Categoria: inediti

Penisolario (guida segreta a una Liguria sotterranea)

di Marino Magliani

Il collante delle mie storie liguri è la vergognosa verticalità cui è stato sottoposto un io narrante sofferente di vertigini. Costretto all’esilio, la via di fuga dai carruggi e dai ponti in salita gli ha provocato una specie di euforia, o solo di corsa scomposta da poppa a prua, a bordo di un traghetto diretto ogni giorno in Corsica.… Leggi il resto »

L’alba reclusa

di Roberto Antolini

Saranno le 6 quando l’alba inizia a filtrare attraverso lo spiraglio fra le imposte, che ieri sera ho apposta lasciato socchiuse, per essere svegliato alle prime luci. Mia moglie dorme, e dorme, e dormirà beatamente fin chissà quando: l’emergenza Covid19, con la reclusione in casa, le ha tolto ogni pudore al riguardo.… Leggi il resto »

E fu sera e fu mattina

di Maria Luisa Venuta

Questa notte ho sognato. Sono ad un incrocio qui vicino a casa a parlare insieme con Marta, un’amica di Lucca. È sera, racconta di un tipo che si è trasferito qui e abita in un appartamento talmente umido da averlo soprannominato “la laguna”.… Leggi il resto »

Per amor di parabola. Appunti su Marcello Barlocco

                   

di Andrea Balietti

 

 

Altezza



Un uomo si ritrova in uno spiazzo a picco sul mare, prende un sasso e lo lancia giù dal dirupo. L’immagine della parabola tracciata dal volo gli appare così seducente da persistere nella sua mente come un’ossessione, trasformando quel suo gesto in un bisogno, in una fame che sarà saziata soltanto gettando il padre e, infine, se stesso.… Leggi il resto »

Lisa

di Barbara Lisci

I fili sono invisibili. Non sapresti neanche definirne la consistenza, il diametro, la forza di tensione prima della rottura. E il preciso istante? No, non ricordi neppure quello.
E allora cosa? Per Dio: cosa?
Il guizzo dei suoi occhi metallici.… Leggi il resto »

Taccuino di una quarantena

di Giuseppe Acconcia

1.

È il primo giorno di quarantena nella mia regione rossa e, senza che lo volessi, questo prolungato tempo in isolamento mi ha restituito la voglia di scrivere. E poi ho da poco acquistato un nuovo computer portatile e dismesso in uno scatolone il mio vecchio aggeggio i cui tasti erano quasi tutti saltati e che aveva quasi dieci anni.… Leggi il resto »

Da Antartide

di Bruno Clocchiatti

1.

 

“Qui, fino a una trentina d’anni fa, pioveva sempre. Oggi la nebbia ha preso il posto della pioggia, e solo ora constato come si tratti di una nebbia tanto fitta ed impenetrabile che perfino un cittadino del DE (nel cosiddetto “caseggiato vecchio”) faticherebbe ad immaginarla, benché in fondo io riconosca a priori nella mia regione un luogo del tutto sfavorevole ed inospitale per lo spirito, e ciò senza nemmeno considerare catastrofiche condizioni atmosferiche complessive le quali, a mio avviso, incidono appena marginalmente sull’umore delle popolazioni indigene, tutte alla stessa maniera già gravate da un’indole per così dire malinconica, e infine tetra se non addirittura distruttiva, al punto che da tempo mi identifico con difficoltà nei costumi di tali genti o, più in generale, nell’atmosfera di un luogo il quale, secondo alcuni mentecatti, è vittima di un imprecisato genius loci in tutto e per tutto funesto: questo è il genere di idiozie che di recente mi ha reso quasi insonne, per notti e notti, in attesa di cambiare aria, come si usa dire, o di mutare radicalmente il paesaggio che mi sovrasta e che mi schiaccia, opprimendomi fino alla nausea e portandomi ogni volta ad un passo dalla nevrosi.… Leggi il resto »

Attendiamo il dopoguerra

di Alessandra Spallarossa

Forse complice la memoria che sbiadisce dopo una certa età, forse anche il processo di rimozione dei ricordi dolorosi per salvaguardare la propria salute mentale, mia nonna al telefono mi spiega che la guerra fu meno pesante per loro rispetto a questa reclusione forzata e a questo dramma epidemiologico.… Leggi il resto »

Fui invitato a parlare d’amore

di Giacomo Zibardi

Fui invitato a parlare d’amore. Il titolo del convegno era La nuova letteratura di Utopia, frammenti dal verbo. Il convegno era stato organizzato per l’uscita del primo volume antologico che raccoglieva testi di giovani scrittori morti durante la guerra.… Leggi il resto »

RIPRENDIAMOCI IL FUTURO (un appello)

di Giacomo Sartori

Il nostro modo di vivere non è sostenibile, lo diciamo da anni noi specialisti delle varie discipline della natura e delle risorse, ormai all’unisono, e in fondo ormai ognuno lo sa più che bene. La presente pandemia ci mostra che la non sostenibilità non è un concetto, è una realtà che da un momento all’altro irrompe portando dolore e morte.… Leggi il resto »

Storia con assemblea condominiale

di Andrea Inglese

 

Nessuno sa cosa può accadere durante un’assemblea condominiale.

Goethe

“Ci troviamo in una situazione così così, diciamo pure… gravida… diciamo… Ci siamo capiti. Non voglio accusare nessuno, non voglio insospettire nessuno. Quaggiù in quanti siamo, oggi?”

“Poco consona!… Leggi il resto »

Il figlio sano

di Walter Nardon

Beh, almeno il traffico era sopportabile.
Hermann guidava in seconda corsia, direzione Venezia, cercando un po’ di conforto fra i capannoni industriali e una linea dell’orizzonte, per così dire, inverosimilmente evanescente. Sua moglie Carla, impegnata a spedire messaggi, due giorni prima gli aveva fatto capire che avrebbero dovuto accompagnare il figlio in macchina a Trieste: «Per una volta che non può andare con il pullman della squadra, non possiamo mica lamentarci, no?».… Leggi il resto »

«Avrai i miei occhi», di Nicoletta Vallorani

Da oltre un decennio, il fenomeno letterario e editoriale è «macroscopico» (per riprendere Carla Benedetti): (auto)biografie, reportage, memorie, cronache, inchieste, testimonianze, basta siano storie vere, fattuali, reali, ed esibiscano pegni documentari della loro autenticità, si rivendichino vissute, esperite. Io c’ero. Io so.

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Nel paese delle ceneri (un estratto)

 di Francesco Permunian

 
Grande era stata perciò la sorpresa quando mi ero trovato per la prima volta di fronte suor Zenobia e la cosiddetta “banda delle ostie”, come mi ero ormai abituato a chiamare quel manipolo di suore che da qualche tempo accudivano mia sorella.… Leggi il resto »

Se il virtuale trabocca nel reale

di Mariasole Ariot

Forse ai nostri giorni l’obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.

Foucault

 

Dove prima stava una gabbia poggiata sul terreno – e la guardavamo, introducevamo piccoli granelli di parole, fotogrammi, pensieri che ritenevamo inutili alla carta, un giorno  nella gabbia siamo entrati.… Leggi il resto »

NO. 1, OP. 1

di Giacomo Zibardi

NOTTURNO NO. 1

 

Notte. Una strada di provincia. Lui sta guidando sereno: è un ragazzo dal viso pulito, sincero. Ascolta musica rilassante, un adagio al pianoforte. La strada si srotola sotto la luce dei fari.

Poi accade.… Leggi il resto »