Categoria: inediti

Mail Box : Pasquale Vitagliano

Lettera segreta
di
Pasquale Vitagliano

Il 1804 fu un anno importante. A Milano tutti stanno aspettando l’arrivo del nuovo imperatore, di quel piccolo cesare che ha cambiato la vita dei milanesi. L’ ha proprio stravolta, ma in modo inimmaginabile. Ad attendere Napoleone, infatti, sono i signori di Milano, i nobili, i codini, le dame aristocratiche.… Leggi il resto »

Autismi 2 – Mio suocero (1a parte)

 di Giacomo Sartori

Quando l’ho conosciuto mio suocero non mi ha fatto l’effetto di un terrorista. Aveva un completo blu scuro che gli stava molto bene, e un’elegante cravatta. Era molto tranquillo. Più che un terrorista, sembrava un signore molto distinto e sicuro della propria posizione sociale, un grosso dignitario di un paese socialista con gli zigomi alti e le guance sode.… Leggi il resto »

Trip Tryque Trac


immagine: Botti di Fine anno

ovvero dei tre movimenti (e dei suoi autori)

Bacio Rosie sul collo, più d’una volta. Il suo odore pungente mi fa contento come un bambino.
Giuseppe Schillaci

Passante: – Mi scusi, Signore, ma che dice? Perché mai qualcuno dovrebbe voler comprare per l’anno nuovo un qualcosa di antico e usato?… Leggi il resto »

Morfologia dell’amore

[Questo racconto è un’anticipazione dal prossimo numero di SUD, in uscita nella prima decade di gennaio.]

di Emmanuela Carbé

Un cavernicolo, un essere primitivo vestito sempre con magliette cavallo e cavaliere. Brutto, col broncio appeso in faccia e la capacità di socievolezza di un sasso.… Leggi il resto »

L’ORDINE DEL CREATO

Perché tengo tanto a coniugare la riflessione sull’omosessualità a quella sull’ateismo e sulla diffusione della cultura scientifica? Perché sono convinto che una vera e profonda accettazione dell’omosessualità nelle nostre società non possa che conseguire all’affrancamento dal retaggio abramitico. Quel retaggio in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”.… Leggi il resto »

La felicità di oggi

È impossibile prevedere chi sarà, o che cosa ci porterà,
ma qualunque cosa sia, è sempre esattamente quello che ci vuole.
Carne, R.L. OZEKI

di Chiara Valerio

Quando entri in casa sei già morto.
Non puoi saperlo perché non lo sa nessuno.… Leggi il resto »

Viaggio nell’insostenibile malinconia delle merci [1]: IL PARADISO

 

di Orsola Puecher

 

Il negozio si chiama lI Paradiso de…. In vetrina spicca insieme ad altri strani gingilli l’abitino Miss Christmas, € 47,50, fra un’intermittenza di lucette, del tipo musicale, a forma di campanelle che baluginano da lontano nella piazza buia e vuota della Cattedrale, diffondendo per l’aere dell’imbrunire l’eco elettronico e swingante di una Jingle Bells triste per troppa pretesa allegria natalizia.

Sulla pagina bianca (Primo movimento, Natale)

di Giulio Milani

La gravidanza era stata buona dall’inizio: nausea e altri disturbi nella norma. L’unico fastidio si era presentato fra il quarto e il quinto mese, una serie di crampi all’addome che l’avevano costretta a ricorrere al controllo medico in due occasioni, per ragioni poi valutate come poco significative.… Leggi il resto »

Ma di quale relatività parliamo?

di Antonio Sparzani

Max Planck e Albert Einstein

George Duroy, quando gli viene offerta dal ministro Laroche-Mathieu, che cerca così di sdebitarsi del molto che gli deve, la Croce della Legion d’Onore afferma sprezzantemente «Tutto è relativo. Avrei dovuto aver di più, oggi.».… Leggi il resto »

sembra un prato

 

[ Carl Larsson (1853-1919) Nell’erba ]

 

inediti dai Libri di lettura
di Nadia Agustoni

 

c’è la neve

c’è la neve lì fuori e vorrei mentire una volta,
meno trasparente del vetro dar colpa a qualcuno
d’esser nata troppe volte a far nulla più che nascere

vedere la fatica dell’angelo che mi tiene
con la nuca in alto, piegata al celeste, a rigettare la distanza
quasi una ruota il vento.… Leggi il resto »

♫ dei poeti le voci [3]: MARIA VALENTE

 




[ img © ,\\’ ]

Maria Valente
DISCONNECT THE MACHINE O LA BUONA MORTE

 

  DISCONNECT THE MACHINE O LA BUONA MORTE  

 

La vita? la morte?… succede come i fiori e il loro vezzo
di decorare il tritacarne, renderlo confortevole- così
farcito di metastasi – rosa determinante o piuttosto
grigio accogliente che si spalanca e inghiotte tutto:
braccia e busto, gambe e busto, bastone e carota,
bastone e carota, bastone e carota

nessuna indicazione sul senso di marcia

 

se abbiamo conservato i nomi è stato per
abitudine, unicamente per abitudine, perché è b…
 

ma più spesso, preferisco confinarmi nella più
piccola delle mie idee: una formula magica, le
prime parole. il resto: l’ho già scordato come
il mio indirizzo – ammesso pure che qualcuno
mi abiti, perché dovrei farne parte?

diana, tre momenti

di Massimo Bonifazio

I

ma lo smarrirsi? ma i cani, sul sentiero inesistente,
lungo recinzioni di ruggine e ramaglie, edere: rovi senza more,
eccetera, dispersi sul pendio, fra i castagni: ma nemmeno così
parlare della linea, dei capelli: riesce. non riesce.… Leggi il resto »