Categoria: inediti

Un giorno in più del mondo

 

«Con la recita di salmi e antifone si intendeva preparare mentalmente

“la cuna, el linzoletto, la fodetra, el patelino” a Gesù nascituro,

seguendo passo passo le presunte attività di Maria in attesa del parto.»

(Giovanni Pozzi, Sull’orlo del visibile parlare)

 

Non tacere tutto ciò che dirupa, che dilava.… Leggi il resto »

Storia con maiali

di Andrea Inglese

C’è un gran tramestio di maiali, entrano, si guardano intorno, si vede, ma proprio si vede che non gliene frega niente di niente, ma si siedono comunque, che poi, magari, nemmeno maiali, per davvero, anche se l’aspetto ce l’hanno, è più una metafora o una carnevalata.… Leggi il resto »

La palude dei fuochi erranti

di Edoardo Zambelli

Eraldo Baldini, La palude dei fuochi erranti, Rizzoli, 2019, 224 pagine

Però una cosa ve la dico: se ci sono ombre che vi perseguitano e vi intimoriscono non è perché siete sventurato, ma solo perché siete fragile, anche se cercate di dimostrare il contrario.Leggi il resto »

La versione di Alessio

di Stefano Zangrando

 

C’è una forma del male che nasce nel linguaggio, ed è quando quest’ultimo abdica alla sua funzione più necessaria e labile: la condivisione della verità. Dell’uso distorto del concetto di fake news si parla già abbastanza nel dibattito pubblico, ma è nel privato che il “tutto è relativo” si presta all’edificazione dell’incubo.… Leggi il resto »

La staticità dell’assenza

di Mariasole Ariot

 

John Cage In a Landscape [1944-45]

 

La distanza che separa il voler essere dall’essere, questa sacca nera stomacale, quando la notte buca il ventre ed esce il buio dalla bocca: si affianca il nero al nero, gli oggetti ricoperti da pelli animali, l’animale che si muove ridendo rannicchiato alla finestra.… Leggi il resto »

Attacco

di Federica Ruggiero

Un uomo, una donna. Un uomo e una donna? Mi chiedi, tu che mi sei di fronte, tu che mi stai ascoltando e forse non lo hai chiesto, oramai sei in campo, resti, per curiosità, o, chissà, per il gusto di potermi nel caso contraddire.… Leggi il resto »

Le macchie indelebili di Philip Roth

di Stefano Marino

1998, esplode il sexgate: una delle pagine più pruriginose della storia della politica Occidentale.

2000, esce La Macchia Umana, di Philip Roth. Ultimo romanzo di quella parte di produzione dello scrittore statunitense che prenderà il nome di Trilogia Americana.Leggi il resto »

Da “I ferri corti”

di Paolo Maccari

[Presentiamo quattro testi inediti in volume, inclusi nella raccolta antologica I ferri corti, in uscita per Lieto Colle, collana Gialla Oro, pordenonelegge.]

 

Viali

È sempre lotta tra asfalto e radici.

Dune sbrecciate

nei parcheggi obliqui

dei nostri viali.… Leggi il resto »

Il dolore degli altri

di Domitilla Di Thiene

 

-Chi sei?- mi chiedi brusco quando provo a girarti sul fianco.

-Stai attento, se ti muovi così si spostano i drenaggi- ti dico e mi dai uno sguardo fisso allora, di quelli che davi anche un tempo, la nebbia dello sguardo dissipata per un momento.… Leggi il resto »

Storia del compagno Rick Gin

di Andrea Migliorini

1. All’interno del microcosmo d’ogni classe scolastica si generano gerarchie: è legge di natura, di pseudo-natura. Il Capitale studentesco non è inteso come valore del lavoro, dello studio o della fatica: corrisponde bensì all’immagine che ogni studente costruisce di sé, tramite l’ausilio di doti innate che la comunità gli riconosce unanime.… Leggi il resto »

Guglielmo Embriaco detto il Malo

di Luigi Preziosi

Marzo 1116. Dal porto di Genova salpa una galea, carica di merci, comandata da Guglielmo Embriaco detto il Malo, appartenente ad uno dei casati più illustri della città (gli Embriaci), e circondato dalla fama di eroe della crociata da poco terminata: è anche grazie alla sua idea di smontare le navi della flotta genovese per trasformarle in macchine da assedio e torri d’assalto che Gerusalemme è caduta.… Leggi il resto »

Troppo tardi per non credere in Dio. Lilith, di Davide Nota

 

 

In questi giorni esce nelle librerie Lilith, primo romanzo di Davide Nota -scritto tra il 2015 e il 2019-. «C’è, subito, il sentimento di una profondità. Il bisogno di aprire ferite» ebbe a scrivere Roberto Roversi in un commento ad una delle primissime pubblicazioni di Nota, e lo stesso appunto allarga la sua ombra sino a Lilith, diventandone l’ennesimo incipit: «[…] Il testo mi ricorda che non sempre nell’inferno c’è soltanto il fuoco.»

Le formule con cui la letteratura italiana attraversa oggi la narrazione della meccanosfera sono spesso sovraffolate di catastrofi.… Leggi il resto »

Il mio Antropocene

di Giacomo Sartori


Sull’utilità pragmatica del concetto di Antropocene, e sulla sua propensione, così come è nato e viene propalato, a nascondere l’origine dei singoli problemi e le responsabilità, e quindi anche a complicare l’individuazione di strategie non velleitarie per contenere le catastrofi, mi sembra che ci sia molto da discutere, moltissimo.… Leggi il resto »

Tempimorti

di Filippo Polenchi (testo) e Andrea Biancalani (foto)

(#Ufficio, 2017) Ho sentito prima M. che sospirava. Un rilascio di aria veloce, rapidissimo epperò pieno di respiro, al colmo di una boccata d’ossigeno catturata nei polmoni e poi rimessa in libertà, alla svelta, perché forse aria già avvelenata, già corrotta dall’anidride carbonica che dovrebbe essere l’ultimo passaggio dell’atto.… Leggi il resto »

Le vie di ieri non ci sono più. Un saluto a Ciaran Carson

 

[Ciaran Carson ci ha lasciato due giorni fa. Come saluto, pubblico qui La scatola nera del traduttore, testo in cui Eleonora Ottaviani riflette sulla sua traduzione di Exchange Place, Belfast (Del Vecchio Editore, 2015), e sul compito del traduttore secondo l’insegnamento dello stesso Carson: «[…]  Il legno dello strumento, ci spiegò, muta le sue caratteristiche ricevendo il calore corporeo del musicista.… Leggi il resto »

Lampedusa

 

[Pubblico questo inedito di Ferdinando Tricarico, scritto nel 2011; il finale è stato aggiornato nel 2018. ot]

di Ferdinando Tricarico

Come s’accrocchiano ste carni
dai colori cafardi
sta babele di caini sti casini d’Abele?
Come s’acconciano sti sconci
cenci dell’inconscio
senza troppe ciance
sti sogni in bianco e negrogiallo
sta scacchiera d’arlecchini
sto nascondino di clandestini?… Leggi il resto »