Categoria: inediti

quattuor (passi) fare!

Quest’estate, per chi l’ha visto e per chi non c’era, ho proposto una rubrica, questa. Alcuni contributi sono giunti fuori tempo massimo ( ah le poste d’un tempo!) così, sperando di fare cosa gradita ai più, ve le propongo con il segreto sogno di portare un giorno in giro per l’Italia tutta la compagnia di ballo.… Leggi il resto »

La luce

di Andrea Inglese

Qui non mi può raggiungere la forma interna della città, la sua anomalia di riflessi, tutti metallici, con l’azzurro del cielo in transito, in continuo sfogo verso il nord e l’oceano, qui la configurazione intima si è allentata, la morsa del tredicesimo, la sua monotonia di acacie e grate metalliche per terra, qui le cancellate del liceo, la scale mobili che non si arrestano neppure di notte, nel tempo morto, qui i giocatori di pallone nel campetto di cemento, qui Max, l’alcolizzato colto, il senza casa, qui non mi possono raggiungere, i fumatori costretti ad appoggiarsi alle vetrine, all’esterno, qui i carrelli di tela cerata da cui sbucano i sedani non arrivano, la mappa mentale, che Parigi ha costruito per strappi continui, per trafitture, per piccole ustioni sentimentali, come un pirografo, qui no, non sopra i bastioni di Castel Sant’Elmo (la fortezza di tufo sopra i resti della chiesa di Sant’Erasmo),… Leggi il resto »

Albacete

di Stefano Gallerani

Poco più che adolescente non trovai di meglio, per costringere mio padre a lasciarmi andar via da quella piccola città, che convincerlo della mia vocazione al sacerdozio. Sul momento, la mia risoluzione non ebbe che l’effetto di scatenare il suo disappunto: pareva volesse strapparmi dall’anima un segreto.… Leggi il resto »

Il signore delle nubi

di Chloe Dallacqua

[ricevo e molto volentieri pubblico un altro testo, con originale in figura, di poesia cinese classica, che la mia cara amica Chloe Dallacqua mi permette di pubblicare qui; la sua precedente traduzione era apparsa qui, dove si può trovare anche qualche notizia più dettagliata sui nove canti.… Leggi il resto »

La spaventosa ipnosi in cui sembra caduto il nostro paese

di Evelina Santangelo

Vorrei riportare alcune recenti notizie di rilievo internazionale che riguardano il nostro paese.

(tralascio quelle di rilievo nazionale, il dramma dei precari della scuola o dei cassintegrati o dei disoccupati, che contraddicono le ottimistiche previsioni del nostro ministro del Tesoro, solo perché tutto ciò avrebbe bisogno di un discorso a parte e circostanziato circa lo stato reale dell’occupazione e dell’economia in Italia e lo stato presunto teletrasmesso)

Ecco dunque alcuni fatti (corroborati da dichiarazioni molto esplicite) che se messi così, uno di seguito all’altro, mi sembra diano la misura di come l’Italia abbia abbandonato se stessa, la sua identità costituzionale, con tutto ciò che ne consegue.… Leggi il resto »

Note per un libretto delle assenze: livraisons (librazioni)

di Francesco Forlani

Molti sono i casi più o meno legittimi di esproprio, ma in uno solo si realizza l’esperienza che diremo del furto reciproco e consapevole e che solitamente accade alla fine di una lunga storia d’amore. Perché nelle storie delle separazioni fioccano racconti come micosi, di pezzi, forchette e coltelli, sottratti alle argenterie comuni, delle librerie, mobili scomposti, smodulati, leggendo a ritroso il libretto delle istruzioni, dal secondo Vangelo Ikea e ricostituiti altrove monchi di una cassettiera o di un piano di lavoro.… Leggi il resto »

Fine del ritorno (Lettere nomadi, Sez. IX)

di Luciano Neri

I.

Non pensano alla morte, essendo in rapporto solo con essa (Maurice Blanchot)

(…)

L’acqua del canale si fa grigiastra
Col temporale, arretra il non visibile
Con la sua lotta serrata. Non si può
Entrare cambiando il taglio alle parole
Esclusa è la presenza di chi non ha dolore

(…)

Anche se il dolore fosse di quelli senza
parola, fosse di quelli senza memoria
fosse un fuori in cui nessuno entra
a parte il testimone che ti protegge
fosse un’esausta prova di lampi
fosse un campo aperto minato
sul cammino di chi può dirsi
il non trovato presente, fosse anche
una bocca alla porta chiusa
di un mondo che ha deciso
e tutto il possibile negli occhi
improvvisamente un dono risparmiato
senza ritorno… – fosse questo
l’avvenire, il futuro, aprire
il cuore e guardare… Leggi il resto »

Due note

di Stefano Gallerani


NOTA IN BUONA FEDE:
È generalmente risaputo che un sentimento potente si riflette con facilità sull’indole e sul carattere di chi lo prova, mentre non è difficile che induca anche ad atti inesplicabili e perfino contraddittori a paragone di esso.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Francesca

Là, tout n’est qu’ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté.

Il giardino apparve, imprevisto, dopo cinquanta metri di sterrato. Le parve, allora, che l’invito di Baudelaire risuonasse più nitido.
Il verde traboccava ovunque, grondava da foglie di potus, da orchidee annidate nel cavo di un albero, da lucidi ventagli di palme.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Chiara
[ M. C. ]

e fammi vedere: quanto maschio puoi diventare
questo è quello: il solito – noioso insicuro, bevo
e mi trastullo al sole e non articoli che molli frasi
fatte patologiche – e farmi femmina felice, forse
credimi: non è in tuo potere.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Giovanni

Nurra
(2 agosto 1980)

(Aride)
feci
di vacca
sgranate
tra tumuli
arcigni
di pietre
narranti
la storia:

la guerra raggiunge la pace

: grugniscono i porci
e ignorano i segni di un’alba
col taglio già pronto
a festa di sangue

E mosche e formiche distratte
e sibili folti eruttano foglie, cispose

Un marcio colore
dipinge
,
ristagna.… Leggi il resto »

CONTRAFFORTE

di Stefano Raimondi

Io ti conosco e non ti conosco insieme:
tu vicino con me in altro
e altro in me ancora da capire.

I

Ci sono giorni dove nascere porta luce, battesimi
d’acqua: pazienze. Altri fanno rumore. Hanno
tagli e attese: portano lontano.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Véronique

Mogano
Il toro entra
in fretta
dall’ oscurità
nella camera di sabbia

Muñeca
senza smalto sulle unghie
prega la grazia
della figlia che è sdraiata
al sole navigatore
ammutinata

Balla il costume nell’arena
con fiori ricamati d’oro
Domani il primo sangue
sarà versato

Città della rinascita
le nozze sono lontane
e ancora nella nebbia
degli oleandri, aspetta

Gherardo

pronti a distinguere tra alcuni
eravamo distratti dalle giornate normali, dal corso previsto dei nostri
sotto certi aspetti la questione si poneva il mattino
intendendo per qualità qualcosa di

e infatti la luce di luglio ci diceva qualcosa
assecondando il piano generale che la voce dei telegiornali
ma distratti
ripensando al primo dei gravi errori ed alla nostra

rispetto alla questione del futuro
eravamo comunque in disaccordo
sulla possibilità che poi durasse

la possibilità di un consumo innocente
da lontano, come un saluto
dentro a piccoli gesti che ti toccava scordare… Leggi il resto »

due passi (fare)

PASSO A DUE
GINGER: Nina Maroccolo
FRED: Giovanni Campi

SORGE SONORA
di Nina Maroccolo

piove━━━━━━━━━━━ sorge sonora la parola-goccia a goccia ][ distillata acquamarina ] sia ermetica saggezza in corpo eloquente━ dita sorde tambureggiano ore l’incavo corpo ][ sepolcro ] divida l’urna a metà tace la parte sottostante vulnerabile [ sé del corpo civile ][ ministero di buona maniera e contenimento ] che il silenzio osserva e la parola non prescrive dove il bene━ essere [ sia ] avanguardia d’una perturbazione vento indomito su tutti i mari━━━━━━━

“le principesse conoscevano già il labirinto, ma davanti agli occhi di tutti: era uno spiazzo per la danza”
(Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia)

“che cosa è la danza e cosa dei passi possono significare?”
(Paul Valéry, L’anima e la danza)

dono per dono
di Giovanni Campi

se òrge son or danze in frali dèdali
di nebulose: nodi sian di nido
ch’avvolgo e svolgo ] cune [ come d’ali
al volo pronte – donde l’onde annido

smarrito e riannodo dono per dono
perdend’approdo e deriva – sconnessa
arena ad esso teatro dal sono
deserto ] soffio [ l’avita sommessa

parola – primi geni tu – or li grido!… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Luigia

sono ora al tuo cespuglio
in quella tinta cresciuta
dalla nostra sostanza immensa
la voce staccata dal corpo
segna l’opera il taglio della carne
nel frammento
tutto l’occhio avanza
fino a te che ascolti
il gocciare, piccole macchie
sulla tela,
quel lampo
che ferisce il sogno colpendolo
in pieno viso
la mutilazione,
la sagoma del tronco diviso
il ricovero della carne
nella separazione
con i mattini ventosi sull’acqua
tutta colma
la materia del giardino colpita
così illuminata e sola la luce
da sé sparsa

scorporata

il cespuglio, il cespuglio caro

Franco

Siamo pronti all’amore quando gli altri se ne vanno.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Helena

Ho una piccola penna nel portafoglio
che hai strappato via due giorni dopo
all’ala azzurra che forse ha condannato
un uccellino ignoto sotto ai tuoi occhi.

Gli hai dato acqua che non riusciva a bere,
gli hai offerto cibo che non credevo adatto:
volevi dargli cioccolato in mancanza d’altro,
finendo per spaccargli col piede di una sedia
i primi pinoli che hai raccolto.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Anna Maria

poesia per un lorenzo
anche stanotte il cielo ci ha tradito
delle stelle promesse neanche una
soltanto una lampara disattenta
e un semaforo giallo permanente
questo è il nostro paesaggio
o meglio era
nel perchè dalle sedie addormentate
guarda è l’azzurro sotto la cabina
e il gabbiano di tutti i mezzogiorno
in pausa pranzo e arriva la controra.… Leggi il resto »

Periscoop

di Giovanni Campi

plotone d’esecuzione

“Mon dieu! Ô mon dieu!” – disse il Signore.
La vita del signore era stata costellata da una serie di avvenimenti a dir poco sconcertanti, l’ultimo dei quali era appunto di trovarsi, tradito da uno, e ancor di più da tutti coloro non l’avevan creduto, dinnanzi dinnanzi ad una platea fatta di persone pronte a tutto sì ma non al perdono.… Leggi il resto »