Categoria: inediti

Autismi 13 – Le mie passeggiate (2a parte)

di Giacomo Sartori

Lungo il canale c’è il divieto di stazionamento, quindi non penso più alle macchine parcheggiate. Penso che ho fatto proprio bene a strapparmi via dalla cittadina dove sono cresciuto. Penso che passeggiare per quell’asfittico coacervo di costruzioni stritolato tra inospitali montagne è uno strazio, perché tutte le persone ti conoscono o comunque ti guardano insistentemente come ti conoscessero, e soprattutto in qualsiasi direzione tu ti diriga la cosiddetta città finisce subito: non rimane che girare in tondo a testa bassa, come nel cortile di una prigione.… Leggi il resto »

ARRIVO

di ALESSANDRO BROGGI

1

guardare al presente
individuare con precisione
le debolezze della società
in cui noi viviamo

il mondo è un luogo dove
siamo sottoposti ad un sovraccarico
di informazioni e la velocità
continua ad aumentare … Leggi il resto »

pop-up

Il regno del re invisibile
di
Livio Borriello

io sto in un io che passa, in un organismo più grande che io chiamo il zoo, le cui cellule sparpagliate sono gli altri io umani, che ugualmente passa, e che sta in un mondo che passa.… Leggi il resto »

Autismi 12 – Il mio primo ministro

di Giacomo Sartori

Fin da marmocchio il mio primo ministro aveva la passione delle compere. Non solo figurine e barrette di cioccolato, tutto. Se per esempio andava a casa di un amichetto a giocare al Monopoli, gioco che si è rivelato fondamentale per la sua formazione intellettuale e umana, prima o poi batteva con le nocche sui muri e chiedeva: “è in vendita?”.… Leggi il resto »

Saramago, il quaderno di un blogger

di Marco Belpoliti

In copertina una fotografia scattata da Daniel Mordzinski. L’autore del libro vi stringe in mano un piccolo specchio in cui si vede una parte del suo viso: gli occhi e gli occhiali, la fronte e le sopracciglia. Il ritratto di José Saramago ci appare così: parziale, un frammento della sua immagine generale, in cui anche il viso, la parte più importante del corpo umano, non è un intero, bensì, a sua volta, un frammento.… Leggi il resto »

Come sul ponte

di Davide Vargas

Come sul ponte di una nave sotto un’unghia di luna, una stella qua e là tra la nuvolaglia notturna scossa dal vento potente che solleva polveri d’acqua sui dorsi bianchi delle onde e le sparge come i semi del contadino, e da un chiarore laggiù ad oriente arriva un canto come un azaan, o è un’eco di altri orizzonti, oltre l’approdo e la barriera aguzza di nuvole svelata dal bagliore di un’alba.… Leggi il resto »

I Palestinesi, un popolo di troppo – Intervista a Jeff Halper (1)

[Invito tutti coloro che s’interessano alla questione israelo-palestinese a leggersi senza pregiudizi questa intervista a Jeff Halper. A me sembra di una straordinaria lucidità e onestà intellettuale. Non solo ma, in mezzo a tanta anti-politica, apre delle reali prospettive politiche. A I]

a cura di Lorenzo Galbiati – traduzione di Daniela Filippin


Jeff Halper
, ebreo israeliano di origine statunitense (è nato nel Minnesota nel 1946), è urbanista e antropologo, e insegna all’Università Ben Gurion del Negev.… Leggi il resto »

Autismi 11 – Mia sorella

di Giacomo Sartori

Mia sorella con l’età si è completamente inacidita. Raggrinzita e inacidita. Come certi frutti si accartocciano su se stessi prima di raggiungere la dolcezza e la pienezza della maturità. Si direbbe che qualcosa nella normale evoluzione fisica e psicologica legata all’età sia andato storto.… Leggi il resto »

Di Stormy Six e di popoli fratelli

di Gian Paolo Ragnoli

Era il ’73, io ero spesso a Milano, dove mia figlia Marta sarebbe nata l’anno dopo, gli Stormy Six stavano passando da Wooody Guthrie a Stalingrado, tutto sembrava in movimento. Era anche l’anno in cui nella mia città, La Spezia, conobbi Rudi Veo e Giovanni Sturmann, assieme ai quali avrei fondato un gruppo di folk “militante”, il Collettivo Franceschi, ispirato dal primo Dylan, da Guthrie e dagli stessi Stormy Six.… Leggi il resto »