe Emmanuel Macron, Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, l’extrême gauche ha fatto irruzione nel dibattito elettorale grazie agli exploit televisivi irriverenti del candidato, operaio Ford, del Nouveau Parti Anticapitaliste.… Leggi il resto »

Le lettere e il volgare

di Giorgio Mascitelli

 

La lettera dei 600 docenti universitari al governo sulla crisi della conoscenza dell’italiano nelle giovani generazioni apparsa nelle scorse settimane ha avuto il merito indubbio di porre l’attenzione generale sul problema delle competenze linguistiche nazionali, argomento che di solito non occupa esattamente la prima pagina dei giornali; anzi tradizionalmente questioni del genere sulla stampa vengono affrontate a ridosso di ferragosto quando tutti sono in vacanza e le redazioni sono più libere nella scelta dei temi.… Leggi il resto »

Il Ban di Trump e la Guerra Santa del nerd canadese

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

Anatole. L’ordine mondiale è scosso dal Ban di Trump, che impedisce l’ingresso negli Stati Uniti a i cittadini di Iran, Iraq, Libya, Somalia, Sudan, Syria and Yemen. Sulla prima pagina del New York Times tiene banco il conflitto istituzionale circa la nomina del nuovo Attorney General, in relazione alla legalità del Ban e dell’opportunità che i legali del Dipartimento della Giustizia lo dichiarino ammissibile.… Leggi il resto »

La lezione americana della post-verità “alternativa”

di Anatole Pierre Fuksas

Non si è fatto a tempo a inaugurarla questa presidenza Trump, che già il tema-chiave attorno al quale ruoterà tutto il dibattito sulla democrazia nei prossimi cinque anni ha già egemonizzato le prime pagine di tutti i giornali, soprattutto quelle dei paesi anglosassoni, che per cultura e tradizione vivono nel culto della verità fattuale.… Leggi il resto »

Dan Brown a Frosinone e il Qualcunismo Rambista

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

Anatole. Non si sa bene più da che parte cominciare per controbattere con gli scarsi mezzi di cui si dispone alla grancassa guerrafondaia di religione che proprio in questi giorni, dopo l’attentato della notte di Capodanno a Istanbul, ha ricominciato a rullare poderosa, accompagnata dallo starnazzare dei soliti tromboni.… Leggi il resto »

La Guerra Santa da salotto dell’Illuminista (inglese, mi raccomando)

di Anatole Pierre Fuksas (con l’assenso motivato e partecipato di Lorenzo Declich)

Da quando eravamo molto giovani abbiamo in comune un disprezzo sostanziale per le argomentazioni ideologiche basate sull’ignoranza unito ad una clamorosa inclinazione per il cazzeggio sfrenato. Nel corso del tempo abbiamo condiviso con molte altre amiche ed amici più o meno storici queste nostre due passioni.… Leggi il resto »

La Missione Impossibile dell’Ethan Hunt Tunisino, la Verità di Transito e la Bizona Minniti

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

 

Anatole. Giusto il tempo di far emergere i dettagli circa l’identità dell’attentatore e saltano naturalmente fuori i famosi amici del jihadista, secondo il copione che avevamo tracciato nella puntata precedente. Subito si dimostra che il Califfone è ramificato dappertutto (mi perdonerai l’omaggio al coattissimo cinquantino da motocross della nostra giovinezza) e tutti gli amici degli attentatori sono il brodo di coltura nel quale il radicalismo sguazza, eccetera (ma poi non vale se la stessa cosa accade in North Carolina, chissà perché, chissà percome).… Leggi il resto »

Il qualcunismo omicida dei lupi solitari e la sindrome di Lee Oswald

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

Una conversazione sul Pizzagate ed il pistolero del Comet, il Fantasma del Camion di Berlino e la performance del poliziotto turco 

Anatole. È molto difficile uscire dalla spirale del complottismo, nella quale ci siamo avvitati inevitabilmente da più di un mese, ma sapevamo che sarebbe stato così e proprio per questo abbiamo evitato di tuffarci in questo argomento sublime quanto inquietante finché ci è stato possibile.… Leggi il resto »

I neo-semplificatori

di Domenico Talia

A proposito di complessità, George Bernard Shaw tanto tempo fa notava che «Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata». La complessità della nostra società sembra stia disorientando tutti e il suo vento caotico sembra sopraffare e confondere soprattutto quelli che non hanno contribuito a stabilire le regole del mondo, ma sono costretti a subirle.… Leggi il resto »

Da «sticazzi…» a «mecojoni!»: lo spoof del complottismo e il ghost in the machine

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

Anatole. So che ci eravamo ripromessi di parlare del tema forse nodale attorno al quale ruotano i ragionamenti sul consenso nell’epoca della postverità veicolata dai social media, ma non so resistere al richiamo complottistico della storia di questo account twitter intestato a una certa Beatrice di Maio, denunciata per diffamazione da Luca Lotti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, scopertosi appartenere a Tommasa Giovannoni Ottaviani, detta Titti, moglie dell’ex ministro di Forza Italia Renato Brunetta.… Leggi il resto »

La postverità e il pallone sbagliato dalle veline dell’ISIS ai tronisti della «loi travail»

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

Anatole. Forse si può riprendere la questione del complottone per elaborare qualche idea su come funzioni la verità del discorso corrente, cioè per ragionare su cosa significa oggi dire una cosa vera. Disponendo sull’asse delle ordinate un gradiente di menzogna/verità e su quello delle ascisse populismo e democrazia, il complottismo si situa al punto di intersezione.… Leggi il resto »

Il Grande Complotto che dà senso al Telefonone

di Lorenzo Declich e Anatole Pierre Fuksas

Lorenzo. dopo l’uscita dell’ultimo pezzo ho dovuto fare un po’ di controcomplottistica, cioè il corrispettivo digitale della prepugilistica. Mi sono dedicato a un esercizio complesso: combattimento cinguettante. Che la forma dialettica naturale di Twitter sia la bagarre è evidente: quel social non è fatto per dialogare e articolare un ragionamento complesso in una serie di pensierini da 140 caratteri è semplicemente impossibile.… Leggi il resto »

Tu se sai dire dillo 2016. V edizione

di Biagio Cepollaro

Tu se sai dire dillo

V edizione

21, 22 e 23 ottobre 2016

Spazio Ostrakon e Bioforme

Rassegna ideata e curata da Biagio Cepollaro in memoria dell’amico e poeta Giuliano Mesa

La V edizione di Tu se sai dire dillo si svolgerà nei locali del centro Bioforme, via Aosta 2, Milano (MM 5 Cenisio) e si articolerà essenzialmente intorno ai temi: la poesia di Giuliano Mesa, l’emergenza poetica di questi ultimi anni a Napoli, la riscoperta critica del Gruppo 93 a ventitré anni dallo scioglimento del sodalizio, la nascita della collana Autoriale e il primo volume dedicato a Francesco Tomada, la festa del blog Perigeion e la poetica del lutto di Amelia Rosselli.Leggi il resto »

È vietato

di Fabio Pusterla

È vietato lordare le acque.
È vietato pescare di frodo.
È vietato portare di là
chi di là non deve andare:
mendicanti, malati, paure,
disperati di sventura.

Paghino alle dogane
pedaggio ai nostri ponti,
facciano i loro conti o
crepino a casa loro.… Leggi il resto »

Dai diamanti non nasce niente

di

Carlo Grande

* La cremazione è la scelta migliore. La cenere torna cenere.

Così ci si risparmia la decomposizione e i vermi.

Perché, sai, i vermi mi preoccupano abbastanza.

(M. Caine a Jack Nicholson in “Blood and Wine”)

Dunque, la notizia è che l’ultima frontiera della pseudo-immortalità è comprimere le ceneri del caro estinto e trasformarlo in diamante da tot carati (più è compresso e più carati ci sono, più il procedimento costa).… Leggi il resto »