Categoria: dispatrio

prime traduzioni italiane di scrittori stranieri

Manuale di atti sovversivi

 

a cura di Serena Cacchioli

Judite Canha Fernandes è nata a Funchal, sull’isola di Madeira, nel 1971. È performer, femminista, curinga (di Teatro dell’Oppresso/a), scrittrice, bibliotecaria, attivista, madre e ricercatrice, senza un ordine preciso, ed è stata rappresentante europea nel Comité International della Marcia Mondiale delle Donne tra il 2010 e il 2016.… Leggi il resto »

Europa vista dalla luna: intervista a Steven Brown dei Tuxedomoon

Tales from an european journey: Steven Brown e l’Europa dei Tuxedomoon

di Mirco Salvadori

traduzione a cura di Andrea Aguzzi

da Sud n°50

 

 

Sembrerà strano chiedere ad un americano nato in Illinois e residente in Messico cosa rappresentava il vecchio continente per chi, negli anni a cavallo tra i ’70 e gli ’80 lo vedeva da oltre oceano.… Leggi il resto »

Catalunya

di Antonio Sparzani

(Nell’agosto 2009 pubblicai qui quattro post del genere diaristico sulla mia recente vacanza in Catalogna, terra che molto amo e nella quale mantengo vere amicizie. Dati i recenti avvenimenti, ripubblico qui, come testimonianza di amore e di dolore, un piccole collage del terzo e del quarto di quei post.)

Se esci dalla stessa porta [stavo parlando della cattedrale di Santa Maria del Mar] e guardi quello che prima non avevi visto tanta era l’ansia di entrare a vedere quella meraviglia che già lo sapevo che era tale l’avevo vista tante volte ma così sempre desidero fare nei posti rivedere le cose già viste che sono sempre diverse dal ricordo che ne conservo e hanno sempre cose nuove da dire e da mostrare ad esempio quel dettaglio lì del portale mai l’avevo notato se appunto esci ti trovi in una piazza che ha il nome di Fossar de les moreres come dire il fossato ma come ora saprete anche la fossa dei gelsi… Leggi il resto »

Post in translation: Thomas Bernhard

 

 

 

Da In hora mortis di Thomas Bernhard
traduzione di Luigi Reitani

 

 

 

 

*

Inquietudine è tra le erbe
le capanne sono colte da inquietudine
la campana mi percuote Signore
mio Dio
sono selvagge le colombe
inquieta anche la luna
e la sua falce che affonda nella mia carne
Signore anche la stella è inquieta
e l’orlo dei ruscelli
che non fuggono la neve
mio Dio anche l’albero e il pesce
sono colti da inquietudine.… Leggi il resto »

Post in translation: William Shakespeare

 

 

 

Sette Sonetti

di

William Shakespeare

traduzione di Massimiliano Palmese

 

 

 

15.

When I consider everything that grows
Holds in perfection but a little moment,
That this huge stage presenteth nought but shows
Whereon the stars in secret influence comment;
When I perceive that men as plants increase,
Cheered and cheque’d even by the self-same sky,
Vaunt in their youthful sap, at height decrease,
And wear their brave state out of memory;
Then the conceit of this inconstant stay
Sets you most rich in youth before my sight,
Where wasteful Time debateth with Decay,
To change your day of youth to sullied night;
And all in war with Time for love of you,
As he takes from you, I engraft you new

15.Leggi il resto »

Trou Stories

Il mondo visto da un buco

di

Azra Nuhefendić

 

In prima elementare ero molto amica di Vesna. Era bella, bionda e molto simpatica. All’epoca era l’unica un po’ cicciottella. Ero però affascinata da sua mamma che era diversa dalle altre. Le nostre mamme si assomigliavano tutte: portavano la “schlafrock”, cioè la vestaglia (è così che la chiamavamo, utilizzando la parola tedesca) con sopra il grembiule, erano sempre stanche per via del cucinare, dello stirare, del pulire e dello stare dietro ai figli, avevano le maniche rimboccate e le mani sbiancate dal bucato che facevano ogni giorno, i capelli senza piega.… Leggi il resto »

Nuovo Cinema Teheran

di Jamila Mascat

Questo articolo* è stato pubblicato sul numero 30 di Reportage**. 

*Le foto sono mie e non sono un granché, perché le ho scattate con lo stesso spirito con cui si prendono appunti su un foglio di carta a portata di mano; o anche con lo stesso spirito sciatto con cui si scattano in salone le foto di famiglia al compleanno di una prozia che compie 86 anni, sperando che prima o poi tutti guardino in direzione dell’obiettivo (cioè nel solo modo in cui so scattarle io, che sciaguratamente tratto le foto di viaggio come post-it, promemoria, hard disk esterno).… Leggi il resto »

Elogio del politeismo – Maurizio Bettini

Intervista a Maurizio Bettini

a cura di Francesco Forlani

Classicista e scrittore, Professore di Filologia Classica all’Università di Siena, dove ha fondato il Centro “Antropologia e Mondo antico”, curatore della serie “Mythologica” presso Giulio Einaudi Editore e collaboratore di Repubblica, Bettini ha ottenuto il Premio Bristol des Lumières per L’Elogio del politeismo, appena tradotto in francese.… Leggi il resto »