Categoria: annotazioni

Cronache di Mesagne

Il convento dei Cappuccini a Mesagne, sede del'ISBEM

di Antonio Sparzani

Ulivi e ulivi e ulivi senza fine corrono sul finestrino del treno che mi porta via da Mesagne e da Brindisi. Sole e ancora sole, benefico e implacabile, che ci schiaccia un po’ tutti verso il basso.… Leggi il resto »

Correre lungo il bordo del precipizio: Bolaño selvaggio

di Enrico Macioci

È uscito per Senzapatria editore Bolaño selvaggio, a cura di Edmundo Paz Soldàn e Gustavo Faveròn Patriau e tradotto egregiamente da Marino Magliani e Giovanni Agnoloni. Si tratta d’una raccolta di venticinque saggi suddivisi in quattro sezioni (la percezione del mondo, la politica, l’estetica, le genealogie letterarie del cileno), più un’introduzione e due interviste inedite.… Leggi il resto »

I canali di Sigmund Freud

di Giuseppe Zucco

 

Se sono stanco, e metaforicamente accartocciato e spento, e ho atteso in trance che l’autobus materializzasse la sua stazza grigio-arancione tra gli ottani di benzina fluttuanti nell’aria, e non sono riuscito a fare spesa, né a intercettare nessuno di veramente amichevole o familiare sulla via di casa, e la giornata è andata com’è andata, consegnandomi la tipica pallida espressione di pecora nel gregge, dopo che per estenuanti otto ore e trentacinque minuti più eventuale straordinario l’attività lavorativa mi ha disciolto tra i circuiti cerebrali la desolata complessità della ruggine, per recuperare me in quanto persona, e ripristinare la singolarità della condizione umana che questa epoca elargisce con estrema disinvoltura e ineluttabilità, non leggo alcuna raccolta di racconti, né pesco a caso nella variegata filmografia di Stanley Kubrick, tantomeno sgrano nelle cuffiette i trentadue brani delle Variazioni Goldberg che Johann Sebastian Bach compose e Glenn Gould eseguì, semplicemente mi sbraco sul divano, stendo le gambe sulla sedia, incrocio i piedi, cerco il telecomando tra i cuscini, e con calma e sangue freddo e una iniziale moderazione che verrà via via tradita, comincio a spaziare tra i canali nazionali, i pianeti definitivamente esplorati dell’intrattenimento di massa, Rai Mediaset La7, piccoli paesaggi bidimensionali in sedici noni su cui camminano e volteggiano e gesticolano creature in carne ossa pixel tanto vive quanto inesistenti, il colore rossastro della pelle chiarificatore dell’eventualità che il pianeta Marte è qui, realizzato su/tra di noi, per spingermi subito dopo verso nuovi confini, lontane galassie, aperture siderali comprese tra le frequenze che il decoder del digitale terrestre prova a captare, i canali regionali o provinciali o cittadini, comunque sia con una copertura di territorio e popolazione molto circoscritta, e nel buio più assoluto, a mezzanotte, senza possibilità di distrazione, se non per l’impercettibile refresh meccanico delle palpebre sulle iridi sempre più dilatate, io guardo, guardo la cotonatura biondocenere di una signora avanti negli anni che ordina sul tavolino con due mani paffutamente piccole ma dalle unghie laccate di un rosso a tratti scintillante tutta una serie di tarocchi e di possibilità sentimentali di cui l’ascoltatrice Carmela non è ancora consapevole, guardo la minacciosità implicita di uno schiacciapatate, guardo la riproduzione tridimensionale di una modella americana uscire dal Codice Internazionale Del Cardiofitness e salire e scendere da uno scalino in plastica gialla mentre le oscilla la coda e neanche una minuscola chiazza di sudore le si allunga sulla tutina viola aderente e in un italiano doppiato da una voce incomprensibilmente maschile elenca quali vantaggi comporta la salita e la discesa dal suddetto scalino, guardo la solitudine smerigliata di un orecchino, guardo due conduttori giovani e truccati e suadenti spiegare e fare vedere con l’ausilio di una modella sufficientemente svestita che solleva il piede a favore di camera quanto possa essere antisociale e non contemporaneo e per nulla etico lasciare lo strato indurito di cellule morte sul calcagno, guardo la punta affilata di un coltello da cucina e il modo brutale in cui tale coltello affronta la spinosa questione della presenza se non vicinanza di altri simili, guardo un uomo l’esatto contrario di Siddharta di un’età indefinibilmente compresa tra i trenta e i cinquanta seduto sotto le lenzuola nudo e molto peloso illuminarsi come Siddharta quando apprende da una voce fuori campo l’esistenza di una lozione capace di risvegliare l’impero dei sensi e attirare sciami di ninfomani della porta accanto sempre eternamente strizzate in un bikini nero, guardo l’avanzare bianco e nero di insetti sui pavimenti di una villetta prima che si avveri la soluzione finale di uno spray sterminatore, guardo un uomo in giacca e cravatta attingere con estasi alla parola capolavoro mentre indica un quadro di ridotte dimensioni raffigurante una specie di margherita disegnata con la mano destra da un bambino mancino, guardo il cd di un cantante neomelodico il cui cantante nonostante tutti possibili ritocchi sembra avere i capelli finti o posticci, guardo una ragazza dai capelli ossigenati sedere sul divano e rispondere al telefono e passare la cornetta del telefono nei più intimi umidi recessi mentre il tanga più che una presenza filiforme è appena una possibilità, cioè guardo e ritrovo anche qui in maniera grossolana quanto diceva Sigmund Freud tanto tempo fa, i canali nazionali e istituzionali sono la nostra parte cosciente e razionale, i canali regionali o provinciali o cittadini sono l’inconscio, uno spazio in cui si agita tutto ciò che pensiamo di non pensare, soprattutto adesso, mentre sono stanco, e prendo sonno sul divano, e precipito da qualche parte, e uno schiacciapatate impugnato da un bambino mancino infilato in una tutina viola aderente mi si fa minacciosamente contro.… Leggi il resto »

Bolaño e i suoi prosecutori

di Giuseppe Zucco

Se negli ultimi tempi, al culmine del più classico percorso di pellegrinaggio, non solo avete consumato le ginocchia sul marmo delle cattedrali di 2666 (Adelphi, 2009) e Detective selvaggi (Sellerio, 2003), e avete inclinato il capo penitente dentro il santuario di Stella distante (Sellerio, 1999) e La letteratura nazista in America (Sellerio, 1998), e avete sgranato il respiro davanti al tempio incompiuto e auto-saccheggiato de Il terzo Reich (Adelphi, 2010) e I dispiaceri del vero poliziotto (Adelphi, 2012), ma con il più struggente atto di fede vi siete spinti in punta di piedi dentro la sagrestia delle collezioni di saggi, interviste e testi di conferenze di Tra parentesi (Adelphi, 2009) e L’ultima conversazione (Sur, 2012), molto probabilmente il nome di Rodrigo Rey Rosa vi suonerà parecchio familiare.… Leggi il resto »

Ceci n’est pas un compte rendu [Questa non è una recensione]

di Monica Mazzitelli

Roma, parco di Villa Ada, aprile finisce domenicale cedendo infine alla primavera.
Nei viali e sui prati, una coppia di amiche rumene di mezza età con caviglie virili e varicose parlano fitte sbocconcellando panini e il vino dal cartone, rannicchiate sopra un plaid tartan sull’ocra con orli sfilacciati, le dita dei piedi compresse dai gambaletti color carne.… Leggi il resto »

Per esempio il terremoto in Emilia il 29 maggio 2012

di Giuseppe Zucco

Finita, è finita, sta per finire, sta forse per finire.

Samuel Beckett

Per esempio la tachicardia.
 

Per esempio il nome del paesino attorno a cui ronzano tutte le troupe e i giornalisti e i mezzi tecnici e i ponti satellitari dopo la prima grande scossa della settimana scorsa, Finale Emilia, un nome già in odore di apocalisse se non ricordasse qualcosa di ancora più sconveniente, Finale di partita di Samuel Beckett, l’opera teatrale che organizza l’idea di un’opprimente immobilità della storia, come se le strade, le stradine, le piazze, le case dai mattoncini rossi, fossero trattenute nel limbo del prossimo sciame sismico.… Leggi il resto »

Due modi per occuparsi sbrigativamente di James Joyce

di Giuseppe Zucco

 

Così Jonathan Franzen:

In uno dei suoi saggi parla con freddezza dell’Ulisse di Joyce.

Ovviamente stiamo parlando di un grande capolavoro per il quale provo un’enorme ammirazione, tuttavia ritengo che sia un progetto letterario freddo, paragonato a esempio a quello che è riuscito a fare Beckett per descrivere l’orrore dell’esistenza e creare un testo sperimentale che corrispondesse a quel sentimento.… Leggi il resto »

Poesie # 4

di Franco Buffoni

Vita agra       

 E li pensavo invece che ai ponteggi

Aggrappati al condominio di fronte,

Sui prati verdi a prendere il sole

Giocare a tamburello bere birra

Scherzare fino a tardi ritornare

Per svegliarsi alle sette

Essere alle otto in punto qui di fronte

Risalire il ponteggio, accompagnarmi

Per tutta settimana, cento pagine nuove

Da tradurre.… Leggi il resto »

Judith vs Joseph

di Franco Buffoni

Judith Butler (Cleveland, 1956), professore di filosofia a Berkeley, è la studiosa che maggiormente ha contribuito alla codificazione della Gender Theory. In base alla quale, nel mondo moderno, l’omossessualità diviene un destino culturalmente accettabile, e la differenza tra uomo e donna finisce inevitabilmente con l’essere più un fatto di rilevanza sociale che di rilevanza biologica.… Leggi il resto »

Poesie # 3

di Franco Buffoni

Viale dei tigli

Sono ottantenni gli alberi e le cime
Ergono su la presenza di liceo
– Il bar con i panini.
Per durezza potata
Ne indovini la forma-foglia:
L’ablativo del ramo
Se veramente interrogato
Risponde i giorni delle mamme giovani
A ripassare cartoline.… Leggi il resto »

Poesie # 2

di Franco Buffoni

Avrei detto “Quo vadis?”

Avrei detto “Quo vadis?” al mio amico
Che aveva fatto la seconda media,
Io che venivo dalla prima
Appena cominciate le vacanze
All’albergo delle alpi,
E appena l’avessi visto.
Glielo avrei detto sulla porta
Pronto a balzare fuori,
Era da marzo che ci pensavo,
Forse da febbraio
Dopo la terza declinazione.… Leggi il resto »

Poesie

di Franco Buffoni

Il terzino anziano

Erano invecchiati
anche quelli della sua età
con la barba verde tra i piedi
e l’odore di maglia a righe,
ma lui restava
in difesa
pesante, a sentirsi i figli
crescergli contro
e vendicarsi.… Leggi il resto »

Scritture Giovani Cantiere

Un corso di formazione per giovani aspiranti autori edizione 2012

Festivaletteratura, con il sostegno di Fondazione Cariplo e illycaffè, promuove un corso di formazione rivolto a dieci giovani aspiranti scrittori nell’ambito del progetto Scritture Giovani. Scritture Giovani, che dal 2002 ad oggi è impegnato nella valorizzazione di autori europei under 32 non ancora pubblicati nel proprio paese attraverso la partecipazione ai principali festival letterari europei, si arricchisce di una sezione “cantiere”, rivolta a giovani che ancora non hanno pubblicato propri lavori.… Leggi il resto »

Aside

Visto che negli ultimi tempi sembra che tutti i miei amici comprino buoni Groupon o li usino per la loro attività, segnalo un ottimo articolo di Gianluca Diegoli:

In pratica, Groupon sfrutta l’enorme inefficienza che esiste nel mercato da entrambi i lati: sia dal lato dell’aggregazione della domanda in modo più etico per l’esercente e interessante per l’utente, sia (ora soprattutto) dal lato della presenza digitale degli esercenti. Groupon non è scienza missilistica, come si dice, ha fatto solo quello che serviva: portare sul marketing digitale quelli che non riescono ad andarci da soli, e a caro prezzo.

In 10 punti, quel che penso di Groupon (e del ristorante intelligente)

Aside

il mercato sta (più o meno) quadruplicando, e Kindle si sta avvicinando al 50% del mercato totale. Detto in altre parole ancora: quello che l’anno scorso (ebook a.K.) era 100 diventa 200, a cui si aggiungono altri 200 rappresentati da Kindle, sicché il mercato totale che l’anno scorso (a.K.) era 100 quest’anno (d.K.) è 400.

Antonio Tombolini sul suo blog: Gli ebook in Italia avanti-Kindle e dopo-Kindle

Cioé da 500.000 ebook venduti nel 2011 a 2.000.000 nel 2012, basandosi sui dati in proiezione della sua piattaforma di distribuzione, Stealth. E’ l’effetto dell’arrivo di Amazon Kindle.

Aside

Ian Bogost sui videogameIntervista collettiva effettuata da Slashdot a Ian Bogost, progettista di giochi e docente di letteratura, comunicazione e cultura presso l’università statunitense di Georgia Tech – via Lucio Bragagnolo – jan reister