Categoria: inediti

due passi ( fare )

Giovanni

Nurra
(2 agosto 1980)

(Aride)
feci
di vacca
sgranate
tra tumuli
arcigni
di pietre
narranti
la storia:

la guerra raggiunge la pace

: grugniscono i porci
e ignorano i segni di un’alba
col taglio già pronto
a festa di sangue

E mosche e formiche distratte
e sibili folti eruttano foglie, cispose

Un marcio colore
dipinge
,
ristagna.… Leggi il resto »

CONTRAFFORTE

di Stefano Raimondi

Io ti conosco e non ti conosco insieme:
tu vicino con me in altro
e altro in me ancora da capire.

I

Ci sono giorni dove nascere porta luce, battesimi
d’acqua: pazienze. Altri fanno rumore. Hanno
tagli e attese: portano lontano.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Véronique

Mogano
Il toro entra
in fretta
dall’ oscurità
nella camera di sabbia

Muñeca
senza smalto sulle unghie
prega la grazia
della figlia che è sdraiata
al sole navigatore
ammutinata

Balla il costume nell’arena
con fiori ricamati d’oro
Domani il primo sangue
sarà versato

Città della rinascita
le nozze sono lontane
e ancora nella nebbia
degli oleandri, aspetta

Gherardo

pronti a distinguere tra alcuni
eravamo distratti dalle giornate normali, dal corso previsto dei nostri
sotto certi aspetti la questione si poneva il mattino
intendendo per qualità qualcosa di

e infatti la luce di luglio ci diceva qualcosa
assecondando il piano generale che la voce dei telegiornali
ma distratti
ripensando al primo dei gravi errori ed alla nostra

rispetto alla questione del futuro
eravamo comunque in disaccordo
sulla possibilità che poi durasse

la possibilità di un consumo innocente
da lontano, come un saluto
dentro a piccoli gesti che ti toccava scordare… Leggi il resto »

due passi (fare)

PASSO A DUE
GINGER: Nina Maroccolo
FRED: Giovanni Campi

SORGE SONORA
di Nina Maroccolo

piove━━━━━━━━━━━ sorge sonora la parola-goccia a goccia ][ distillata acquamarina ] sia ermetica saggezza in corpo eloquente━ dita sorde tambureggiano ore l’incavo corpo ][ sepolcro ] divida l’urna a metà tace la parte sottostante vulnerabile [ sé del corpo civile ][ ministero di buona maniera e contenimento ] che il silenzio osserva e la parola non prescrive dove il bene━ essere [ sia ] avanguardia d’una perturbazione vento indomito su tutti i mari━━━━━━━

“le principesse conoscevano già il labirinto, ma davanti agli occhi di tutti: era uno spiazzo per la danza”
(Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia)

“che cosa è la danza e cosa dei passi possono significare?”
(Paul Valéry, L’anima e la danza)

dono per dono
di Giovanni Campi

se òrge son or danze in frali dèdali
di nebulose: nodi sian di nido
ch’avvolgo e svolgo ] cune [ come d’ali
al volo pronte – donde l’onde annido

smarrito e riannodo dono per dono
perdend’approdo e deriva – sconnessa
arena ad esso teatro dal sono
deserto ] soffio [ l’avita sommessa

parola – primi geni tu – or li grido!… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Luigia

sono ora al tuo cespuglio
in quella tinta cresciuta
dalla nostra sostanza immensa
la voce staccata dal corpo
segna l’opera il taglio della carne
nel frammento
tutto l’occhio avanza
fino a te che ascolti
il gocciare, piccole macchie
sulla tela,
quel lampo
che ferisce il sogno colpendolo
in pieno viso
la mutilazione,
la sagoma del tronco diviso
il ricovero della carne
nella separazione
con i mattini ventosi sull’acqua
tutta colma
la materia del giardino colpita
così illuminata e sola la luce
da sé sparsa

scorporata

il cespuglio, il cespuglio caro

Franco

Siamo pronti all’amore quando gli altri se ne vanno.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Helena

Ho una piccola penna nel portafoglio
che hai strappato via due giorni dopo
all’ala azzurra che forse ha condannato
un uccellino ignoto sotto ai tuoi occhi.

Gli hai dato acqua che non riusciva a bere,
gli hai offerto cibo che non credevo adatto:
volevi dargli cioccolato in mancanza d’altro,
finendo per spaccargli col piede di una sedia
i primi pinoli che hai raccolto.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Anna Maria

poesia per un lorenzo
anche stanotte il cielo ci ha tradito
delle stelle promesse neanche una
soltanto una lampara disattenta
e un semaforo giallo permanente
questo è il nostro paesaggio
o meglio era
nel perchè dalle sedie addormentate
guarda è l’azzurro sotto la cabina
e il gabbiano di tutti i mezzogiorno
in pausa pranzo e arriva la controra.… Leggi il resto »

Periscoop

di Giovanni Campi

plotone d’esecuzione

“Mon dieu! Ô mon dieu!” – disse il Signore.
La vita del signore era stata costellata da una serie di avvenimenti a dir poco sconcertanti, l’ultimo dei quali era appunto di trovarsi, tradito da uno, e ancor di più da tutti coloro non l’avevan creduto, dinnanzi dinnanzi ad una platea fatta di persone pronte a tutto sì ma non al perdono.… Leggi il resto »

Ecosistemi

di Gianluca D’Andrea

Imbrattamento

Sporcare per dare un ordine al caos
è già paradosso, sgorgare per dare
senso a una vita in comune
non è un dilemma. Sul versante
della dissacrazione l’azione non è riuscita,
più sobria sarebbe la candida
espressione del tutto si muove come l’autore
vuole o toccare altri tasti, da questo
(«questo» all’infinito) l’errore.… Leggi il resto »

Istruzioni per l’uso di miracoli e tamburi


di Giuseppe Rizzo

Scongiuravamo la neve per tre motivi: casa nostra sarebbe crollata, mamma sarebbe morta, papà l’avrebbe ammazzata. Era lei che desiderava la neve. Nelle baracche di Fondo Picone, al fiume Oreto, tutti sognavamo un tetto da quando Gesù aveva inventato le case popolari e il sindaco di Palermo le aveva distribuite come ostie.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Maria Grazia

Come sono sfacciate le rose come sono belle come sono
una efferata moltitudine le rose
ai confini del regno e sotto gli archi
dei paradisi le semprevive
rose – e diseguali
al cuore
disregnato perché
il cuore beve i fondi minerali
della pioggia e gli umori
beve
fino al bagliore della coppa – usura
con interesse altissimo il dolore
fino al lampo segreto
di chi non muore
più: l’immortale
viene nero e segreto come la rosa
dischiusa dai lamenti con la sua bocca
spoglia – slargato
fiore da giardino
con sedili di pietra e scolatoi
rosso e screanzato
fulcro
che disgiungi anche il sole
fermo sulle discariche e sui letti
al mattino, quando siamo più aperti e più chiari e
non crediamo alla morte ma ai colibrì
che tengono in vita le foreste
non crediamo alle docili evidenze ma alle inezie
a parole che sciamano nell’invisibile
destinate
a far splendere il cuore come un bagliore
d’oro nel petto di catrame degli scomparsi e in quello
splende l’oro maiuscolo del mondo – in quello
l’ovunque – in quello
il persempre, la promessa di tutte le rose
e il silenzio caduto poi dalle rose, il silenzio
di nessuno – solo
più amore, solo più rose, mia
deposizione, mia
rosa
immortale.… Leggi il resto »

Victor Baruch, La poetessa diffamata

Intervista di Angelo Petrelli a Fabrizio Lelli.
La poetessa diffamata di Victor Baruch, Besa 2009.

Tradotto in italiano da Alexandrina Djeneva, La poetessa diffamata di Victor Baruch è stato recentemente pubblicato dalla casa editrice Besa. Il romanzo, ambientato nella quiete solenne del Monastero di Latrun, presso Gerusalemme, è la storia di uno scrittore ebreo bulgaro che s’interroga sulle questioni fondamentali dell’esistenza.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Viola

Vendeva specchietti, lucciole e perline
(ma li vendeva lieve)
Lustrava reboanti panzane da lattante
(il desiderio onirico che vero fosse il magnifico)
Ruffiano, aduso a darlo via il sedere
(semplicemente quello era il suo mestiere)
Pensava di essere furbo
(come qualunque giocatore al gioco)
Grugno di similporco, neanche porco vero
(umano il tentativo di travestire il trivio)
Copiava diligente battute e frasi altrui
(mai avuto pretese di essere intelligente)
Cavava il suo buon senso dal noto
manuale del perfetto banale
(la cifra del felice)
Non mi ha mai amato
(l’unica, concreta, flagranza di reato).… Leggi il resto »

Train de vie


Binario 24
di
Mario Schiavone

“Se ne va mamma gatta che ci tiene tutti al caldo nel suo ventre e arriva la bestia a sputare freddo e pioggia”, mi rivela Frank Barbery la sera del trentuno agosto, mentre cominciamo una partita a scacchi.… Leggi il resto »

New York, tornare a casa

di Giampaolo Graziano

Arrivo a New York imbottito di letture, di blues ascoltato male, e di nostalgia vera per un luogo che non ho ancora mai visto. Arrivo in un tardo pomeriggio d’agosto, viaggiando dietro a un tramonto che si stiracchia per ore e non ne vuol sapere di chiudere lo spettacolo.… Leggi il resto »

Riscavi

di Giorgio Mascitelli

Perché come dice giustamente il prospetto allegato alla comunicazione di possibile visibilità del plastico sinottico e prospettico dell’edificando quartiere “il falansterio della bella gente” situato nel prospiciente comune di Cazzulonia e già dotato di tutti i permessi di legge previi i quali sono già cominciati i primi scavi per le fondamenta e anche degli allacciamenti a tutte le dorsali, e uno prenotando subito avrà i suoi bei vantaggi in termini di consegna e di prezzo, noi lavoriamo acciocché i nostri piccoli possano godere di tutti gli agi, di tutte le protezioni e di tutte le gioie che l’infanzia a buon diritto pretende per sé.… Leggi il resto »

In fuga dalla scuola e verso il mondo

di Emiliano Caprio

 

 

Leggere un libro sulla scuola, all’inizio, desta un minimo di scetticismo. Il tema ha un suo valore in termini di puro marketing editoriale, di libri sulla scuola ne vengono sfornati continuamente, più o meno tutti molto simile fra di loro.… Leggi il resto »

Zoo

di Davide Racca

Stessa faccia stessa razza – dice il greco.

La scimmia dello zoo – con la mano
al mento, si concentra, si gratta,
si spaventa …

ZOO

Arm Macht Reich[1]

Dal nido alla cella – un uovo morto.… Leggi il resto »

Sopra la mole pt. 1

di Dario Borso

I. Su Rinascita di dicembre 1956, dopo un’ampia cronaca dell’VIII Congresso nazionale del PCI che s’era chiuso a Roma il 14 del mese, comparve corsivato, su singola colonna e senza nota di accompagnamento, il seguente testo:

LA SCIMMIA GIACOBINA

La scimmia giacobina è l’ultimo prodotto delle differenziazioni che si stanno determinando nella mandria di bruti che riempie delle sue strida i mercati italiani.… Leggi il resto »

La Luna

di Franz Krauspenhaar

Fa caldo, in questo luglio del 2009. L’aria condizionata è tenuta al minimo, temo per la mia salute ormai già stecchita. Mangio le mie verdure bollite, guardo la televisione. Ricorre il quarantennale del primo sbarco sulla luna. Immagini in bianco e nero nello studio televisivo della RAI, il giornalista Tito Stagno, biondo e con gli occhiali,  viso simpatico e ben fatto, abbassa le mani… “Ha toccato”, esclama.… Leggi il resto »

L’indecenza

di Mariasole Ariot

Gli alberi sono degli alfabeti, dicevano i Greci.
(Roland Barthes)

La prima volta, dopo molti anni, l’ho vista arrivare dall’alto. Un cavalcavia e il suo corpo ombra che in lontananza sembrava  un arbusto senza foglie, due rami che si allargano al cielo aggrappati tenacemente al manubrio di una bicicletta troppo alta.… Leggi il resto »