Categoria: dispatrio

prime traduzioni italiane di scrittori stranieri

Parlare il Roland-Barthes: frammenti di un pastiche

Caricatura di David Levine

 

di Ornella Tajani

Nel 1978 i giornalisti Michel-Antoine Burnier e Patrick Rambaud decidono di dedicarsi a quell’ambiguo esercizio di scrittura mimetica che è il pastiche letterario, in Francia oggetto di una lunga tradizione, e definitivamente nobilitato nel genere, all’inizio del secolo, dallo straordinario pasticheur che è stato Marcel Proust.… Leggi il resto »

Nuovo Cinema Teheran

di Jamila Mascat

Questo articolo* è stato pubblicato sul numero 30 di Reportage**. 

*Le foto sono mie e non sono un granché, perché le ho scattate con lo stesso spirito con cui si prendono appunti su un foglio di carta a portata di mano; o anche con lo stesso spirito sciatto con cui si scattano in salone le foto di famiglia al compleanno di una prozia che compie 86 anni, sperando che prima o poi tutti guardino in direzione dell’obiettivo (cioè nel solo modo in cui so scattarle io, che sciaguratamente tratto le foto di viaggio come post-it, promemoria, hard disk esterno).… Leggi il resto »

Elogio del politeismo – Maurizio Bettini

Intervista a Maurizio Bettini

a cura di Francesco Forlani

Classicista e scrittore, Professore di Filologia Classica all’Università di Siena, dove ha fondato il Centro “Antropologia e Mondo antico”, curatore della serie “Mythologica” presso Giulio Einaudi Editore e collaboratore di Repubblica, Bettini ha ottenuto il Premio Bristol des Lumières per L’Elogio del politeismo, appena tradotto in francese.… Leggi il resto »

Ricardo Piglia come meta e punto di partenza

(Il 6 gennaio è morto uno dei più grandi scrittori contemporanei, l’argentino Ricardo Piglia. In Italia, è una scomparsa che non ha fatto notizia. Ringrazio Massimo Rizzante, assiduo frequentatore della letteratura latino-americana, per aver tradotto questo pezzo su Piglia dello scrittore messicano Juan Villoro  e per averlo proposto a NI.… Leggi il resto »

Overbooking: Lorenzo Mazzoni

 Nota di lettura

di

Azra Nuhefendić

Nel 1993, sotto assedio, Sarajevo era considerata uno dei posti più pericolosi nel mondo. Eppure ho conosciuto molte persone che si ostinavano a voler tornare nella città. La signora Vinka, scappata da Sarajevo all’inizio della guerra, voleva ritornarci a ogni costo, con il figlioletto, perché le pareva che avrebbe potuto vivere meglio là che, da profuga, dai cugini in Vojvodina.… Leggi il resto »

Radio Kapital: Jean Claude Michéa. Per finirla con sinistra\destra

qui il filosofo ritratto in piena epoca miaoista

La magnifica rivista francese Les Inrocks intervista il filosofo Jean-Claude Michéa

traduzione di Francesco Forlani

Contro il Capitale, lei auspica un “pensare con la sinistra contro la sinistra.” Eppure molti intellettuali di sinistra continuano a essere impermeabili, per non dire contrari ai suoi scritti.Leggi il resto »

Writing the real. Un’antologia di poesia francese contemporanea

Thomas Jones – A wall in Naples

di Ornella Tajani

Per la Enitharmon Press è uscito di recente il volume Writing the real. A bilingual anthology of contemporary French poetry, a cura di Nina Parish ed Emma Wagstaff. L’opera, in edizione con testo a fronte, si propone di offrire una panoramica sulle voci che hanno popolato la scena poetica francese degli ultimi vent’anni.… Leggi il resto »

La donna che non sapeva vivere col cuore difettoso

Jamie Baldridge – A Confluence of Arbitrary Ideas – dalla serie “Dystopia”

 

di Margaret Atwood

[La poesia che segue è tratta da Selected Poems II (1976-1986), Houghton Mifflin, 1987.
Traduzione mia. ot] –

 

Non dico il simbolo
d’amore, quello di zucchero
per decorare torte,
il cuore fatto per
spezzarsi o appartenere;

dico il pezzo di muscolo
che si contrae come un bicipite scuoiato,
blu violaceo, unto,
cartilaginoso, questo isolato
eremita rintanato, nuda
tartaruga, questa boccata di sangue,
per niente invitante.… Leggi il resto »

Un giorno ci svegliamo vivi

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[Esce per Valigie Rosse, Premio Ciampi 2016 per la poesia straniera, l’antologia di Ioan Es. Pop, straordinario poeta rumeno. Qui alcuni testi, in coda un brano dell’introduzione che ho scritto per il libro. a. i.]

di Ioan Es. Pop

traduzione di Clara Mitola

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