Categoria: indiani

comunicazioni di servizio, vita di Nazione Indiana

Parlando di poetiche – cioè, al momento, di quasi nulla

di Daniele Ventre

L’oscillazione pendolare fra sperimentalismo di rottura e ritorno all’intimismo e alle forme ricompattate, fra impegno e gioco, era già in atto nei novissimi e nel gruppo ’63. Oggi, fra scritture non assertive (o se si vuole di ricerca) e nuovi vecchi lirici (o se si vuole, tradizione), e poeti giocosi (o se si vuole, il caos), assistiamo a un permanere scisso dei novissimi e del gruppo ’63, con qualche inserzione di neo-dada (asemantici & affini), meno il potere accademico (salvo qualche caso) e meno i quadri del partito di massa (storicamente defunto).… Leggi il resto »

Delirio paranoide speculare. Il tema della Guerra fredda nelle serie TV

 

di Paolo Trama*

1. Paranoia speculare da guerra fredda

Psicosi collettiva del complotto, delirio persecutorio socialmente normalizzato: The Americans (FX 2013-2018) e Deutschland 83/86 (Sundance TV 2015 e 2018[i]) tematizzano l’emozione culturale di una “paranoia speculare”, costituita dalla dialettica tra l’ossessione del pericolo rosso e lo spettro del consumismo borghese e imperialista, attraverso strategie narrative e un immaginario sostanzialmente affini.… Leggi il resto »

Il riposo del dopo desinare

 

Il brano che segue è tratto da L’imitazion del vero di Ezio Sinigaglia (Terrarossa Edizioni, 2020)

di Ezio Sinigaglia

Or non può dirsi che Nerino innocente effettualmente non fosse. Ma l’innocenza sua non poteva far di sottrarlo alle leggi di natura, la quale pei suoi imperscrutabili fini ha stabilito ch’in quell’età appunto in cui Nerino era anche i più innocenti fanciulli prendan di confusi ardori ardentemente nella carne a bruciare.… Leggi il resto »

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Cappotto
di Gianni Montieri

The National, Nobody else will be there –> play

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Da Ben Lerner, Topeka School, trad. Martina Testa, Sellerio, 2020

Comunque sia, il Metropolitan aveva un grande ruolo nel nostro folklore di coppia. C’era stato un giorno particolarmente memorabile in cui avevamo preso dei funghi o dell’acido e girando per il museo lui era andato fuori di testa, ma quella è un’altra storia.… Leggi il resto »

Il canto del tempo, di W. Kevin Wren

La poesia di Kevin Wren non è cronaca e non è diario, nulla di più lontano da lui del flusso psichico o viscerale che alimenta nei nostri tempi postumi tante scritture ininterrotte, replicanti, filamentose. Le sue basi, i suoi modelli, rigorosamente distanziati con dolore e con rimpianto, stanno nel grande simbolismo, nella costruzione immaginosa e visionaria del mondo, dei paesaggi naturali e interiori, che fu di Yeats e dei romantici inglesi.… Leggi il resto »

L’esperienza (architettonica) sovietica: un passato da reinterpretare?

Intervista di Giuliano Vivaldi a Owen Hatherley

Owen Hatherley è autore di oltre dieci libri principalmente incentrati su architettura, urbanistica, politica e cultura. Ha esaminato l’architettura britannica degli ultimi anni in libri come A Guide to the New Ruins of Great Britain (2010), A New Kind of Bleak (2012) ma ha anche concentrato la sua attenzione sull’esperienza architettonica e urbanistica sovietica e post-sovietica, cui ha dedicato Landscapes of Communism (2015) e The Adventures of Owen Hatherley in the Post-Soviet Space (2018).… Leggi il resto »

Pandemia: esperienze di sostegno reciproco a Barcellona

di Sara Beltrame*

C’era questo cartone animato giapponese, s’intitolava One Piece.

Rubber, il protagonista, era un pirata con il corpo di gomma e un cappello di paglia in testa, stile Sampei. Un giorno Nami, piratessa della sua ciurma, si ammala, ma, non essendoci un medico a bordo ed essendo tutti molto preoccupati per lei, la ciurma decide di sbarcare ovunque possibile.… Leggi il resto »

L’oro della Turchia: come battere Erdogan con la lotta alla gentrificazione

di Giuseppe Acconcia

La giornalista Giovanna Loccatelli ne L’oro della Turchia. Il business dell’edilizia che ha stravolto l’aspetto del paese e il suo tessuto sociale (Rosenberg & Sellier, 2020, pp. 190, 14 euro), prefazione di Alberto Negri, traccia l’ascesa e il declino del presidente turco Recep Tayyip Erdogan attraverso il business del cemento.… Leggi il resto »

Come carta di riso: dalla vitalità all’incanto di Alessandra Montesanto

di Giuseppe Acconcia

Come carta di riso (Oedipus, 2019, pp. 57, 12 euro) è il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Alessandra Montesanto. Militante e fondatrice dell’Associazione per i diritti umani, Alessandra insegna Cinema e linguaggio dei Media a Milano. Nella prefazione a cura di Amin Wahidi si richiama la necessità del testo poetico.… Leggi il resto »

Testimoni involontari del tempo

Il 6 marzo 2020 ancora non mi rendevo conto di quanto le nostre vite sarebbero cambiate per colpa della pandemia Covid-19. Ma forse sospettavo qualcosa, annusavo l’odore di bruciato. Altrimenti non saprei spiegarmi la mail che inviai a un gruppo di scrittrici e scrittori per chiedere loro come stavano vivendo la situazione, come erano cambiati i loro giorni e le loro scritture.… Leggi il resto »

Polifonia dell’esserci: Bruno di Pietro, Colpa del mare e altri poemetti

Di Giuseppe Martella

I.

Colpa del mare di Bruno di Pietro (Oèdipus, 2018), è una composizione in dieci quadri, per cinque voci narranti, su due linee melodiche che spesso si intersecano o talora si corrispondono a distanza per antifone. Fuori dalla metafora musicale, in essa si realizza una continua dialettica di epica, lirica e dramma, in cui domina talora la dimensione speculativa, talaltra quella storico-narrativa o infine quella erotico-elegiaca.… Leggi il resto »