Categoria: carte

scritti già pubblicati altrove o interventi letti a convegni

Cine-occhi e cine-pugni: due modi di intendere il cinema

[dal vastissimo archivio di Nazione Indiana ripubblichiamo questo articolo del 27 Dicembre 2012]  

di Rinaldo Censi

Tra i film che Sergej Michalovich Ejzenstejn avrebbe voluto realizzare e che sono rimasti allo stadio meramente cartaceo spiccano numerosi trattamenti letterari: si va dall’Armata a cavallo (Babel) a Don Quixote, da Sutter’s Gold (tratto dal romanzo L’or di Blaise Cendrars) a un Giordano Bruno da filmare a colori, e poi Black Majesty (dal romanzo di George V.… Leggi il resto »

Cose di famiglia

di Gianni Biondillo

Alla fine decisi di visitare il Niavaran Palace, quasi fosse un implicito tributo a mia madre. Con la amica iraniana che mi accompagnava fingevo di provare un sincero interesse storico, da architetto, anche se, a ben vedere, l’idea di visitare la sontuosa dimora estiva degli Scià di Persia non mi entusiasmava particolarmente.… Leggi il resto »

Il lavoro negli scritti di Gadda

di Alba Coppola

Il tema del lavoro è nodale nell’opera di Gadda, sì che, anche quando non sia l’argomento specifico, ma resti laterale o sottotraccia, il linguaggio che ad esso rimanda è pervasivo in tutti i suoi scritti, e si tratta di lavoro operaio, meccanico o artigianale, di lavoro contadino, di lavoro intellettuale, fin almeno dalla Meditazione milanese, del 1928, nata intorno al tema della gnoseologia di Leibniz, in cui si afferma che, come il lavoro, anche il vivere è costruzione, giacché anche la vita è un macchinario, sia pure organico, e la natura umana è «ingegneristica».… Leggi il resto »

Vivere, scrivere

di Angelo Ferracuti

L’allerta meteo qui a Montpellier mi pare davvero provvidenziale. Un evento naturale cambia la tramatura della vita sociale, fa chiudere le scuole, minaccia persino lo svolgimento del nostro convegno, e piove ormai da due giorni ininterrottamente. Questo ci dice qualcosa sull’imprevedibilità di chi scrive come me reportage narrativi, e di come un evento di questo tipo possa produrre storie e deragliamenti, possa essere capace di cambiare persino un punto di vista.… Leggi il resto »

Ricordi della natura umana. The last Saul

Presentiamo un saggio contenuto in L’albero del romanzo. Un saggio per tutti e per nessuno in uscita per Effigie (Milano, 2018, pp. 204).

di Massimo Rizzante

 

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Saul Bellow è nato l’undici giugno del 1915 a Lachine, Quebec, Canadà, da genitori ebrei emigrati da San Pietroburgo nel 1913, ed è morto il cinque aprile del 2005, dopo dodici romanzi, diverse novellas, numerosi racconti, alcuni testi teatrali, un libro di saggi, un reportage sulla «Terra promessa», cinque matrimoni, tre National Book Awards, un Premio Pulitzer, il Nobel per la letteratura (1976) e dopo aver fondato con Keith Botsford tre riviste: The Noble Savage (1960-1962), Anon (1970), The Republic of Letters (1997-2005).… Leggi il resto »

I poeti appartati: Anthony Hecht

Nota

di

Alida Airaghi

Di Anthony Hecht (New York, 1923Washington, 2004), la critica ha sempre sottolineato sia l’interesse per le tragiche vicende storiche del ’900 (la seconda guerra mondiale, a cui partecipò combattendo come fante in diversi paesi europei, e l’orrore dell’Olocausto, di cui fu testimone diretto durante la liberazione del campo di concentramento di Flossenbürg, nell’aprile del ’45), sia l’adesione a scelte formali severamente controllate e poco consuete, attraverso l’utilizzazione del pentametro giambico, con cui dava luogo a versi lunghi e complessi, dall’andamento narrativo, prediligendo la forma del poemetto rispetto alle composizioni brevi.… Leggi il resto »

Michel Houellebecq ou l’extension du domaine des livres (prima parte)

di

Francesco Forlani

“Sono davvero sotto shock, non mi era mai capitata una cosa del genere, non lo auguro davvero a nessuno di trovarsi come me davanti a una finestra e un attimo dopo scaraventato in bagno dall’esplosione. Quando ho visto il letto ricoperto dalle schegge dei vetri andati in frantumi ho pensato sì alla fortuna di non essermi trovato lì ma soprattutto, te lo ripeto, a momenti come questi dove in un attimo quello che c’era prima di colpo non c’è più.”

Così mi ha detto al telefono, quasi ansimando, uno dei reporter coinvolti nella terribile esplosione avvenuta una settimana fa nel quartiere detto dei Grands Boulevards in seguito a una fuga di gas in una boulangerie.… Leggi il resto »

da “Colpo di stato nella San Marino rossa”

di Daniele Comberiati

 

Ricorda Balducci, le parole del Gardini, ricordale mentre corri ora che la strada sembra piccolissima sotto i tuoi vent’anni, un tratto breve che i tuoi muscoli hanno percorso tante e tante volte. Ora è tuo l’assalto al cielo, Mario, sarà tuo prima di tutti gli altri: prima del 1968, dei corpi nudi vergognosamente coperti da barbe e capelli lunghi, prima del ferro, piombo e sangue del 1977, prima del Cile, prima dell’Argentina, prima dell’Africa.… Leggi il resto »

Fuori dal raccordo c’è l’Italia

di Gianni Biondillo

E così, anche in questo nuovo romanzo, non ho parlato del Duomo. Sono anni che scrivo di Milano, la studio, la racconto, e mai una pagina, mai una riga dedicata alla cattedrale. È l’unico imperativo che mi sono posto: supera il luogo comune, Milano è molto di più.… Leggi il resto »

BATTISTI, LE VITTIME, LO STATO

(riproponiamo questo pezzo su Cesare Battisti pubblicato il 10.01.2011, con il dibattito che ne è seguito nei commenti; certo andrebbero analizzati ora il retroterra e le ragioni della scomposta esultanza del mondo politico e giornalistico nei confronti dell’arresto di Battisti, a tanti anni dai fatti, così come il corrispettivo silenzio nei confronti dell’impunità della maggior parte dei responsabili, e dei mandanti, delle sanguinose violenze di matrice fascista dello stesso periodo storico)

di Giacomo Sartori

Ho conosciuto personalmente Cesare Battisti, intendo il Battisti di cui si parla tanto in questi giorni, non il mio eroico concittadino, quando ci hanno invitato entrambi a una fiera libraria di una cittadina dell’hinterland parigino.

Il fitto buio

di Ruska Jorjoliani

Se devo pensare alla luce, penso al buio, com’è nell’ordine delle cose. Dici una parola a un uomo e lui pensa al suo contrario, gli dai una mano e lui vuole anche l’altra, lo accechi e lui continua a vedere, finché non lo costringi a morire e quello, invece di vivere, muore per davvero.
Dicevo della luce. Che è come dire del buio, dunque. Siamo io e mio padre, persi nel bosco dopo una giornata di caccia, coi servi che gridano i nostri nomi da qualche parte, ma noi non li sentiamo. Seduti attorno a un tizzone che non vuole diventare fuoco, lui non dice niente e intanto mi lancia occhiate di stizza, come se l’avermi dato due volte dello stupido

Cirque, di Marco Rovelli

(dalla nota di Franco Buffoni)

Ciò che appare evidente a prima vista in questo libro è la commistione tra prosa e poesia, intesi come generi letterari riconoscibili tipograficamente. Ma se dalla prima vista si passa alla prima lettura, ci si rende subito conto di come il racconto – inteso in senso prosastico, alias la narrazione – sia maggiormente presente nei brani formalmente poetici (“Basta, dico a voce alta.… Leggi il resto »

L’immagine contro il soggetto. Due graphic novel contemporanee.

Daniele Barbieri

È difficile pensare a due graphic novel più differenti tra loro di Atto di Dio, di Giacomo Nanni (Rizzoli Lizard), e Hasib e la Regina dei serpenti, di David B. (Bao), entrambe uscite negli scorsi mesi. Eppure, sotto a questa evidente diversità, di temi come di modi, si nasconde un progetto comune, che in ambedue i casi sottolinea la radicale diversità tra il raccontare a fumetti e il classico raccontare a parole, come si fa nel romanzo, e anche tra il raccontare a fumetti e il raccontare audiovisivo, come si fa nel film.… Leggi il resto »

Dalle terre di mezzo della prosa

di Andrea Inglese

[Presento qui parte di un intervento pubblicato nel n°69 di “Nuova Prosa”. Queste considerazioni generali su prosa & dintorni sono seguite da brevi paragrafi che introducono dei testi inediti di Alessandro Broggi, Fiammetta Cirilli, Manuel Micaletto e un’intervista realizzata con Giuseppe Montesano.… Leggi il resto »

Da “La città delle mosche”

di Benny Nonasky

Pubblichiamo una selezione da La città delle mosche (Gilgamesh Edizioni 2017). Più un testo inedito.

É una città di
merda.

<<Me cumpà, i cosi
càngianu
si cangia
a genti.
Ma a genti
simu nui.
E a nui
sulu a morti
ndi cangia.>>1

Lo ripeto:
è una città di
merda.… Leggi il resto »

AMOS OZ [1939-2018] “Un disastro nucleare.”

"Fra la stuoia, le gambe dei mobili e lo spazio sotto il letto, scoprivo a volte non soltanto isole senza nome, ma anche nuove stelle, ignoti sistemi solari, galassie intere. Se mi avessero rinchiuso in prigione, certo mi sarebbero mancate la libertà e svariate altre cose, ma non avrei patito la noia, sempre che mi avessero lasciato tenere, nella mia cella, una confezione di domino o un mazzo di carte, due scatole di fiammiferi, una dozzina di monete o un pugno di bottoni: avrei trascorso la mia giornata seduto a sistemarli."