Categoria: indiani

comunicazioni di servizio, vita di Nazione Indiana

La casa come sito di resistenza. Da Rosa Parks a bell hooks

di Ornella Tajani

A Napoli, fino al 6 gennaio 2021, si può vedere la casa di Rosa Parks, grazie a una installazione dell’artista statunitense Ryan Mendoza. È interessante scoprire il suo progetto, e riflettere sui suoi significati, alla luce del primo capitolo dell’Elogio del margine di bell hooks, appena riedito da Tamu Edizioni; il volume esce a cura di Maria Nadotti, che firma anche un’importante nuova prefazione.… Leggi il resto »

Mots-clés__Velo

Velo
di Elisabetta Abignente

Richard Strauss, Salomè, Danza dei sette veli -> play

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Da Thomas Mann, Le storie di Giacobbe (1933), in Giuseppe e i suoi fratelli, trad. di Bruno Arzeni, Mondadori, Milano 2000, p. 352.

«[Rachele] Si dilettò a lungo con il variopinto tessuto, con la fastosa veste di velo; se lo avvolgeva intorno, s’immergeva nelle sue volute girando su se stessa, inventando sempre nuovi modi di drappeggiarsi con quella istoriata trasparenza.… Leggi il resto »

A Mario Guaraní Galzigna

di Mariasole Ariot

 

Ricordo la prima volta che ci siamo parlati: ero appena rientrata a Vicenza dopo gli anni trentini, abitavo in una casa buia. Ho una memoria vivida per i dialoghi, debole per le immagini, ma ricordo sempre i luoghi precisi e la posizione dei corpi quando si parlano.… Leggi il resto »

Una post-recensione a ‘The Human Voice’ di Almodóvar

di Ornella Tajani

Mi sarebbe molto piaciuto vedere The Human Voice di Almodóvar, tratto da La voix humaine di Jean Cocteau; al momento in cui scrivo, però, i cinema sono chiusi e l’ipotesi di riuscirci mi appare remota. Così, un po’ per protesta, un po’ per una singolare forma di compensazione, ho deciso di recensirlo, sulla base delle dichiarazioni del regista, delle poche immagini che circolano, della descrizione della trama e di quello che mi ha detto qualcuno che conosce qualcuno che l’ha visto.… Leggi il resto »

Isola aperta

di Francesco Ottonello

[Propongo qui un estratto della prefazione di Tommaso Di Dio al libro di esordio di Francesco Ottonello Isola aperta (Interno poesia), pubblicato nell’ottobre 2020. A seguire una prosa e due poesie del libro. B.C.]

Tommaso di Dio:

“[…] La po­esia di Francesco Ottonello sta tutta qui: un tentativo di raggiungere il punto in cui la propria singolarità si faccia altro, possa essere materia di vita altrui.… Leggi il resto »

Canto del maiale

 

di Renata Morresi

Tra le poesie di Margaret Atwood che più mi sono divertita a tradurre ci sono i monologhi degli animali. Non si pensi tanto alla tradizione letteraria che li accoglie come simboli e allegorie: non sono le personificazioni della brava gente di campagna di Beatrix Potter, o i correlativi oggettivi dei modernisti, come il pesce dalle molte vite di Elizabeth Bishop o il pangolino di Marianne Moore con la sua corazza.… Leggi il resto »

Del fraintendimento: Gruppo 93 e avanguardie

di Bianca Coluccio

Nel maggio del 2003 l’Alma Mater di Bologna predisponeva una serie di tavole rotonde organizzate nell’ambito dell’iniziativa “Gruppo 63 – Quarant’anni dopo”. Sul magazine dell’Università si legge che l’intento principale è quello di “dimostrare che i lavori del Gruppo 63 avevano una potenzialità di sviluppo ulteriore”.… Leggi il resto »

Allegria alla fine del mondo. Quattro poesie di Andreia C. Faria

 

 

traduzione e cura di Serena Cacchioli

 

Andreia C. Faria è nata a Porto nel 1984. Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, De haver relento (Cosmorama Edições), seguito da Flúor (Textura Edições, 2013), Um pouco acima do lugar onde melhor se escuta o coração (Edições Artefacto, 2015) e Tão Bela Como Qualquer Rapaz (Língua Morta, 2017), che ha ricevuto il Premio della Società Portoghese degli Autori nel 2017 come miglior libro di poesia.… Leggi il resto »

Fastidiosa e sputacchina, ovvero come abbattere milioni d’ulivi in silenzio.

di Lele Amoruso

O miseras hominum mentes, o pectora caeca.  O misere menti degli uomini, o ciechi cuori.

Lucrezio, De rerum natura – II,13

 

QUALCUNO s’avvede guidando sulla superstrada, altri negli innumerevoli  tragitti intercomunali.

Oppure giravoltando in bicicletta per stradine segnate da muretti a secco, o dal finestrino della Sud-Est; altri buttando giù l’occhio dall’aereo.… Leggi il resto »

῾Υποθῆβαι ἄνευ τειχῶν

di Daniele Ventre Τῷ Αἰμυλίῳ Ουίλλᾳ ἀναθέμενον 1. πάντων μεταδειπνούντων τῶν ῾Υποθηβαίων σχολὴν σπουδαίαν ἔχω φάρμακα ἔδωκα κἄπιον τὸ τῆς ἀορασίας ἄορ ἄοριστον ἐξὸν γεγονέναι ἄνευ θηρευτῶν ἢ καὶ ἰχνευτῶν. πάντῶν ἰχνῶν ἀγνώστων ὄντων καὶ ἡ μετάσφιγξ μεταίνιγμα μεταινίσσουσα τάς μετανθρωπίνας σκιὰς βορᾷ ἄπαστον κἄσιτον τὸν γαστέρα ἔχουσα μετὰ τὴν ἀμέγαρτον δαίτα .… Leggi il resto »

Mots-clés__Mani

 

Mani
di Giulia Scuro

Mozart, Don Giovanni, “Là ci darem la mano” -> play

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Da Stendhal, Il rosso e il nero, trad. Alberto Cappi, Newton, 2014

Entrando quella sera in giardino, Julien era disposto a occuparsi delle idee delle belle cugine.… Leggi il resto »

L’autunno in Sardegna di Ernst Jünger

Per i tipi di Le Lettere è uscito da poco Un autunno in Sardegna di Ernst Jünger, a cura di Mario Bosincu. Dei tre testi raccolti nel volume pubblico l’incipit del primo, intitolato San Pietro. [ot]

di Ernst Jünger
traduzione di Mario Bosincu

Si possono raccontare molte cose sulle isole, ed è più facile iniziare che finire.… Leggi il resto »

Il cinema russo a Firenze: i film čechoviani di Konstantin Chudjakov e Svetlana Proskurina

di Giulia Marcucci

La seconda edizione del Festival di cinema russo contemporaneo nella cornice di NiceFestival (Direttrice artistica Viviana Del Bianco) si svolgerà dal 5 al 10 settembre; tuttavia, per ragioni ben note, quest’anno la modalità di proiezione sarà in streaming sul portale Più Compagnia con una conferenza stampa introduttiva il 4 settembre in collegamento dagli Uffizi per dialogare con i co-organizzatori russi (il Centro dei festival cinematografici e dei programmi internazionali) e i registi e le registe dei sei film selezionati.… Leggi il resto »

Perdere il controllo

 

di Lisa Ginzburg

 

Julia von Lucadou (Heidelberg, 1982) ha costruito un notevolissimo romanzo (La tuffatrice (Die Hochhauspringerin) Carbonio editore, traduzione di Angela Ricci, pp. 252) tutto incentrato sul reciproco controllo come paradigma dominante. Non solo: la sua riflessione, con sapienza travasata e diluita in forma narrativa, si pone (e vince) una sfida supplementare, quella di descrivere l’inevitabile erosione di detto paradigma di controllo.… Leggi il resto »

Beirut mon amour.

di Paulina Spiechowicz

 Catastrofi a distanza

Ho visto l’esplosione per la prima volta tramite un video condiviso su di un gruppo whatsApp. Non ho capito subito che cosa stesse succedendo. Come spesso accade sui social networks, le immagini arrivano prive delle didascalie e, sullo schermo, tutto è ridimensionato.… Leggi il resto »