Categoria: inediti

TECHNE.

di Andrea Migliorini

Rick Gin, dopo una lezione di greco in cui aveva ascoltato ben poco, si era convinto che anche il sesso, come la retorica, fosse una questione di tecnica. Era lunedì mattina. Nel weekend, Rick Gin aveva incollato post-it riassuntivi ai bordi delle pagine di un libro che, il sabato prima, gli era apparso in fondo alla schermata di Amazon, nei consigli basati sulla sua cronologia, dopo aver appoggiato nel carrello un pacchetto di preservativi latex-safe e una borraccia termica.… Leggi il resto »

F come Frankenstein Filibustiere

Un racconto di Mario Schiavone
Ettore Filibustiere, a dispetto del suo cognome, non era un uomo molto sveglio. Questa sua forma di pigrizia mentale gli aveva fatto perdere il lavoro presso la farmacia di paese, dove era stato assunto come aiuto-magazziniere.… Leggi il resto »

Demi-sommeil

Sharon Vanoli

 

Quale intuizione mi aspetto, per liberare che cosa?
Sylvia Plath – Diari

Hai detto che avresti provato di nuovo. Non serve aspettare la notte. Guarda, l’infermiera ha abbandonato il Signor Vito un’altra volta in mezzo al corridoio. Puoi vedere la punta dei suoi piedi, da qui.… Leggi il resto »

Democrazia e blasfemia

di Andrea Inglese

 

La notizia è di quelle che ti si appiccicano addosso per tutta la giornata come una iettatura: un professore delle scuole medie decapitato dal solito terrorista dell’ultimo minuto. Se il fatto in sé è inverosimile e nauseante, lo è ancor più la motivazione: il professore è stato ammazzato perché, durante una lezione sulla libertà di espressione, aveva mostrato in classe due caricature di Maometto, diventate tristemente celebri in seguito alla strage della redazione di Charlie Hebdo nel gennaio del 2015.… Leggi il resto »

In nomine Patris

di Anna Giuba

21 maggio, casa di Giovanna e papà, ore 15,30

 

–        Dài, su, vedrai che passeremo ancora dei bei momenti insieme… – dice stringendomi la mano.

No, papà, non ci sarà più nessun momento bello insieme. Tu non lo sai, ma una rondine ha fatto il nido nel tuo cranio e fa pure i piccoli, questa rondine testarda.… Leggi il resto »

Dimitri Milleri: “E se anche non chiedessi niente”

 

 

Ospito qui alcuni estratti dalla raccolta Sistemi di Dimitri Milleri, pubblicata da Interno Poesia, insieme ad un frammento della prefazione di Maria Borio.

 

SISTEMI

 

«[…] Il libro ha un titolo importante: una parola che rimanda alla fisica e alla metafisica; fa intuire che la raccolta si vorrebbe proporre come un’esplorazione fisica e metafisica della vita.… Leggi il resto »

Angelo Ferracuti: “Mario, non ci resta che l’amore”

 

 

«”Non è che a me le persone interessino per fotografarle,

mi interessano perché esistono. Diversamente, il fotogiornalismo

sarebbe soltanto una sequenza di scatti senz’anima”, diceva… »

 

Mario, non ci resta che l’amore di  Angelo Ferracuti -dedicato alla figura di Mario Dondero– è il nono libro dei Cervi Volanti, la collana di scritture poetiche che curo insieme a Giuditta Chiaraluce all’interno del progetto Edizioni Volatili.Leggi il resto »

Le forme dell’amore

di Matteo Quaglia

 

Mamma diceva sempre che non esiste solitudine, per chi non apprezza la compagnia. Secondo lei, per soffrire davvero, era necessario conoscere le alternative.

Papà era un tipo più pragmatico. Un campione dell’evoluzionismo darwiniano. Non solo perché ha modificato la propria caratura umana in modo direttamente proporzionale al lievitare della sua influenza nell’Apparato, ma anche perché è venuto a patti con lo stravolgimento di una vita, pianificata, fino a quel momento, al minimo dettaglio.… Leggi il resto »

Livraisons

Una libreria in inglese

 

Di Angelo Vannini

 

 

A Phyllis Cohen,

e alla sua libreria di sogni

 

Non sono mai stato la persona adatta a questo, pensai una volta arrivato davanti alla porta, benché io a volte sia capace di fare quello che altri non possono fare in un lasso così breve di tempo, è evidente che non sono mai stato adatto, a questo come a ogni altra cosa del resto, perché tutto quello che ho intrapreso in vita mia è sempre capitato mio malgrado, anche se per idea mia, anche se profondamente voluto da me, come questa idea assurda e terribile di lasciare Perpignano per andare a vivere ad Aix-en-Provence, una cosa che certamente ho voluto io ma che è andata, fin da subito, contro me stesso, perché era evidente, e lo era fin dall’inizio, che mai sarei stato all’altezza di fare quello che ad Aix-en-Provence mi era chiesto di fare, scrivere seicento pagine, solo a me poteva venire in mente di lanciarmi in un’impresa del genere, dato che non avevo tempo la mattina, né il pomeriggio e tantomeno la sera, e poi anche con tutto il tempo del mondo era perfettamente chiaro che non sarei potuto riuscire a scrivere seicento pagine tutte in francese, perché io non sono adatto a queste cose, anche se a volte preferisco mentirmi e non voglio riconoscerlo, anche se la gente non vede la mia inadeguatezza per quella che è, la mia insufficienza rispetto alle idee che si fanno di me, o delle mie capacità, che sono del tutto errate.… Leggi il resto »

Antropocene fantastico

 

 

 

In questi giorni è uscito nelle librerie Antropocene fantastico. Scrivere un altro mondo, il nuovo pamphlet di Matteo Meschiari, pubblicato da Armillaria.

Ne ospito qui un estratto in anteprima, tratto dal capitolo Kairocene.

 

KAIROCENE – RIFONDARE IL TEMPO

 

Quale passato si annida nel futuro?… Leggi il resto »

Il giorno che sono morta

di Flavia Sforza

Il giorno che sono morta iniziò come tutti gli altri, né più né meno.

Esausta dopo una notte insonne e già in ansia per i numerosi impegni che costantemente affollavano le mie giornate, ero assorta, come in trance, mentre guardavo il caffè fuoriuscire dal beccuccio della caffettiera e inondare il piano cottura; come sempre, me la prendevo con me stessa perché, pur assistendo a quella piccola catastrofe, restavo immobile, incapace di oppormi.… Leggi il resto »

La colla dei suicidi

di Walter Nardon

 

Erano le sei meno un quarto. Se avessero saputo resistere all’abbagliante richiamo cinematografico pomeridiano e alla sua indulgente penombra avrebbero avuto un paio d’ore per mettere a posto gli articoli sul loro profilo, ma dato che l’invincibile attrattiva di Firebuster 3 con le sue traiettorie spaziali aveva avuto la meglio ora, attraversando l’arteria principale sulla via di casa, per quanto appagati, dovevano proprio darsi da fare.

Il cielo amaranto sopra San Francisco

di Sara Marinelli

9 settembre 2020

   Se non sei a distanza ravvicinata dalle fiamme e non stai pensando a dove fuggire per salvarti la vita in queste giornate di fuoco che sta consumando la costa occidentale degli Stati Uniti, hai un’altra cosa a cui pensare: come tirare fuori da dentro tutto stesso la forza di convivere, o sopravvivere, con un’altra dura prova di esistenza sulla terra nell’anno della pandemia.… Leggi il resto »

Dalla disfavola al fuoco

di Romano A. Fiocchi

Kaha Mohamed Aden, Dalmar. La disfavola degli elefanti, 2019, edizioni unicopli.

Marco Rovelli, La parte del fuoco, 2020, TerraRossa Edizioni.

Ci sono libri che càpitano in mano casualmente e casualmente si legano tra loro.… Leggi il resto »

Marco Giovenale: Le carte della casa

 

 

«sa come funziona il movimento di annottare.

il magenta-blu che è negli sterri negli sbancamenti delle

vigne, dove è morta per trent’anni.»

 

Le carte della casa di Marco Giovenale è l’ottavo libro dei Cervi Volanti, la collana che curo insieme a Giuditta Chiaraluce all’interno del progetto Edizioni Volatili.Leggi il resto »

Adriano Spatola: il testo è un oggetto vivente

 

 

 

«A trent’anni dalla scomparsa di Adriano Spatola tante conquiste sono state ormai acquisite e ben digerite dai media. La scrittura verbo-visuale non fa più rumore. Tantomeno scandalizza. Basti pensare alle acrobazie tecnicamente impeccabili della pubblicità televisiva. Ma la lezione di Spatola ci mette in guardia e ci indica che le strade percorribili ancora oggi sono quelle caratterizzate dal forte atteggiamento critico, quelle che considerino a pieno la materialità del linguaggio, che sfuggano alle limitazioni del mercato, che sappiano ben distinguere tra multimedialità e intermedialità, che garantiscano sempre un’alternativa al sistema linguistico istituzionale, nel senso che sappiano costruire il linguaggio, così come diceva Max Bense: “Scrivere significa costruire il linguaggio, non spiegarlo”».… Leggi il resto »