Categoria: dispatrio

prime traduzioni italiane di scrittori stranieri

È sempre verde…


Di Giorgio Mascitelli

Se la traduzione di un libro è sempre un momento significativo nella storia dei rapporti culturali tra due paesi, a maggior ragione lo è quando il libro appartiene a una cultura e a una lingua poco note nella nazione in cui viene tradotto.… Leggi il resto »

4 Poesie di Jan Skácel

traduzione di Annalisa Cosentino

Il vento di nome Jaromír

Un giorno
Andremo insieme, lo promettemmo un tempo
Sul tarassaco negli occhi gialli di un merlo.
Lasceremo a casa le buone mogli
e ce ne andremo a pescare il verso,
quello che il fiume impreca sulle pietre
quando inciampa nella notte scura.… Leggi il resto »

Céline con la faccia da turco

di Helena Janeczek

Questo saggio più la traduzione sottostante sono stati pubblicati sull”Almanacco 2003″. Li ripropongo per ampliare la prospettiva sull’avanzata dei turchi di Germania e col solito dipiacere di poter solo segnalare l’esistenza di libri forti e importanti scritti negli altri paesi europei.… Leggi il resto »

German Amok

di Feridun Zaimoglu
traduzione di Helena Janeczek

La sorca d’arte non sfugge allo sguardo: una tediosa ragazza con i porri, di statura media e di qualità mediocre, in questo istante completamente nuda salvo una parrucca rosa pallido e quindi una delizia per i signori di una certa età presenti fra il pubblico.… Leggi il resto »

Il gatto e la farfalla

di Yoel Hoffmann
a cura di Davide Mano

Il gatto e la farfalla è l’ennesimo splendido memoir dello scrittore israeliano Yoel Hoffmann. Il libro è suddiviso in trentotto capitoli stampati in solo recto, dove “le pagine lasciate volutamente bianche vanno intese proprio come margine grafico a disposizione delle parole, in modo che possano dilatarsi, impossessarsi di tutto lo spazio reso necessario dall’interpretazione che il lettore ne vuole dare” (Alessandro Guetta).… Leggi il resto »

da Henri Michaux


Commencements

traduzione di Massimo Sannelli

*
Chez la fillette, les fleurs plutôt viennent prendre la place, pas en grand nombre, souvent même une seule, haute sur une tige sans accident, corolle à quatre pétales, et tellement grande ouverte, cette corolle, bien en vue, heureuse de se montrer…… Leggi il resto »

Michael Palmer, “Sette poesie dentro una matrice da guerra”

Michael Palmer, At Passages


tradotte da Andrea Raos

 

 

 

Costruzione del Museo

Nel cratere che trovammo di fianco alla strada
qualcosa sarebbe entrato alla fine

Nomi che vedemmo sillabati al contrario

Nella sabbia trovammo una tavoletta

Nei crateri delle bombe
che sono intelligenti potremmo trovare una mano

È la mano che scrive
la mano che sogna un cratere

a sinistra e a destra di ciascuna mano… Leggi il resto »

LA NASSA

Intercalare 3 I giochi non sono mai del tutto fatti I giochi non sono mai del tutto fatti. Perfino durante il regime nazista, Bertold Brecht si chiedeva come sarebbe stato possibile dire la verità in Germania. Nel suo saggio del 1935, Le cinque difficoltà di scrivere la verità, egli diede una lista di ciò che è necessario per scrivere la verità: 1. Il coraggio di scriverla. 2. L’intelligenza di discernerla. 3. L’arte d’impiegarla come arma. 4. Il buon senso di scegliere quelli nelle mani dei quali essa sarà efficace. 5. L’astuzia di divulgarla a molta gente (1)

Emily Dickinson: 5 poesie


traduzione di Massimo Sannelli

1

Troppo vile la morte
Per te: un Greco lo può.
Vivere, Amore, è peggio –
E ti offro anche questo –

La Morte scarsa è morta,
Ma nella vita esiste
La Morte in molti modi,
Senza il Sonno dei morti.… Leggi il resto »

Come vena d’acqua

di Sachiyo Kamada, Federico Madaro, Massimo Soumaré

[Presso l’editore Empiria è in uscita l’antologia di liriche giapponesi moderne di Tachihara Michizô Nakahara Chûya. Ringraziamo i traduttori e l’editore per aver dato in anteprima a Nazione Indiana queste quattro liriche. D.V.]

Tachihara Michizô

Tachihara Michizô nacque il 30 luglio del 1914 nel distretto di Nihonbashi della città di Tôkyô.… Leggi il resto »

Il diario del siamese (1)


Liliane Giraudon

Un capitolo di La fiancée de Makhno (2004)

tradotto da Andrea Raos

Una frase deve ogni giorno venire puntata. Ma non sul mondo che attraverso, né su me stesso. “Ossèrvati è la parola del serpente”. Franz aveva ragione. Osservarmi, ora che lei non fa più parte del mio corpo, sarebbe tempo perso.… Leggi il resto »

L’antidoto romanzesco

di Massimo Rizzante

François Taillandier è nato a Clermont-Ferrand nel 1955. Gli inizi della carriera lo vedono intraprendere un’attività giornalistica piuttosto intensa (collaborazioni con La Montagne, un quotidiano regionale, e con Livres-Hebdo, a Parigi). Nello stesso tempo comincia a pubblicare i suoi primi romanzi: Personnages de la rue du Couteau (1984), Tott (1985), Benoît ou les contemporains obscurs (1986).… Leggi il resto »

Il romanzo e la Storia 2

di François Taillandier tradotto da Massimo Rizzante

Mi sembra che il mondo attuale trovi questa mia necessità piuttosto noiosa e sospetta: ciò significa forse che emetto delle riserve? Che preferisco la società dei bei tempi che furono? Che mi metto a cavillare?… Leggi il resto »

Il romanzo e la Storia 1

di François Taillandier tradotto da Massimo Rizzante

(Dispatrio è una rubrica dedicata a prime traduzioni di autori stranieri non ancora apparse in Italia né su rivista né su volume; consideriamo prime traduzioni anche le nuove traduzioni di testi già apparsi in italiano)

Un’onestà elementare m’impone di dire, tanto per cominciare, che non sono né un critico letterario né un teorico, e neppure uno “specialista” del romanzo.… Leggi il resto »

Tre sonetti

di Jacques Roubaud tradotti da Andrea Raos

(Dispatrio è una rubrica dedicata a prime traduzioni di autori stranieri non ancora pubblicate in Italia né su rivista né su volume; consideriamo prime traduzioni anche nuove e inedite traduzioni di testi già apparsi in italiano)

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2.4.3.… Leggi il resto »